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#senzaparole — Public Fediverse posts

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  1. La poesia della nuova ontologia estetica è indicativa per il suo essere costruita con giunture di discorsi e giustapposizioni, perifrasi, sintagmi estraniati e ultronei, sovrapposizioni, effetti traumatici; la punteggiatura stigmatizza gli stop ma senza i «go», sono stop e basta; la poesia è costipata di interruzioni, come per arrestare e depistare la fluenza musical-pentagrammatica di un tempo, Non c’è più alcun canone da mettere in discussione, L’oblio della verità e l’oblio della memoria. Poesie di Francesco Paolo Intini, Giorgio Linguaglossa, Mimmo Pugliese, di Marie Laure Colasson, présence, 30×30, acrilico, 2024

    Francesco Paolo Intini

    PIZZINI VII

    Con l’andar dell’onda gli uomini forti resuscitarono.
    Vennero fuori le monetine da cinque o poco più
    Croce sotto testa sopra

    Il 2025 le salutò cortesemente
    Nessun sospetto, nessun pericolo
    Per chi approda sulla Luna
    Una mano salutò dalla pelata
    Armstrong, ovvio!
    E quelli non fischiarono
    Né fecero ressa
    Ma dissero all’istante di voltarsi indietro
    E quello obbedì.

    La rabbia mutò in allegria
    Approvarono le fabbriche
    Per la Triplice ci fu intesa

    Tempo che fai?

    Rimasto immerso nel pasticciaccio di via Botteghe oscure
    Berlinguer -chi era costui?-continuava a dire:
    Questio morale…Questio morale…

    Ah! No, il Tempo non è a disposizione
    di tomisti e comunisti.

    PIZZINI VIII

    Due colombi si abbracciano sul mandorlo.
    Kalashnikov e carrarmati tirano un sospiro di sollievo.

    -Pronto?

    Le gemme fremono nei cannoni.
    Sullo stesso ramo- ancora da sintonizzare-
    l’amore del dopoguerra ci prova col dopobarba.

    Tutto è pronto per un trasferimento di informazioni.
    Ma tocca alla zebra la relazione sul terrore.

    C’è un rincorrere di tycoon a pellerossa
    ma fa niente se stanno nell’ algoritmo della savana.

    -A me l’Africa
    -A te l’Australia

    Lo sguardo è minaccioso
    il sorriso un po’ corrotto-colpa del tuning
    Se leoni e poeti s’azzuffano per la crusca.

    Il prezzo è salito alle stelle
    il colon si è bloccato.
    Quanto vale il Mexico? Più dell’appendice
    Ma su Saturno minano gli anelli

    -A me l’Antartide
    -A te l’Artico.

    Prendere il fegato al banchetto dell’Eurasia
    Bypassare il retto con l’astuzia di Valentino

    E dunque
    si ruoti la manopola della Luna
    diamo inizio all’accoppiamento.

    -A me Giove
    -A te Plutone

    Giorgio Linguaglossa

    The poet Jerzy Hordynski si è chiesto se l’opzione giusta fosse piantare fiori di tantalio su Titano, minare le margherite di Encelado con del plastico o cantare la grandezza del’Urbe
    Fatto sta che il Politburo ha deliberato per entrambe le opzioni contemporaneamente, dichiarando: «This is what Victory feels like»
    Il Guardasigilli ha ingoiato le metafore e le catacresi

    A me Antares!
    A te l’Astrakan!

    Chi avrebbe mai immaginato dover deglutire un rospo con il disprosio?
    «Hic Rhodus hic salta», gridò Azazello

    Le campanule ebbero un sussulto sulla cima dei pantaloni
    Sui rami dei mandorli cinguettavano ancora le cinciallegre

    A me l’America!
    A te l’Alaska!

    Alla fine, il poeta lituano Andrius Kubilius ha dichiarato la bancarotta della poesia elegiaca perché il prezzo delle pantofole era salito alle stelle. «Quomodo», commentò in latino

    Azazello osservò il bicchiere mezzo vuoto e disse: «Il bicchiere è mezzo pieno, le cinciallegre dovrebbero imparare a nuotare, piuttosto»

    Post-it: Piace a 2 people

    Mimmo Pugliese
    ALLA FINE DEL CERCHIO

    Alla fine del cerchio sono in saldo le lucertole,
    Cleopatra ha un bouquet nell’occhio

    è indecisa se svenire o telefonare al pianeta Enotryx
    che gioca alla play-station con un apriscatole

    Il petto del millepiedi è una bandiera,
    scarabocchi fanno sparire cannoni

    adirare chitarre in retromarcia e spilli
    impiccati al traffico africano

    Restituire gelati o ferri di cavallo?
    la Sfinge ha una colazione di lavoro con il segretario generale,

    è scaduto il contratto con i coccodrilli
    dalle nervature dei bollitori sgomitano pennarelli

    C’è spazio tra l’eclissi e le biciclette
    mulini a vento affogano nel burro di arachidi,

    per decreto i bastoni possono ballare il twist
    chele rinnovare il passaporto

    Giorni quadrati si rimestano,
    aiutano rizomi a sparigliare lavatrici

    bicchieri a recuperare la memoria,
    Itaca è una canoa gialla

    Per una «nuova idea di poesia»

    Riflettevo sopra queste ultime poesie kitchen di Francesco Paolo Intini, mie, di Alfonso Cataldi, Marie Laure Colasson e di Tiziana Antonilli etc., le definirei un festival dell’ibrido linguistico che dichiara apertamente che non si può più fare una poesia che parla della poesia (che finisce sempre nell’onanismo della parole e nel soggettivismo), in realtà la poesia che qui stiamo facendo (e che resta nel gozzo dei poetini di mestiere), non è affatto una meta-poesia (che ricade sempre nel luogo comune della poesia che riflette sulla poesia), ma una poesia che celebra il decesso già avvenuto della poesia (elegiaca e no). In questa accezione, la poesia e la meta-poesia che si fanno oggi sono poesie da obitorio perché nascono in obitorio, una scrittura da vivisezione degli organi vitali di un cadavere, una sorta di operazione medico legale fatta su un cadavere. I poeti radiofonici fanno come Azazello nella poesia sopra postata: dichiarano che il bicchiere è mezzo pieno, quando invece è mezzo vuoto. I poeti radiofonici «dovrebbero imparare a nuotare, piuttosto». La poesia kitchen è una poesia che presuppone il decesso della poesia da accademia.

    Perdita dell’Origine (Ursprung) e spaesatezza (Heimatlosigkeit) si danno la mano amichevolmente. Se manca l’Origine, c’è la spaesatezza. E siamo tutti deiettati nel mondo senza più una patria (Heimat). Ed ecco l’Estraneo che si avvicina. Ed ecco i Fantasmi che fanno ingresso. E, all’approssimarsi dell’Estraneo, (Unheimlich) le nottole del tramonto singhiozzano. Il poeta è diventato il Luogotenente del Nulla (Platzhalter des Nichts). È ormai privo di linguaggio. È rimasto «senza parole». Gli è rimasta la «Voce» ma non ha più alcun linguaggio.

    La poesia della nuova ontologia estetica è indicativa per il suo essere costruita con giunture di discorsi e giustapposizioni, perifrasi, sintagmi estraniati e ultronei, sovrapposizioni, effetti traumatici; la punteggiatura stigmatizza gli stop ma senza i «go», sono stop e basta; la poesia è costipata di interruzioni, come per arrestare e depistare la fluenza musical-pentagrammatica di un tempo, Non c’è più alcun canone da mettere in discussione, L’oblio della verità e l’oblio della memoria.

    Ascoltavo ieri su youtube una spiegazione della fisica delle particelle elementari; lo scienziato proponeva un semplice esempio : se immaginiamo di poter ingrandire il nucleo di un atomo alla dimensione di una arancia, troveremmo l’elettrone più vicino che gli ruota intorno a 12 Km di distanza. In mezzo c’è il vuoto (o il nulla, fate voi). Dunque, siamo fatti di vuoto. La materia è un condensato di vuoto. E in questo vuoto noi ci stiamo a cavalcioni.

    Così eliminiamo con un colpo di spazzola tutte le metafisiche, le misticherie e le speculazioni religiose e politiche: noi abitiamo il vuoto in quanto siamo fatti della stessa stoffa del vuoto. E allora: Sia benedetto il grembo del vuoto e sia benedetta la sua generosità onde per cui noi esistiamo. Ergo, tutte le ideologie, le credenze, le religioni, convinzioni etc. sono il prodotto del grembo del vuoto. L’uomo è secondo le parole di Heidegger, il «luogotenente (Platzhalter) del nulla».

    Christoph Türcke ha di recente introdotto un paradigma interpretativo, che ben si lega alle considerazioni fin qui svolte, il sociologo oppone al paradigma formulato da GuyDebord nel 1967, vale a dire quello della «società dello spettacolo», il nuovo paradigma di una «società eccitata», paradigma poi radicalizzato da Baudrillard nella nozione di «società della simulazione e dei simulacri». La società eccitata va a rimorchio del «sensazionale», vive di «traumi», di shock e di «oblio» che si alternano ripristinando sempre di nuovo il meccanismo della rimozione e dell’oblio. Il mondo del tardo capitalismo macchinizzato ha ormai fagocitato la società dello spettacolo e della simulazione, oggi siamo dinanzi ad una società perennemente «eccitata» dai fantasmi e dai traumi della comunicazione. Ciò che conta, ciò che vale di più, ciò che valutiamo positivamente negli altri e ciò che noi stessi cerchiamo di realizzare, è il produrre sensazioni, shock percettivi, comunicazionali, input. Si tratta di un mondo di sensazioni, di istanti, di affetti momentanei consentanei al nostro modo di vita che richiede continue sollecitazioni, continui zoom e continui scarti, un universo di notizie che si accavalla e implode su se stesso. Il sensazionale non produce esperienze, quanto simulacri di esperienze ed oblio.

    Heidegger nel 1924 ha scritto: «Quando ci sentiamo spaesati, iniziamo a parlare».

    Marie Laure Colasson
    18 gennaio 2025 alle 19:14 
    tanto più viviamo in un mondo spettacolarizzato, spaesato, eccitato, quanto più tornano in vigore i romanzetti rosa, le autobiografie romanzate, le poesie dei buoni sentimenti… c’è tutto un vocabolario dei buoni sentimenti… del piccolo mondo antico, del piccolo mondo amico con tutta la falsa coscienza che contraddistingue questa ideologia, perché di ideologia si tratta e della peggior specie, della ideologia del vittimismo, che è l’altra faccia dell’arroganza e del sopruso, dove a vicnere sono sempre i forti, i ricchi

    (giorgio linguaglossa)

    Francesco Paolo Intini (1954), Marie Laure Colasson (1955), Mimmo Pugliese (1965) e Giorgio Linguaglossa  (1949) sono  poeti della nuova ontologia estetica, e precisamente, nella variante attuale, della poetry kitchen.

    #FrancescoPaoloIntini #giorgioLinguaglossa #MimmoPugliese #nuovaOntologia #nuovaOntologiaEstetica #poetryKitchen #senzaParole

  2. RADICAL UNSCHOOLING: We NEED to Talk About This!

    youtube.com/watch?v=HkQ4aGr1mB

    Se uno ha il diritto di non vaccinarsi, avrà pure il diritto di non saper leggere e di possedere un'arma, no?

    #speechless #senzaParole #ciaccio

  3. Quando leggi che un #ministro di un paese come #Israele dice impunemente parole genere (che probabilmente pensa tutta l'#estremadestra al potere), forse si capisce meglio cosa sta succedendo a #gaza, con il resto del #mondocivilizzato che fa finta di niente.

    Purtroppo 😭

    #AmihaiEliyahu #conflitto_israelopalestinese #senzaparole

    361magazine.com/ministro-israe

  4. Quando leggi che un #ministro di un paese come #Israele dice impunemente parole genere (che probabilmente pensa tutta l'#estremadestra al potere), forse si capisce meglio cosa sta succedendo a #gaza, con il resto del #mondocivilizzato che fa finta di niente.

    Purtroppo 😭

    #AmihaiEliyahu #conflitto_israelopalestinese #senzaparole

    361magazine.com/ministro-israe

  5. @Pierrette completamente #senzaparole
    Il tuo è stato sicuramente un "Buon Appetito" 🤩

  6. @Pierrette completamente #senzaparole
    Il tuo è stato sicuramente un "Buon Appetito" 🤩