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DNA sulla Sindone, un nuovo studio ricostruisce le tracce biologiche accumulate dal tessuto nel corso dei secoli
La Sindone di Torino continua a essere al centro della ricerca scientifica. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature analizza il DNA presente sui frammenti del telo prelevati nel 1978, offrendo una dettagliata ricostruzione delle contaminazioni biologiche accumulate nel corso dei secoli e delle complesse vicende conservative della reliquia.
La ricerca, condotta tra il 2022 e il 2025 dall’Università di Pavia e dall’Università di Padova, ha esaminato i campioni ufficiali raccolti nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 1978 dal medico legale Pierluigi Baima Bollone, utilizzando moderne tecniche di sequenziamento genomico e analisi metagenomica.
Gli autori sottolineano che i risultati non permettono di determinare l’origine della Sindone, ma contribuiscono a comprendere quali organismi abbiano lasciato nel tempo tracce biologiche sul tessuto.
Il DNA racconta la lunga storia del telo
Gli studiosi sono riusciti a estrarre materiale genetico da sette dei frammenti disponibili, nonostante la limitata quantità di DNA conservato e il forte degrado dei campioni.
Le analisi hanno evidenziato una situazione particolarmente complessa: il telo conserva infatti una stratificazione di residui biologici accumulati nel corso dei secoli, dovuti alla manipolazione della reliquia, alle esposizioni pubbliche, agli interventi di restauro e ai diversi ambienti nei quali è stata custodita.
Secondo i ricercatori, il profilo genetico ottenuto rappresenta una sorta di archivio biologico nel quale convivono tracce umane, vegetali, animali e microbiche provenienti da epoche differenti.
La contaminazione del prelievo del 1978
Uno dei risultati più significativi riguarda proprio i campioni raccolti nel 1978.
Il gruppo dell’Università di Pavia ha identificato come profilo mitocondriale predominante una linea genetica coincidente con quella di Pierluigi Baima Bollone, il medico che effettuò il prelievo dei frammenti.
Secondo gli autori, la presenza di proteine della pelle e di cheratine suggerisce che le operazioni di campionamento non furono svolte con procedure oggi considerate sterili, probabilmente senza l’utilizzo di guanti. Questa contaminazione avrebbe coperto parte delle tracce genetiche più antiche presenti sul tessuto.
Nonostante ciò, gli studiosi hanno individuato anche altri lignaggi umani riconducibili a popolazioni dell’Eurasia occidentale e del Medio Oriente. Tuttavia, precisano gli autori, non è possibile stabilire quando tali profili siano stati depositati sulla Sindone, né collegarli a specifici eventi storici.
Microrganismi, piante e animali raccontano la conservazione della reliquia
Le analisi metagenomiche condotte dall’Università di Padova hanno restituito un quadro estremamente ricco della biodiversità presente sui campioni.
Sono stati identificati batteri, funghi e archei tipici della pelle umana e di ambienti salini, oltre a tracce genetiche appartenenti a numerose specie vegetali e animali.
Fra queste compaiono DNA di corallo rosso del Mediterraneo, cereali come grano e mais, oltre a carota, banana e arachide, insieme a residui genetici di bovini, suini, polli, cani e gatti.
Secondo i ricercatori, questa composizione biologica è compatibile con contaminazioni relativamente recenti e riflette secoli di esposizione del telo a contesti molto diversi, senza fornire indicazioni sull’epoca di realizzazione della reliquia.
Le analisi confermano la complessità della storia conservativa
Lo studio affronta anche due fili provenienti dal reliquiario della Sindone, sottoposti a nuove analisi radiometriche.
Le datazioni ottenute li collocano tra il 1451 e il 1799, un intervallo compatibile con gli interventi di riparazione successivi all’incendio della Sainte-Chapelle del Castello di Chambéry del 1532, quando la reliquia subì gravi danni.
L’individuazione di proteine tipiche della seta suggerisce inoltre che questo materiale possa essere stato impiegato proprio durante le operazioni di restauro documentate dalle fonti storiche.
Un contributo alla ricerca, non una risposta definitiva
Gli autori evidenziano come il lavoro rappresenti un importante contributo alla conoscenza della storia materiale della Sindone, ma invitano alla massima prudenza nell’interpretazione dei risultati.
Il DNA recuperato non appartiene infatti a un unico momento storico, bensì costituisce la sovrapposizione di numerose contaminazioni accumulate nel tempo. Per questo motivo le analisi genetiche non consentono di attribuire con certezza un’origine geografica o cronologica alla reliquia, ma permettono di ricostruire i processi di conservazione, manipolazione e interazione con l’ambiente che hanno interessato il celebre telo nel corso della sua storia.
Immagine in apertura: Commons Dianelos Georgoudis
📘 Fonte scientifica
- 📄 Gianni Barcaccia, Nicola Rambaldi Migliore, Giovanni Gabelli, Vincenzo Agostini, Fabio Palumbo, Elisabetta Moroni, Valeria Nicolini, Liangliang Gao, Grazia Mattutino, Andrew Porter, Pawel Palmowski, Noemi Procopio, Ugo A. Perego, Massimo Iorizzo, Timothy F. Sharbel, Pierluigi Baima Bollone, Antonio Torroni, Andrea Squartini & Alessandro Achilli, DNA signatures preserved in the official 1978 sample collection of the Shroud of Turin
- 📚 Scientific Reportss (peer-reviewed) (2026)
- 🔗 https://doi.org/10.1038/s41598-026-60684-7
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DNA sulla Sindone, un nuovo studio ricostruisce le tracce biologiche accumulate dal tessuto nel corso dei secoli
La Sindone di Torino continua a essere al centro della ricerca scientifica. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature analizza il DNA presente sui frammenti del telo prelevati nel 1978, offrendo una dettagliata ricostruzione delle contaminazioni biologiche accumulate nel corso dei secoli e delle complesse vicende conservative della reliquia.
La ricerca, condotta tra il 2022 e il 2025 dall’Università di Pavia e dall’Università di Padova, ha esaminato i campioni ufficiali raccolti nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 1978 dal medico legale Pierluigi Baima Bollone, utilizzando moderne tecniche di sequenziamento genomico e analisi metagenomica.
Gli autori sottolineano che i risultati non permettono di determinare l’origine della Sindone, ma contribuiscono a comprendere quali organismi abbiano lasciato nel tempo tracce biologiche sul tessuto.
Il DNA racconta la lunga storia del telo
Gli studiosi sono riusciti a estrarre materiale genetico da sette dei frammenti disponibili, nonostante la limitata quantità di DNA conservato e il forte degrado dei campioni.
Le analisi hanno evidenziato una situazione particolarmente complessa: il telo conserva infatti una stratificazione di residui biologici accumulati nel corso dei secoli, dovuti alla manipolazione della reliquia, alle esposizioni pubbliche, agli interventi di restauro e ai diversi ambienti nei quali è stata custodita.
Secondo i ricercatori, il profilo genetico ottenuto rappresenta una sorta di archivio biologico nel quale convivono tracce umane, vegetali, animali e microbiche provenienti da epoche differenti.
La contaminazione del prelievo del 1978
Uno dei risultati più significativi riguarda proprio i campioni raccolti nel 1978.
Il gruppo dell’Università di Pavia ha identificato come profilo mitocondriale predominante una linea genetica coincidente con quella di Pierluigi Baima Bollone, il medico che effettuò il prelievo dei frammenti.
Secondo gli autori, la presenza di proteine della pelle e di cheratine suggerisce che le operazioni di campionamento non furono svolte con procedure oggi considerate sterili, probabilmente senza l’utilizzo di guanti. Questa contaminazione avrebbe coperto parte delle tracce genetiche più antiche presenti sul tessuto.
Nonostante ciò, gli studiosi hanno individuato anche altri lignaggi umani riconducibili a popolazioni dell’Eurasia occidentale e del Medio Oriente. Tuttavia, precisano gli autori, non è possibile stabilire quando tali profili siano stati depositati sulla Sindone, né collegarli a specifici eventi storici.
Microrganismi, piante e animali raccontano la conservazione della reliquia
Le analisi metagenomiche condotte dall’Università di Padova hanno restituito un quadro estremamente ricco della biodiversità presente sui campioni.
Sono stati identificati batteri, funghi e archei tipici della pelle umana e di ambienti salini, oltre a tracce genetiche appartenenti a numerose specie vegetali e animali.
Fra queste compaiono DNA di corallo rosso del Mediterraneo, cereali come grano e mais, oltre a carota, banana e arachide, insieme a residui genetici di bovini, suini, polli, cani e gatti.
Secondo i ricercatori, questa composizione biologica è compatibile con contaminazioni relativamente recenti e riflette secoli di esposizione del telo a contesti molto diversi, senza fornire indicazioni sull’epoca di realizzazione della reliquia.
Le analisi confermano la complessità della storia conservativa
Lo studio affronta anche due fili provenienti dal reliquiario della Sindone, sottoposti a nuove analisi radiometriche.
Le datazioni ottenute li collocano tra il 1451 e il 1799, un intervallo compatibile con gli interventi di riparazione successivi all’incendio della Sainte-Chapelle del Castello di Chambéry del 1532, quando la reliquia subì gravi danni.
L’individuazione di proteine tipiche della seta suggerisce inoltre che questo materiale possa essere stato impiegato proprio durante le operazioni di restauro documentate dalle fonti storiche.
Un contributo alla ricerca, non una risposta definitiva
Gli autori evidenziano come il lavoro rappresenti un importante contributo alla conoscenza della storia materiale della Sindone, ma invitano alla massima prudenza nell’interpretazione dei risultati.
Il DNA recuperato non appartiene infatti a un unico momento storico, bensì costituisce la sovrapposizione di numerose contaminazioni accumulate nel tempo. Per questo motivo le analisi genetiche non consentono di attribuire con certezza un’origine geografica o cronologica alla reliquia, ma permettono di ricostruire i processi di conservazione, manipolazione e interazione con l’ambiente che hanno interessato il celebre telo nel corso della sua storia.
Immagine in apertura: Commons Dianelos Georgoudis
📘 Fonte scientifica
- 📄 Gianni Barcaccia, Nicola Rambaldi Migliore, Giovanni Gabelli, Vincenzo Agostini, Fabio Palumbo, Elisabetta Moroni, Valeria Nicolini, Liangliang Gao, Grazia Mattutino, Andrew Porter, Pawel Palmowski, Noemi Procopio, Ugo A. Perego, Massimo Iorizzo, Timothy F. Sharbel, Pierluigi Baima Bollone, Antonio Torroni, Andrea Squartini & Alessandro Achilli, DNA signatures preserved in the official 1978 sample collection of the Shroud of Turin
- 📚 Scientific Reportss (peer-reviewed) (2026)
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DNA sulla Sindone, un nuovo studio ricostruisce le tracce biologiche accumulate dal tessuto nel corso dei secoli
La Sindone di Torino continua a essere al centro della ricerca scientifica. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature analizza il DNA presente sui frammenti del telo prelevati nel 1978, offrendo una dettagliata ricostruzione delle contaminazioni biologiche accumulate nel corso dei secoli e delle complesse vicende conservative della reliquia.
La ricerca, condotta tra il 2022 e il 2025 dall’Università di Pavia e dall’Università di Padova, ha esaminato i campioni ufficiali raccolti nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 1978 dal medico legale Pierluigi Baima Bollone, utilizzando moderne tecniche di sequenziamento genomico e analisi metagenomica.
Gli autori sottolineano che i risultati non permettono di determinare l’origine della Sindone, ma contribuiscono a comprendere quali organismi abbiano lasciato nel tempo tracce biologiche sul tessuto.
Il DNA racconta la lunga storia del telo
Gli studiosi sono riusciti a estrarre materiale genetico da sette dei frammenti disponibili, nonostante la limitata quantità di DNA conservato e il forte degrado dei campioni.
Le analisi hanno evidenziato una situazione particolarmente complessa: il telo conserva infatti una stratificazione di residui biologici accumulati nel corso dei secoli, dovuti alla manipolazione della reliquia, alle esposizioni pubbliche, agli interventi di restauro e ai diversi ambienti nei quali è stata custodita.
Secondo i ricercatori, il profilo genetico ottenuto rappresenta una sorta di archivio biologico nel quale convivono tracce umane, vegetali, animali e microbiche provenienti da epoche differenti.
La contaminazione del prelievo del 1978
Uno dei risultati più significativi riguarda proprio i campioni raccolti nel 1978.
Il gruppo dell’Università di Pavia ha identificato come profilo mitocondriale predominante una linea genetica coincidente con quella di Pierluigi Baima Bollone, il medico che effettuò il prelievo dei frammenti.
Secondo gli autori, la presenza di proteine della pelle e di cheratine suggerisce che le operazioni di campionamento non furono svolte con procedure oggi considerate sterili, probabilmente senza l’utilizzo di guanti. Questa contaminazione avrebbe coperto parte delle tracce genetiche più antiche presenti sul tessuto.
Nonostante ciò, gli studiosi hanno individuato anche altri lignaggi umani riconducibili a popolazioni dell’Eurasia occidentale e del Medio Oriente. Tuttavia, precisano gli autori, non è possibile stabilire quando tali profili siano stati depositati sulla Sindone, né collegarli a specifici eventi storici.
Microrganismi, piante e animali raccontano la conservazione della reliquia
Le analisi metagenomiche condotte dall’Università di Padova hanno restituito un quadro estremamente ricco della biodiversità presente sui campioni.
Sono stati identificati batteri, funghi e archei tipici della pelle umana e di ambienti salini, oltre a tracce genetiche appartenenti a numerose specie vegetali e animali.
Fra queste compaiono DNA di corallo rosso del Mediterraneo, cereali come grano e mais, oltre a carota, banana e arachide, insieme a residui genetici di bovini, suini, polli, cani e gatti.
Secondo i ricercatori, questa composizione biologica è compatibile con contaminazioni relativamente recenti e riflette secoli di esposizione del telo a contesti molto diversi, senza fornire indicazioni sull’epoca di realizzazione della reliquia.
Le analisi confermano la complessità della storia conservativa
Lo studio affronta anche due fili provenienti dal reliquiario della Sindone, sottoposti a nuove analisi radiometriche.
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Gli autori evidenziano come il lavoro rappresenti un importante contributo alla conoscenza della storia materiale della Sindone, ma invitano alla massima prudenza nell’interpretazione dei risultati.
Il DNA recuperato non appartiene infatti a un unico momento storico, bensì costituisce la sovrapposizione di numerose contaminazioni accumulate nel tempo. Per questo motivo le analisi genetiche non consentono di attribuire con certezza un’origine geografica o cronologica alla reliquia, ma permettono di ricostruire i processi di conservazione, manipolazione e interazione con l’ambiente che hanno interessato il celebre telo nel corso della sua storia.
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https://www.europesays.com/it/548160/ Il Papa inizia la visita pastorale a Pavia e Sant’Angelo Lodigiano #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #devozione #IT #Italia #Italy #News #Notizie #PapaLeoneXiv #reliquie #Sant'Agostino #società #SocietàCivile #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #VisitaPastorale
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https://www.europesays.com/it/399131/ La truffa delle reliquie di San Francesco: vendute per migliaia di dollari ma sono false #Affari #Business #falso #IT #Italia #Italy #reliquie #SanFrancescoD'assisi
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https://www.europesays.com/at/32090/ Italien: Online-Verkauf von Reliquien laut Franziskanern „Betrug“ #glaube #HeiligerFranziskus #Italien #kirche #Nachrichten #News #reliquie #Schlagzeilen #Welt #World #WorldNews
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#Ostensione delle ossa di #sanFrancesco per gli 800 anni dalla morte. Il caso fa riflettere sul rapporto bizzarro tra diritto e devozione quando si tratta di #reliquie. Come avvenuto per Carlo Acutis, di cui avevamo trattato sul n. 5/23 di Nessun Dogma.👇
https://blog.uaar.it/2023/11/19/la-pietas-sbrisolona-che-differenza-ce-fra-reliquie-e-vilipendio-di-cadavere/ -
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https://www.europesays.com/it/310044/ L’Azione Cattolica porta a Roma le reliquie di san Pier Giorgio Frassati #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #IT #Italia #Italy #News #Notizie #PierGiorgioFrassati #PietroParolin #reliquie #SantiEBeati #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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Eine #Reliquie des #Heiligen #Kaisers #Heinrich II. ist von #Bamberg nach #Straßburg übergeben worden. Das winzige Knochenfragment wurde in der Laurentiuskapelle im dortigen #Münster von #Erzbischof Pascal #Delannoy in den neugestalteten #Altar eingesetzt.
Wie die besondere Beziehung zwischen Bamberg und Straßburg entstand, lest Ihr hier: https://erzbistum-bamberg.de/nachrichten/bamberger-heinrichs-reliquie-an-das-strassburger-muenster-uebergeben/c1b8b8a5-1a7b-42d6-8c5b-c59637328edc?mode=detail
(Bilder: Erzdiözese Straßburg)
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Was Laurentius mit der Feuerwehr zu tun hat
Zwei Reliquien beherbergt die Gladbacher Münster-Basilika: die der Heiligen Vitus und Laurentius. „Man weiß nicht wie die Reliquie…
#Moenchengladbach #Deutschland #Deutsch #DE #Schlagzeilen #Headlines #Nachrichten #News #Europe #Europa #EU #Mönchengladbach #Basilika #Damblon #Germany #Heiligen #Laurentius #Nordrhein-Westfalen #Reliquie #Reliquien #Schutzpatron #Verehrung #Vitus
https://www.europesays.com/de/333098/ -
Cumdach, reliquie di un’epoca i cui libri dominavano dall’alto i campi di battaglia d’Irlanda https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=42588
#libri #manufatti #artefatti #archeologia #ritrovamenti #musei #mostre #storia #Irlanda #medioevo #antichità #sacro #religione #messali #leggende #santi #cristianesimo #personaggi #venerazione #reliquie #oggetti #testimonianze
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Cumdach, reliquie di un’epoca i cui libri dominavano dall’alto i campi di battaglia d’Irlanda https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=42588
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Nei secoli la fanatica devozione cattolica, con un picco dopo il Concilio di Trento, ha alimentato un fiorente mercato di false #reliquie spacciate da "cavatori di santi". Un fenomeno così diffuso che persino la #Chiesa cattolica cercò di limitarlo.👇
https://www.queryonline.it/2025/01/09/false-reliquie-dalle-catacombe-di-roma-la-storia-dei-corpi-santi-del-novarese/ -
Nei secoli la fanatica devozione cattolica, con un picco dopo il Concilio di Trento, ha alimentato un fiorente mercato di false #reliquie spacciate da "cavatori di santi". Un fenomeno così diffuso che persino la #Chiesa cattolica cercò di limitarlo.👇
https://www.queryonline.it/2025/01/09/false-reliquie-dalle-catacombe-di-roma-la-storia-dei-corpi-santi-del-novarese/ -
Nei secoli la fanatica devozione cattolica, con un picco dopo il Concilio di Trento, ha alimentato un fiorente mercato di false #reliquie spacciate da "cavatori di santi". Un fenomeno così diffuso che persino la #Chiesa cattolica cercò di limitarlo.👇
https://www.queryonline.it/2025/01/09/false-reliquie-dalle-catacombe-di-roma-la-storia-dei-corpi-santi-del-novarese/ -
Nei secoli la fanatica devozione cattolica, con un picco dopo il Concilio di Trento, ha alimentato un fiorente mercato di false #reliquie spacciate da "cavatori di santi". Un fenomeno così diffuso che persino la #Chiesa cattolica cercò di limitarlo.👇
https://www.queryonline.it/2025/01/09/false-reliquie-dalle-catacombe-di-roma-la-storia-dei-corpi-santi-del-novarese/ -
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La convincente possibilità che il Sacro Graal sovrasti la navata da 625 anni
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=41254
#reliquie #religione #miti #leggende #cristianità #cristo #oggetti #calici #coppe #graal #valencia #spagna #storia #personaggi #sovrani #cattedrali #edifici #vicende #chiese #luoghi #viaggi
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La convincente possibilità che il Sacro Graal sovrasti la navata da 625 anni
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=41254
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Nekromantischer Wanderzirkus: Mit dem Herz des toten Jugendlichen Carlo #Acutis als #Reliquie veranstaltet die römisch-katholische #Kirche eine Tournee. Unappetitlicher sind nur die Inhalte, die sie damit bewirbt. #Antisemitismus #Missbrauch #Kirchenfinanzen #Theologie #Konfessionskunde
Kirche mit Reliquie unterwegs:... -
WTF, die katholische #Kirche macht jetzt auch #Körperwelten? 👀
'Reliquie des ersten "Cyber-Apostels" in Bayern zu Gast'
https://www.br.de/nachrichten/kultur/reliquie-des-ersten-cyber-apostels-in-bayern-zu-gast,UImnNqe -
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'Reliquie des ersten "Cyber-Apostels" in Bayern zu Gast'
https://www.br.de/nachrichten/kultur/reliquie-des-ersten-cyber-apostels-in-bayern-zu-gast,UImnNqe -
Arcobaleno di una torre di maioliche, ovvero la maestà del Buddha nell’alto castello
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=40389
#luoghi #viaggi #templi #religione #torri #pagode #cina #shanxi #storia #buddha #buddhismo #dei #bodhisattva #statue #maioliche #decorazione #cultura #società #imperatori #preghiera #reliquie #tripitaka #dharma
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and in our performance documentation we see it come to life in the 2020s, filmed on location at The Philosophical Research Society in Los Angeles, California on an antique Steinway & Sons from the 1870s, an instrument which was manufactured mere decades after Schubert's passing.
#schubert #krenek #sonata #unfinished #classical #piano #bandcampfriday #cinema #reliquie #gavcloud
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and in our performance documentation we see it come to life in the 2020s, filmed on location at The Philosophical Research Society in Los Angeles, California on an antique Steinway & Sons from the 1870s, an instrument which was manufactured mere decades after Schubert's passing.
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and in our performance documentation we see it come to life in the 2020s, filmed on location at The Philosophical Research Society in Los Angeles, California on an antique Steinway & Sons from the 1870s, an instrument which was manufactured mere decades after Schubert's passing.
#schubert #krenek #sonata #unfinished #classical #piano #bandcampfriday #cinema #reliquie #gavcloud
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La più famosa spada del Cid, fulgido tesoro marziale di Spagna
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=37290
#spade #medioevo #reliquie #armi #leggende #personaggi #storia #spagna #castiglia #leon #aragona #reconquista #eroi #popoli #nazioni #manufatti #musei #oggetti #lame #antichità #europa