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#rachelcorrie — Public Fediverse posts

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  1. We will never forget you and what you did for Palestine. 🇵🇸🕊️🇺🇸

    We will never forget #RachelCorrie. She lives in our hearts

  2. We will never forget you and what you did for Palestine. 🇵🇸🕊️🇺🇸

    We will never forget #RachelCorrie. She lives in our hearts

  3. We will never forget you and what you did for Palestine. 🇵🇸🕊️🇺🇸

    We will never forget #RachelCorrie. She lives in our hearts

  4. We will never forget you and what you did for Palestine. 🇵🇸🕊️🇺🇸

    We will never forget #RachelCorrie. She lives in our hearts

  5. On May 16, 2011, Israel fired upon and turned back a ship carrying an international group of activists and plastic sewer pipes to Gaza.

    The ship was called The Spirit of Rachel Corrie.

    Listen here: archive.org/details/2011-wings

    #Gaza #genocide #Palestine #zionism #Israel #RachelCorrie

  6. On May 16, 2011, Israel fired upon and turned back a ship carrying an international group of activists and plastic sewer pipes to Gaza.

    The ship was called The Spirit of Rachel Corrie.

    Listen here: archive.org/details/2011-wings

    #Gaza #genocide #Palestine #zionism #Israel #RachelCorrie

  7. On May 16, 2011, Israel fired upon and turned back a ship carrying an international group of activists and plastic sewer pipes to Gaza.

    The ship was called The Spirit of Rachel Corrie.

    Listen here: archive.org/details/2011-wings

    #Gaza #genocide #Palestine #zionism #Israel #RachelCorrie

  8. On May 16, 2011, Israel fired upon and turned back a ship carrying an international group of activists and plastic sewer pipes to Gaza.

    The ship was called The Spirit of Rachel Corrie.

    Listen here: archive.org/details/2011-wings

    #Gaza #genocide #Palestine #zionism #Israel #RachelCorrie

  9. On May 16, 2011, Israel fired upon and turned back a ship carrying an international group of activists and plastic sewer pipes to Gaza.

    The ship was called The Spirit of Rachel Corrie.

    Listen here: archive.org/details/2011-wings

    #Gaza #genocide #Palestine #zionism #Israel #RachelCorrie

  10. Cindy Corrie apoya la iniciativa de Bernie Sanders para bloquear bulldozers estadounidenses a Israel

    📰 Título original: Let’s Finally Do Something About the Bulldozer That Killed My Daughter

    🤖 IA: Es clickbait ⚠️
    👥 Usuarios: Es clickbait ⚠️

    Ver resumen IA completo: killbait.com/es/cindy-corrie-a

    #política #rachelcorrie #berniesanders #israel

  11. Under the pallets of the barbaric and Zionist Israeli bulldozers that came to destroy the homes of the Palestinian people, Rachel Corrie’s whose mere existence sacrificed her life at 16 Mars 2023 in Rafah
    Isaril'in öldürdügü Filistin destekleyicisi aktivist #RachelCorrie yi anıyorum. #SayNoToCrime #satnotowar #FreePalestine #FreeGaza

  12. RACHEL SCHIACCIATA DA UNA RUSPA ISRAELIANA
    di Alfredo Facchini

    16 marzo 2003. Rafah. Sono giornate terribili: l’esercito terrorista con la stella di David è impegnato a demolire centinaia di abitazioni lungo il confine tra Gaza e l’Egitto. È in corso l'Intifada di Al Aqsa.

    Rachel Corrie, 23 anni, attivista statunitense, vola a Rafah per svolgere azioni di interposizione con il suo movimento: l'International Solidarity Movement. L’unica arma a disposizione è il loro corpo.

    <<Sono a Rafah. Una città di 140mila persone, il 60% delle quali sono profughi. Al momento, l’esercito israeliano sta costruendo un muro alto dodici metri tra Rafah e il confine. 602 case sono state completamente rase al suolo dai bulldozer e il numero di quelle parzialmente distrutte è ancora più alto>>.

    Il viaggio di Rachel finirà nel peggiore dei modi. Perderà la vita proprio nel tentativo di impedire che una ruspa militare demolisse l'abitazione di un medico palestinese. Viene travolta. Schiacciata.

    Il tribunale di Haifa sentenziò che il conducente del bulldozer non vide Rachel e che la sua morte fu <<il risultato di un incidente che lei stessa aveva attirato su di sé>>. Una versione vile, smentita da decine di testimonianze.

    <<Quel giorno di marzo, durante le operazioni di demolizione, Rachel Corrie e gli altri attivisti internazionali indossavano come di solito un giubbotto arancione fluorescente per essere riconoscibili e si rivolgevano ai soldati con megafoni, restando di fronte ai bulldozer diverse ore per impedire loro di distruggere le abitazioni>>.

    Prima di finire sotto i cingoli di una ruspa dell’esercito israeliano Rachel scrive una lettera appassionata a sua madre. Ecco alcuni stralci.

    <<Mamma, adesso l'esercito israeliano è arrivato al punto di distruggere con le ruspe la strada per Gaza, ed entrambi i checkpoint principali sono chiusi.
    Significa che se un palestinese vuole andare ad iscriversi all'università per il prossimo quadrimestre non può farlo. La gente non può andare al lavoro, mentre chi è rimasto intrappolato dall'altra parte non può tornare a casa; e gli internazionali, che domani dovrebbero essere ad una riunione delle loro organizzazioni in Cisgiordania, non potranno arrivarci in tempo.

    Probabilmente ce la faremmo a passare se facessimo davvero pesare il nostro privilegio di internazionali dalla pelle bianca, ma correremmo comunque un certo rischio di essere arrestati e deportati, anche se nessuno di noi ha fatto niente di illegale.

    Sappi che un mucchio di palestinesi molto simpatici si sta prendendo cura di me. Mi sono presa una lieve influenza e per curarmi mi hanno dato dei beveroni al limone buonissimi. E poi la signora che ha le chiavi del pozzo dove ancora dormiamo mi chiede continuamente di te.

    Non sa una parola d'inglese ma riesce a chiedermi molto spesso della mia mamma. Vuole essere sicura che ti chiami. Un abbraccio a te, a papà, a Sara, a Chris e a tutti. Rachel>>

    #AlfredoFacchini

    #RachelCorrie #16marzo2003 #Israele #israelegenocida

    @politica @storia

  13. RACHEL SCHIACCIATA DA UNA RUSPA ISRAELIANA
    di Alfredo Facchini

    16 marzo 2003. Rafah. Sono giornate terribili: l’esercito terrorista con la stella di David è impegnato a demolire centinaia di abitazioni lungo il confine tra Gaza e l’Egitto. È in corso l'Intifada di Al Aqsa.

    Rachel Corrie, 23 anni, attivista statunitense, vola a Rafah per svolgere azioni di interposizione con il suo movimento: l'International Solidarity Movement. L’unica arma a disposizione è il loro corpo.

    <<Sono a Rafah. Una città di 140mila persone, il 60% delle quali sono profughi. Al momento, l’esercito israeliano sta costruendo un muro alto dodici metri tra Rafah e il confine. 602 case sono state completamente rase al suolo dai bulldozer e il numero di quelle parzialmente distrutte è ancora più alto>>.

    Il viaggio di Rachel finirà nel peggiore dei modi. Perderà la vita proprio nel tentativo di impedire che una ruspa militare demolisse l'abitazione di un medico palestinese. Viene travolta. Schiacciata.

    Il tribunale di Haifa sentenziò che il conducente del bulldozer non vide Rachel e che la sua morte fu <<il risultato di un incidente che lei stessa aveva attirato su di sé>>. Una versione vile, smentita da decine di testimonianze.

    <<Quel giorno di marzo, durante le operazioni di demolizione, Rachel Corrie e gli altri attivisti internazionali indossavano come di solito un giubbotto arancione fluorescente per essere riconoscibili e si rivolgevano ai soldati con megafoni, restando di fronte ai bulldozer diverse ore per impedire loro di distruggere le abitazioni>>.

    Prima di finire sotto i cingoli di una ruspa dell’esercito israeliano Rachel scrive una lettera appassionata a sua madre. Ecco alcuni stralci.

    <<Mamma, adesso l'esercito israeliano è arrivato al punto di distruggere con le ruspe la strada per Gaza, ed entrambi i checkpoint principali sono chiusi.
    Significa che se un palestinese vuole andare ad iscriversi all'università per il prossimo quadrimestre non può farlo. La gente non può andare al lavoro, mentre chi è rimasto intrappolato dall'altra parte non può tornare a casa; e gli internazionali, che domani dovrebbero essere ad una riunione delle loro organizzazioni in Cisgiordania, non potranno arrivarci in tempo.

    Probabilmente ce la faremmo a passare se facessimo davvero pesare il nostro privilegio di internazionali dalla pelle bianca, ma correremmo comunque un certo rischio di essere arrestati e deportati, anche se nessuno di noi ha fatto niente di illegale.

    Sappi che un mucchio di palestinesi molto simpatici si sta prendendo cura di me. Mi sono presa una lieve influenza e per curarmi mi hanno dato dei beveroni al limone buonissimi. E poi la signora che ha le chiavi del pozzo dove ancora dormiamo mi chiede continuamente di te.

    Non sa una parola d'inglese ma riesce a chiedermi molto spesso della mia mamma. Vuole essere sicura che ti chiami. Un abbraccio a te, a papà, a Sara, a Chris e a tutti. Rachel>>

    #AlfredoFacchini

    #RachelCorrie #16marzo2003 #Israele #israelegenocida

    @politica @storia

  14. RACHEL SCHIACCIATA DA UNA RUSPA ISRAELIANA
    di Alfredo Facchini

    16 marzo 2003. Rafah. Sono giornate terribili: l’esercito terrorista con la stella di David è impegnato a demolire centinaia di abitazioni lungo il confine tra Gaza e l’Egitto. È in corso l'Intifada di Al Aqsa.

    Rachel Corrie, 23 anni, attivista statunitense, vola a Rafah per svolgere azioni di interposizione con il suo movimento: l'International Solidarity Movement. L’unica arma a disposizione è il loro corpo.

    <<Sono a Rafah. Una città di 140mila persone, il 60% delle quali sono profughi. Al momento, l’esercito israeliano sta costruendo un muro alto dodici metri tra Rafah e il confine. 602 case sono state completamente rase al suolo dai bulldozer e il numero di quelle parzialmente distrutte è ancora più alto>>.

    Il viaggio di Rachel finirà nel peggiore dei modi. Perderà la vita proprio nel tentativo di impedire che una ruspa militare demolisse l'abitazione di un medico palestinese. Viene travolta. Schiacciata.

    Il tribunale di Haifa sentenziò che il conducente del bulldozer non vide Rachel e che la sua morte fu <<il risultato di un incidente che lei stessa aveva attirato su di sé>>. Una versione vile, smentita da decine di testimonianze.

    <<Quel giorno di marzo, durante le operazioni di demolizione, Rachel Corrie e gli altri attivisti internazionali indossavano come di solito un giubbotto arancione fluorescente per essere riconoscibili e si rivolgevano ai soldati con megafoni, restando di fronte ai bulldozer diverse ore per impedire loro di distruggere le abitazioni>>.

    Prima di finire sotto i cingoli di una ruspa dell’esercito israeliano Rachel scrive una lettera appassionata a sua madre. Ecco alcuni stralci.

    <<Mamma, adesso l'esercito israeliano è arrivato al punto di distruggere con le ruspe la strada per Gaza, ed entrambi i checkpoint principali sono chiusi.
    Significa che se un palestinese vuole andare ad iscriversi all'università per il prossimo quadrimestre non può farlo. La gente non può andare al lavoro, mentre chi è rimasto intrappolato dall'altra parte non può tornare a casa; e gli internazionali, che domani dovrebbero essere ad una riunione delle loro organizzazioni in Cisgiordania, non potranno arrivarci in tempo.

    Probabilmente ce la faremmo a passare se facessimo davvero pesare il nostro privilegio di internazionali dalla pelle bianca, ma correremmo comunque un certo rischio di essere arrestati e deportati, anche se nessuno di noi ha fatto niente di illegale.

    Sappi che un mucchio di palestinesi molto simpatici si sta prendendo cura di me. Mi sono presa una lieve influenza e per curarmi mi hanno dato dei beveroni al limone buonissimi. E poi la signora che ha le chiavi del pozzo dove ancora dormiamo mi chiede continuamente di te.

    Non sa una parola d'inglese ma riesce a chiedermi molto spesso della mia mamma. Vuole essere sicura che ti chiami. Un abbraccio a te, a papà, a Sara, a Chris e a tutti. Rachel>>

    #AlfredoFacchini

    #RachelCorrie #16marzo2003 #Israele #israelegenocida

    @politica @storia

  15. RACHEL SCHIACCIATA DA UNA RUSPA ISRAELIANA
    di Alfredo Facchini

    16 marzo 2003. Rafah. Sono giornate terribili: l’esercito terrorista con la stella di David è impegnato a demolire centinaia di abitazioni lungo il confine tra Gaza e l’Egitto. È in corso l'Intifada di Al Aqsa.

    Rachel Corrie, 23 anni, attivista statunitense, vola a Rafah per svolgere azioni di interposizione con il suo movimento: l'International Solidarity Movement. L’unica arma a disposizione è il loro corpo.

    <<Sono a Rafah. Una città di 140mila persone, il 60% delle quali sono profughi. Al momento, l’esercito israeliano sta costruendo un muro alto dodici metri tra Rafah e il confine. 602 case sono state completamente rase al suolo dai bulldozer e il numero di quelle parzialmente distrutte è ancora più alto>>.

    Il viaggio di Rachel finirà nel peggiore dei modi. Perderà la vita proprio nel tentativo di impedire che una ruspa militare demolisse l'abitazione di un medico palestinese. Viene travolta. Schiacciata.

    Il tribunale di Haifa sentenziò che il conducente del bulldozer non vide Rachel e che la sua morte fu <<il risultato di un incidente che lei stessa aveva attirato su di sé>>. Una versione vile, smentita da decine di testimonianze.

    <<Quel giorno di marzo, durante le operazioni di demolizione, Rachel Corrie e gli altri attivisti internazionali indossavano come di solito un giubbotto arancione fluorescente per essere riconoscibili e si rivolgevano ai soldati con megafoni, restando di fronte ai bulldozer diverse ore per impedire loro di distruggere le abitazioni>>.

    Prima di finire sotto i cingoli di una ruspa dell’esercito israeliano Rachel scrive una lettera appassionata a sua madre. Ecco alcuni stralci.

    <<Mamma, adesso l'esercito israeliano è arrivato al punto di distruggere con le ruspe la strada per Gaza, ed entrambi i checkpoint principali sono chiusi.
    Significa che se un palestinese vuole andare ad iscriversi all'università per il prossimo quadrimestre non può farlo. La gente non può andare al lavoro, mentre chi è rimasto intrappolato dall'altra parte non può tornare a casa; e gli internazionali, che domani dovrebbero essere ad una riunione delle loro organizzazioni in Cisgiordania, non potranno arrivarci in tempo.

    Probabilmente ce la faremmo a passare se facessimo davvero pesare il nostro privilegio di internazionali dalla pelle bianca, ma correremmo comunque un certo rischio di essere arrestati e deportati, anche se nessuno di noi ha fatto niente di illegale.

    Sappi che un mucchio di palestinesi molto simpatici si sta prendendo cura di me. Mi sono presa una lieve influenza e per curarmi mi hanno dato dei beveroni al limone buonissimi. E poi la signora che ha le chiavi del pozzo dove ancora dormiamo mi chiede continuamente di te.

    Non sa una parola d'inglese ma riesce a chiedermi molto spesso della mia mamma. Vuole essere sicura che ti chiami. Un abbraccio a te, a papà, a Sara, a Chris e a tutti. Rachel>>

    #AlfredoFacchini

    #RachelCorrie #16marzo2003 #Israele #israelegenocida

    @politica @storia

  16. March 16, 2003 - Rachel Corrie, an American college student in Gaza to protest Israeli military and security operations, was killed when run over by a bulldozer while trying to stop Israeli troops from demolishing a Palestinian home.

    The 23-year-old from Olympia, Washington, was a member of International Solidarity Movement and was the first nonviolent western protester to die in the occupied territories.

    #RachelCorrie

  17. March 16, 2003 - Rachel Corrie, an American college student in Gaza to protest Israeli military and security operations, was killed when run over by a bulldozer while trying to stop Israeli troops from demolishing a Palestinian home.

    The 23-year-old from Olympia, Washington, was a member of International Solidarity Movement and was the first nonviolent western protester to die in the occupied territories.

    #RachelCorrie

  18. March 16, 2003 - Rachel Corrie, an American college student in Gaza to protest Israeli military and security operations, was killed when run over by a bulldozer while trying to stop Israeli troops from demolishing a Palestinian home.

    The 23-year-old from Olympia, Washington, was a member of International Solidarity Movement and was the first nonviolent western protester to die in the occupied territories.

    #RachelCorrie

  19. March 16, 2003 - Rachel Corrie, an American college student in Gaza to protest Israeli military and security operations, was killed when run over by a bulldozer while trying to stop Israeli troops from demolishing a Palestinian home.

    The 23-year-old from Olympia, Washington, was a member of International Solidarity Movement and was the first nonviolent western protester to die in the occupied territories.

    #RachelCorrie

  20. March 16, 2003 - Rachel Corrie, an American college student in Gaza to protest Israeli military and security operations, was killed when run over by a bulldozer while trying to stop Israeli troops from demolishing a Palestinian home.

    The 23-year-old from Olympia, Washington, was a member of International Solidarity Movement and was the first nonviolent western protester to die in the occupied territories.

    #RachelCorrie

  21. #RachelCorrie died 23 years ago today, on 16 March 2003. She was crushed by an #Israeli army bulldozer, when trying to prevent the demolition of a house in #Rafah, #Gaza, owned by a #Palestinian doctor and his family. Rachel was 23-years-old. See rachelcorriefoundation.org

    #JimPage's song "I'd rather be dancing" is based on letters Rachel wrote home to her parents before Israelis murdered her: youtu.be/QxazIsQE1XE

    Rachel placed her body between civilians and killers. That's what a war hero is.

  22. #RachelCorrie died 23 years ago today, on 16 March 2003. She was crushed by an #Israeli army bulldozer, when trying to prevent the demolition of a house in #Rafah, #Gaza, owned by a #Palestinian doctor and his family. Rachel was 23-years-old. See rachelcorriefoundation.org

    #JimPage's song "I'd rather be dancing" is based on letters Rachel wrote home to her parents before Israelis murdered her: youtu.be/QxazIsQE1XE

    Rachel placed her body between civilians and killers. That's what a war hero is.

  23. #RachelCorrie died 23 years ago today, on 16 March 2003. She was crushed by an #Israeli army bulldozer, when trying to prevent the demolition of a house in #Rafah, #Gaza, owned by a #Palestinian doctor and his family. Rachel was 23-years-old. See rachelcorriefoundation.org

    #JimPage's song "I'd rather be dancing" is based on letters Rachel wrote home to her parents before Israelis murdered her: youtu.be/QxazIsQE1XE

    Rachel placed her body between civilians and killers. That's what a war hero is.

  24. #RachelCorrie died 23 years ago today, on 16 March 2003. She was crushed by an #Israeli army bulldozer, when trying to prevent the demolition of a house in #Rafah, #Gaza, owned by a #Palestinian doctor and his family. Rachel was 23-years-old. See rachelcorriefoundation.org

    #JimPage's song "I'd rather be dancing" is based on letters Rachel wrote home to her parents before Israelis murdered her: youtu.be/QxazIsQE1XE

    Rachel placed her body between civilians and killers. That's what a war hero is.

  25. #RachelCorrie died 23 years ago today, on 16 March 2003. She was crushed by an #Israeli army bulldozer, when trying to prevent the demolition of a house in #Rafah, #Gaza, owned by a #Palestinian doctor and his family. Rachel was 23-years-old. See rachelcorriefoundation.org

    #JimPage's song "I'd rather be dancing" is based on letters Rachel wrote home to her parents before Israelis murdered her: youtu.be/QxazIsQE1XE

    Rachel placed her body between civilians and killers. That's what a war hero is.

  26. @monsieurhercule Zionist state of Isreal hates everyone, the Christians, the Palestinians, the indigenous Jews, the Jews that are conscious objectors, American's who support a free Palestine (look up Rachel Corrie Pancakes a heartwarming IDF tradition), Americans (USS Liberty). They just seem to be a very hateful people and I can't see why they aren't asked nicely to give back all the aid we have given them since 1948 along with the nuclear secrets they stole.
    #ussliberty #rachelcorrie

  27. At a press conference in Washington Cindy Corrie (the mother of American activist Rachel Corrie) said if there had been consequences for Rachel's killing other families wouldn't be 'standing there today'

    @rachelcorriefnd.bsky.social

    newarab.com/news/rachel-corrie

    #RachelCorrie #Israel #Gaza #Accountability #Justice #BoycotIsrael #israel

  28. At a press conference in Washington Cindy Corrie (the mother of American activist Rachel Corrie) said if there had been consequences for Rachel's killing other families wouldn't be 'standing there today'

    @rachelcorriefnd.bsky.social

    newarab.com/news/rachel-corrie

    #RachelCorrie #Israel #Gaza #Accountability #Justice #BoycotIsrael #israel

  29. At a press conference in Washington Cindy Corrie (the mother of American activist Rachel Corrie) said if there had been consequences for Rachel's killing other families wouldn't be 'standing there today'

    @rachelcorriefnd.bsky.social

    newarab.com/news/rachel-corrie

    #RachelCorrie #Israel #Gaza #Accountability #Justice #BoycotIsrael #israel

  30. At a press conference in Washington Cindy Corrie (the mother of American activist Rachel Corrie) said if there had been consequences for Rachel's killing other families wouldn't be 'standing there today'

    @rachelcorriefnd.bsky.social

    newarab.com/news/rachel-corrie

    #RachelCorrie #Israel #Gaza #Accountability #Justice #BoycotIsrael #israel