#protezione — Public Fediverse posts
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Controllo accessi + PSIM + resilienza + credenziali dematerializzate: Per la realizzazione di una nuova sede corporate di prestigio, destinata a un contesto multi-tenant ad alta rappresentanza, era necessario garantire elevati standard...
#securitytrust #sistemaPSIM #PhysicalSecurityManagement #controlloaccessi #protezione http://dlvr.it/TVfMKT -
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Protector Vetro Temperato iPad 11/10 Gen Pack 2 | Offerta Imperdibile
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https://www.europesays.com/it/649450/ Allerta West Nile in Italia: due decessi in pochi giorni e 300 casi confermati. L’impegno dei biologi nel monitoraggio del virus #allerta #ambiente #analisi #biologi #clinica #contagi #controllo #Decessi #diagnosi #epidemia #estate #Health #insetti #iss #IT #Italia #Italy #laboratorio #medicina #monitoraggio #patologia #prevenzione #protezione #punture #ricerca #Salute #sanità #sicurezza #vettore #virus #WestNile #zanzare
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https://www.csseo.org/1307792/ Anche l’Austria rimanda i migranti in Italia: chi sono i «dublinanti» e perché il governo Meloni teme l’effetto valanga #accordo #asilo #Austria #dublinanti #dublino #entrato #EntratoVigore #EntratoVigoreGiugno #europeo #Germania #giugno #Italia #migrazione #MigrazioneAsilo #nbsp #paesi #patto #PattoUe #PattoUeMigrazione #protezione #richiedenti #RichiedentiAsilo #Svizzera #trasferimenti #ue #UeMigrazione #UeMigrazioneAsilo #vigore
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Mantova decretata zona di frontiera e di transito
per protezione o respingimenti rapidi
#pareridistorti #radiobasemn #migranti #protezione #respingimenti
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Accessi piu’ sicuri nelle utility: anti-tailgating per le sottostazioni elettriche: La protezione degli accessi veicolari rappresenta un tema sempre piu’ critico per le infrastrutture sensibili, in particolare nel settore utility. In una substation...
#Cias #anti-tailgating #controlloaccessi #protezione #Micro-Ray http://dlvr.it/TTPZth -
Accessi piu’ sicuri nelle utility: anti-tailgating per le sottostazioni elettriche: La protezione degli accessi veicolari rappresenta un tema sempre piu’ critico per le infrastrutture sensibili, in particolare nel settore utility. In una substation...
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https://www.europesays.com/it/570130/ CASTELLI, SOUDAL QUICK-STEP, AG INSURANCE SOUDAL E RAGAZ INSIEME PER UN RIVOLUZIONARIO SISTEMA DI AIRBAG #castelli #Ciclismo #Cycling #innovazione #IT #Italia #Italy #protezione #sicurezza #Sport #Sports
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https://www.europesays.com/it/559562/ Sole e pelle, i consigli della dermatologa Elena Tognetti per proteggersi #dermatologa #ElenaTognetti #Health #IT #Italia #Italy #mare #pelle #protezione #Salute #sole
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Il bruco che s’insinua dentro il formicaio impiegando il proprio indistruttibile carro armato
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=44697#animali #creature #insetti #lepidotteri #farfalle #falene #bruchi #astuccio #corazza #mimetismo #mirmecofilia #giappone #corea #asia #specie #abitudini #comportamento #arachide #protezione #strategia #sopravvivenza #carnivori #predatori #tecnica #segreto #invasione #formicaio #tana #scienza #ecologia #parassitismo
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Il bruco che s’insinua dentro il formicaio impiegando il proprio indistruttibile carro armato
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Amara l’estasi del verme che trasporta mongolfiere prima della metamorfosi nel moscerino agognato
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=44554#insetti #creature #natura #biologia #vermi #larve #artropodi #secrezione #muco #moscerini #punture #protezione #animali #riproduzione #evoluzione #ciclo vitale #ditteri #uova #metamorfosi #cacao #impollinazione #sfere
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Amara l’estasi del verme che trasporta mongolfiere prima della metamorfosi nel moscerino agognato
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La #battaglia per tagliare i ponti tra #Italia e #Israele nello scambio dei #dati #personali | #Wired Italia
Non solo #torture e #sanzioni #commerciali, con Israele c'è in ballo anche la #privacy. L’ #Autorità #europea per la #protezione dei dati personali ha chiesto un'indagine sulla condotta di Israele, mentre una coalizione italiana si appella al #Garante Privacy
https://www.wired.it/article/battaglia-tagliare-ponti-italia-israele-scambio-dati-personali/
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e poi l'intervista a #FrancescaAlbanese di #MaddalenaOliva.
E quando la leggete, pensate che se #Israele riesce a portare avanti #genocidio, è solo perché governi occidentali,dagli #USA di #Trump all'#Italia di #Meloni, continuano a fornire #armi e #protezione:
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e poi l'intervista a #FrancescaAlbanese di #MaddalenaOliva.
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L’evoluzione della Sicurezza Antincendio: l’integrazione dei Sistemi EVAC - UNI 11988:2025: La sicurezza degli occupanti in un edificio e’ un obiettivo che richiede l’azione coordinata di diverse tecnologie. In questo scenario, i sistemi di segnalazione...
#ANIESicurezza #antincendio #protezione #UNI11988:2025 #normativeIRAI http://dlvr.it/TSDNQ7 -
L’evoluzione della Sicurezza Antincendio: l’integrazione dei Sistemi EVAC - UNI 11988:2025: La sicurezza degli occupanti in un edificio e’ un obiettivo che richiede l’azione coordinata di diverse tecnologie. In questo scenario, i sistemi di segnalazione...
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https://www.europesays.com/it/429259/ Skincare, protezione solare e preparazione alla primavera: la crema solare viso e corpo con spf adeguato – La Scelta Giusta #adeguato #aiuta #corpo #CorpoSpf #CorpoSpfAdeguato #costante #Crema #CremaSolareViso #CremaSolare #giornate #Health #idratazione #IT #Italia #Italy #leggere #pelle #primavera #protezione #Salute #solare #viso #VisoCorpo
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#presidente #protezione Mattarella a Niscemi: Sostegno e Ricostruzione Dopo la Frana
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Dietro il più grande aratro sub-oceanico creato per proteggere l’energia del nostro domani
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=43978#tecnologia #ingegneria #macchine #progetti #soluzioni #energia #risorse #cavi #fondale #abissi #mare #oceano #Inghilterra #Danimarca #condotte #petrolio #scavo #trincee #abissi #sabotaggi #protezione #contromisure #cingoli #sistemi #rov
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Dietro il più grande aratro sub-oceanico creato per proteggere l’energia del nostro domani
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#prodotto #protezione Crema solare: l'essenziale per la pelle
https://www.notizie.buzz/articles/2026/02/19/crema-solare-l-essenziale-per-la-pelle.html
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#protezione #maltempo Calabria sotto l'assalto del ciclone Ulrike: piogge torrenziali e venti devastanti
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Imprese sole nella security aziendale, ma la protezione e' un dovere: di Ilaria Garaffoni Il white paper "Il Dovere di Protezione" firmato International SOS Foundation e curato da Umberto Saccone, analizza in profondita' il concetto di rischio e l'evoluzione della security nel quadro regolatorio italiano ed internazionale. Evidenziando in particolare le responsabilita'...
#IlariaGaraffoni #protezione #sicurezza #safety #cybercrime http://dlvr.it/TQd7dH -
Imprese sole nella security aziendale, ma la protezione e' un dovere: di Ilaria Garaffoni Il white paper "Il Dovere di Protezione" firmato International SOS Foundation e curato da Umberto Saccone, analizza in profondita' il concetto di rischio e l'evoluzione della security nel quadro regolatorio italiano ed internazionale. Evidenziando in particolare le responsabilita'...
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https://www.europesays.com/it/326011/ Morbillo in Europa: Regno Unito e altri tre Paesi perdono lo status di «paese libero dalla malattia» #almeno #aumento #bambini #BambiniRicevuto #BambiniRicevutoDosi #basandosi #casi #CasiMorbillo #completa #copertura #dati #decisione #DecisioneBasandosi #dosi #DosiNecessarie #DosiNecessarieProtezione #Health #IT #Italia #Italy #malattia #morbillo #MorbilloRosolia #oms #protezione #regno #RegnoUnito #riportato #Salute #status #unito #vaccinazione
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Sicurezza fisica 2026: dalla protezione all'intelligence: della Redazione Il rapido avanzamento tecnologico sta trasformando la sicurezza fisica in una funzione strategica per resilienza, continuita' e competitivita'. Il report Rapporto annuale sulla Sicurezza Fisica 2026, basato su 7.368 professionisti del settore, conferma che la security non e' piu' soltanto...
#sicurezzafisica #protezione #cloud #modelliibridi #DarioSchiraldi http://dlvr.it/TQV7r6 -
Sicurezza fisica 2026: dalla protezione all'intelligence: della Redazione Il rapido avanzamento tecnologico sta trasformando la sicurezza fisica in una funzione strategica per resilienza, continuita' e competitivita'. Il report Rapporto annuale sulla Sicurezza Fisica 2026, basato su 7.368 professionisti del settore, conferma che la security non e' piu' soltanto...
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#legge #protezione Romania: femicidio legge, guerra al delitto di genere
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https://www.europesays.com/it/232871/ RID – Rivista Italiana Difesa – shownews #A2CS #BollaTattica #CUAV #droni #EI #esercito #GuerraUcraina #IMBT #IFV #IT #Italia #Italy #Lynx #MBT #MezziCorazzati #PANTHER #protezione #Science #ScienceAndTechnology #ScienceAndTechnology #Scienza #ScienzaETecnologia #ScienzaEtecnologia #Technology #Tecnologia
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https://www.europesays.com/it/224149/ Multa a Meta per concorrenza sleale in Spagna: Zuckerberg dovrà pagare 542 milioni di euro ai giornali iberici #Affari #agenzia #AgenziaEuropa #associazione #AssociazioneMedia #AssociazioneMediaInformazione #Business #causa #concorrenza #ConcorrenzaSleale #dati #euro #facebook #FacebookInstagram #instagram #IT #Italia #Italy #media #metà #personali #protezione #ProtezioneDati #pubblicità #riguarda #sentenza #sleale #spagna #utenti
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Le occulte sembianze del dente sanguigno che spunta in segreto tra gli aghi di pino
https://www.jacoporanieri.com/blog/?p=43414#natura #ecologia #piante #funghi #ambiente #micorrize #denti #sangue #strano #foresta #italia #europa #nordamerica #evoluzione #protezione #sostanze #gocce #carpofori #micelio #radici #sostrato #conservazione #bioaccumulazione #terreno #sottosuolo
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Le occulte sembianze del dente sanguigno che spunta in segreto tra gli aghi di pino
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https://www.europesays.com/it/185853/ Agguato al pullman, rafforzata la protezione dei testimoni dopo lo striscione intimidatorio #agguato #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #intimidatorio #IT #Italia #Italy #News #Notizie #protezione #pullman #rafforzata #striscione #testimoni #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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Le nuove custodie resistono a caffè, olio e salse, pulizia facile con alcool.
👉 Resistenti a graffi, ma non invulnerabili.
👉 Bordi non sigillati: attenzione alle infiltrazioni.
👉 Interno non rivestito: rischio macchie.https://it.ifixit.com/News/113198/two-years-after-the-finewoven-fiasco-is-techwoven-better
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Deepfake vocali in Italia: quando la voce non basta (e come non farsi fregare) Attenzione! Scopri come proteggerti dai cloni vocali e dalle truffe telefoniche in Italia. Leggi le storie vere e i consigli su come difendersi.🔒🔊 ...
https://short.staipa.it/j9pd3#clonazionevocale #deepfakevocali #IntelligenzaArtificiale #OTP #phishing #Privacy #privacyonline #sicurezzadigitale #truffetelefoniche #vishing #voceclonata #InformEtica #UsoConsapevoleDellaTecnologia #sicurezza #protezione #de
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Gaza. Ossigeno protesta contro l’uccisione dei giornalisti insieme a 150 giornali di 50 paesi
Il 1 settembre pubblicherà un banner che contiene un appello a Israele per proteggere i cronisti e per lasciare entrare nella Striscia gli inviati stranieri
Ossigeno per l’Informazione aderisce all’iniziativa di 150 testate giornalistiche internazionali, di oltre cinquanta paesi, di lanciare il 1° settembre prossimo una campagna mediatica per condannare le uccisioni dei giornalisti palestinesi da parte dell’esercito israeliano; chiedere la protezione dei giornalisti di Gaza o l’evacuazione di emergenza di quanti la chiedano; chiedere che alla stampa estera venga garantito un accesso indipendente alla Striscia.
La campagna – coordinata da Reporter Senza Frontiere (RSF) e dal movimento globale Avaaz – prevede che le edizioni del primo settembre dei media aderenti escano con pagine o banner neri e il seguente messaggio:
Al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenervi informati. #Protezione per i giornalisti a Gaza #Si lasci entrare i reporter a Gaza.
Questo il testo originale in inglese: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed.” #ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza
Ossigeno si è fatto interprete delle stesse richieste già nei mesi scorsi (leggi). Ora evidenzierà la sua adesione sia sul proprio sito web www.ossigeno.info sia su quello dedicato ai giornalisti italiani uccisi dalle mafie, dal terrorismo e nelle zone di guerra, intitolato Cercavano la verità www.giornalistiuccisi.it. Ossigeno rivolge un appello a tutti i media e alle organizzazioni dei giornalisti affinché aderiscano anch’essi alla iniziativa di lunedì prossimo 1 settembre.
L’operazione mediatica coordinata giunge pochi giorni dopo gli ultimi attacchi mortali dell’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia. Il 25 agosto, uno di questi attacchi ha colpito un edificio nel complesso medico di al-Nasser, nel centro di Gaza, un noto luogo di lavoro per i giornalisti, uccidendo cinque reporter e membri dello staff di testate giornalistiche locali e internazionali come Reuters e Associated Press. Due settimane prima, la notte del 10 agosto, un attacco israeliano aveva ucciso sei giornalisti, tra i quali il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif, che era l’obiettivo designato.
Nel frattempo, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto un’indagine indipendente sull’uccisione dei cinque colleghi di lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Un rapporto militare preliminare israeliano affermava che “sembra” che una telecamera di Hamas fosse l’obiettivo dell’attacco e nominava sei “terroristi eliminati durante l’attacco” – nessuno dei quali era tra i cinque giornalisti uccisi.
“Il rapporto iniziale di Israele lascia molte più domande che risposte e non spiega perché un carro armato israeliano abbia aperto il fuoco contro l’operatore della Reuters Hussam Al-Masri e la telecamera visibile in diretta dell’agenzia di stampa che aveva ripreso da quella posizione quotidianamente per diverse settimane”, ha dichiarato l’amministratore delegato del CPJ Jodie Ginsberg. “Né spiega perché i primi soccorritori, inclusi altri giornalisti, siano stati presi di mira in un apparente attacco cosiddetto “doppio colpo” nello stesso luogo. La natura indiscriminata e sproporzionata dell’attacco richiede che questo incidente venga indagato come un apparente crimine di guerra”.
Secondo i dati di RSF, più di 210 giornalisti sono stati uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza in quasi ventitré mesi di operazioni militari israeliane nei territori palestinesi. Almeno cinquantasei di loro sono stati intenzionalmente presi di mira dall’esercito israeliano o uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.
La mobilitazione del primo settembre non ha precedenti per modalità e dimensione, anche se nei mesi scorsi si sono moltiplicate le iniziative delle organizzazioni giornalistiche internazionali per denunciare il massacro di reporter condotto impunemente dall’Idf a Gaza e chiedere l’accesso dei media stranieri nella Striscia. RSF, in particolare, rinnova l’appello per la protezione urgente dei professionisti dei media palestinesi, appello sostenuto a giugno da oltre 200 organi di stampa e organizzazioni della società civile.
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Gaza. Ossigeno protesta contro l’uccisione dei giornalisti insieme a 150 giornali di 50 paesi
Il 1 settembre pubblicherà un banner che contiene un appello a Israele per proteggere i cronisti e per lasciare entrare nella Striscia gli inviati stranieri
Ossigeno per l’Informazione aderisce all’iniziativa di 150 testate giornalistiche internazionali, di oltre cinquanta paesi, di lanciare il 1° settembre prossimo una campagna mediatica per condannare le uccisioni dei giornalisti palestinesi da parte dell’esercito israeliano; chiedere la protezione dei giornalisti di Gaza o l’evacuazione di emergenza di quanti la chiedano; chiedere che alla stampa estera venga garantito un accesso indipendente alla Striscia.
La campagna – coordinata da Reporter Senza Frontiere (RSF) e dal movimento globale Avaaz – prevede che le edizioni del primo settembre dei media aderenti escano con pagine o banner neri e il seguente messaggio:
Al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenervi informati. #Protezione per i giornalisti a Gaza #Si lasci entrare i reporter a Gaza.
Questo il testo originale in inglese: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed.” #ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza
Ossigeno si è fatto interprete delle stesse richieste già nei mesi scorsi (leggi). Ora evidenzierà la sua adesione sia sul proprio sito web www.ossigeno.info sia su quello dedicato ai giornalisti italiani uccisi dalle mafie, dal terrorismo e nelle zone di guerra, intitolato Cercavano la verità www.giornalistiuccisi.it. Ossigeno rivolge un appello a tutti i media e alle organizzazioni dei giornalisti affinché aderiscano anch’essi alla iniziativa di lunedì prossimo 1 settembre.
L’operazione mediatica coordinata giunge pochi giorni dopo gli ultimi attacchi mortali dell’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia. Il 25 agosto, uno di questi attacchi ha colpito un edificio nel complesso medico di al-Nasser, nel centro di Gaza, un noto luogo di lavoro per i giornalisti, uccidendo cinque reporter e membri dello staff di testate giornalistiche locali e internazionali come Reuters e Associated Press. Due settimane prima, la notte del 10 agosto, un attacco israeliano aveva ucciso sei giornalisti, tra i quali il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif, che era l’obiettivo designato.
Nel frattempo, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto un’indagine indipendente sull’uccisione dei cinque colleghi di lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Un rapporto militare preliminare israeliano affermava che “sembra” che una telecamera di Hamas fosse l’obiettivo dell’attacco e nominava sei “terroristi eliminati durante l’attacco” – nessuno dei quali era tra i cinque giornalisti uccisi.
“Il rapporto iniziale di Israele lascia molte più domande che risposte e non spiega perché un carro armato israeliano abbia aperto il fuoco contro l’operatore della Reuters Hussam Al-Masri e la telecamera visibile in diretta dell’agenzia di stampa che aveva ripreso da quella posizione quotidianamente per diverse settimane”, ha dichiarato l’amministratore delegato del CPJ Jodie Ginsberg. “Né spiega perché i primi soccorritori, inclusi altri giornalisti, siano stati presi di mira in un apparente attacco cosiddetto “doppio colpo” nello stesso luogo. La natura indiscriminata e sproporzionata dell’attacco richiede che questo incidente venga indagato come un apparente crimine di guerra”.
Secondo i dati di RSF, più di 210 giornalisti sono stati uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza in quasi ventitré mesi di operazioni militari israeliane nei territori palestinesi. Almeno cinquantasei di loro sono stati intenzionalmente presi di mira dall’esercito israeliano o uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.
La mobilitazione del primo settembre non ha precedenti per modalità e dimensione, anche se nei mesi scorsi si sono moltiplicate le iniziative delle organizzazioni giornalistiche internazionali per denunciare il massacro di reporter condotto impunemente dall’Idf a Gaza e chiedere l’accesso dei media stranieri nella Striscia. RSF, in particolare, rinnova l’appello per la protezione urgente dei professionisti dei media palestinesi, appello sostenuto a giugno da oltre 200 organi di stampa e organizzazioni della società civile.
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Gaza. Ossigeno protesta contro l’uccisione dei giornalisti insieme a 150 giornali di 50 paesi
Il 1 settembre pubblicherà un banner che contiene un appello a Israele per proteggere i cronisti e per lasciare entrare nella Striscia gli inviati stranieri
Ossigeno per l’Informazione aderisce all’iniziativa di 150 testate giornalistiche internazionali, di oltre cinquanta paesi, di lanciare il 1° settembre prossimo una campagna mediatica per condannare le uccisioni dei giornalisti palestinesi da parte dell’esercito israeliano; chiedere la protezione dei giornalisti di Gaza o l’evacuazione di emergenza di quanti la chiedano; chiedere che alla stampa estera venga garantito un accesso indipendente alla Striscia.
La campagna – coordinata da Reporter Senza Frontiere (RSF) e dal movimento globale Avaaz – prevede che le edizioni del primo settembre dei media aderenti escano con pagine o banner neri e il seguente messaggio:
Al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenervi informati. #Protezione per i giornalisti a Gaza #Si lasci entrare i reporter a Gaza.
Questo il testo originale in inglese: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed.” #ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza
Ossigeno si è fatto interprete delle stesse richieste già nei mesi scorsi (leggi). Ora evidenzierà la sua adesione sia sul proprio sito web www.ossigeno.info sia su quello dedicato ai giornalisti italiani uccisi dalle mafie, dal terrorismo e nelle zone di guerra, intitolato Cercavano la verità www.giornalistiuccisi.it. Ossigeno rivolge un appello a tutti i media e alle organizzazioni dei giornalisti affinché aderiscano anch’essi alla iniziativa di lunedì prossimo 1 settembre.
L’operazione mediatica coordinata giunge pochi giorni dopo gli ultimi attacchi mortali dell’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia. Il 25 agosto, uno di questi attacchi ha colpito un edificio nel complesso medico di al-Nasser, nel centro di Gaza, un noto luogo di lavoro per i giornalisti, uccidendo cinque reporter e membri dello staff di testate giornalistiche locali e internazionali come Reuters e Associated Press. Due settimane prima, la notte del 10 agosto, un attacco israeliano aveva ucciso sei giornalisti, tra i quali il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif, che era l’obiettivo designato.
Nel frattempo, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto un’indagine indipendente sull’uccisione dei cinque colleghi di lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Un rapporto militare preliminare israeliano affermava che “sembra” che una telecamera di Hamas fosse l’obiettivo dell’attacco e nominava sei “terroristi eliminati durante l’attacco” – nessuno dei quali era tra i cinque giornalisti uccisi.
“Il rapporto iniziale di Israele lascia molte più domande che risposte e non spiega perché un carro armato israeliano abbia aperto il fuoco contro l’operatore della Reuters Hussam Al-Masri e la telecamera visibile in diretta dell’agenzia di stampa che aveva ripreso da quella posizione quotidianamente per diverse settimane”, ha dichiarato l’amministratore delegato del CPJ Jodie Ginsberg. “Né spiega perché i primi soccorritori, inclusi altri giornalisti, siano stati presi di mira in un apparente attacco cosiddetto “doppio colpo” nello stesso luogo. La natura indiscriminata e sproporzionata dell’attacco richiede che questo incidente venga indagato come un apparente crimine di guerra”.
Secondo i dati di RSF, più di 210 giornalisti sono stati uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza in quasi ventitré mesi di operazioni militari israeliane nei territori palestinesi. Almeno cinquantasei di loro sono stati intenzionalmente presi di mira dall’esercito israeliano o uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.
La mobilitazione del primo settembre non ha precedenti per modalità e dimensione, anche se nei mesi scorsi si sono moltiplicate le iniziative delle organizzazioni giornalistiche internazionali per denunciare il massacro di reporter condotto impunemente dall’Idf a Gaza e chiedere l’accesso dei media stranieri nella Striscia. RSF, in particolare, rinnova l’appello per la protezione urgente dei professionisti dei media palestinesi, appello sostenuto a giugno da oltre 200 organi di stampa e organizzazioni della società civile.
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Gaza. Ossigeno protesta contro l’uccisione dei giornalisti insieme a 150 giornali di 50 paesi
Il 1 settembre pubblicherà un banner che contiene un appello a Israele per proteggere i cronisti e per lasciare entrare nella Striscia gli inviati stranieri
Ossigeno per l’Informazione aderisce all’iniziativa di 150 testate giornalistiche internazionali, di oltre cinquanta paesi, di lanciare il 1° settembre prossimo una campagna mediatica per condannare le uccisioni dei giornalisti palestinesi da parte dell’esercito israeliano; chiedere la protezione dei giornalisti di Gaza o l’evacuazione di emergenza di quanti la chiedano; chiedere che alla stampa estera venga garantito un accesso indipendente alla Striscia.
La campagna – coordinata da Reporter Senza Frontiere (RSF) e dal movimento globale Avaaz – prevede che le edizioni del primo settembre dei media aderenti escano con pagine o banner neri e il seguente messaggio:
Al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenervi informati. #Protezione per i giornalisti a Gaza #Si lasci entrare i reporter a Gaza.
Questo il testo originale in inglese: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed.” #ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza
Ossigeno si è fatto interprete delle stesse richieste già nei mesi scorsi (leggi). Ora evidenzierà la sua adesione sia sul proprio sito web www.ossigeno.info sia su quello dedicato ai giornalisti italiani uccisi dalle mafie, dal terrorismo e nelle zone di guerra, intitolato Cercavano la verità www.giornalistiuccisi.it. Ossigeno rivolge un appello a tutti i media e alle organizzazioni dei giornalisti affinché aderiscano anch’essi alla iniziativa di lunedì prossimo 1 settembre.
L’operazione mediatica coordinata giunge pochi giorni dopo gli ultimi attacchi mortali dell’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia. Il 25 agosto, uno di questi attacchi ha colpito un edificio nel complesso medico di al-Nasser, nel centro di Gaza, un noto luogo di lavoro per i giornalisti, uccidendo cinque reporter e membri dello staff di testate giornalistiche locali e internazionali come Reuters e Associated Press. Due settimane prima, la notte del 10 agosto, un attacco israeliano aveva ucciso sei giornalisti, tra i quali il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif, che era l’obiettivo designato.
Nel frattempo, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto un’indagine indipendente sull’uccisione dei cinque colleghi di lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Un rapporto militare preliminare israeliano affermava che “sembra” che una telecamera di Hamas fosse l’obiettivo dell’attacco e nominava sei “terroristi eliminati durante l’attacco” – nessuno dei quali era tra i cinque giornalisti uccisi.
“Il rapporto iniziale di Israele lascia molte più domande che risposte e non spiega perché un carro armato israeliano abbia aperto il fuoco contro l’operatore della Reuters Hussam Al-Masri e la telecamera visibile in diretta dell’agenzia di stampa che aveva ripreso da quella posizione quotidianamente per diverse settimane”, ha dichiarato l’amministratore delegato del CPJ Jodie Ginsberg. “Né spiega perché i primi soccorritori, inclusi altri giornalisti, siano stati presi di mira in un apparente attacco cosiddetto “doppio colpo” nello stesso luogo. La natura indiscriminata e sproporzionata dell’attacco richiede che questo incidente venga indagato come un apparente crimine di guerra”.
Secondo i dati di RSF, più di 210 giornalisti sono stati uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza in quasi ventitré mesi di operazioni militari israeliane nei territori palestinesi. Almeno cinquantasei di loro sono stati intenzionalmente presi di mira dall’esercito israeliano o uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.
La mobilitazione del primo settembre non ha precedenti per modalità e dimensione, anche se nei mesi scorsi si sono moltiplicate le iniziative delle organizzazioni giornalistiche internazionali per denunciare il massacro di reporter condotto impunemente dall’Idf a Gaza e chiedere l’accesso dei media stranieri nella Striscia. RSF, in particolare, rinnova l’appello per la protezione urgente dei professionisti dei media palestinesi, appello sostenuto a giugno da oltre 200 organi di stampa e organizzazioni della società civile.
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Gaza. Ossigeno protesta contro l’uccisione dei giornalisti insieme a 150 giornali di 50 paesi
Il 1 settembre pubblicherà un banner che contiene un appello a Israele per proteggere i cronisti e per lasciare entrare nella Striscia gli inviati stranieri
Ossigeno per l’Informazione aderisce all’iniziativa di 150 testate giornalistiche internazionali, di oltre cinquanta paesi, di lanciare il 1° settembre prossimo una campagna mediatica per condannare le uccisioni dei giornalisti palestinesi da parte dell’esercito israeliano; chiedere la protezione dei giornalisti di Gaza o l’evacuazione di emergenza di quanti la chiedano; chiedere che alla stampa estera venga garantito un accesso indipendente alla Striscia.
La campagna – coordinata da Reporter Senza Frontiere (RSF) e dal movimento globale Avaaz – prevede che le edizioni del primo settembre dei media aderenti escano con pagine o banner neri e il seguente messaggio:
Al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenervi informati. #Protezione per i giornalisti a Gaza #Si lasci entrare i reporter a Gaza.
Questo il testo originale in inglese: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed.” #ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza
Ossigeno si è fatto interprete delle stesse richieste già nei mesi scorsi (leggi). Ora evidenzierà la sua adesione sia sul proprio sito web www.ossigeno.info sia su quello dedicato ai giornalisti italiani uccisi dalle mafie, dal terrorismo e nelle zone di guerra, intitolato Cercavano la verità www.giornalistiuccisi.it. Ossigeno rivolge un appello a tutti i media e alle organizzazioni dei giornalisti affinché aderiscano anch’essi alla iniziativa di lunedì prossimo 1 settembre.
L’operazione mediatica coordinata giunge pochi giorni dopo gli ultimi attacchi mortali dell’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia. Il 25 agosto, uno di questi attacchi ha colpito un edificio nel complesso medico di al-Nasser, nel centro di Gaza, un noto luogo di lavoro per i giornalisti, uccidendo cinque reporter e membri dello staff di testate giornalistiche locali e internazionali come Reuters e Associated Press. Due settimane prima, la notte del 10 agosto, un attacco israeliano aveva ucciso sei giornalisti, tra i quali il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif, che era l’obiettivo designato.
Nel frattempo, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto un’indagine indipendente sull’uccisione dei cinque colleghi di lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Un rapporto militare preliminare israeliano affermava che “sembra” che una telecamera di Hamas fosse l’obiettivo dell’attacco e nominava sei “terroristi eliminati durante l’attacco” – nessuno dei quali era tra i cinque giornalisti uccisi.
“Il rapporto iniziale di Israele lascia molte più domande che risposte e non spiega perché un carro armato israeliano abbia aperto il fuoco contro l’operatore della Reuters Hussam Al-Masri e la telecamera visibile in diretta dell’agenzia di stampa che aveva ripreso da quella posizione quotidianamente per diverse settimane”, ha dichiarato l’amministratore delegato del CPJ Jodie Ginsberg. “Né spiega perché i primi soccorritori, inclusi altri giornalisti, siano stati presi di mira in un apparente attacco cosiddetto “doppio colpo” nello stesso luogo. La natura indiscriminata e sproporzionata dell’attacco richiede che questo incidente venga indagato come un apparente crimine di guerra”.
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