#pomodori — Public Fediverse posts
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Buongiorno, cambiamento climatico.
https://www.ilpost.it/2026/09/23/mancano-ortaggi-insalata-pomodori-perche/
#clima #spesa #supermercati #prodotti #alimenti #pomodori #insalata #cambiamentoclimatico #agricoltura
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Buongiorno, cambiamento climatico.
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Buongiorno, cambiamento climatico.
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Buongiorno, cambiamento climatico.
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https://www.europesays.com/it/617003/ Pomodori contro la steatosi epatica? Il segnale che accende la ricerca #CarellaN #EuropeanJournalOfNutrition #fibroscan #Health #IT #Italia #Italy #licopene #masld #Nutrients #pomodori #POMOSANO #Salute #TatoliR
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Questo articolo meriterebbe un premio, pubblicato oggi primo agosto 26 su Ossigeno, lo dovrebbero leggere i creduloni che tanto amano il mondo Maga e le destre in generale:
“Nuove vette di stupidità: invocare la chiusura delle frontiere interne europee per l’arrivo di qualche migliaio di disperati… sulle coste africane. Ma del resto la propaganda funziona così: l’importante è spararla grossa, cavalcare il sentiment del momento, contando sul fatto che prima la gente si indignerà e si preoccuperà, e poi solo dopo, forse, scoprirà che #Ceuta è sì una città spagnola (per ragioni che dovrebbero esser superate da un pezzo), ma situata sulle coste del #Marocco. Una consapevolezza che però - attenzione - potrebbe anche non giungere mai. Tajani, per esempio, è arrivato a fare il ministro degli Esteri e a quanto pare ancora lo ignora.
Del resto, giusto la settimana scorsa Elon #Musk ha dato un’intervista in cui raccontava lo stato di assoluto caos in cui secondo lui versa il Regno Unito, per colpa ovviamente degli immigrati e dei delitti di cui si macchiano. Poco importa che lui in Inghilterra non ci metta piede da anni, che l’intervistatrice al contrario fosse inglese e residente, e infine che i dati dimostrino che la più pericolosa città inglese è comunque di gran lunga più sicura della più tranquilla tra le metropoli americane: la percezione è tutto, e infatti una parte maggioritaria dell’elettorato #Maga è addirittura convinta che Re Carlo sia musulmano, lui che non solo è il capo della chiesa anglicana, ma che anche volendo non potrebbe nemmeno sposarsi con una donna cattolica, altro che Islam.
E proprio perché la reazione a caldo costituisce il 99 per cento del totale, in #Spagna, intanto, l’ultradestra di Vox ha chiesto che #Sanchez sia deposto e incriminato come traditore della patria. Qualcuno parla di weaponization of migration, ovvero di flussi lasciati appositamente aperti per generare crisi in uno dei pochi Paesi con un governo di sinistra, a tutto vantaggio della destra che le trasforma in consenso. Loro, lo sappiamo, sono fascisti, ma tutti gli altri che scusa hanno? Che scusa hanno tutti gli altri partiti europei, i moderati e spesso anche i progressisti che si impegnano così tanto nell’inseguirli sul loro terreno? La sicurezza, quando l’Europa non è mai stata sicura come lo è oggi? O è piuttosto l’ammissione che se un continente con mezzo miliardo di abitanti non riesce a gestire in modo decente qualche decina di migliaia di poveretti vuol dire che è politicamente e culturalmente fallito?
È tutto questo e molto di più, in un mix che tiene insieme disinformazione, paure scientificamente diffuse, ma anche distillati di bispensiero orwelliano e ipocrisia. Giusto qualche giorno fa Donald #Trump è tornato alla carica con una nuova infornata di dazi, dopo che quelli precedenti erano stati cassati dall’alta corte, e questa volta lo ha fatto con il pretesto dello sfruttamento, non perché gliene freghi qualcosa, ma perché gli serviva un motivo. E molti avranno subito fatto correre il pensiero alle fabbriche del sudest asiatico dove i bambini sono impiegati per cucire le sneakers, quando invece bisognerebbe guardare molto più vicino, e pensare piuttosto a chi nel Meridione raccoglie i #pomodori, di cui l’Italia è uno dei principali produttori mondiali. Sono quelli che fingiamo di non vedere, mentre siamo così concentrati a guardare quegli altri, perché ci fanno tanto, tanto comodo.
Secondo #Vannacci, se si eliminano gli immigrati, i giovani laureati italiani emigrati all’estero torneranno in patria per raccoglierli loro, quei pomodori: certo, come no. Un sondaggio di qualche tempo fa realizzato dal Cato Institute e diffuso dal Financial Times chiedeva agli americani se fossero d’accordo col ritorno negli Usa dell’industria manifatturiera, ovvero delle fabbriche e degli operai, e il risultato era schiacciante: 80 per cento a favore, e solo il 20 contro. La seconda domanda, però, chiedeva agli stessi intervistati se quindi a loro sarebbe piaciuto andare effettivamente a lavorarci, in fabbrica, e le percentuali erano comicamente ribaltate: il 73 assolutamente no, il 25 sì, con un residuo 2 per cento che rappresenta quelli che effettivamente alla catena di montaggio già ci stanno, volenti o nolenti. Un risultato che gli imprenditori hanno letto con un certo ottimismo, ricavandone che quindi gli operai negli Usa potrebbero più che decuplicare, almeno finché non gli viene consegnata la prima busta paga. È un ottimo esempio della dissociazione che viviamo anche qui in Europa, un ritratto che ci rappresenta fedelmente: non perché - come sostiene qualcuno credendosi un’anima pia - ci servano operai o braccianti, a dire il vero siamo talmente mal messi che avremmo bisogno pure di medici. Piuttosto, perché siamo preoccupati di perdere i nostri privilegi, ma non al punto da ammettere che sono tali.
Paolo Cosseddu” -
Questo articolo meriterebbe un premio, pubblicato oggi primo agosto 26 su Ossigeno, lo dovrebbero leggere i creduloni che tanto amano il mondo Maga e le destre in generale:
“Nuove vette di stupidità: invocare la chiusura delle frontiere interne europee per l’arrivo di qualche migliaio di disperati… sulle coste africane. Ma del resto la propaganda funziona così: l’importante è spararla grossa, cavalcare il sentiment del momento, contando sul fatto che prima la gente si indignerà e si preoccuperà, e poi solo dopo, forse, scoprirà che #Ceuta è sì una città spagnola (per ragioni che dovrebbero esser superate da un pezzo), ma situata sulle coste del #Marocco. Una consapevolezza che però - attenzione - potrebbe anche non giungere mai. Tajani, per esempio, è arrivato a fare il ministro degli Esteri e a quanto pare ancora lo ignora.
Del resto, giusto la settimana scorsa Elon #Musk ha dato un’intervista in cui raccontava lo stato di assoluto caos in cui secondo lui versa il Regno Unito, per colpa ovviamente degli immigrati e dei delitti di cui si macchiano. Poco importa che lui in Inghilterra non ci metta piede da anni, che l’intervistatrice al contrario fosse inglese e residente, e infine che i dati dimostrino che la più pericolosa città inglese è comunque di gran lunga più sicura della più tranquilla tra le metropoli americane: la percezione è tutto, e infatti una parte maggioritaria dell’elettorato #Maga è addirittura convinta che Re Carlo sia musulmano, lui che non solo è il capo della chiesa anglicana, ma che anche volendo non potrebbe nemmeno sposarsi con una donna cattolica, altro che Islam.
E proprio perché la reazione a caldo costituisce il 99 per cento del totale, in #Spagna, intanto, l’ultradestra di Vox ha chiesto che #Sanchez sia deposto e incriminato come traditore della patria. Qualcuno parla di weaponization of migration, ovvero di flussi lasciati appositamente aperti per generare crisi in uno dei pochi Paesi con un governo di sinistra, a tutto vantaggio della destra che le trasforma in consenso. Loro, lo sappiamo, sono fascisti, ma tutti gli altri che scusa hanno? Che scusa hanno tutti gli altri partiti europei, i moderati e spesso anche i progressisti che si impegnano così tanto nell’inseguirli sul loro terreno? La sicurezza, quando l’Europa non è mai stata sicura come lo è oggi? O è piuttosto l’ammissione che se un continente con mezzo miliardo di abitanti non riesce a gestire in modo decente qualche decina di migliaia di poveretti vuol dire che è politicamente e culturalmente fallito?
È tutto questo e molto di più, in un mix che tiene insieme disinformazione, paure scientificamente diffuse, ma anche distillati di bispensiero orwelliano e ipocrisia. Giusto qualche giorno fa Donald #Trump è tornato alla carica con una nuova infornata di dazi, dopo che quelli precedenti erano stati cassati dall’alta corte, e questa volta lo ha fatto con il pretesto dello sfruttamento, non perché gliene freghi qualcosa, ma perché gli serviva un motivo. E molti avranno subito fatto correre il pensiero alle fabbriche del sudest asiatico dove i bambini sono impiegati per cucire le sneakers, quando invece bisognerebbe guardare molto più vicino, e pensare piuttosto a chi nel Meridione raccoglie i #pomodori, di cui l’Italia è uno dei principali produttori mondiali. Sono quelli che fingiamo di non vedere, mentre siamo così concentrati a guardare quegli altri, perché ci fanno tanto, tanto comodo.
Secondo #Vannacci, se si eliminano gli immigrati, i giovani laureati italiani emigrati all’estero torneranno in patria per raccoglierli loro, quei pomodori: certo, come no. Un sondaggio di qualche tempo fa realizzato dal Cato Institute e diffuso dal Financial Times chiedeva agli americani se fossero d’accordo col ritorno negli Usa dell’industria manifatturiera, ovvero delle fabbriche e degli operai, e il risultato era schiacciante: 80 per cento a favore, e solo il 20 contro. La seconda domanda, però, chiedeva agli stessi intervistati se quindi a loro sarebbe piaciuto andare effettivamente a lavorarci, in fabbrica, e le percentuali erano comicamente ribaltate: il 73 assolutamente no, il 25 sì, con un residuo 2 per cento che rappresenta quelli che effettivamente alla catena di montaggio già ci stanno, volenti o nolenti. Un risultato che gli imprenditori hanno letto con un certo ottimismo, ricavandone che quindi gli operai negli Usa potrebbero più che decuplicare, almeno finché non gli viene consegnata la prima busta paga. È un ottimo esempio della dissociazione che viviamo anche qui in Europa, un ritratto che ci rappresenta fedelmente: non perché - come sostiene qualcuno credendosi un’anima pia - ci servano operai o braccianti, a dire il vero siamo talmente mal messi che avremmo bisogno pure di medici. Piuttosto, perché siamo preoccupati di perdere i nostri privilegi, ma non al punto da ammettere che sono tali.
Paolo Cosseddu” -
Questo articolo meriterebbe un premio, pubblicato oggi primo agosto 26 su Ossigeno, lo dovrebbero leggere i creduloni che tanto amano il mondo Maga e le destre in generale:
“Nuove vette di stupidità: invocare la chiusura delle frontiere interne europee per l’arrivo di qualche migliaio di disperati… sulle coste africane. Ma del resto la propaganda funziona così: l’importante è spararla grossa, cavalcare il sentiment del momento, contando sul fatto che prima la gente si indignerà e si preoccuperà, e poi solo dopo, forse, scoprirà che #Ceuta è sì una città spagnola (per ragioni che dovrebbero esser superate da un pezzo), ma situata sulle coste del #Marocco. Una consapevolezza che però - attenzione - potrebbe anche non giungere mai. Tajani, per esempio, è arrivato a fare il ministro degli Esteri e a quanto pare ancora lo ignora.
Del resto, giusto la settimana scorsa Elon #Musk ha dato un’intervista in cui raccontava lo stato di assoluto caos in cui secondo lui versa il Regno Unito, per colpa ovviamente degli immigrati e dei delitti di cui si macchiano. Poco importa che lui in Inghilterra non ci metta piede da anni, che l’intervistatrice al contrario fosse inglese e residente, e infine che i dati dimostrino che la più pericolosa città inglese è comunque di gran lunga più sicura della più tranquilla tra le metropoli americane: la percezione è tutto, e infatti una parte maggioritaria dell’elettorato #Maga è addirittura convinta che Re Carlo sia musulmano, lui che non solo è il capo della chiesa anglicana, ma che anche volendo non potrebbe nemmeno sposarsi con una donna cattolica, altro che Islam.
E proprio perché la reazione a caldo costituisce il 99 per cento del totale, in #Spagna, intanto, l’ultradestra di Vox ha chiesto che #Sanchez sia deposto e incriminato come traditore della patria. Qualcuno parla di weaponization of migration, ovvero di flussi lasciati appositamente aperti per generare crisi in uno dei pochi Paesi con un governo di sinistra, a tutto vantaggio della destra che le trasforma in consenso. Loro, lo sappiamo, sono fascisti, ma tutti gli altri che scusa hanno? Che scusa hanno tutti gli altri partiti europei, i moderati e spesso anche i progressisti che si impegnano così tanto nell’inseguirli sul loro terreno? La sicurezza, quando l’Europa non è mai stata sicura come lo è oggi? O è piuttosto l’ammissione che se un continente con mezzo miliardo di abitanti non riesce a gestire in modo decente qualche decina di migliaia di poveretti vuol dire che è politicamente e culturalmente fallito?
È tutto questo e molto di più, in un mix che tiene insieme disinformazione, paure scientificamente diffuse, ma anche distillati di bispensiero orwelliano e ipocrisia. Giusto qualche giorno fa Donald #Trump è tornato alla carica con una nuova infornata di dazi, dopo che quelli precedenti erano stati cassati dall’alta corte, e questa volta lo ha fatto con il pretesto dello sfruttamento, non perché gliene freghi qualcosa, ma perché gli serviva un motivo. E molti avranno subito fatto correre il pensiero alle fabbriche del sudest asiatico dove i bambini sono impiegati per cucire le sneakers, quando invece bisognerebbe guardare molto più vicino, e pensare piuttosto a chi nel Meridione raccoglie i #pomodori, di cui l’Italia è uno dei principali produttori mondiali. Sono quelli che fingiamo di non vedere, mentre siamo così concentrati a guardare quegli altri, perché ci fanno tanto, tanto comodo.
Secondo #Vannacci, se si eliminano gli immigrati, i giovani laureati italiani emigrati all’estero torneranno in patria per raccoglierli loro, quei pomodori: certo, come no. Un sondaggio di qualche tempo fa realizzato dal Cato Institute e diffuso dal Financial Times chiedeva agli americani se fossero d’accordo col ritorno negli Usa dell’industria manifatturiera, ovvero delle fabbriche e degli operai, e il risultato era schiacciante: 80 per cento a favore, e solo il 20 contro. La seconda domanda, però, chiedeva agli stessi intervistati se quindi a loro sarebbe piaciuto andare effettivamente a lavorarci, in fabbrica, e le percentuali erano comicamente ribaltate: il 73 assolutamente no, il 25 sì, con un residuo 2 per cento che rappresenta quelli che effettivamente alla catena di montaggio già ci stanno, volenti o nolenti. Un risultato che gli imprenditori hanno letto con un certo ottimismo, ricavandone che quindi gli operai negli Usa potrebbero più che decuplicare, almeno finché non gli viene consegnata la prima busta paga. È un ottimo esempio della dissociazione che viviamo anche qui in Europa, un ritratto che ci rappresenta fedelmente: non perché - come sostiene qualcuno credendosi un’anima pia - ci servano operai o braccianti, a dire il vero siamo talmente mal messi che avremmo bisogno pure di medici. Piuttosto, perché siamo preoccupati di perdere i nostri privilegi, ma non al punto da ammettere che sono tali.
Paolo Cosseddu” -
Questo articolo meriterebbe un premio, pubblicato oggi primo agosto 26 su Ossigeno, lo dovrebbero leggere i creduloni che tanto amano il mondo Maga e le destre in generale:
“Nuove vette di stupidità: invocare la chiusura delle frontiere interne europee per l’arrivo di qualche migliaio di disperati… sulle coste africane. Ma del resto la propaganda funziona così: l’importante è spararla grossa, cavalcare il sentiment del momento, contando sul fatto che prima la gente si indignerà e si preoccuperà, e poi solo dopo, forse, scoprirà che #Ceuta è sì una città spagnola (per ragioni che dovrebbero esser superate da un pezzo), ma situata sulle coste del #Marocco. Una consapevolezza che però - attenzione - potrebbe anche non giungere mai. Tajani, per esempio, è arrivato a fare il ministro degli Esteri e a quanto pare ancora lo ignora.
Del resto, giusto la settimana scorsa Elon #Musk ha dato un’intervista in cui raccontava lo stato di assoluto caos in cui secondo lui versa il Regno Unito, per colpa ovviamente degli immigrati e dei delitti di cui si macchiano. Poco importa che lui in Inghilterra non ci metta piede da anni, che l’intervistatrice al contrario fosse inglese e residente, e infine che i dati dimostrino che la più pericolosa città inglese è comunque di gran lunga più sicura della più tranquilla tra le metropoli americane: la percezione è tutto, e infatti una parte maggioritaria dell’elettorato #Maga è addirittura convinta che Re Carlo sia musulmano, lui che non solo è il capo della chiesa anglicana, ma che anche volendo non potrebbe nemmeno sposarsi con una donna cattolica, altro che Islam.
E proprio perché la reazione a caldo costituisce il 99 per cento del totale, in #Spagna, intanto, l’ultradestra di Vox ha chiesto che #Sanchez sia deposto e incriminato come traditore della patria. Qualcuno parla di weaponization of migration, ovvero di flussi lasciati appositamente aperti per generare crisi in uno dei pochi Paesi con un governo di sinistra, a tutto vantaggio della destra che le trasforma in consenso. Loro, lo sappiamo, sono fascisti, ma tutti gli altri che scusa hanno? Che scusa hanno tutti gli altri partiti europei, i moderati e spesso anche i progressisti che si impegnano così tanto nell’inseguirli sul loro terreno? La sicurezza, quando l’Europa non è mai stata sicura come lo è oggi? O è piuttosto l’ammissione che se un continente con mezzo miliardo di abitanti non riesce a gestire in modo decente qualche decina di migliaia di poveretti vuol dire che è politicamente e culturalmente fallito?
È tutto questo e molto di più, in un mix che tiene insieme disinformazione, paure scientificamente diffuse, ma anche distillati di bispensiero orwelliano e ipocrisia. Giusto qualche giorno fa Donald #Trump è tornato alla carica con una nuova infornata di dazi, dopo che quelli precedenti erano stati cassati dall’alta corte, e questa volta lo ha fatto con il pretesto dello sfruttamento, non perché gliene freghi qualcosa, ma perché gli serviva un motivo. E molti avranno subito fatto correre il pensiero alle fabbriche del sudest asiatico dove i bambini sono impiegati per cucire le sneakers, quando invece bisognerebbe guardare molto più vicino, e pensare piuttosto a chi nel Meridione raccoglie i #pomodori, di cui l’Italia è uno dei principali produttori mondiali. Sono quelli che fingiamo di non vedere, mentre siamo così concentrati a guardare quegli altri, perché ci fanno tanto, tanto comodo.
Secondo #Vannacci, se si eliminano gli immigrati, i giovani laureati italiani emigrati all’estero torneranno in patria per raccoglierli loro, quei pomodori: certo, come no. Un sondaggio di qualche tempo fa realizzato dal Cato Institute e diffuso dal Financial Times chiedeva agli americani se fossero d’accordo col ritorno negli Usa dell’industria manifatturiera, ovvero delle fabbriche e degli operai, e il risultato era schiacciante: 80 per cento a favore, e solo il 20 contro. La seconda domanda, però, chiedeva agli stessi intervistati se quindi a loro sarebbe piaciuto andare effettivamente a lavorarci, in fabbrica, e le percentuali erano comicamente ribaltate: il 73 assolutamente no, il 25 sì, con un residuo 2 per cento che rappresenta quelli che effettivamente alla catena di montaggio già ci stanno, volenti o nolenti. Un risultato che gli imprenditori hanno letto con un certo ottimismo, ricavandone che quindi gli operai negli Usa potrebbero più che decuplicare, almeno finché non gli viene consegnata la prima busta paga. È un ottimo esempio della dissociazione che viviamo anche qui in Europa, un ritratto che ci rappresenta fedelmente: non perché - come sostiene qualcuno credendosi un’anima pia - ci servano operai o braccianti, a dire il vero siamo talmente mal messi che avremmo bisogno pure di medici. Piuttosto, perché siamo preoccupati di perdere i nostri privilegi, ma non al punto da ammettere che sono tali.
Paolo Cosseddu” -
Questo articolo meriterebbe un premio, pubblicato oggi primo agosto 26 su Ossigeno, lo dovrebbero leggere i creduloni che tanto amano il mondo Maga e le destre in generale:
“Nuove vette di stupidità: invocare la chiusura delle frontiere interne europee per l’arrivo di qualche migliaio di disperati… sulle coste africane. Ma del resto la propaganda funziona così: l’importante è spararla grossa, cavalcare il sentiment del momento, contando sul fatto che prima la gente si indignerà e si preoccuperà, e poi solo dopo, forse, scoprirà che #Ceuta è sì una città spagnola (per ragioni che dovrebbero esser superate da un pezzo), ma situata sulle coste del #Marocco. Una consapevolezza che però - attenzione - potrebbe anche non giungere mai. Tajani, per esempio, è arrivato a fare il ministro degli Esteri e a quanto pare ancora lo ignora.
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E proprio perché la reazione a caldo costituisce il 99 per cento del totale, in #Spagna, intanto, l’ultradestra di Vox ha chiesto che #Sanchez sia deposto e incriminato come traditore della patria. Qualcuno parla di weaponization of migration, ovvero di flussi lasciati appositamente aperti per generare crisi in uno dei pochi Paesi con un governo di sinistra, a tutto vantaggio della destra che le trasforma in consenso. Loro, lo sappiamo, sono fascisti, ma tutti gli altri che scusa hanno? Che scusa hanno tutti gli altri partiti europei, i moderati e spesso anche i progressisti che si impegnano così tanto nell’inseguirli sul loro terreno? La sicurezza, quando l’Europa non è mai stata sicura come lo è oggi? O è piuttosto l’ammissione che se un continente con mezzo miliardo di abitanti non riesce a gestire in modo decente qualche decina di migliaia di poveretti vuol dire che è politicamente e culturalmente fallito?
È tutto questo e molto di più, in un mix che tiene insieme disinformazione, paure scientificamente diffuse, ma anche distillati di bispensiero orwelliano e ipocrisia. Giusto qualche giorno fa Donald #Trump è tornato alla carica con una nuova infornata di dazi, dopo che quelli precedenti erano stati cassati dall’alta corte, e questa volta lo ha fatto con il pretesto dello sfruttamento, non perché gliene freghi qualcosa, ma perché gli serviva un motivo. E molti avranno subito fatto correre il pensiero alle fabbriche del sudest asiatico dove i bambini sono impiegati per cucire le sneakers, quando invece bisognerebbe guardare molto più vicino, e pensare piuttosto a chi nel Meridione raccoglie i #pomodori, di cui l’Italia è uno dei principali produttori mondiali. Sono quelli che fingiamo di non vedere, mentre siamo così concentrati a guardare quegli altri, perché ci fanno tanto, tanto comodo.
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Paolo Cosseddu” -
Hvis jeg skulle vælge én tomatsort til drivhuset...
Se dovessi scegliere una varietà di pomodoro per la serra......
San Marzano
#have #drivhus #tomater #sanmarzano #madlavning #garden #tomatoes #cooking #pomodori #tomaten #Tomatensorten -
Hvis jeg skulle vælge én tomatsort til drivhuset...
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San Marzano
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Si può stabilire il valore del cibo basandosi solo su aste al ribasso?
Se lo chiede la filiera italiana per la produzione di pomodori e derivati che, a fronte dei meccanismi della distribuzione del valore in cui i grandi acquirenti hanno molto potere contrattuale, rischia di lavorare in perdita. E a rimetterci è la qualità del prodotto, oltre che quella del lavoro.
#pomodori #agricoltura #agriculture #economy #foodproduction
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https://www.europesays.com/it/478816/ Sciopero scuola oggi a Bologna, studenti lanciano pomodori contro i fantocci di Meloni e ministri #bologna #Cronaca #CronacaItaliana #CronacaItaliana #fantocci #IT #Italia #Italy #lanciano #meloni #ministri #News #Notizie #pomodori #sciopero #scuola #studenti #UltimeNotizie #UltimeNotizieENewsDiOggi #UltimeNotizieItalia #UltimeNotizie #UltimeNotizieEnewsDiOggi #UltimeNotizieItalia
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ADORO IL GENIO - INDOVINELLI
Sii ma per importanza! Per importanza, vero?
...
VERO?
(Credit in pics)#adoroilgenio #26febbraio #luovoelagallina #vignette #Trono #fantasy #indovinello #indovinelli #pomodoro🍅 #pomodori #vignettedivertenti #uova #gallina #pane #toast #Comodità #proverbi #proverbiodelgiorno #detto #dettipopolari #uovoegallina
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ADORO IL GENIO - INDOVINELLI
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https://www.europesays.com/it/191736/ Pomodorini siciliani contaminati da salmonella, 437 casi in Europa: come proteggersi #digitall #Health #IT #Italia #Italy #pomodori #SALMONELLA #Salute #sicilia
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Comunque non per fare l'hipster ma io ho sempre preferito il datterino al Pachino.
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Comunque non per fare l'hipster ma io ho sempre preferito il datterino al Pachino.
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Comunque non per fare l'hipster ma io ho sempre preferito il datterino al Pachino.
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Comunque non per fare l'hipster ma io ho sempre preferito il datterino al Pachino.
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Esattamente 7 anni fa, alla Basko di Borgonovo, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
Diciamo che incontrai alcune difficoltà a consumarli tutti prima che andassero a male.
#tartadiete #pomodori #tartabraccinocorto #offertetentatrici #sipotrannomangiareancheacolazione #speseincaute -
Esattamente 7 anni fa, alla Basko di Borgonovo, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
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Esattamente 7 anni fa, alla Basko di Borgonovo, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
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nuovo post sul blog ‘esiste la ricerca’: un’annotazione di antonio f. perozzi su “pomodori”, di nathalie quintane
cliccare per accedere al blog
https://www.mtmteatro.it/antonio-f-perozzi-annotazioni-su-pomodori-di-nathalie-quintane/
_#AntonioFPerozzi #AntonioFrancescoPerozzi #AntonioPerozzi #blog #cambioDiParadigma #ELR #ELREsisteLaRicerca #EsisteLaRicerca #ManifattureTeatraliMilanesi #MTM #MTMManifattuteTeatraliMilanesi #NathalieQuintane #Pomodori #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca
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nuovo post sul blog ‘esiste la ricerca’: un’annotazione di antonio f. perozzi su “pomodori”, di nathalie quintane
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Dai #pomodori alle #melanzane, passando per le specie indigene meno note: su #Nature è uscito il #pangenoma del genere Solanum 🍅🍆
Il pangenoma dell’agrobiodiversità | CRISPeR MANIA
https://crispr.blog/2025/04/07/il-pangenoma-dellagrobiodiversita/ -
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È ora di germinare 🌱
#Pomodori
#MastoOrto -
È ora di germinare 🌱
#Pomodori
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#Pomodori
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Esattamente 6 anni fa, alla Basko, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
Diciamo che incontrai alcune difficoltà a consumarli tutti prima che andassero a male.
#tartadiete #pomodori #tartabraccinocorto #offertetentatrici #nonsodicosaparli #sipotrannomangiareancheacolazione #nessunpomodoroverràlasciatoindietro #speseincaute -
Esattamente 6 anni fa, alla Basko, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
Diciamo che incontrai alcune difficoltà a consumarli tutti prima che andassero a male.
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Esattamente 6 anni fa, alla Basko, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
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Esattamente 6 anni fa, alla Basko, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
Diciamo che incontrai alcune difficoltà a consumarli tutti prima che andassero a male.
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#Carne coltivata, #pomodori: contadini italiani e innovatori #israeliani
https://www.aduc.it/articolo/carne+coltivata+pomodori+contadini+italiani_37084.php -
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https://www.aduc.it/articolo/carne+coltivata+pomodori+contadini+italiani_37084.php -
5 anni fa, alla Basko, in un momento di follia comprai una cassetta di 8 kg di pomodori perini molto scontati.
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