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  1. DALLA GENTE PER LA GENTE - Festival delle periferie milanesi

    Domenica 24 maggio, dalle 00:00 alle 23:00, presso Spazio di Mutuo Soccorso, P.za Stuparich 18, Milano

    🚨 Dalla Gente Per La Gente 2026

    Il festival delle periferie milanesi prende vita.

    📆 24 Maggio
    🕛 dalle 12 alle 22
    📍 Spazio di Mutuo Soccorso — Piazza Carlo Stuparich 18
    🎟️ Ingresso gratuito

    Una giornata costruita dal basso tra musica, talk, arte, sport, cinema e comunità. Un momento per raccontare una Milano popolare, multiculturale e creativa che troppo spesso resta fuori dalle narrazioni sulla città.

    tutte le info (purtroppo) al link:
    instagram.com/p/DYWwjrXjdng/?i

    #SpazioDiMutuoSoccorso #Comunità #edicola #festival #HipHop #musica #Periferie #quartiere #quartieri #Socialità

  2. Maranza: creare il nemico per negare la complessità del reale. Su La periferia vi guarda con odio di Gabriel Seroussi

    A spingermi a leggere e studiare è (quasi) sempre il desiderio di capire qualcosa di più sulla realtà che ho intorno, il bisogno di approfondire, di rendermi conto di quanto i fenomeni che attraversano le società contemporanee siano complessi, stratificati, multifattoriali. Che si tratti di tecnologie digitali, di tendenze culturali e sociali, di fisica quantistica oppure di esperienze di vita molto diverse e lontane dalla mia. Mi trovo così a forzare spesso il mio punto di vista situato, la posizione da cui guardo il mondo, con le sue sovrastrutture e i suoi privilegi, per allargare lo sguardo, per cercare la profondità.

    Ed è per questo che ero molto curioso del libro di Gabriel Seroussi, La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza (Agenzia X, 2025): non conoscevo l’autore, sono anagraficamente e culturalmente lontano dal rap di oggi, dalla trap e forse anche dalle periferie. Ma sono abbastanza vecchio e ho abbastanza esperienza dei media e della politica per sentire istantaneamente che la costruzione del maranza come pericolo sociale fosse una bieca mossa buona solo per scatenare il panico morale, trovando un capro espiatorio “facile” da additare come nemico pubblico per colpire allo stomaco un paese sempre più vecchio, culturalmente e socialmente conservatore e impaurito dalla sua stessa ombra. Poi sono arrivate le manifestazioni per la Palestina dell’autunno 2025, con l’allerta mediatico-politica per la “saldatura” anarchici e maranza, su cui ha scritto con precisione chirurgica Milin Bonomi su Effimera:

    Il framing della responsabilità, ovvero incolpare gruppi esterni, di solito stranieri o minoranze, alimentando il pregiudizio nei loro confronti e additandoli come colpevoli di una situazione nefasta, è vecchio come il cucco, ed è di solito quello che porta – e giustifica – la violenza di Stato. In genere si accompagna al framing della paura, quello che mette in guardia da un nemico pericoloso, da cui difendersi, ovvero attaccare.

    Bonomi parla di “resistenza discorsiva” e il libro di Seroussi non fa solo questo ma molto di più: restituisce tutta la complessità di fenomeni sociali, culturali, politici, economici, quella complessità che i media (sullo stesso livello della politica) si impegnano costantemente a lasciare fuori, sia mai che i lettori/spettatori del circo giornalistico dello Stivale possano essere spinti a una lettura articolata del reale, del mondo che abitano, a capirci davvero qualcosa. Fortuna che c’è qualcuno che ci pensa e lo fa nella forma migliore possibile: anche se sulla copertina c’è il nome di Seroussi, a cui va tutto il merito di aver costruito – in anni di lavoro – un testo articolato e complesso (come la realtà di cui parla, non a caso), La periferia vi guarda con odio è un libro plurale, in cui tantissime voci si mescolano per raccontare percorsi personali, esistenziali, per illustrare analisi socio-culturali (accademiche o meno), in cui ai dati economici si affiancano i suoni del (nuovo) rap italiano ed europeo e le analisi sociologiche sono arricchite dalle esperienze sul campo (tra comunità e occupazioni). Seroussi opera l’esatto opposto del “framing” dei media: le etichette e gli stereotipi vengono spazzati via, per restituire la voce ai protagonisti che sono quindi in grado, su queste pagine, di raccontarsi come vogliono, una presa di parola che si fa irriducibile alla banalizzazione e alla superficialità.

    Dall’emergere e diffondersi del termine maranza fino alla mostrificazione del quartiere San Siro (che ha richiamato subito, nella mia memoria, La fabrique du monstre di Philippe Pujol, che per dieci anni si è immerso nei quartiers nord di Marsiglia), dal mescolarsi di ribellione e capitalismo, di rap e social media, ai percorsi migratori e alla precarietà economico-esistenziale, fino al radicamento fortissimo nel quartiere che si vive, le storie, i fatti e i dati raccontati in queste pagine riescono davvero a far entrare chi legge, che non può che mettersi in ascolto, in mondi e storie che sembrano (e forse sono anche) lontane ma che quasi certamente incrociamo ogni giorno nelle strade delle città che abitiamo. E se la conoscenza è l’antidoto alla paura (e alle semplificazioni), questo libro dovrebbe diventare un best seller perché è in grado di raccontare un paese che sta cambiando e che in tanti, a partire dalla politica, vorrebbero invece cristallizzare in un’identità immutabile che non è mai esistita.

    Per me, che sono rientrato in Italia da poco più di un anno, dopo dodici anni all’estero, e che sono insofferente nei confronti di un paese che ho ritrovato schiacciato da una cappa di ignoranza e banalità, questo libro è stato una boccata di ossigeno: non perché tutto quello che racconta sia bello o idilliaco (tutt’altro: dolore, rabbia, precarietà, razzismo sono ben presenti, così come le cause socio-economiche sono ben evidenziate, come pure la mascolinità tossica di una certa trap) ma perché ci dice che sotto il filtro distorsivo di media e politica le cose si agitano, c’è vita, movimento, nascono nuovi linguaggi e solidarietà, c’è rottura di codici culturali e spaziali: si guarda, con tutte le contraddizioni possibili, verso il futuro.

    Una nota musicale per chiudere: i miei ascolti rap si sono più o meno fermati al rap militante che ha iniziato a circolare a metà degli anni novanta, salvo poche eccezioni, quindi ero del tutto digiuno di cosa fosse venuto fuori in Italia negli ultimi vent’anni. Il libro ha colmato anche questa mia lacuna, facendomi scoprire rapper e artisti a cui altrimenti non sarei mai arrivato e, anche se non posso dire di avere davvero affinità con questi suoni (per gusti, percorsi, anagrafica), il lavoro di Seroussi non me li ha solo fatti ascoltare, ma mi ci ha fatto entrare, me li ha fatti capire. E non è poco. (Unica pecca: come c’è una bibliografia, ci sarebbe stata bene anche una discografia più strutturata rispetto ai brani e agli album citati pagina dopo pagina: magari per una ristampa?)

    Gabriel Seroussi, La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza, Agenzia X, 2025

    #GabrielSeroussi #Italia #maranza #periferie #rap #trap wp.me/pa8vBQ-rD
  3. Tornano le pubblicità sui bus della rete periferica di Roma. Dopo mesi di assenza, i mezzi gestiti da Troiani presentano nuovi pannelli sul retro e sul lato sinistro, colmando il vuoto lasciato dalla dismissione delle ex vetture Roma Tpl.
    👉 odisseaquotidiana.com/2025/11/

    #bus #periferie #trasportopubblico

  4. PERIFERIA RIBELLE E ANTIFASCISTA. 🛠 Corteo 13.12 da Sesto FS 1 Maggio, h14:00

    Sabato 13 dicembre, dalle 14:00 alle 17:30, presso Sesto FS fino a Cinisello Balsamo, Sesto FS M1 Piazza Primo Maggio

    Comunicato

    Il 25 aprile 2025 a Cinisello gran parte del corteo cittadino non ha potuto sopportare il tentativo del sindaco leghista di imporre in quella piazza le sue retoriche vuote e ipocrite: decidendo invece di dare e ascoltare la parola di chi dell’antifascismo ne fa memoria viva e pratica quotidiana.

    Pochi giorni dopo, la Giunta con la presenza di alcuni esponenti di spicco del neofascismo oggi al governo, era di nuovo in piazza, proprio lì di fronte al Comune, per l’intitolazione a Sergio Ramelli: nuovamente il Nord Milano Antifascista si è convocato a ridosso di quella che gli organizzatori volevano come una celebrazione e invece si è trasformata in una rumorosa contestazione che ha rifiutando ogni normalizzazione del ruolo storico di stragisti e squadristi di ieri.

    Make Europe Antifa Again

    Il 17 maggio siamo sces* in piazza con lo slogan “MAKE EUROPE ANTIFA AGAIN” contro il Remigration Summit organizzato dalla peggio gioventù dell’estrema destra in quota Lega e FDI che propugna deportazioni di massa e apartheid razziale.

    Il 27 settembre, dopo due precedenti presidi, in mezzo a due scioperi generali che hanno bloccato il paese per protestare contro le complicità italiane con il genocidio sionista, a fianco della resistenza palestinese e della missione della Global Sumud Flottila, abbiamo attraversato la città con un bellissimo corteo popolare organizzato dall’Assemblea Nord Milano per la Palestina: consapevoli che la lotta per la liberazione del popolo palestinese è la lotta di tutte e tutti per la liberazione dall’oppressione neo liberista coloniale, per la difesa della giustizia sociale e l’autodeterminazione di tutti i popoli oppressi.

    Consapevoli che antifascismo significa anche antisionismo.

    Il 13 dicembre torniamo in piazza!

    Il 13 dicembre vorremmo riportare nuovamente questo grido di orgoglio antifascista, antirazzista, antisionista nel nostro territorio, governato da anni dalle giunte della peggior destra che, come a livello nazionale e globale, tentano di scatenare una guerra tra poveri per difendere gli interessi dei più ricchi e degli autocrati loro alleati. Ci mobiliteremo contro i governi, locali e transnazionali che sostengono politiche militariste finanziate con il taglio alla spesa sociale: casa, istruzione, sanità, reddito, mobilità pubblica locale.

    Sappiamo bene che questo rigurgito di fascismo non nasce mai dal nulla: anni di politiche bipartisan di gestione razzista dell’immigrazione, retorica securitaria sui territori, privatizzazioni degli spazi pubblici, “riforme” che hanno aumentato la precarietà e lo sfruttamento sul lavoro hanno preparato il terreno a figli e nipoti degli stragisti e squadristi di ieri che ora, in tutto il Paese, muovono la loro offensiva revisionista sulla memoria e l’identità delle nostre comunità, ben radicata in una storia operaia e antifascista. L’intitolazione di piazze a Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, così come la cancellazione del nome Salvador Allende dal palazzetto dello sport a Cinisello ne sono un esempio.

    Lottare per difendere la memoria non basta!

    Nord Milano e l’impoverimento sociale

    L’hinterland nord Milano, e in generale le periferie metropolitane, hanno subito nel corso degli anni un impoverimento generale (Cinisello Balsamo è uno dei Comuni con il reddito medio annuo più basso del Milanese). Nonostante una popolazione lavoratrice e precaria, soprattutto nelle sue componenti giovani e di origine migrante, le destre di Ghilardi e Di Stefano hanno smantellato i pochi servizi di solidarietà per gli abitanti in situazione di emergenza abitativa e rinunciato a ogni ipotesi regolativa di un mercato degli affitti insostenibile anche per il ceto medio. Non dimentichiamo lo sgombero dello Spazio 20092, il 21 febbraio 2023 e la destinazione inappropriata per famiglie con minori, prevista dal Comune di Cinisello, in case ALER senza servizi essenziali e l’ancora assente regolamento per gli alloggi SAT.

    Tagli ai servizi e repressione urbana

    Sono stati chiusi presidi culturali e sportelli di ricerca lavoro, aumentando il ricorso a misure di DASPO urbani e agenti di polizia locale. Sono stati spesi fondi pubblici per la videosorveglianza, mentre al commercio di prossimità e agli spazi ricreativi di quartiere si preferiscono nuovi centri commerciali su vecchie aree industriali dismesse. Servizi sanitari territoriali, come il Consultorio di Sant’Eusebio, si lasciano chiudere senza batter ciglio. La vera “emergenza sicurezza” sono loro che portano avanti politiche di espulsione ed emarginazione riducendo le politiche pubbliche di solidarietà sociale.

    La Resistenza continua

    La resistenza continua così come la ricerca di convergenze tra soggettività ribelli e alternative dai picchetti antisfratto alle manifestazioni contro il genocidio e in solidarietà alla Palestina.

    Per la solidarietà, la giustizia sociale e l’autogestione.

    SOLDI AI QUARTIERI, NON ALLA GUERRA!

    #MAKE-NORDMILANO-ANTIFA-AGAIN

    #MAKE-FASCISTS-AFRAID-AGAIN

    Periferia Ribelle e Antifascista

    Percorso del corteo

    Il corteo passerà dalle seguenti vie con i seguenti collegamenti ai mezzi pubblici:

    Partenza ore 14 stazione 1 Maggio FS, Sesto S.G. – (Metropolitana M1)

    Via Gramsci, Sesto S.G.

    Via Campari, Sesto S.G.

    Via Casiraghi, Sesto S.G.

    Via Monte Grappa, Sesto S.G.

    Via Stalingrado (passaggio da Sesto a Cinisello)

    Via Lincoln, Cinisello B. – (Bus 712 in via Vizzi per Sesto FS M1)

    Via Robecco, Cinisello B.

    Via U Giordano, Cinisello B. – (Bus 728 per Bignami M5)

    Via De Ponti, Cinisello B.

    Via Musu, Cinisello B.

    Arrivo al PalaAllende di Cinisello – (Tram 31 per Bignami M5)

    #Corteo #Antifascismo #Periferie

  5. [#LETTURE DELLA DOMENICA]

    La segnalazione di questa settimana è sicuramente la storia (36 tavole!) che #Zerocalcare ha pubblicato sull'ultimo numero di #Internazionale uscito giovedì 27 febbraio.

    Il titolo è "La foresta contro il deserto Una storia di quartiere
    che parla di tutto il mondo" e partendo dal "decreto Caivano" approvato dal governo Meloni parla dei problemi del #Quarticciolo, quartiere alla periferia est di #Roma, delle politiche securitarie del governo e di tutti quelli che non si arrendono e che lavorano ogni giorno per costruire delle #alternative concrete al degrado e all'abbandono di questa e di tutte le #periferie. #fumetti

    Sì, è un consiglio per l'acquisto 😃 #adv

    @macfranc
    @scuola @alephoto85
    @mauriziocarnago
    @filippodb
    @lindasartini
    @maupao
    @Puntopanto

  6. Il naviglio Martesana in viale Padova a #Milano e la ciclabile che lo affianca e arriva fino all'Adda #navigli #periferie #bici #PisteCiclabili

  7. [#DOMENICA] Ai laghetti del Parco Nord a Niguarda, periferia di #Milano sono ricominciati i #concerti all'alba (ore 6.30) organizzati da #Musica nell'aria: musicanellaria.it/ Stamattina abbiamo ascoltato Dora Scapolatempore all'arpa e Walter Bagnato alla #fisarmonica che hanno eseguito brani di Astor Piazzolla, Charles Trenet, Charle Aznavour e Yann Tiersen #arpa #periferie #ParcoNord