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  1. Vitamina D: il sole estivo non basta per tutti — lo studio di Newcastle che cambia le raccomandazioni

    Il “paradosso estivo” della vitamina D: un mito sfatato dalla ricerca

    Ogni estate, migliaia di medici — me compreso — si sentono chiedere dagli anziani: “Dottore, d’estate sospendo la vitamina D?”. La logica sembra impeccabile: più sole, più vitamina D. Eppure uno studio appena pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition dal gruppo di Newcastle University ribalta questa certezza per alcune categorie di pazienti. La ricerca dimostra che, in due popolazioni ad alto rischio — gli over 65 e gli adulti con fototipo cutaneo scuro (classi di Fitzpatrick IV–VI) — la carenza di vitamina D persiste anche durante i mesi estivi, senza alcun miglioramento significativo rispetto all’inverno. Per chi, come me, segue quotidianamente pazienti anziani con osteoporosi, fragilità ossea e aumentato rischio di cadute, questo studio ha immediate implicazioni cliniche: la sospensione routinaria della supplementazione vitaminica D in estate non è giustificata per i soggetti a rischio.

    Lo studio: disegno, popolazione e metodi

    Lo studio ISRCTN13778806 è condotto dal Human Nutrition and Exercise Research Centre dell’Università di Newcastle (UK) e nasce come fase di screening di un trial di supplementazione vitaminica. Il reclutamento si è svolto tra dicembre 2024 e agosto 2025, consentendo di misurare i livelli di vitamina D sia nella stagione invernale che in quella estiva nella stessa coorte.

    Le due popolazioni studiate erano:

    • Adulti ≥ 65 anni (anziani), indipendentemente dal fototipo
    • Adulti ≥ 18 anni con fototipo cutaneo scuro (classi di Fitzpatrick IV–VI), di qualsiasi nazionalità, residenti nel nord della Gran Bretagna

    Su 936 candidati approcciati, 299 partecipanti sono stati inclusi nell’analisi finale dopo esclusione di chi assumeva già supplementi di colecalciferolo (principale criterio di esclusione). La misurazione del parametro chiave — la 25-idrossivitamina D [25(OH)D] sierica — è stata effettuata tramite dried blood spot (DBS) con finger-prick, analizzato con metodica LC-MS/MS (cromatografia liquida-spettrometria di massa in tandem), gold standard per la quantificazione della vitamina D. La soglia di insufficienza/carenza utilizzata era < 50 nmol/L (< 20 ng/mL), coerente con le principali linee guida internazionali.

    Risultati: numeri che sorprendono

    I dati emersi dallo studio sono inequivocabili e clinicamente rilevanti:

    • 54,8% degli over 65 presentava insufficienza o carenza di vitamina D (25(OH)D < 50 nmol/L)
    • 72,1% degli adulti con fototipo scuro mostrava lo stesso quadro carenziale
    • Nessun miglioramento significativo in estate: le percentuali di insufficienza non si riducevano nei mesi estivi (giugno–agosto) in nessuno dei due gruppi
    • Già nel 2021, dati UK avevano evidenziato carenza in oltre il 92% dei sudasiatici e nell’84% degli afro-caribbeani residenti nel paese — numeri confermati e contestualizzati da questo nuovo studio

    “Quello che colpisce di questi risultati è che i livelli di vitamina D non miglioravano, nemmeno nei mesi estivi in cui ci aspetteremmo normalmente un recupero. Per chi vive nel nord dell’Inghilterra, questo dimostra che la sola luce solare potrebbe non essere sufficiente, in particolare per gli anziani e le persone provenienti da contesti etnici minoritari. Il messaggio è semplice ma importante: se appartieni a un gruppo a rischio, non puoi assumere che trascorrere più tempo all’aperto in estate risolva il problema” – ha commentato Bernard Corfe, co-leader dello studio.

    Perché la sintesi cutanea di vitamina D è insufficiente in questi gruppi?

    Esistono molteplici ragioni fisiopatologiche e comportamentali che spiegano perché l’esposizione solare estiva non sia sufficiente a correggere la carenza in queste popolazioni:

    • Latitudine elevata (nord Inghilterra, > 53° N): l’angolo di incidenza dei raggi UVB è subottimale per gran parte dell’anno, incluso parte dell’estate
    • Fototipo scuro (melanina elevata): la melanina agisce da filtro naturale per i raggi UVB, riducendo la sintesi di previtamina D3 nella cute fino al 90–95% rispetto a fototipi chiari
    • Età avanzata: la concentrazione cutanea di 7-deidrocolesterolo (precursore della vitamina D) si riduce significativamente con l’età; la capacità di sintesi degli over 70 è circa il 25% di quella di un adulto giovane
    • Copertura cutanea per motivi culturali/religiosi: in molte comunità con fototipo scuro, l’esposizione solare delle aree corporee chiave (arti, tronco) è limitata
    • Stile di vita sedentario/vita prevalentemente indoor: gli anziani, specialmente quelli istituzionalizzati o con ridotta mobilità, hanno un’esposizione solare reale molto inferiore alla media
    • Uso di creme solari: un SPF 15 riduce la sintesi di vitamina D del 99,9%; anche protezioni moderate (SPF 30–50) la limitano significativamente
    • Obesità: la vitamina D è liposolubile e si sequestra nel tessuto adiposo, riducendo la biodisponibilità plasmatica

    La vitamina D sintetizzata per via cutanea (D3 endogena) deve subire due successive idrossilazioni — epatica (25-idrossilazione) e renale (1-alfa-idrossilazione) — prima di diventare il metabolita attivo calcitriolo [1,25(OH)₂D]. Patologie epatiche o renali croniche, frequenti nell’anziano, possono compromettere ulteriormente questo processo bioattivativo.

    Le funzioni extracliniche della vitamina D: ben oltre le ossa

    La vitamina D non è semplicemente un “ormone osseo”. I recettori per la vitamina D (VDR) sono espressi in quasi tutti i tessuti e cellule dell’organismo, il che spiega il vasto spettro di effetti biologici associati a livelli adeguati di 25(OH)D:

    • Sistema scheletrico: regolazione dell’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, mineralizzazione ossea, prevenzione di osteomalacia, osteoporosi, fratture e rachitismo
    • Sistema immunitario: modulazione dell’immunità innata e adattativa; carenza associata ad aumentata suscettibilità a infezioni respiratorie, malattie autoimmuni, sepsi
    • Sistema muscolare: influenza sulla forza muscolare, equilibrio e rischio di cadute — particolarmente rilevante nell’anziano
    • Apparato cardiovascolare: associazione osservazionale tra ipovitaminosi D e ipertensione arteriosa, eventi cardiovascolari maggiori, scompenso cardiaco
    • Metabolismo glucidico: correlazione con insulino-resistenza, rischio di diabete mellito tipo 2, sindrome metabolica
    • Oncologia: dati epidemiologici che suggeriscono un ruolo protettivo verso tumori del colon-retto, mammella, prostata (associazione dose-risposta con i livelli sierici di 25(OH)D)
    • Sistema nervoso: associazione con funzione cognitiva, rischio di declino cognitivo, depressione, sclerosi multipla

    È opportuno ricordare che molte di queste associazioni extra-scheletriche derivano da studi osservazionali, con limitazioni legate ai confondenti. La causalità diretta resta oggetto di dibattito, e gli RCT non sempre confermano gli effetti preventivi osservati negli studi epidemiologici. Tuttavia, il rischio di carenza è certo e le conseguenze scheletriche sono ben documentate, rendendo la supplementazione in soggetti a rischio un atto medico razionale.

    Soglie, misurazione e valori di riferimento: cosa dice la letteratura

    I valori di riferimento per il 25(OH)D sierico sono oggetto di qualche controversia tra le principali società scientifiche:

    • Sufficienza: ≥ 50 nmol/L (≥ 20 ng/mL) secondo la maggior parte delle linee guida (OMS, SACN UK, SIOMMMS italiana)
    • Ottimale: 75–125 nmol/L (30–50 ng/mL) secondo le linee guida Endocrine Society USA e molti esperti
    • Insufficienza: 30–50 nmol/L (12–20 ng/mL)
    • Carenza severa: < 30 nmol/L (< 12 ng/mL)

    Il gold standard per la misurazione è la tecnica LC-MS/MS (cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa in tandem), utilizzata nello studio di Newcastle. I metodi immunometrici (CLIA, RIA, ELISA), più diffusi nella routine clinica italiana, possono presentare variabilità interlaboratorio significativa: un’importante considerazione quando si interpretano i referti dei pazienti.

    Raccomandazioni pratiche: chi deve supplementare e per quanto

    Sulla base dello studio di Newcastle e delle principali linee guida internazionali, i soggetti per cui la supplementazione di vitamina D3 (colecalciferolo) deve essere considerata continuativa — anche durante i mesi estivi — includono:

    • Anziani ≥ 65 anni, specialmente se istituzionalizzati o con ridotta mobilità
    • Individui con fototipo scuro (classi Fitzpatrick IV–VI) residenti a latitudini > 45°
    • Soggetti obesi (BMI ≥ 30 kg/m²)
    • Pazienti con malattia renale cronica o epatica (compromissione del metabolismo della vitamina D)
    • Pazienti in terapia con farmaci che inducono il CYP3A4 (rifampicina, antiepilettici, glucocorticoidi) che accelerano il catabolismo della vitamina D
    • Persone con malassorbimento intestinale (celiachia, IBD, by-pass gastrico)
    • Pazienti con osteoporosi o storia di fratture da fragilità

    I dosaggi raccomandati variano secondo le linee guida e le condizioni cliniche: generalmente 800–2000 UI/die di colecalciferolo per la profilassi negli adulti a rischio; dosi più elevate (fino a 4000 UI/die o schemi settimanali/mensili equivalenti) per la correzione di carenze documentate, con monitoraggio del 25(OH)D a 3–6 mesi.

    Limiti dello studio e considerazioni metodologiche

    Lo studio di Newcastle presenta alcune limitazioni da considerare nella lettura clinica dei risultati:

    • Campione limitato (299 partecipanti), con possibile insufficiente potenza statistica per analisi di sottogruppi
    • Finanziamento da parte di Better You Ltd (azienda produttrice di integratori): gli autori dichiarano indipendenza nel disegno e nell’interpretazione, ma il conflitto di interessi deve essere segnalato
    • Dati mancanti su funzionalità epatica e renale, uso di farmaci multipli (potenziali confondenti del metabolismo della vitamina D)
    • Popolazione del solo nord della Gran Bretagna (latitudine > 53° N): la generalizzabilità a popolazioni mediterranee (es. Italia, latitudine 37–47° N) è parziale — in Italia la sintesi cutanea estiva è più efficiente, ma la carenza rimane prevalente in anziani e soggetti con fototipo scuro anche alle nostre latitudini
    • Assenza di dati sull’intensità e durata effettiva dell’esposizione solare individuale (non stimata con questionari o diari).

    Il mio commento da internista: rivedere la pratica della “sospensione estiva”

    Questo studio conferma una convinzione che ho maturato nella mia pratica clinica di internista: la vitamina D non è un integratore stagionale per i pazienti a rischio. L’abitudine diffusa — anche tra molti colleghi — di consigliare la sospensione della supplementazione durante i mesi estivi si basa su un modello valido per la popolazione generale giovane con adeguata esposizione solare, ma non si applica agli anziani, agli individui con fototipo scuro, agli obesi, ai pazienti con malattie croniche.

    In Italia, il contesto è leggermente diverso: la latitudine più favorevole e la cultura della vita all’aperto garantiscono teoricamente una migliore sintesi cutanea. Tuttavia, nella mia U.O.C. di Medicina Interna a Castelvetrano, vedo regolarmente pazienti anziani allettati o con mobilità ridotta, pazienti con insufficienza renale cronica, pazienti con osteoporosi severa — per tutti loro, l’esposizione solare estiva è largamente inadeguata a mantenere livelli sufficienti di 25(OH)D. Il messaggio clinico che traggo da questo studio è chiaro: misuriamo i livelli di 25(OH)D a fine estate (settembre) nei pazienti anziani e a rischio, e decidiamo sulla base dei dati — non delle stagioni.

    1. Goddard, A., Watson, A., Tilbury, R., Corfe, B. M., & Fairley, A. (2026). Circannual prevalence of vitamin D insufficiency in older and minoritized ethnic adults in Northern Britain: screening outcomes from a clinical trial (ISRCTN13778806). European Journal of Clinical Nutrition. https://doi.org/10.1038/s41430-026-01760-z
    2. Holick, M. F. (2007). Vitamin D deficiency. The New England Journal of Medicine, 357(3), 266–281. https://doi.org/10.1056/NEJMra070553
    3. Pludowski, P., Kos-Kudła, B., Walczak, M., Fal, A., Zozulińska-Ziółkiewicz, D., Sieroszewski, P., … Krejner, A. (2023). Guidelines for preventing and treating vitamin D deficiency: A 2023 update in Poland. Nutrients, 15(3), 695. https://doi.org/10.3390/nu15030695
    4. Pludowski, P. (2023). Supplementing vitamin D in different patient groups to reduce deficiency. Nutrients, 15(17), 3725. https://doi.org/10.3390/nu15173725
    5. Theodoratou, E., Tzoulaki, I., Zgaga, L., & Ioannidis, J. P. A. (2014). Vitamin D and multiple health outcomes: Umbrella review of systematic reviews and meta-analyses of observational studies and randomised trials. BMJ, 348, g2035. https://doi.org/10.1136/bmj.g2035
    6. Bouillon, R., Marcocci, C., Carmeliet, G., Bikle, D., White, J. H., Dawson-Hughes, B., … Bilezikian, J. (2019). Skeletal and extraskeletal actions of vitamin D: Current evidence and outstanding questions. Endocrine Reviews, 40(4), 1109–1151. https://doi.org/10.1210/er.2018-00126
    7. Wacker, M., & Holick, M. F. (2013). Sunlight and vitamin D: A global perspective for health. Dermato-Endocrinology, 5(1), 51–108. https://doi.org/10.4161/derm.24494
    8. Maretzke, F., Bechthold, A., Egert, S., Ernst, J. B., Melo van Lent, D., Pilz, S., … Boeing, H. (2020). Role of vitamin D in preventing and treating selected extraskeletal diseases: An umbrella review. Nutrients, 12(4), 969. https://doi.org/10.3390/nu12040969
    9. Bischoff-Ferrari, H. A., Giovannucci, E., Willett, W. C., Dietrich, T., & Dawson-Hughes, B. (2006). Estimation of optimal serum concentrations of 25-hydroxyvitamin D for multiple health outcomes. The American Journal of Clinical Nutrition, 84(1), 18–28. https://doi.org/10.1093/ajcn/84.1.18
    10. Holick, M. F., Binkley, N. C., Bischoff-Ferrari, H. A., Gordon, C. M., Hanley, D. A., Heaney, R. P., … Weaver, C. M. (2011). Evaluation, treatment, and prevention of vitamin D deficiency: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 96(7), 1911–1930. https://doi.org/10.1210/jc.2011-0385
    11. Cashman, K. D., Dowling, K. G., Škrabáková, Z., Gonzalez-Gross, M., Valtueña, J., De Henauw, S., … Kiely, M. (2016). Vitamin D deficiency in Europe: Pandemic? The American Journal of Clinical Nutrition, 103(4), 1033–1044. https://doi.org/10.3945/ajcn.115.120873
    12. Lips, P., Cashman, K. D., Lamberg-Allardt, C., Bischoff-Ferrari, H. A., Obermayer-Pietsch, B., Bianchi, M. L., … Bouillon, R. (2019). Current vitamin D status in European and Middle East countries and strategies to prevent vitamin D deficiency: A position statement of the European Calcified Tissue Society. European Journal of Endocrinology, 180(4), P23–P54. https://doi.org/10.1530/EJE-18-0736
    #25IdrossivitaminaD #anziani #carenzaVitaminaD #colecalciferolo #estateVitaminaD #EuropeanJournalOfClinicalNutrition2026 #fototipoScuro #frattureDaFragilità #Goddard2026 #ipovitaminosiD #latitudineEVitaminaD #medicinaInterna #NewcastleUniversity #osteoporosi #raccomandazioniCliniche #radicazioneUV #SistemaImmunitario #soleEVitaminaD #supplementazioneVitaminaD #vitaminaD
  2. New #openaccess publication #SciPost #Physics

    Solving the Gross-Pitaevskii equation with quantic tensor trains: Ground states and nonlinear dynamics

    Qian-Can Chen, I-Kang Liu, Jheng-Wei Li, Chia-Min Chung
    SciPost Phys. 21, 035 (2026)
    scipost.org/SciPostPhys.21.2.0

    #NYCU #NTHU #NewcastleUniversity #IRIG #UGA #CENG #GrenobleINP #NCTSPhysics
    #MOE #NSTC

  3. Textbooks May Need Rewriting After Researchers Debunk a Core Chemistry Concept

    A new study suggests that a long-standing concept used to explain how electrons behave in molecules may not…
    #NewsBeep #News #US #USA #UnitedStates #UnitedStatesOfAmerica #Science #Electrons #MolecularChemistry #NewcastleUniversity #OrganicChemistry
    newsbeep.com/us/756218/

  4. Researchers Discover a Hidden Vitamin D Problem That Persists Year-Round

    Vitamin D is essential for maintaining strong bones, supporting muscle function, and helping the immune system work properly.…
    #NewsBeep #News #US #USA #UnitedStates #UnitedStatesOfAmerica #Nutrition #Bones #Health #NewcastleUniversity #PublicHealth #vitamins
    newsbeep.com/us/689756/

  5. Researchers Discover a Hidden Vitamin D Problem That Persists Year-Round

    Vitamin D is essential for maintaining strong bones, supporting muscle function, and helping the immune system work properly.…
    #NewsBeep #News #Nutrition #Bones #Health #NewcastleUniversity #Publichealth #UK #UnitedKingdom #Vitamins
    newsbeep.com/uk/625981/

  6. Researchers Discover a Hidden Vitamin D Problem That Persists Year-Round

    Vitamin D is essential for maintaining strong bones, supporting muscle function, and helping the immune system work properly.…
    #NewsBeep #News #Nutrition #AU #Australia #bones #Health #NewcastleUniversity #publichealth #Vitamins
    newsbeep.com/au/720269/

  7. Researchers Discover a Hidden Vitamin D Problem That Persists Year-Round

    Vitamin D is essential for maintaining strong bones, supporting muscle function, and helping the immune system work properly. Because the body produces vitamin D primarily through sunlight exposure, low leve…
    #dining #cooking #diet #food #Nutrition #bones #NewcastleUniversity #nutrition #publichealth #Vitamins
    diningandcooking.com/2674009/r

  8. Simple Dietary Switches Lower Clinical Depression

    Summary: A randomized controlled tria demonstrated that incorporating a single glass of 100% fruit juice or a smoothie…
    #NewsBeep #News #Mentalhealth #5-a-dayDietaryGuidelines #brainresearch #CA #Canada #depression #Diet #Health #MentalHealth #neurobiology #Neuroscience #NewcastleUniversity #Nutrition #psychology
    newsbeep.com/ca/697699/

  9. Simple Dietary Switches Lower Clinical Depression

    Summary: A randomized controlled tria demonstrated that incorporating a single glass of 100% fruit juice or a smoothie…
    #NewsBeep #News #Mentalhealth #5-a-dayDietaryGuidelines #brainresearch #depression #Diet #Health #MentalHealth #neurobiology #Neuroscience #NewcastleUniversity #Nutrition #Psychology #UK #UnitedKingdom
    newsbeep.com/uk/607079/

  10. Ancient Rome to take over Newcastle with classic-style feasting and drinking

    ClassicsFest will also recreate pleasures of Ancient Greece Federico Fellini’s 1969 film Satyricon will be screened as part…
    #Italy #Europe #Europa #EU #Rome #GreatNorthMuseum:Hancock #NewcastleCityCentre #NewcastleUniversity #TynesideCinema
    europesays.com/italy/1384/

  11. Here’s an example of what I can capture on the day. This illustration summarises the key messages from five speakers at this event!

    #NewcastleUniversity #Research #NIHR #ResearchCommunication #LiveIllustration #ScienceCommunication #SciComm

  12. It’s probably time I start posting some of the live illustration events I did last year!

    Here’s one for Newcastle University I initially had no clue what it was about but particularly enjoyed designing the cover for: Interdisciplinary Impact Clusters (sounds delicious).

    If you’re hosting an event online or in Leeds/West Yorkshire area and would like to have it captured via live illustration, get in touch :)

    #NewcastleUniversity #Research #NIHR #ResearchCommunication #LiveIllustration #SciComm

  13. $3.8m boost for Newcastle research teams tackling major health issues

    Three University of Newcastle (UoN) research teams have received more than $3.8 million in National Health and Medical…
    #NewsBeep #News #Health #AU #Australia #Grants #MedicalResearch #NationalHealthandMedicalResearchCouncil #NewcastleUniversity
    newsbeep.com/au/403989/

  14. First joeys born in unique wild koala breeding program on NSW mid-north coast

    Among the tall trees of a New South Wales mid-north coast forest, conservationists are playing matchmaker in Australia’s…
    #NewsBeep #News #Wildlife #babykoalas #joeys #KCA #koala #KoalaConservationAustralia #NewcastleUniversity #PortMacquarie #quolls #Science #TarongaConservationSociety #UK #UnitedKingdom #wildbreedingprogram
    newsbeep.com/uk/87660/

  15. New #openaccess publication #SciPost #Physics

    Acceleration-induced transport of quantum vortices in joined atomtronic circuits

    Andrii Chaika, Artem O. Oliinyk, Ihor V. Yatsuta, Nick P. Proukakis, Mark Edwards, Alexander I. Yakimenko, Thomas Bland
    SciPost Phys. 19, 005 (2025)
    scipost.org/SciPostPhys.19.1.0

    #KNU #Weizmann #NewcastleUniversity #GeorgiaSouthernUniversity #UNIPD #INFNPadova #FMIPInnsbruck
    #NRFUkraine

  16. End Unnecessary Redundancies at Newcastle University!

    A petition is being circulated to halt a programme of redundancies at Newcastle University. Academic staff positions are being cut while the University, like so many others, suffers Death by a Thousand Managers. I understand that staff in Physics are directly threatened by the plans.

    Here is the description of the issue you can find on the petition:

    Newcastle University staff are in dispute with their senior management over the threat of ill-considered and unnecessary redundances that are imperilling the future of our institution. We call on the University Executive Board (UEB) to abandon this destructive policy.

    On Thursday 8th May 2025, 153 academic colleagues were summoned at short notice to meetings with UEB where they were told they have been placed in ‘redundancy pools’ with 38 of them to be laid off. In an unpleasant twist, they will be forced to compete against each other in an academic equivalent of ‘The Hunger Games.’ 

    To add insult to injury, on the day staff were threatened with redundancy they were also invited to a ‘Doodling for Wellbeing’ session. ‘Let your pen dance across the page,’ they were told, as ‘a perfect escape from the everyday hustle and bustle.’ 

    Such crassness is emblematic of the disregard for genuine staff wellbeing that has dogged this unhappy episode. For example, for migrant staff members recruited only months previously, after paying for skilled worker visas, the NHS surcharge, and moving young families from abroad, dismissal threatens the loss of all that, and even deportation. 

    For many more, these redundancies will be career-ending. But even for those not immediately at risk, the climate of uncertainty and fear unleashed by UEB is demoralising. As one academic put it, this ‘callous’ policy shows ‘no thought to people as people; we are just figures on a spreadsheet.’

    We recognise that this is a tough financial environment for universities. But Newcastle has a relatively strong cash and borrowing position. Through voluntary redundancies and other cost-cutting measures, we have achieved £15.8m of savings against a target of £20m. Nevertheless, UEB is pressing ahead with compulsory redundancies, even though other institutions have stepped back. 

    There are other options. Debts could be renegotiated and the pace of cuts slowed. Recently announced capital expenditure projects – including a £274m student accommodation block replete with luxuries like a cinema and gym, and even plans for a campus in India – should be reviewed or delayed. 

    Costs could also be cut by pruning management salaries and structures. Since tuition-fee rises in 2012, the number of staff drawing six-figure pay-cheques has mushroomed. 

    Worried about their own futures and the future of the university, hard-working frontline staff are taking industrial action. As a result of the turmoil unleashed by what the UEB euphemistically calls ‘Workforce Resizing,’ many academics are looking for jobs elsewhere and students are seeking to transfer to other universities. Reputational damage will make future staff and student recruitment harder. Current redundancy plans risk forcing our great university into a death cycle. 

    We urge the University Executive Board to abandon these cuts and work with all their colleagues to secure the future of Newcastle University.

    Please sign the petition here.

    #NewcastleUniversity #Redundancies #UniversityAndCollegesUnion

  17. I'm still on #UCUStrike. Yesterday people in targetted groups at #NewcastleUniversity got emails inviting them in for a "resizing" meeting. Management say they're still going ahead with redundancies, though they still haven't moved to compulsory redundancies.

    So, unless something changes, I won't be working for the next two weeks, at least. And to be clear, since some people are surprised by this, I won't be getting paid either.

  18. #Introduction
    So here I am, someone who tried and failed Twitter numerous times, now attempting to get a handle on this 😂 I don't know if I'm on the right server, I guess time will tell!

    I'm a #PhDStudent at #NewcastleUniversity using #animalBehaviour, #neuroscience, #physiology and #socialScience to improve #laboratory #animalWelfare (jeez that's a lotta hashtags!). 🐀

    In my spare time I enjoy hunting, identifying, and sometimes even eating #fungi. I also like #photography and #baking vegan goodies 🍰

  19. @toothFAIRy While I totally understand where you're coming from, and acknowledge that this is the reality for many PhD students, I'd like to offer my personal perspective as well, as a (minority) counter to this issue.

    I did my PhD as a full-time Research Associate at #NewcastleUniversity therefore I was paid while doing my PhD. It was a fantastic experience, and I felt supported throughout.

    However, I realise this isn't a route available to all.

  20. Today is a day of talks for our #NUdataCDT, which is a joint CDT between #NorthumbriaUniversity and #NewcastleUniversity with a variety of #SpacePhysics and #Astrophysics PhD projects available (amongst others).

    If you're interested in a #PhD or know anyone who is, take a look at our projects on #FindAPhD: findaphd.com/phds/program/nuda

    (Is there a hashtag for people interested in PhD projects?)

    #PhDchat

  21. Don't forget to register for the free talk by Ash Clark and Sarah Connell who will talk to us about "The Intertextual Networks Project" which comes out of the Women Writers Project at #Northeastern University.

    2022-12-12 at 4pm UK time (GMT)

    research.ncl.ac.uk/atnu/news/a

    #DH #DigitalHumanities #text #WomenWriters #Newcastle #NCL #NewcastleUniversity #DigitalText #Research #Humanities

  22. In the year 2023-24, Iris Nachum from #HebrewUniversity, Gideon Reuveni from the #Universityof Sussex and I from #NewcastleUniversity will be leading a research group on "Paying for the Past: #Reparations after the #Holocaust in Global Context" at the Israel Institute for Advanced Studies (#IIAS) in #Jerusalem. Very grateful for this opportunity! Please get in touch if that’s of interest to you, if you have concrete ideas, suggestions, want to contribute etc. We have just started our planning for the next academic year: iias.huji.ac.il/paying-past-re

  23. Lesetipp: Die kleine Kulturgeschichte meines #NewcastleUniversity Kollegen Bernhard #Malkmus über den #Luchs, jetzt erschienen bei:
    matthes-seitz-berlin.de/buch/l

  24. #Introduction time, here’s what I’ve got:

    📍 I’m a #population #geographer, which means a lot of #geography a lot of #demography and a lot of #spatial.

    🗺️ I’m currently based at #NewcastleUniversity in the North of England, but spend lots of time in the US, where I’m from.

    🤩 I’m a big fan of #shoes and sometimes like to share photos of my #ShoesOfTheDay. I’m also a big fan of my kids, my grandkid and my grand-dog. And books. And food.

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