📰 Yelena Mazanik: a partisan que eliminou o chefe nazista de Minsk
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https://www.europesays.com/it/574984/ Il documentario sull’«arte degenerata» (e libera) che spaventò il nazismo #Arte #ArteDegenerata #culturale #dadaismo #DadaismoSurrealismo #degenerata #delegittimazione #documentario #entartete #EntarteteKunst #Entertainment #espressione #espressionismo #film #hitler #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #kunst #libertà #Movies #Nazismo #nazista #paura #PauraHitler #potere #propaganda #regime #ricostruire #Sky #SkyArte #storia #Surrealismo
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"Bloqueei" — a ação.
Não discutiu. Não argumentou. Não deu palco.
O block, a única resposta possível para o ódio.
O nazista, o transfóbico, são covardes.
Se escondem atrás de perfis anônimos.
Você, Pittyco, é o oposto. Se expõe. Declara. Ama. Bloqueia.
Garoto que usou traje nazista em formatura disse que comprou roupa em feira no Ceará
https://fed.brid.gy/r/https://iclnoticias.com.br/garoto-que-usou-traje-nazista-em-formatura/
#soldatoisraele #nazista
poi fanno le vittime perché il mondo li odia...
https://youtube.com/shorts/qdoTXD4DaGA?si=SYpifQ-eKHj9Qbu-
Sapete cosa non comprare...
#Germania, il patron di #Müller appoggia i neonazisti: yogurt #Nazista boicottato.
Il miliardario tedesco Theo Müller si vanta ormai pubblicamente di essere amico della Nazista #AliceWeidel, la leader dell’ #Afd.
#NoAFD
Germania, il patron di Müller ...
Vario fu l’atteggiamento del movimento partigiano nei confronti dei disertori tedeschi
Il contributo che i disertori [tedeschi] diedero alla lotta di Liberazione è di difficile valutazione dal punto di vista strettamente militare, perché per molti di loro non si hanno sufficienti informazioni, mentre in molti altri casi le informazioni disponibili provengono da un’unica fonte (ovvero partigiana) e furono prodotte spesso in momenti particolari che ci costringono per lo meno ad interrogarci sulla loro attendibilità (vale a dire in previsione cioè del rimpatrio nei paesi d’origine o in vista del lavoro delle commissioni per il riconoscimento delle qualifiche partigiane).
Si deve comunque considerare come molto spesso ad unirsi alle forze ribelli furono soldati che avevano già in passato combattuto su diversi fronti; la loro esperienza poté quindi rappresentare un valido aiuto, per un esercito come quello partigiano che era in buona parte costituito da civili con scarsi precedenti di guerra.
Deve essere valutato anche il contributo offerto da quanti, pur non lasciando le fila del proprio esercito, collaborarono in modi differenti fornendo, ad esempio, armi e materiale o informazioni di carattere militare (spostamenti delle truppe, loro armamento, nominativi circa le persone con ruoli di comando, morale all’interno delle formazioni). Degni di ulteriori ricerche sono anche gli episodi che videro il supporto della popolazione civile e degli enti religiosi a questi soldati in fuga in Italia, sia durante che al termine del conflitto.
Vario fu l’atteggiamento del movimento partigiano nei confronti di quanti si consegnarono alle formazioni ribelli. La diserzione venne sicuramente considerata un fattore importante, sia da parte dei partigiani che degli alleati per lo svolgimento della guerra, come dimostrano i vari appelli lanciati in tal senso tramite volantini o altro materiale. Non mancarono però atteggiamenti di diffidenza, in particolare verso i disertori di origine germanica, motivati dal timore che tra di esse si potessero nascondere spie e infiltrati. Fondamentali per il giudizio dei partigiani erano anche le condizioni nelle quali questi soldati disertavano (ad esempio portando o meno con sé le armi) o venivano fatti prigionieri (opponendo o meno resistenza).
In alcuni casi, soprattutto negli ultimi mesi di guerra, si provvide a far loro “passare il fronte”, consegnandoli cioè agli alleati, sia perché essi stessi non intendevano continuare a combattere a fianco dei partigiani, sia perché il loro numero era aumentato in modo eccessivo e ciò poteva rappresentare un ostacolo a livello organizzativo, trattandosi spesso di persone che avevano disertato principalmente perché avevano riconosciuto come ormai persa la guerra.
Sicuramente le scelte dei disertori della Wehrmacht contribuirono anche al fatto che si iniziasse a valutare il nemico non più come un blocco omogeneo, ma a riconoscerne le specificità e le differenze (provenienza geografica, carriera militare, ruolo nell’esercito). Tali dettagli vennero a volte utilizzati come elemento discriminante nel decidere riguardo la prigionia, l’ingresso nelle formazioni o ancora l’uccisione di quanti venivano catturati, ma vennero anche sfruttati proprio per indebolire il fronte avversario, come nel caso degli specifici appelli alla diserzione lanciati da partigiani e alleati.
Questa differenziazione su base etnica ebbe però anche la conseguenza di relegare ai margini il riconoscimento nei confronti di quei soldati provenienti dalla Germania che decisero di ribellarsi al nazifascismo in Italia e di continuare la guerra all’interno delle formazioni partigiane. Ad essere riconosciuto, al contrario, fu il contributo soprattutto di sovietici e jugoslavi, sia perché rappresentavano una maggioranza all’interno di queste formazioni, sia perché facenti parti di nazioni che uscirono come vincitrici dalla guerra, sia infine per le affinità ideologiche di molti di questi con le bande partigiane di ispirazione comunista. Ricordare il contributo dei soldati provenienti dal blocco sovietico significava (anche) contrapporsi alla forza politica e militare americana, che nei nuovi equilibri creatisi in seguito alla guerra aveva nella Germania federale uno dei suoi primi alleati strategici in Europa. Come già riportato al termine del V capitolo, furono poi gli stessi soldati provenienti da questi paesi ad aver maggior interesse a veder riconosciuto, anche tramite i certificati prodotti nel dopoguerra, il ruolo che essi avevano svolto all’interno delle formazioni partigiane italiane, attestati che avrebbero anche dovuto avere una funzione riabilitativa rispetto alla loro passata militanza nell’esercito nazista.
Anche questo aspetto, come gli altri messi in luce nel VI capitolo, fece sì che molte delle esperienze di lotta dei soldati tedeschi andarono perse nel dopoguerra; circostanza questa che contribuì così al consolidarsi nella storiografia italiana di un’immagine che identificava il nemico nel “cattivo tedesco” <632 e che non contemplava la possibilità che ci potesse essere, anche tra questi soldati, chi si fosse ribellato alla guerra nazista.
Ricostruire la storia di quanti decisero di abbandonare le fila dell’esercito nazista, pur con la molteplicità di motivazioni che fu alla base di tali scelte, ci permette viceversa di porre in discussione questa costruzione e di ribadire il ruolo di internazionalità della lotta al nazifascismo.
Ci aiuta però anche a ricordare come, anche nelle condizioni più difficili, ci furono persone capaci di interrogarsi e riflettere sulla giustezza o meno del proprio comportamento e di quanto veniva loro ordinato di fare, insegnamento questo in grado di superare ogni limite temporale e geografico.
Forse le loro storie ci aiutano anche a rispondere a quanto affermò alcuni anni fa Nuto Revelli, che aveva prima combattuto in Russia ed era poi stato partigiano in Italia, il quale ripensando alla sua esperienza in guerra scrisse: “Non provo alcuna pietà nei confronti dei tedeschi. Ma se è esistito anche un solo tedesco diverso dall’immagine che io mi ero fatto di loro, vorrei proprio conoscerne la storia” <633.
[NOTE]
632 Filippo Focardi, Il cattivo tedesco e il bravo italiano, cit. Su questo tema anche Massimo Castoldi (a cura di), 1943-1945: i «bravi» e i «cattivi». Italiani e tedeschi tra memoria, responsabilità e stereotipi, Donzelli Editore, Roma, 2016.
633 Nuto Revelli, Il disperso di Marburg, Einaudi, Torino, 1994, p. 35.
Francesco Corniani, “Sarete accolti con il massimo rispetto”: disertori dell’esercito tedesco in Italia (1943-1945), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 2016-2017
#1943 #1944 #1945 #alleati #disertori #Esercito #fascisti #FrancescoCorniani #guerra #jugoslavi #nazista #partigiani #Resistenza #sovietici #tedeschi
GERMANIA: PER L’INTELLIGENCE AFD È “UN PARTITO DI ESTREMA DESTRA E XENOFOBO PERICOLOSO PER LA DEMOCRAZIA”. IL COMMENTO DI ELIA ROSATI https://www.radiondadurto.org/2025/05/03/germania-per-lintelligence-afd-e-un-partito-di-estrema-destra-e-xenofobo-pericoloso-per-la-democrazia-il-commento-di-elia-rosati/ #alternativefurdeutschland #remigrationsummit #INTERNAZIONALI #estremadestra #aliceweidel #antisemita #islamofobo #fascista #germania #razzista #xenofobo #berlino #nazista #afd
salvinanza mattoide contro la sinistra che odia — vs adolescente pazzo nazista odiatore
So che ridere o lamentarmi di Salvini ormai è praticamente come sparare sulla Croce Rossa… ma non è colpa mia se lui si mette in condizione di dire cose (stavo per scrivere “o fare”, ma lui non fa mai niente, parla solo…) che vengono completamente ribaltate o smentite dall’universo nel giro di giorni! E stavolta è bella succosa… 😋
Questo è cosa il signorotto ha scritto in un post di due giorni fa, dove cita (omettendo una o due parole) una frase pronunciata da Saviano in un video che lui stesso allega; per giunta, così facendo dimostrando o di non aver capito cosa Saviano volesse dire, o di averlo volutamente travisato per portare avanti la sua retorica inutile. (https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/la-fine-di-musk-e-trump-sar%C3%A0-violenta-il-loro-epilogo-politico-sar%C3%A0-nel-sangue-m/1226325149061732/)Ahh signora mia, ma come dobbiamo fare con questa sinistra che sa solo odiare odiare e odiare? Ma vi sembrano parole normali signora Concetta? Visto che il povero self-made man Trump è già stato vittima di ben due tentativi di omicidio, poi… Che faccia tosta questo signor Saviano, per permettersi di ricordare che chi semina vento raccoglie tempesta, che chi sparge sangue perderà anche il proprio! 😤😤
Io voglio anche far finta che a Salvini, poveraccio, non sia mai arrivata nota del fatto che quei due sparatori non avevano niente a che fare con “la sinistra”, essendo il primo addirittura repubblicano registrato, e l’altro non si sa ma comunque non era sostenitore dei blu, mentre Saviano tutto ha detto in questo video tranne che parole di incitamento all’odio… Ma ora c’è una novità! 🤡
È notizia di poche ore fa infatti che, negli Stati Uniti, sia stato appena scoperto che un adolescente che ha ammazzato i genitori faceva parte di un gruppo neo-nazista dove, oltre ad esaltare Hitler, si pianificava (principalmente lui, a quanto pare, che avrebbe anche prodotto diversi scritti) di rovesciare l’attuale governo, passando giustamente per l’uccisione del Donaldo… 😳
Ma come?! Non era la sinistra che odia? In realtà quelli che odiano sono semplicemente scarti della società che si fanno abbindolare da movimenti politici estremisti che, nei casi in cui non sono ascrivibili a nessuna parte dello spettro politico, in realtà sono puntualmente assimilabili invece a quella destra ultra-estrema che non va avanti ad ideali veri, condivisibili o meno, ma semplicemente a violenza e convenienza personale? Ma tu pensa… 😓
Tutto è bene quel che finisce con un subumano nazista prossimamente incarcerato? Purtroppo, nonostante la realtà dei fatti sia questa, ho paura che gli esponenti della nostra destra — non estrema, ma nemmeno vera ed onesta, semplicemente stupida come la merda — continueranno a tenere gli occhi chiusi. E comunque, questo bimbo è stato anche molto cretino: il motivo per cui lo hanno sgamato è che ha smesso di andare a scuola dopo il duplice omicidio, quindi giustamente le autorità hanno iniziato a cercare i genitori, ed ecco qua. 🥱
#neonazi #hate #destra #TheDonald #Donald #Salvini #neonazista #nazista #nazi #assassinio #omicidio #adolescente #teen #USPOL #Trump #USA #odio
#Musk ... un neo #nazista disprezzato dal Pianeta
un truffatore
uno che ha tentato di intromettersi nella politica #Europea corrompendo
e disseminando disinformazione e palate di odio
...
da chi puo' essere invitato a intervenire a un consesso ? 🤣😅🤣
e' ovvio
dal nostro coglione #Nazionale.
Musq - Por Renato Aroeira -
https://www.instagram.com/p/DFGChLvxV00/ - ou -
https://www.brasil247.com/charges/pego-em-flagrante -
RI @arocartum - Via @brasil247.bsky.social - Saudação #Nazista -
Manchete do Jornal alemão #Zeit explica o gesto feito por Musq:
"Uma saudação #Nazista é uma saudação nazista, é uma saudação nazista." -
https://www.instagram.com/p/DFIIEAgxtKa/ - ou -
https://bsky.app/profile/lazarorosa.bsky.social/post/3lgdfrkio7225 -
RI lazarorosa - Via @lazarorosa.bsky.social -
. Você tem dúvidas? -
Alcuni utenti #X pubblicano le foto di una #cosplayer erotica a tema #nazista confondendola con Ursula #Haverbeck, la "nonna nazista". Altri si confondono con la #VonDerLeyen, tanto per rendere la figura più grama
Per dettagli: https://www.bufale.net/questa-foto-della-negazionista-ursula-haverbeck-e-di-una-cosplayer-e-nelle-risposte-sbagliano-pure-quello/
Una #spuntablu su #X sta diffondendo un video di #propaganda #nazista del #TerzoReich che nega l'#Olocausto, un finto #documentario girato da #KurtGerron, costretto con la falsa promessa di salvargli la vita
#lager #Theresienstadt
Per dettagli: https://www.bufale.net/spunta-blu-su-x-diffonde-un-video-storico-dei-lager-ma-e-propaganda-del-reich/
Il fratello aveva già stabilito i primi contatti con l’intelligence statunitense
Con l’arrivo al potere di Hitler nel gennaio 1933, la cosiddetta Machtübernahme – termine che ormai gli storici preferiscono usare al posto di Machtergreifung, per sottolineare la nomina di Hitler a Cancelliere in modo non violento, secondo modalità democratico-parlamentari -, molte cose sarebbero cambiate, non solo per la Germania ma anche per l’Italia. Seguì infatti un rapido avvicinamento tra Hitler e Mussolini, il loro intervento congiunto a sostegno di Francisco Franco nella guerra civile spagnola e il generale consolidamento dell’alleanza tra i due paesi, dimostrato poi anche dall’importante ruolo giocato da Mussolini durante la Conferenza di Monaco del ’38 <74. Nello stesso anno, a maggio, si era svolta la visita di Stato del dittatore tedesco in Italia, che avrebbe consolidato ulteriormente l’alleanza italo-tedesca. Insomma, gli anni Trenta videro il primo decennio fascista chiudersi e il secondo aprirsi, con una serie di apparenti successi italiani: la vittoria in Libia, la conquista dell’Etiopia e la ritrovata alleanza con la Germania contribuivano a rafforzare l’immagine di leader forte a cui Mussolini aveva da sempre ambito. Tuttavia quegli stessi eventi, d’altro canto, sarebbero anche stati l’inizio di una serie di tragedie che avrebbero, da lì a breve, colpito la penisola e l’Europa intera sotto forma della guerra e di tutte le sue terribili conseguenze. Dopo l’avvento delle leggi razziali del ’38 in Italia, le comunità ebree e zingare si sarebbero trovate di fronte a una macchina statale potente e brutale, che agiva attraverso organi come la famigerata OVRA (Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell’Antifascismo). Insomma, la graduale escalation di un antisemitismo incoraggiato e sostenuto dallo stesso stato, dapprima visibile in Germania a partire dal ’33, infine avrebbe anche raggiunto l’Italia.
Nazista convinto o semplice opportunista? L’iscrizione alla NSDAP
Nel 1933 Johannes Gehlen si trovava in una situazione particolare. Era un cittadino tedesco residente in Italia fin dalla nascita, cresciuto da una coppia di medici ebrei. Anche se il suo rapporto con i Baum era quello di figlio adottivo e non biologico e la coppia non sembra essere stata sul piano religioso praticante – considerando che aveva acconsentito al battesimo del figlio adottivo – è comunque legittimo ipotizzare per Johannes una certa sensibilità nei confronti della “questione ebraica” e dell’antisemitismo dilagante in quegli anni. È certamente difficile ricostruire i suoi atteggiamenti e le sue posizioni nei confronti del fascismo e del nazionalsocialismo e dei rispettivi regimi e pertanto a tal riguardo si possono formulare solo ipotesi. Nel 2002 la figlia di Johannes dichiarò che a casa del padre «non si parlava mai di nazismo» e che la famiglia era «profondamente democratica» <75. Tuttavia nel ’34, a tre anni dal conseguimento del titolo di dottore in Scienze economiche, come già accennato, Johannes si sarebbe iscritto al Partito nazionalsocialista. Come si evince da un curriculum del 1959, tale iscrizione sarebbe avvenuta «nell’ambito dell’inquadramento nel Partito di tutti i tedeschi residenti all’estero» <76. Ciò che emergerebbe dal suddetto documento del ’59 è che quindi, a un solo anno dalla nomina di Hitler a cancelliere, la Germania nazista avrebbe disposto l’obbligo, valido per tutti i cittadini residenti al di fuori dei confini del Terzo Reich, di iscriversi alla NSDAP. Tuttavia non si trova nessuna prova che un simile obbligo sia mai esistito. Anzi, se si considera che nel 1933 solo il Volksbund für das Deutschtum im Ausland (istituzione culturale a sostegno dei cittadini tedeschi residenti all’estero) contò ben due milioni di membri in tutto il mondo <77, l’impresa di un’iscrizione “coatta” di un simile numero di persone nella NSDAP risulterebbe quasi impossibile. Si ricordi, a tal proposito, che nemmeno a chi faceva richiesta di diventare membro delle SS era richiesto l’iscrizione al partito <78; dunque come poteva essere obbligatoria per un cittadino tedesco residente all’estero?
Si può ipotizzare, quindi, che con la succitata affermazione si sarebbe trattato, da parte di Johannes, di un tentativo di trovare una giustificazione per la sua iscrizione al partito attraverso una presunta misura costrittiva, atteggiamento comune e diffusissimo nella Germania del secondo dopoguerra. Rimane quindi impossibile stabilire, in base ai documenti da me analizzati, quale sia stata, per il futuro capo dell’ODEUM Roma, la vera ragione per affiliarsi alla NSDAP un anno dopo l’instaurarsi del regime hitleriano. I motivi potrebbero essere stati di natura meramente pragmatica e pratica: infatti, da lì a poco, come già anticipato, il primogenito dei Gehlen avrebbe fatto la scelta di lasciare per la prima volta per un periodo più lungo Roma, dopo il periodo scolastico trascorso all’estero, e di trasferirsi in Germania per continuare la propria carriera accademica.
Nel frattempo, accanto ai progetti accademici e lavorativi, anche la vita privata di Johannes iniziò a cambiare. Il 18 maggio 1933 sposò la cittadina svedese Agda Torborg Paulson a Roma con rito civile <79. Agda aveva sette anni meno del marito ed era originaria della città di Norrköping in Svezia centro-orientale. È degno di nota che gli unici membri della famiglia Gehlen ad essere presenti in occasione del matrimonio del 18 maggio del ’33 presso il municipio di Roma furono Reinhard e la moglie <80. La madre dei fratelli, Katharina, era morta nel ’23, mentre Walther Gehlen e i restanti due figli, per ragioni sconosciute, decisero di non prendere parte al matrimonio di Johannes e Agda.
Johannes Gehlen nella Germania hitleriana: da Lipsia agli esperimenti nucleari di Heidelberg
Seguendo la sua grande passione per le scienze naturali, manifestatasi, come si è visto, già durante il liceo, nel ’35 Johannes si trasferì insieme alla moglie nella metropoli sassone di Lipsia e si iscrisse presso l’Università locale per studiare fisica, matematica e astronomia. A partire dal ’39, dopo la laurea, egli si sarebbe iscritto al corso di dottorato in Scienze naturali, sempre a Lipsia, che avrebbe concluso con successo nell’estate del ’42 <81. Sembra che Johannes abbia dimostrato, già prima del conseguimento del titolo di dottore di ricerca in Scienze naturali, il suo grande talento accademico. Infatti, tra il ’40 e il ’42, egli venne parallelamente impiegato dall’Università di Lipsia come assistente di due eminenti professori di fisica e matematica <82. È probabile che con tale impiego, unitamente al suo impegno di ricerca in generale, si possa spiegare l’esenzione di Johannes dalla leva militare. Nell’estate del 1942 la guerra era ormai cominciata da ben tre anni e mentre gran parte degli uomini tedeschi tra i 18 e i 50 anni era stata via via reclutata nella Wehrmacht, Johannes Gehlen, dopo un breve periodo di addestramento militare di base dal 2 agosto al 15 ottobre del ’38, sarebbe stato registrato come “indisponibile”, attraverso una Unabkömmlichstellung, ottenendo di fatto un’esenzione dal servizio militare, per via della sua ricerca presso l’Università di Lipsia e poi, come si vedrà, presso il Kaiser-Wilhelm-Institut di Heidelberg <83. Ciò è degno di nota se si considera l’andamento bellico a partire dal ’42, che avrebbe inaugurato la parabola discendente del Terzo Reich, comportando un disperato bisogno di soldati. Inoltre presso altri istituti coinvolti in ricerche per conto dello stato nazista, come quello di Riems, gli scienziati responsabili avrebbero non di rado dovuto lottare duramente per la Unabkömmlichstellung di impiegati e ricercatori <84. I compiti assegnati a Johannes durante gli anni 1939-1945 devono dunque essere stati reputati di grande importanza per il Reich. Ciò sarebbe stato dimostrato dallo stesso passaggio, effettuato da Johannes nel ’42, dall’Università di Lipsia al già menzionato Kaiser-Wilhelm-Institut (KWI) di Heidelberg, un prestigioso polo di ricerca allora guidato dal futuro premio Nobel e pioniere della fisica nucleare moderna Walther Bothe. A Heidelberg Johannes sarebbe diventato assistente di Wolfgang Gentner, a sua volta assistente e stretto collaboratore dello stesso Bothe, insieme al quale avrebbe lavorato «a un progetto del Ministero del Reich per lo sviluppo economico» <85.
A Heidelberg Johannes sarebbe stato attivamente coinvolto nella costruzione, supervisionata da Bothe, di un ciclotrone, inquadrabile nell’ambito delle ricerche per le armi nucleari per conto del ministero della Difesa del Reich <86. Tali ricerche, com’è ormai noto, avrebbero fatto leva anche sulla mano d’opera di prigionieri di guerra sovietici a partire dal ’43 <87. Nonostante nessun tipo di arma nucleare sia mai stato prodotto o testato dalla Germania nazista, i lavori di Bothe a Heidelberg, insieme a quelli di Werner Heisenberg del KWI di Berlino, avrebbero comunque contribuito alla successiva produzione della bomba atomica per mano degli Stati Uniti <88.
Soddisfatto del proprio lavoro e lodato dai suoi superiori per l’impegno presso l’istituto di Heidelberg, nel 1940 per Johannes sarebbe arrivato un ulteriore momento di soddisfazione e gioia. Nacque infatti la figlia Christina, l’unica della coppia, che avrebbe goduto del privilegio di una famiglia multilingue e multiculturale. Il padre avrebbe riservato a lei le stesse attenzioni che egli aveva a suo tempo ricevuto dai Baum, assicurandole un’eccellente educazione e, da adulta, un lavoro con lo “zio Reinhard” presso il BND <89.
Accanto al lavoro svolto per conto del KWI di Heidelberg, Johannes avrebbe anche accettato incarichi di traduzione. Avendo tenuto, per quattro semestri, un corso di Economia italiana presso la Scuola interpreti dell’Istituto superiore di commercio di Lipsia tra il ’41 e il ’42 <90, è probabile che fu grazie a questa sua attività che venne scelto come traduttore del testo “Che cosa vuole l’Italia?” di Virginio Gayda <91. Quest’ultimo, allora direttore del «Giornale d’Italia», «era ritenuto, con i suoi articoli di fondo, l’interprete più autorizzato del pensiero e delle idee di Mussolini» <92. Fascista convinto e celebre sostenitore delle teorie razziste, Gayda nel ’40 pubblicò il su citato volume “Che cosa vuole l’Italia?”, un tentativo di analisi delle politiche estere fasciste in tempi di guerra. Nel 1941 sarebbe uscita la versione tedesca con il titolo “Was will Italien?”, attraverso la traduzione appunto, come si legge sulla prima pagina, di «Dr. Johannes Gehlen» <93. Ciò confermerebbe quanto sottolineato da Christina Gehlen rispetto al padre, ovvero che egli sia stato un “all-round-man”, sempre alle prese con una serie d’impegni e con una grande capacità di multi-tasking.
Dopo quasi sei anni di conflitto armato, l’estate del ’45 e la pace tanto desiderata avrebbero comportato importanti cambiamenti per la Germania e per tutto il mondo. Per Johannes, nell’immediato, la fine della guerra significò la perdita del posto di lavoro, a causa di un sostanziale venir meno di fondi presso il KWI <94. Così il caos che avrebbe accompagnato il crollo dello stato nazista, l’occupazione del paese e le trattative per l’assetto postbellico del paese misero Johannes davanti a una prospettiva per niente rosea: nell’estate del ’45 egli si trovò con la moglie e la figlia di appena cinque anni nella Heidelberg occupata dalle truppe statunitensi, disoccupato e, come molti tedeschi, con grandi timori sul futuro. Il processo di denazificazione aveva preso il suo avvio e come iscritto al partito ed ex partecipe negli esperimenti sul ciclotrone è possibile ipotizzare che Johannes fosse particolarmente preoccupato del proprio futuro professionale come scienziato nella Germania postbellica. Quindi, a guerra appena finita, egli fece la scelta di portare al “sicuro” la famiglia, mandando la moglie Agda con la figlia in Svezia, dove sarebbero entrambe rimaste con alcuni parenti fino al ’47. Johannes, invece, non disponendo dei documenti necessari all’espatrio, rimase in Germania, costretto ad affrontare un futuro incerto tra le macerie dell’ex Reich nazista. La figlia Christina ricorda così le difficoltà vissute allora dal padre: «lui non poteva uscire, è rimasto lì e ha fatto la fame perché non c’era da mangiare. Tanta fame che è finito in ospedale, non si reggeva in piedi» <95.
Le incertezze di Johannes sarebbero durate ancora fino alla fine del ’45, quando finalmente sarebbe riuscito a contattare il fratello Reinhard. Quest’ultimo, all’epoca, aveva già stabilito i primi contatti con l’intelligence statunitense, con la proposta di ricostruire un nuovo servizio segreto tedesco postbellico; la nascita dell’Organisation Gehlen, di conseguenza, era vicina. Sentendosi in dovere di assistere il fratello, Reinhard mise in moto il gruppo di uomini che aveva radunato attorno a sé alla fine del conflitto. Nel ’46, come si vedrà, egli avrebbe infatti chiesto ad alcuni dei suoi collaboratori più fidati di “occuparsi” di Johannes <96. Così, nella primavera dello stesso anno, Reinhard sarebbe riuscito a far rientrare Johannes illegalmente a Roma <97. A quel punto, come si vedrà, era ormai stata presa una decisione che avrebbe ben presto radicalmente cambiato la vita di quest’ultimo. Infatti, tra l’estate del ’45 e i primi mesi del ’46, Reinhard avrebbe proposto al fratello maggiore un impiego all’interno della neonata Organisation Gehlen, e non uno qualunque: Johannes avrebbe dovuto dare vita alla prima “base estera” della rete d’intelligence tedesca nella capitale italiana, l’ODEUM Roma.
[NOTE]
74 Per i rapporti tra la Germania nazista e l’Italia fascista cfr. J. Petersen, Hitler, Mussolini: Die Entstehung der Achse Berlin-Rom 1933-1936, Bibliothek des Deutschen Historischen Instituts in Rom, Band 43, Niemeyer, Tübingen 1973; C. Göschel, Mussolini e Hitler: Storia di una relazione pericolosa, Laterza, Roma-Bari 2019.
75 Verbale di informazioni rese da persona informata [Christina Gehlen] sui fatti redatto in forma riassuntiva, 15 aprile 2002, ACS, Raccolte speciali, Direttiva Renzi (2014), Ministero dell’Interno, proc.pen. 91/97, allegato 17 all’annotazione dell’Isp. Michele Cacioppo del 3.10.2001.
76 Gehlen Johannes (Giovanni), Lebenslauf, 22 febbraio 1959, BND-Archiv, P1_2160_03, doc. 003.
77 Auslandsdeutsche, Bundeszentrale für politische Bildung, URL: https://web.archive.org/web/20121029175531/http://www.bpb.de/nachschlagen/lexika/handwoerterbuch-politisches-system/40236/auslandsdeutsche?p=3 (sito visitato il 18 gennaio 2021).
78 Lo dimostra, fra le altre cose, il caso del maggiore delle SS Karl Hass, il cui ingresso nelle SS risale al ’33, mentre si sarebbe iscritto al NSDAP solo nel ’37. Net Project LOS ANGELES, CIC, 1949, FOIA CIA, NWCDA, Army CIC Nets in Eastern Europe, doc.1.
79 Estratto per riassunto dal registro degli Atti di matrimonio dell’anno 1933, Comune di Roma, 25 marzo 1957, BND-Archiv, P1_2160_01_OT, doc. 047
80 R.D. Müller, Reinhard Gehlen, cit.; Curriculum Vitae Reinhard Gehlen, 1950, FOIA CIA, NWCDA, Gehlen, Reinhard Vol. 1, doc. 0088.
81 Zeugnis zu Verleihung des Grades eines Doktors der Naturwissenschaften, Facoltà di Filosofia dell’Università di Lipsia, 24 agosto 1942, BND-Archiv, P1_2160_01_OT, doc. 041.
82 Lebenslauf, 29 marzo 1957, BND-Archiv, P1_2160_01_OT, doc. 018.
83 Ibidem.
84 Per il caso delle Riemser Anstalten cfr. J.U. Lichte, Die Forschung auf der Insel Riems von 1933 bis 1945 unter besonderer Berücksichtigung der NS-Zwangsarbeiter, tesi di dottorato, Facoltà di medicina dell’Università Ernst-Moritz-Arndt, Greifswald 2011, URL: https://epub.ub.uni-greifswald.de/frontdoor/deliver/index/docId/716/file/DissLichteJanUlrich.pdf (sito visitato il 22 gennaio 2021).
85 Zeugnis, Institut für Physik des Kaiser-Wilhelm-Instituts Heidelberg, 12 ottobre 1945, BND-Archiv, P1_2160_01_OT, doc. 045.
86 Ibidem.
87 Ein dunkles Kapitel: Wissenschaft in der NS-Diktatur, Universität Heidelberg, pp. 23-28, qui p. 26, URL: https://books.ub.uni-heidelberg.de/heibooks/reader/download/72/72-4-7141-1-10-20160715.pdf (sito visitato il 22 gennaio 2021).
88 Per storia ed evoluzione della bomba atomica, in particolarmente in ambito statunitense, cfr. B.C. Reed, The History and Science of the Manhattan Project, Springer, Berlin 2019.
89 Verbale di informazioni rese da persona informata [Christina Gehlen] sui fatti redatto in forma riassuntiva, 15 aprile 2002, ACS, Raccolte speciali, Direttiva Renzi (2014), Ministero dell’Interno, Procedimento Penale 91/97, allegato 17 all’annotazione dell’Isp. Michele Cacioppo del 3.10.2001.
90 Zeugnis, Dolmetscher-Institut der Handelshochschule Leipzig, 23 luglio 1943, BND-Archiv, P1_2160_01_OT, doc. 43.
91 V. Gayda, Che cosa vuole l’Italia?, Edizioni de Il Giornale d’Italia, Roma 1940.
92 P. Monelli, Roma 1943, Mondadori, Milano 1979, p. 323.
93 V. Gayda, Was will Italien?, Goten-Verlag H. Eisentraut, Leipzig 1941.
94 Zeugnis, Institut für Physik des Kaiser-Wilhelm-Instituts Heidelberg, 12 ottobre 1945, BND-Archiv, P1_2160_01_OT, doc. 045.
95 Trascrizione dell’intervista a Christina Gehlen, 8 ottobre 2019, non pubblicata; cfr. R.D. Müller, op.cit., p. 448.
96 Nota, BND, 20 gennaio 1958, BND-Archiv, P1_2160_02_OT, doc. 45.
97 E. Schmidt-Eenboom, T. Wegener Friis, C. Franceschini, Spionage unter Freunden, cit., p. 54; R.D. Müller, Reinhard Gehlen, cit., p. 26.
Sarah Anna-Maria Lias Ceide, ODEUM Roma. L’Organisation Gehlen in Italia agli inizi della guerra fredda (1946-1956), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2022
#1933 #1938 #1942 #1945 #Germania #Heidelberg #IIIReich #intelligence #Italia #JohannesGehlen #nazista #ODEUM #OrganisationGehlen #ReinhardGehlen #RFT #roma #SarahAnnaMariaLiasCeide #segreti #servizi #statunitense
Il #22settembre 1889 nasceva Veit Harlan, il regista nazista per eccellenza, scelto da Hitler e Goebbels per dirigere il famigerato Suss l'ebreo. https://www.lasinistraquotidiana.it/suss-lebreo-allombra.../
#accaddeoggi #otd #veitharlan #susslebreo #nazismo #nazista #unocinema #cinema #movie #film #filmphotography
Il #4settembre 1906 nasceva #DitaParlo. Simbolo del "realismo francese" venne perseguitata dai francesi come #nazista e dai tedeschi come anti nazista e filo ebrea. Ha lasciato un segno indimenticabile.
https://www.lasinistraquotidiana.it/dita-parlo-da-vigo-e.../
Il 23 luglio del 1884 nacque Emil Jannings. Fu un attore straordinario, il primo attore a vincere l'Oscar... poi aderì al Nazismo.
https://www.lasinistraquotidiana.it/emil-jannings-quel-nazista-da-oscar/
#23luglio #accaddeoggi #emiljannings #actor #attore #oscar #nazismo #nazista #cinema #film #movie #unocinema #filmcommunity
@joaocosta tu mora na Europa que ficou rica com colonialismo seu vagabundo. Tu não tem moral nenhuma pra acusar a Rússia. Rússia tá destruindo seguidores do #nazista ucraniano #stepanbandera. E tu passa pano pra nazista da Ucrânia seu vagabundo. Chora mais ae. Ou vá lá lutar como voluntário. 😂😂😂😂💩💩💩
Uno dei prodotti cinematografici della follia nazista fu L'ebreo errante, un finto documentario realizzato da Fritz Hippler, morto il #22maggio 2002.
https://www.lasinistraquotidiana.it/suss-lebreo-allombra-della-svastica
#unocinema #AccaddeOggi #fritzhippler #nazismo #nazista #lebreoerrante #DerewigeJude #Antisemitism #cinema
#hacker a #Brandburgo per esibire simboli del #comunismo #sovietico contro l'#Occidente #Nazista? Ci si permetta di dubitare, guardate
Per dettagli: https://www.bufale.net/il-proiettore-hackerato-a-brandeburgo-esibisce-simboli-sovietici-noncielodikeno-o-doppelganger/
Neomaccartismo in Estonia: pericolo diffusione in #Europa
In #Estonia , noto storico presidio antirusso, nel 1941 alleato della Germania #nazista e oggi quindi fedele base #NATO , arresti di #filorussi .
https://www.sinistralibertaria.it/neomaccartismo-in-estonia-pericolo-diffusione-in-europa/
Neomaccartismo in Estonia: pericolo diffusione in #Europa
In #Estonia , noto storico presidio antirusso, nel 1941 alleato della Germania #nazista e oggi quindi fedele base #NATO , arresti di #filorussi .
https://www.sinistralibertaria.it/neomaccartismo-in-estonia-pericolo-diffusione-in-europa/
https://www.ilsole24ore.com/art/non-solo-mary-poppins-5-cartoni-disney-che-non-vi-faranno-piu-vedere-AFFbfssC
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Tutti #libri e #film da comprare e conservare. Il #politicallycorrect è uguale alla censura #nazista e #comunista della #arte #degenerata
Credo di non aver mai visto qualcosa di così disturbante e terrificante come questo piccolo documentario:
Nel 1939, 20.000 americani tennero un raduno #nazista (!) con tanto di svastiche al #MadisonSquareGarden di #NewYork (non è l'Illinois!) in un evento dimenticato dalla storia americana.
Pare un film distopico ma accadde veramente.
#ANightAtTheGarden è interamente realizzato con frammenti d'archivio di quella notte e ti trasporta in questo inquietante raduno.
@gestoredirete NESSUNO, è così
Anzi guai a dire qualcosa e subito diventi #antisemita, #nazista, o anche peggio
Siamo veramente arrivati ad un punto di non ritorno
Un BRAVO parlamentare Pd arriva davanti ai banchi del governo e apostrofa #GaleazzoBignami, per essersi vestito da #nazista, urlando:
𐎠𒀼𒋝𒁇𒐕𒆸 𐏓𒀂𒀼 𒈦𒐕 𐎏𒀼𒔼𒈦𒐕 𒁓𒋻 𒐖𒋻𒑣𒐕𒔼𒈦𒋻 𐏓𒀂𒀼 𒁓𒋻 𐏓𒆸𒋝𒁇𒐕𒆸𒐖𒀼 𐏓𒆸𐎠𒀼 𒔼𒀼𒐕...
Aqui lembrei-me que em junho de 1997, quando fui contratado ou vendido como cobaia para experimentos sociais ou #nazis no "pelourinho roma negra salvador'es", vulgo pelô, a amiga de Maria das Neves, a Sra Luizia de Gessé, a mando talvez de um #nazista chamado Gessé, aos contratados naquela tarde no Iguatemi de Salvador'es, avisou: "cuidado lá no IPAC só tem LGBT e ladrão!?"
Logo, foi paradoxal quando o irmão de Luizia de Gessé, um dos presentes na DDS, "CUIDADO LÁ SÓ TEM VIADO E LADRÃO", ofereceu-me maconha, cocaína, não me pagou um valor que devia-me e ainda ficava falando-me em matar o marido da namorada, um sargento da Cia ⚡ Especial!?
Eis que num show, na praça Teresa Batista, o grande artista Renato Piaba, vulgo Dr. Piaba, falou que IPAC era o órgão público com o maior número de LGBT da #Bahia e do #Brasil, era uma piada, mas era verdade.
Apesar do assédio na infância e no pelô, por mais de 20 anos trabalhei com colegas LGBT sempre os respeitei, mas sempre deixei claro que o meu LGBT é o da foto no link, como falamos em Salvador'es MASSA, sem o G fica uma Delícia!
POR FIM, a ideia é seguir a Cristo, "VIVER E DEIXAR VIVER!"
https://mstdn.social/@codigoaberto/110820887083142832
#Brasil #brazil #family #religion #love #loveislove
...che sia razzista filo neo #nazista come il governo odierno di Israele.
Io sto con gli oppressi tutti e contro le ingiustizie tutte. Sono convinto che ogni #guerra sia ingiusta ma nel senso che sia un male e non nel senso che sia ingiustificabile e non provocata e che la causa sia sempre più di una: è la somma di molte ingiustizie. Poi qualche soggetto se ne aprofitta e ne fa proprio tornaconto: potere e\o business. Risorse, territorio, ideali e religioni sono solo la giustificazione e non...
A #scuola con la divisa #nazista per #Halloween, premiato «per l’originalità». Scoppia il caso a #Padova.
https://www.open.online/2023/10/27/padova-studente-divisa-nazista-premio-originalita/
@diffrazioni @valigiablu Non solo Repubblica!
Oggi è tutto un andirivieni in tutte le TV di "espertoni" che mettono in bocca a# Guterres cose non solo non ha mai detto, ma neanche pensato!
Ma guai a dire in Italia che #Israele ha sbagliato qualcosa, non sia mai!
Chi lo dice viene istantanemante fulminato e diventa #nazista e sterminatore di #ebrei in automatico...
Il #22settembre 1889 nasceva Veit Harlan, il regista nazista per eccellenza, scelto da Hitler e Goebbels per dirigere il famigerato Suss l'ebreo.
https://www.lasinistraquotidiana.it/suss-lebreo-allombra-della-svastica/
#accaddeoggi #veitharlan #susslebreo #nazismo #nazista #unocinema #cinema #movie #film #filmphotography
Tornano i video del "#rifugiato #Ucraino", descritto dalle #fontirusse come un #nazista per natura e che si incita ad odiare
https://www.bufale.net/il-ritorno-delle-bufale-sui-violenti-rifugiati-ucraini/
Aqui lembrei-me que em junho de 1997, quando fui contratado para trabalhar no "pelourinho roma negra salvador'es", vulgo pelô, a amiga de Maria das Neves, a Sra Luizia de Gessé, a mando talvez de um #nazista chamado Gessé, aos contratados naquela tarde no Iguatemi de Salvador'es, avisou: "cuidado lá no IPAC só tem LGBT e ladrão!?"
Logo, foi paradoxal quando o irmão de Luizia de Gessé, um dos presentes na DDS, "cuidado lá só tem viado e ladrão", ofereceu-me maconha, cocaína, não me pagou um valor que devia-me e ficar-me falando em matar o marido da namorada, um sargento da Cia⚡Especial!?
Eis que num show, na praça Teresa Batista, o grande artista Renato Piaba, vulgo Dr. Piaba, falou que IPAC era o órgão público com o maior número de LGBT da #Bahia e do #Brasil, era uma piada, mas era verdade.
Apesar do assédio na infância e no pelô, por mais de 20 anos trabalhei com colegas LGBT sempre os respeitei, mas sempre deixei claro que o meu LGBT é o da foto no link, como falamos em Salvador'es MASSA, sem o G fica uma Delícia!
POR FIM, a ideia é seguir a Cristo, "VIVER E DEIXAR VIVER!"
https://mstdn.social/@codigoaberto/110820887083142832
Una condivisione social fa passare il falso messaggio che l'esistenza del #GermanAmericanBund in passato abbia reso l'#America #nazista. Cosa vera come ritenere che i #troll filo-#Putin e anti-#Ucraina ci rendano tutti asserviti alla #Duma
https://www.bufale.net/lamerica-sei-mesi-prima-della-seconda-guerra-mondiale/
Fu la Corte Suprema in #Ucraina (minuto 3) con una sentenza molto discussa a dire che le insegne, gli stemmi e gli slogan della divisione Galizia (formata da soldati ucraini affiliati alle Waffen-SS dei #nazisti) non era da considerare #nazista e quindi potevano essere liberamente usati oggi nelle manifestazioni che eventualmente si svolgono.
Fulvio Scaglione (ex vicedirettore di famiglia Cristiana) ne parla qui su Limes https://www.youtube.com/watch?v=iRSC5PQ9kDw
#Państwo jest...
Secondo le #fontirusse gli #HIMARS americani sarebbero attratti dal #vaccino #sputnik, mentre il vaccino #Pfizer ti trasforma in un #supersoldato #nazista che sfonda carri armati a mani nude ed odia la #Russia #sovietica...
https://www.bufale.net/per-le-fonti-russe-gli-himars-americani-riconoscono-il-chip-nello-sputnik/
Senza parole e senza vergogna... 😭
Cosa non si fa pur di creare caciara e deviare l'attenzione mediatica...
... Lo preferivo quando si vestiva da Minnie (detto da lui eh! proprio quando provava a difendere incredibilmente uno che si era vestito da #nazista...)
#Donzelli #Minnie #mafia #41bis #Cospito #parlamento #FdI #fratelliditalia #vergogna #anarchici #governo #governomeloni #governoitaliano #estremadestra #giorgiameloni #31gennaio
La desecretazione di una "mappa del tesoro #nazista" nella città di #Ommeren sta guai, fomentando cacce al tesoro improvvisate e gente con metal detector pronta a infilarsi in proprietà private e rischiare di prendere a badilate ordigni inesplosi
https://www.bufale.net/tutti-pazzi-per-il-tesoro-del-reich-a-ommeren-ma-con-qualche-difficolta/