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autistici/inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale
slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati. qui di séguito si riporta integralmente il post di devol.it, di cui slowforward e differx condividono ogni parola:
La vicenda Autistici/Inventati dovrebbe farci riflettere molto più di quanto stia facendo.
Il 26 agosto 2026 il governo statunitense ha annunciato sanzioni contro Autistici/Inventati, inserendolo nel quadro delle proprie misure contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Secondo Washington, il collettivo avrebbe fornito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi che gli Stati Uniti considerano estremisti.
👉 Leggi la notizia sulle accuse e la replica
Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?
Un precedente che dovrebbe preoccuparci
Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.
L’infrastruttura non è l’utente.
Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.
Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.
Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.
E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.
Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo
Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.
E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita, Mobilizon, BookWyrm e numerosi altri servizi liberi.
Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?
Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.
E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.
Per questo dobbiamo essere solidali
Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.
Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.
Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.
La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei
C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.
Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.
Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”, “Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:
👉 Scopri i servizi liberi di Devol
Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.
🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo
È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:
Più infrastrutture indipendenti.
Più software libero.
Più interoperabilità.
Più servizi europei.
Più comunità capaci di autogestirsi.
Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.
✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi
La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.
Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:
Costruire server.
Costruire comunità.
Costruire alternative.
Costruire competenze.
Costruire indipendenza.Perché quando migliaia di persone utilizzano un’infrastruttura libera, quella non è più soltanto un’alternativa tecnologica, è un pezzo di sovranità digitale e quel pezzo dobbiamo proteggerlo, e sostenerlo insieme. 🇪🇺✊
✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente
Le infrastrutture libere non si difendono con le parole, ma sostenendole, e vogliamo un Internet che non possa essere spento, censurato o ricattato dalle Big Tech o da governi stranieri, dobbiamo finanziare chi costruisce alternative reali e noi di Devol lo facciamo ogni giorno con decine di servizi liberi: social network, cloud, video, posta, collaborazione e strumenti utilizzati da migliaia di persone. Scoprili qui:
🇪🇺 Scegli pagamenti europei, non dipendere dagli USA
La vicenda di Autistici/Inventati ci insegna una cosa: la dipendenza passa anche dai circuiti di pagamento, per questo chiediamo, quando possibile, di evitare i circuiti statunitensi (Stripe, PayPal, Visa, Mastercard) e scegliere strumenti europei come Satispay. Se non hai ancora Satispay, puoi attivarlo da qui:
👉 https://web.satispay.com/promocode/cb793277-632f-4b33-9dd3-85d984b19e52
L’iscrizione non comporta costi ma anzi garantisce un bonus di 5€ (aiuterai così anche i devol che riceveranno lo stesso 5€ dopo l’attivazione del conto.
💛 Sostieni Devol
Con una donazione ci aiuti a mantenere online servizi liberi, indipendenti e senza pubblicità.
☕ Dona a Devol con Satispay:
https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–6D007C83-6371-4C5D-B661-759D89188807?locale=it_IT
🌱 Difendi Internet e pianta qualche albero
Puoi anche sostenere il progetto Devol + il progetto di riforestazione italiano: il 20% della donazione sarà destinato alla riforestazione in Basilicata.
🌳 Scopri il progetto: https://ko-fi.com/s/5e50eea2c6
💚 Dona con Satispay: https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–AB3EDDBA-885B-40C6-8E65-1A19640962ED?locale=it_IT
Ogni donazione è un investimento nella libertà digitale. Ogni euro speso fuori dalle Big Tech rende Internet un po’ più libero. 🇪🇺✊
🚨 Il momento di agire è adesso
Oggi è toccato ad Autistici/Inventati. Domani potrebbe toccare a qualsiasi realtà che offre servizi indipendenti fuori dal controllo delle Big Tech. Se vogliamo un’Italia digitalmente sovrana, dobbiamo costruirla insieme.
- Sostieni i servizi liberi.
- Usa infrastrutture europee.
- Abbandona, quando puoi, i circuiti controllati dagli USA.
- Aiuta chi ogni giorno costruisce alternative concrete.
Seguici e aiutaci nelle azioni per una sovranità digitale europea:
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#aI #attacchiDigitali #AutisticiInventati #BookWyrm #controlloDigitale #decentralizzazione #devol #devolIt #Diggita #FEDIVERSO #internet #internetLibero #libertàDigitale #Mastodon #MastodonUno #Mobilizon #PeerTubeUno #PixelfedUno #privacy #protocolliAperti #rete #reteLibera #rubio #sanzioni #satispay #softwareLibero #sostenereIlFediverso #tutelaDellaPrivacy #USA #web -
Autistici/Inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale
slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati. qui di séguito si riporta integralmente il post di devol.it, di cui slowforward e differx condividono ogni parola:
La vicenda Autistici/Inventati dovrebbe farci riflettere molto più di quanto stia facendo.
Il 26 agosto 2026 il governo statunitense ha annunciato sanzioni contro Autistici/Inventati, inserendolo nel quadro delle proprie misure contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Secondo Washington, il collettivo avrebbe fornito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi che gli Stati Uniti considerano estremisti.
👉 Leggi la notizia su LaPresse
Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?
Un precedente che dovrebbe preoccuparci
Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.
L’infrastruttura non è l’utente.
Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.
Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.
Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.
E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.
Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo
Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.
E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita, Mobilizon, BookWyrm e numerosi altri servizi liberi.
Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?
Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.
E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.
Per questo dobbiamo essere solidali
Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.
Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.
Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.
La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei
C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.
Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.
Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”, “Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:
👉 Scopri i servizi liberi di Devol
Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.
🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo
È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:
Più infrastrutture indipendenti.
Più software libero.
Più interoperabilità.
Più servizi europei.
Più comunità capaci di autogestirsi.
Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.
✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi
La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.
Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:
Costruire server.
Costruire comunità.
Costruire alternative.
Costruire competenze.
Costruire indipendenza.Perché quando migliaia di persone utilizzano un’infrastruttura libera, quella non è più soltanto un’alternativa tecnologica, è un pezzo di sovranità digitale e quel pezzo dobbiamo proteggerlo, e sostenerlo insieme. 🇪🇺✊
✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente
Le infrastrutture libere non si difendono con le parole, ma sostenendole, e vogliamo un Internet che non possa essere spento, censurato o ricattato dalle Big Tech o da governi stranieri, dobbiamo finanziare chi costruisce alternative reali e noi di Devol lo facciamo ogni giorno con decine di servizi liberi: social network, cloud, video, posta, collaborazione e strumenti utilizzati da migliaia di persone. Scoprili qui:
🇪🇺 Scegli pagamenti europei, non dipendere dagli USA
La vicenda di Autistici/Inventati ci insegna una cosa: la dipendenza passa anche dai circuiti di pagamento, per questo chiediamo, quando possibile, di evitare i circuiti statunitensi (Stripe, PayPal, Visa, Mastercard) e scegliere strumenti europei come Satispay. Se non hai ancora Satispay, puoi attivarlo da qui:
👉 https://web.satispay.com/promocode/cb793277-632f-4b33-9dd3-85d984b19e52
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autistici/inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale
slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati. qui di séguito si riporta integralmente il post di devol.it, di cui slowforward e differx condividono ogni parola:
La vicenda Autistici/Inventati dovrebbe farci riflettere molto più di quanto stia facendo.
Il 26 agosto 2026 il governo statunitense ha annunciato sanzioni contro Autistici/Inventati, inserendolo nel quadro delle proprie misure contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Secondo Washington, il collettivo avrebbe fornito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi che gli Stati Uniti considerano estremisti.
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Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?
Un precedente che dovrebbe preoccuparci
Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.
L’infrastruttura non è l’utente.
Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.
Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.
Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.
E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.
Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo
Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.
E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita, Mobilizon, BookWyrm e numerosi altri servizi liberi.
Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?
Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.
E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.
Per questo dobbiamo essere solidali
Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.
Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.
Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.
La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei
C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.
Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.
Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”, “Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:
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Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.
🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo
È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:
Più infrastrutture indipendenti.
Più software libero.
Più interoperabilità.
Più servizi europei.
Più comunità capaci di autogestirsi.
Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.
✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi
La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.
Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:
Costruire server.
Costruire comunità.
Costruire alternative.
Costruire competenze.
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✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente
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Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?
Un precedente che dovrebbe preoccuparci
Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.
L’infrastruttura non è l’utente.
Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.
Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.
Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.
E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.
Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo
Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.
E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita, Mobilizon, BookWyrm e numerosi altri servizi liberi.
Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?
Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.
E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.
Per questo dobbiamo essere solidali
Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.
Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.
Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.
La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei
C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.
Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.
Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”, “Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:
👉 Scopri i servizi liberi di Devol
Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.
🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo
È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:
Più infrastrutture indipendenti.
Più software libero.
Più interoperabilità.
Più servizi europei.
Più comunità capaci di autogestirsi.
Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.
✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi
La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.
Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:
Costruire server.
Costruire comunità.
Costruire alternative.
Costruire competenze.
Costruire indipendenza.Perché quando migliaia di persone utilizzano un’infrastruttura libera, quella non è più soltanto un’alternativa tecnologica, è un pezzo di sovranità digitale e quel pezzo dobbiamo proteggerlo, e sostenerlo insieme. 🇪🇺✊
✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente
Le infrastrutture libere non si difendono con le parole, ma sostenendole, e vogliamo un Internet che non possa essere spento, censurato o ricattato dalle Big Tech o da governi stranieri, dobbiamo finanziare chi costruisce alternative reali e noi di Devol lo facciamo ogni giorno con decine di servizi liberi: social network, cloud, video, posta, collaborazione e strumenti utilizzati da migliaia di persone. Scoprili qui:
🇪🇺 Scegli pagamenti europei, non dipendere dagli USA
La vicenda di Autistici/Inventati ci insegna una cosa: la dipendenza passa anche dai circuiti di pagamento, per questo chiediamo, quando possibile, di evitare i circuiti statunitensi (Stripe, PayPal, Visa, Mastercard) e scegliere strumenti europei come Satispay. Se non hai ancora Satispay, puoi attivarlo da qui:
👉 https://web.satispay.com/promocode/cb793277-632f-4b33-9dd3-85d984b19e52
L’iscrizione non comporta costi ma anzi garantisce un bonus di 5€ (aiuterai così anche i devol che riceveranno lo stesso 5€ dopo l’attivazione del conto.
💛 Sostieni Devol
Con una donazione ci aiuti a mantenere online servizi liberi, indipendenti e senza pubblicità.
☕ Dona a Devol con Satispay:
https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–6D007C83-6371-4C5D-B661-759D89188807?locale=it_IT
🌱 Difendi Internet e pianta qualche albero
Puoi anche sostenere il progetto Devol + il progetto di riforestazione italiano: il 20% della donazione sarà destinato alla riforestazione in Basilicata.
🌳 Scopri il progetto: https://ko-fi.com/s/5e50eea2c6
💚 Dona con Satispay: https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–AB3EDDBA-885B-40C6-8E65-1A19640962ED?locale=it_IT
Ogni donazione è un investimento nella libertà digitale. Ogni euro speso fuori dalle Big Tech rende Internet un po’ più libero. 🇪🇺✊
🚨 Il momento di agire è adesso
Oggi è toccato ad Autistici/Inventati. Domani potrebbe toccare a qualsiasi realtà che offre servizi indipendenti fuori dal controllo delle Big Tech. Se vogliamo un’Italia digitalmente sovrana, dobbiamo costruirla insieme.
- Sostieni i servizi liberi.
- Usa infrastrutture europee.
- Abbandona, quando puoi, i circuiti controllati dagli USA.
- Aiuta chi ogni giorno costruisce alternative concrete.
Seguici e aiutaci nelle azioni per una sovranità digitale europea:
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#aI #attacchiDigitali #AutisticiInventati #BookWyrm #controlloDigitale #decentralizzazione #devol #devolIt #Diggita #FEDIVERSO #internet #internetLibero #libertàDigitale #Mastodon #MastodonUno #Mobilizon #PeerTubeUno #PixelfedUno #privacy #protocolliAperti #rete #reteLibera #rubio #sanzioni #satispay #softwareLibero #sostenereIlFediverso #tutelaDellaPrivacy #USA #web -
Autistici/Inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale
slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati. qui di séguito si riporta integralmente il post di devol.it, di cui slowforward e differx condividono ogni parola:
La vicenda Autistici/Inventati dovrebbe farci riflettere molto più di quanto stia facendo.
Il 26 agosto 2026 il governo statunitense ha annunciato sanzioni contro Autistici/Inventati, inserendolo nel quadro delle proprie misure contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Secondo Washington, il collettivo avrebbe fornito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi che gli Stati Uniti considerano estremisti.
👉 Leggi la notizia su LaPresse
Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?
Un precedente che dovrebbe preoccuparci
Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.
L’infrastruttura non è l’utente.
Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.
Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.
Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.
E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.
Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo
Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.
E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita, Mobilizon, BookWyrm e numerosi altri servizi liberi.
Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?
Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.
E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.
Per questo dobbiamo essere solidali
Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.
Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.
Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.
La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei
C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.
Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.
Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”, “Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:
👉 Scopri i servizi liberi di Devol
Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.
🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo
È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:
Più infrastrutture indipendenti.
Più software libero.
Più interoperabilità.
Più servizi europei.
Più comunità capaci di autogestirsi.
Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.
✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi
La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.
Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:
Costruire server.
Costruire comunità.
Costruire alternative.
Costruire competenze.
Costruire indipendenza.Perché quando migliaia di persone utilizzano un’infrastruttura libera, quella non è più soltanto un’alternativa tecnologica, è un pezzo di sovranità digitale e quel pezzo dobbiamo proteggerlo, e sostenerlo insieme. 🇪🇺✊
✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente
Le infrastrutture libere non si difendono con le parole, ma sostenendole, e vogliamo un Internet che non possa essere spento, censurato o ricattato dalle Big Tech o da governi stranieri, dobbiamo finanziare chi costruisce alternative reali e noi di Devol lo facciamo ogni giorno con decine di servizi liberi: social network, cloud, video, posta, collaborazione e strumenti utilizzati da migliaia di persone. Scoprili qui:
🇪🇺 Scegli pagamenti europei, non dipendere dagli USA
La vicenda di Autistici/Inventati ci insegna una cosa: la dipendenza passa anche dai circuiti di pagamento, per questo chiediamo, quando possibile, di evitare i circuiti statunitensi (Stripe, PayPal, Visa, Mastercard) e scegliere strumenti europei come Satispay. Se non hai ancora Satispay, puoi attivarlo da qui:
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Google foto mi ha proposto una carrellata di foto scattate a luglio scorso. 😂😎
@video #video #filmati #mastodon #mastodonUno
@foto @fediverso#loopvideo #videoloop #carrellata #ricordidiluglio #estate2024 #momentidivita #fotografie #memories #summervibes #paesaggilombardi #vitadipaese #mobilevideography #shotoniphone #fediverso #foto #immagini
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Su #MastodonUno il bridge con Bluesky continua ad espandersi: https://bsky.brid.gy è ora l’ottavo server più attivo del Fediverso, mentre https://Flipboard.com resta saldamente al secondo posto come attività.
Per federarsi con Bluesky basta seguire @bsky.brid.gy e darne conferma. Controllate se lo seguite già, in tal caso tutti gli account Bluesky che hanno aderito al bridge potranno seguirvi o essere seguiti.
📢 Rilanciato nel gruppo Fediverso: @fediverso
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Sì sono abbassate le temperature. Sta piovendo 🌧️ qui in nord Italia 🇮🇹. Quindi un video con il camino acceso fa “ mood “? 😎👋
@video #video #filmati #mastodon #mastodonUno
@foto @fediverso #fediverso #foto #immagini #slowmotion #firevibes #cozyvibes #atmosferacalda #dettaglidicasa #invernolombardo #mobilevideogr -
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RE: https://storiearcheostorie.com/2018/10/16/scoperte-pompei-iscrizione-mosaici/
Mastodon.uno: massimo 500 caratteri!
Nel frattempo, i miei feed:
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RE: https://storiearcheostorie.com/2018/10/16/scoperte-pompei-iscrizione-mosaici/
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Benvenuti a tutti i nuovi arrivati!!
L'attività di https://mastodon.uno è in continua crescita negli ultimi giorni e grazie all'ultimo grande numero di iscritti abbiamo superato di nuovo i 5000 utenti attivi!!👋
Per iniziare consigliamo di seguire il team che amministra M1 e gli account di riferimento: https://mastodon.uno/collections/116776230598071653 e seguire il gruppo del fediverso qui: @fediverso dove riceverete aggiornamenti su quanto succede su mastodon e su altri progetti collegati!
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Sarebbero comici, se non fosse che recitano con sangue e vittime reali.
È tempo di svegliarci.
E parlo soprattutto con i reggini e Reggio Calabria, che ritengo alla luce della mia esperienza (e molti converrebbero) la realtà più apatica e disinteressata del Mezzogiorno.
È tempo di fare la nostra parte.
PS forse la scelta di #MastodonUno, Telegram e altre piattaforme alternative è stata lungimirante.
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🎥 Gli account Mastodon che pubblicano regolarmente video sono nella nuova collezione:
🔗 https://mastodon.uno/collections/116941904750504837
E se vuoi scoprire ogni giorno nuovi video dal @fediverso seguici anche su @[email protected], il gruppo che aggrega i contenuti video pubblicati su Mastodon. 🚀
Per pubblicare nel gruppo serve solo aggiungere il tag @[email protected] per avere il messaggio automaticamente rilanciato nel gruppo.
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🎥 Gli account Mastodon che pubblicano regolarmente video sono nella nuova collezione:
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RE: https://mastodon.uno/@Kurjak/116888436626258704
🌍Dietro ogni social del @fediverso ci sono data center che consumano enormi quantità di energia e risorse. Ogni foto caricata, ogni video visto e ogni messaggio hanno anche un costo ambientale.
Per questo su #MastodonUno abbiamo scelto di usare infrastrutture alimentate da energia rinnovabile e contribuire a piantare alberi. Una scelta costosa ma coerente con la nostra idea di un web libero, etico e sostenibile.
🌿 Qua il nostro impegno di consapevolezza ambientale: https://ko-fi.com/post/Consapevolezza-Ambientale-Y0U822TCQH
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🌍Dietro ogni social del @fediverso ci sono data center che consumano enormi quantità di energia e risorse. Ogni foto caricata, ogni video visto e ogni messaggio hanno anche un costo ambientale.
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RE: https://mastodon.uno/@Kurjak/116888436626258704
🌍Dietro ogni social del @fediverso ci sono data center che consumano enormi quantità di energia e risorse. Ogni foto caricata, ogni video visto e ogni messaggio hanno anche un costo ambientale.
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🌍Dietro ogni social del @fediverso ci sono data center che consumano enormi quantità di energia e risorse. Ogni foto caricata, ogni video visto e ogni messaggio hanno anche un costo ambientale.
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Da oggi si aggrava il problema di sovraffollamento nelle carceri italiane, è stato arrestato Adinolfi!!
Costretti a scarcerare 10 piccoli spacciatori, non c'era abbastanza spazio
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Ho delle newsletter da vent'anni alle quali sono affezionato!
Ho cercato diverse volte nel corso degli anni di chiederne la cancellazione ma loro sono sempre lì a farmi compagnia.
Sono sopravvissute a traslochi, espatri, cambi di casa anche all'estero, cambi di lavoro, sono delle pietre fondative della mia quotidianità. -
Ragazzi per caso sapete spiegare? #mastoaiuto #mastodonuno
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Ragazzi per caso sapete spiegare? #mastoaiuto #mastodonuno
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🌞📸 Stanno arrivando le prime bellissime foto delle vostre vacanze su #MastodonUno e @pixelfed: mare, montagne, città d'arte, tramonti e piccoli angoli nascosti. E allora perché non condividerli nei gruppi del @fediverso?
📷 È semplicissimo: pubblicate una @foto e aggiungete il tag: @[email protected].
Verrà condivisa automaticamente nel gruppo, dove tutti potranno ammirarla e lasciarsi ispirare per le prossime mete.🎥 Avete invece un breve @video? Aggiungete il tag: @[email protected] per condividerlo con tutti! ✈️
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Carissimi amici!!! Eccomi ai 500 post su #Mastodonuno
Ogni giorno posto i miei risultati di #parle con @Filomena67cat @[email protected] @fiorelisa @misantropo70Avanti così, insieme nel #fediverso con tanta condivisione, rispetto, amicizia e in questi giorni tante @Freddure
@fedimedia @fediverso @devol
@amministratore @filippodb -
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Sto guardando la #collezione ufficiale di Mastodon.uno... ovvero una lista in cui è possibile vedere tutti i profili degli amministratori, moderatori e collaboratori di questa istanza.
È molto bello, specialmente per una 'nuova arrivata' come me, potervi vedere 'personalmente' (o quasi!), tutti in un unico colpo d'occhio.
Grazie per tutto il vostro lavoro qui 🩵 -
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