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#mastodonuno — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #mastodonuno, aggregated by home.social.

  1. Autistici/Inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale

    slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati. qui di séguito si riporta integralmente il post di devol.it, di cui slowforward e differx condividono ogni parola: 

    da https://devol.it/autistici-inventati-quando-colpire-linfrastruttura-significa-colpire-la-liberta-digitale/

    La vicenda Autistici/Inventati dovrebbe farci riflettere molto più di quanto stia facendo.

    Il 26 agosto 2026 il governo statunitense ha annunciato sanzioni contro Autistici/Inventati, inserendolo nel quadro delle proprie misure contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Secondo Washington, il collettivo avrebbe fornito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi che gli Stati Uniti considerano estremisti.

    👉 Leggi la notizia su LaPresse

    Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?

    Un precedente che dovrebbe preoccuparci

    Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.

    L’infrastruttura non è l’utente.

    Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.

    Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.

    Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.

    E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.

    Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo

    Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.

    E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.unoPeerTube.unoPixelfed.unoDiggitaMobilizonBookWyrm e numerosi altri servizi liberi.

    Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?

    Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.

    E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.

    Per questo dobbiamo essere solidali

    Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.

    Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.

    Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.

    La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei

    C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.

    Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.

    Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”“Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:

    👉 Scopri i servizi liberi di Devol

    Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.

    🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo

    È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:

    Più infrastrutture indipendenti.
    Più software libero.
    Più interoperabilità.
    Più servizi europei.
    Più comunità capaci di autogestirsi.
    Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.

    Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.

    ✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi

    La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.

    Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:

    Costruire server.
    Costruire comunità.
    Costruire alternative.
    Costruire competenze.
    Costruire indipendenza.

    Perché quando migliaia di persone utilizzano un’infrastruttura libera, quella non è più soltanto un’alternativa tecnologica, è un pezzo di sovranità digitale e quel pezzo dobbiamo proteggerlo, e sostenerlo insieme. 🇪🇺✊

    ✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente

    Le infrastrutture libere non si difendono con le parole, ma sostenendole, e vogliamo un Internet che non possa essere spento, censurato o ricattato dalle Big Tech o da governi stranieri, dobbiamo finanziare chi costruisce alternative reali e noi di Devol lo facciamo ogni giorno con decine di servizi liberi: social network, cloud, video, posta, collaborazione e strumenti utilizzati da migliaia di persone. Scoprili qui:

    👉 https://servizi.devol.it 

    🇪🇺 Scegli pagamenti europei, non dipendere dagli USA

    La vicenda di Autistici/Inventati ci insegna una cosa: la dipendenza passa anche dai circuiti di pagamento, per questo chiediamo, quando possibile, di evitare i circuiti statunitensi (Stripe, PayPal, Visa, Mastercard) e scegliere strumenti europei come Satispay. Se non hai ancora Satispay, puoi attivarlo da qui:

    👉 https://web.satispay.com/promocode/cb793277-632f-4b33-9dd3-85d984b19e52 

    L’iscrizione non comporta costi ma anzi garantisce un bonus di 5€ (aiuterai così anche i devol che riceveranno lo stesso 5€ dopo l’attivazione del conto.

    💛 Sostieni Devol

    Con una donazione ci aiuti a mantenere online servizi liberi, indipendenti e senza pubblicità.

    ☕ Dona a Devol con Satispay:

    https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–6D007C83-6371-4C5D-B661-759D89188807?locale=it_IT 

    🌱 Difendi Internet e pianta qualche albero

    Puoi anche sostenere il progetto Devol + il progetto di riforestazione italiano: il 20% della donazione sarà destinato alla riforestazione in Basilicata.

    🌳 Scopri il progetto: https://ko-fi.com/s/5e50eea2c6 

    💚 Dona con Satispay: https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–AB3EDDBA-885B-40C6-8E65-1A19640962ED?locale=it_IT 

    Ogni donazione è un investimento nella libertà digitale. Ogni euro speso fuori dalle Big Tech rende Internet un po’ più libero. 🇪🇺✊

    🚨 Il momento di agire è adesso

    Oggi è toccato ad Autistici/Inventati. Domani potrebbe toccare a qualsiasi realtà che offre servizi indipendenti fuori dal controllo delle Big Tech. Se vogliamo un’Italia digitalmente sovrana, dobbiamo costruirla insieme.

    • Sostieni i servizi liberi.
    • Usa infrastrutture europee.
    • Abbandona, quando puoi, i circuiti controllati dagli USA.
    • Aiuta chi ogni giorno costruisce alternative concrete.

    Seguici e aiutaci nelle azioni per una sovranità digitale europea:

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    #aI #attacchiDigitali #AutisticiInventati #BookWyrm #controlloDigitale #decentralizzazione #devol #devolIt #Diggita #FEDIVERSO #internet #internetLibero #libertàDigitale #Mastodon #MastodonUno #Mobilizon #PeerTubeUno #PixelfedUno #privacy #protocolliAperti #rete #reteLibera #rubio #sanzioni #satispay #softwareLibero #sostenereIlFediverso #tutelaDellaPrivacy #USA #web
  2. Le immagini e i video delle istanze mastodon ospitate su masto.host sono state scaricate da Meta per alimentare la propria IA.

    lo rivela il leak su dropsitenews: dropsitenews.com/p/meta-facebo

    La ragione? Usano un sistema di hosting su cdn.masto.host che rende i blocchi a meta inutili.

    Coinvolti anche #livellosegreto, #MastodonUno e #socialenetwork, questo fa capire quanto le precauzioni e i blocchi siano facilmente aggirabili e non si riesca a proteggere mastodon da Meta: @[email protected]

  3. Peertube Uno supera i 5000 iscritti diventando una delle maggiori istanze del #fediverso italiano🎉

    Grazie a tutti!! 🙏

    Per festeggiare il traguardo e il nuovo server annunciamo un aumento dello storage, chi ha già un account attivo su #PeertubeUno può richiedere un aumento a 20GB!

    Gli utenti di #MastodonUno possono chiedere un aumento extra a 50GB.

    Questo per far diventare peertube.uno la migliore alternativa libera a Youtube.

    Richiedete lo spazio rispondendo a questo messaggio.

  4. * AVVISO *

    Sulle istanze gemelle di #MastodonUno, quella video peertube.uno e quella per immagini pixelfed.uno ci sono lavori di migrazione/manutenzione in corso che stanno causando interruzioni del servizio o messaggi di errore.

    Entrambi i server erano ospitati negli anni scorsi da un altro hosting e visti i problemi verificatisi nell'ultimo anno li stiamo trasferendo nei server @devol.

    Scusate i disservizi, torneremo al 100% a breve! 🙏

    #PeertubeUno #pixelfedUno

  5. Il Fediverso Italiano fa schifo... @ilfediversofaschifo.wordpress.com@ilfediversofaschifo.wordpress.com ·

    Mentre Mastodon era nato da poco più di un anno, si creava l’esperimento più longevo del fediverso italiano, il server bida.mastodon.im.

    Prendiamo un paragrafo a caso da uno dei comunicati pubblicati dal loro sito e cerchiamo di capire perché il fediverso italiano è nato settario:

    Comunicato 17/11/2018

    Convocazione Assemblea dell'istanza mastodon.bida.im - Sabato 8 dicembre 2018

    Proseguiamo con il percorso di riappriopriazione degli strumenti e piattaforme informatiche organizzando questa prima assemblea di instanza.
    L'assemblea e' aperta a: tutt* gli/le iscritt*, alle persone del fediverso che interagiscono con mastodon.bida.im, a chi e' interessat* alla creazione e promozione di nuove istanze di piattaforme di social network basate su software libero con lo scopo di creare una federazione di istanze in lingua italiana capace di coprire il territorio.

    Convocazione assemblea di Bida del 17/11/2018

    Come è evidente, le parole scelte e la loro costruzione richiamano fortemente il linguaggio identitario che caratterizza l’ambiente dei centri sociali.

    No, la similitudine non è mia

    Poco male. Ognuno è libero di utilizzare il linguaggio che vuole e, in questo caso, mi sembra anche un giusto richiamo all’ambiente da cui è nata l’iniziativa di Bida, oltre che un efficace sistema segnaletico per filtrare i potenziali iscritti.

    Peccato che, tranne l’esperimento di mastodonti.co (no, l’istanza attuale non c’entra con quella vecchia), iniziato nell’aprile 2017 e conclusosi poco più di un anno dopo, questo era tutto il mastodon a disposizione per gli utenti italiani.

    Il problema identitario però non era certo limitato a bida e alle altre quattro istanze “autogestite” (stereodon, cisti, nebbia, puntarella) germogliate sul solco tracciato da bida.

    “Ecco perché abbiamo fatto nascere un social network libero”

    A giugno del ’21 Carlo Gubitosa, amministratore di sociale.network, pronunciava queste parole:

    Mi spiego: il contesto dei social network liberi permette alle persone di sottoscrivere un patto sociale anziché una policy aziendale. Nel fediverso decentralizzato non solo non sei in una bolla perché vedi nella timeline federata migliaia di nodi e migliaia di nodi vedono quello che fai tu, ma in questo universo sei libero di scrivere un patto.

    Quello presente su sociale.network è quello di essere una comunità ecopacifista, nonviolenta, antirazzista, antisessista, antifascista, e che non tollera discorsi d’odio e disinformazione pseudo-scientifica. Dopodiché, se uno si identifica in questi principi entra in questa comunità virtuale.

    Da un’intervista a Carlo Gubitosa, fondatore dell’istanza sociale.network (grassetto mio)

    Settario? Magari no, ma sicuramente esclusivo e identitario.

    Ora sebbene non sia un problema urgentissimo, secondo me è abbastanza importante chiedersi in quale istanza dovrebbe iscriversi un liberale, un cattolico, un conservatore, un socialdemocratico, un “azionista” (nel senso del Partito d’Azione e non del partito di Azione…) un libertario di destra, un nuclearista, un qualunquista o semplicemente un soggetto apolitico. Ma quello che è ancora più importante sarebbe capire DOVE potrebbe iscriversi qualcuno che NON VUOLE AVERE SOLO a che fare con anarchici, comunisti, pacifisti ed ecologisti (o quantomeno non vuole sentirsi meno accettato).

    Ovviamente dovrebbe iscriversi su un’istanza generalista molto più permissiva come mastodon.uno! O no?

    La risposta ambigua alla domanda sbagliata…

    In realtà mastodon.uno non è così permissivo come potrebbe sembrare.

    Si tratta di un’istanza dichiaratamente antifascista, il ché non è certo un problema ma anzi dovrebbe essere normale almeno in qualsiasi paese democratico, anche se in Italia questo già indica un posizionamento politicamente molto chiaro che tende a escludere più della metà degli Italiani (vi siete accorti che ormai la maggioranza della popolazione non sembra più riconoscere l’antifascismo come valore assoluto? Ops…).

    Inoltre, il linguaggio utilizzato è fin dall’inizio quello del collettivo studentesco antikapitalista intinto in salsa cypherpunk:

    Il web è relegato in giardini recintati e gigantesche server farm che sono nelle mani di poche giganti aziende tecnologiche. I nostri post finiscono nelle bacheche di Facebook e Twitter, soggiogati dai termini di servizio che queste aziende americane impongono. Le foto e i video finiscono su piattaforme come Instagram, Snapchat e YouTube, atolli digitali completamente isolati l’uno dall’altro. Tutte queste grandi aziende sono impegnate nell'estrarre valore dai nostri contenuti, nel profilarci nel modo più preciso possibile, in modo tale da influenzare i nostri comportamenti di acquisto, le nostre preferenze politiche, la nostra percezione della realtà, solo in funzione della loro crescita economica.
    I social commerciali quindi offrono i loro servizi gratuitamente ma traggono profitti dalla profilazione dei gusti e delle preferenze degli utenti. Questo viene chiamato il "Capitalismo della sorveglianza" e la sua accettazione da parte del pubblico attraverso l'argomentazione "non ho nulla da nascondere" è stata ben descritta nel documentario "Nothing To Hide".

    “Hei, guarda un po’ come siamo alternatàivi!”

    No. Non sembra il paradiso del liberale e non lascia molto spazio neanche alla speranza di poter trovare una qualche tolleranza verso una minima apertura alla vocazione commerciale dei social.

    Il Fediverso è la comunità delle community, privo di pubblicità e di scopi di lucro, privo di algoritmi di profilazione e modifica comportamentale.

    Ma non era un’istanza commerciale?

    Inoltre su mastodon.uno c’è una delle policy contro le “fake news” più eccessiva del fediverso italiano:

    Ad esempio non sono ben accetti: diffusione di verità dubbie o alternative, falsità, prove aneddotiche, false citazioni, false conferme o citazioni circolari, contenuti che provocano shock, teorie cospirative, trame oscure, disinformazione, sensazionalismo, propaganda, dicerie, bufale, leggende urbane, pseudoscienza.
    E’ una regola basilare quella di non pubblicare contenuti inesatti, imprecisi o falsi. Quando si condivide un’informazione è importante essere certi del grado di veridicità ed è buona norma citare la fonte della notizia. Il fenomeno delle bufale trova infatti il suo ossigeno proprio nella condivisione selvaggia di una notizia priva di fondamento da parte di utenti che si lasciano colpire emotivamente senza farsi troppe domande, oppure sono troppo pigri per verificare, anche solo cercando velocemente sui motori di ricerca.

    E che cazzo! Cos’è una rivista scientifica?

    Non voglio mettere in dubbio la buona volontà dei moderatori di mastodon.uno, ma sembra evidente quanto siano terrorizzati dalle fake news!

    Non è chiaro poi chi è che debba stabilire il grado di falsità dei contenuti pubblicati nell’istanza né attraverso quali strumenti culturali/scientifici/archivistici e quali risorse economiche sia in grado di farlo (il fact checking è una delle voci di costo più esose anche nelle redazioni giornalistiche!).

    Il fattore “woke”

    Capiamoci bene, personalmente mi sta sul cazzo chiunque usi la parola woke, ma il termine ha il merito di essere in grado di evocare quel fastidio per gli ambienti fortemente progressisti.

    In questo caso, indicato su quello che ancora si chiamava Twitter, vediamo che un utente è stato sospeso da Mastodon.uno semplicemente perché ha espresso un’opinione (un’opinione di merda, ma pur sempre un’opinione).

    Misss Freedom è una stronza? Si è vero. Ha ragione? Forse no. Solleva un problema serio? Sicuramente si!

    Questo comportamento può essere più o meno condivisibile e tutto sommato tra le istanze grandi mastodon.uno è oggettivamente l’istanza più adatta alla maggior parte degli utenti che non siano anarchici, marxisti, maoisti o trozkisti, ma ci fa porre una domanda:

    se questa è l’istanza generalista per eccellenza del fediverso italiano, allora il feiverso italiano ha un grande problema di pluralismo!

    O mio dio… sembrano parole di Maurizio Belpietro

    Bida vs mastodon.uno (2021)

    Nell’assemblea aprile del 2021 emerge ancora (non lo leggerete nel comunicato, ma nella minuta dell’incontro) un forte sentimento di delegittimazione verso mastodon.uno:

    “Su mastodon.uno: natura commerciale dell’istanza, soltanto un modo diverso di presentarsi rispetto a fb”

    Uno stralcio dalla minuta

    Siccome è evidente l’approccio ideologico dei gestori dell’istanza mastodon.uno contro i social commerciali e che, per loro, pubblicità e servizi a pagamento sono lo sterco del diavolo, non posso che restare disorientato rispetto a questa affermazione: la definizione di “natura commerciale” sembra puerile, impropria o semplicemente disonesta (guarda caso sarebbe perfettamente funzionale alla delegittimazione del “concorrente”).

    Probabilmente non è nessuna delle tre, ma è soltanto estremamente ideologica e identitaria: probabilmente l’approccio di mastodon.uno è solo troppo dirigista (non c’è un’assemblea periodica degli utenti) e troppo indulgente con le strategie SEO (al punto da presentarsi non semplicemente come “prima istanza generalista”, ma come “prima istanza” mastodon italiana) per i parametri di un’istanza dura e pura come bida.

    mastodon.uno vs bida

    Qusti comportamenti di ostilità hanno determinato una reazione scomposta e piuttosto spiacevole, da parte dell’amministratore di mastodon.uno che ha portato avanti una campagna vittimista molto serrata, contestando agli amministratori di bida una lentezza quantomeno sospetta nell’eliminare alcuni violenti messaggi di minacce da parte di un suo utente nei confronti dell’amministratore di M1 e, successivamente, accusando gli amministratori di bida di essere complici soddisfatti di quelle minacce e quindi relegando al ruolo di istanze problematiche quelle da cui partivano attacchi scomposti contro mastodon.uno e il suo amministratore.

    Non una conflittualità inter-istanza, ma una conflittualità interna

    Se queste schermaglie ricadono né più né meno nell’ambito della faida, mi sembra chiaro che il problema reale non sia tanto la facilità in cui si cade nella rissa per ottenere la “supremazia” nel fediverso italiano (un risultato non così prestigioso da giustificare certi comportamenti), quanto piuttosto un semplice problema di saturazione degli spazi “a sinistra” dovuti alla mancanza di spazi politici centristi, liberali o di destra.

    Questa impostazione ideologica di sinistra comune a tutte le istanze più grandi rende probabilmente molto difficile accettare da parte delle cosiddette “istanze autogestite” l’invadenza dell’istanza mastodon.uno nel loro campo; dall’altra rende gli amministratori di mastodon.uno estremamente preoccupati di essere delegittimati nella loro “sinistrità”, cosa che comporterebbe il rischio di essere considerati un’istanza confortevole per gli utenti di destra, che in questo momento sarebbero un elemento difficilissimo da gestire e porterebbero moltissima conflittualità, sospensioni e un grande rischio di shitstorm; è la reazione a questo che probabilmente li porta a delegittimare a sua volta i comportamenti delle istanze autogestite.

    La soluzione

    L’appello lanciato da bida il 28 aprile dell’anno scorso, benché presenti certamente alcuni limiti (toni passivo aggressivi, mancanza di reciprocità), è certamente un buon punto di partenza.

    Quindi vi rivolgiamo un appello, admin di mastodon.uno: basta attacchi strumentali contro Bida, basta black-list, basta cherry picking e accuse sull’istanza. Pratichiamo la decentralizzazione, non la competizione: che ognunə lavori per rendere la propria istanza accogliente e interessante per lə propriə utenti, senza gettare fango su altre istanze. Si può fare!

    facciamoci ognuno i cazzi nostri” sarebbe stato meglio di “fatti i cazzi tuoi” ma ok lo stesso

    C’è da dire comunque che l’istanza bida è stata piuttosto coerente: nell’ultimo anno non mi è capitato di scorgere campagne di attacchi da bida vs mastodon.uno e mi sembra che mastodon.uno abbia praticamente fatto sparire le vecchie valutazioni negative espresse su bida.

    Lo sbilanciamento ideologico a sinistra da parte della maggior parte delle istanze può quindi essere superato, anche se si tratta di un percorso che non è né facile né rapido né immmune da brusche frenate, anche perché:

    • nessuna delle 5 grandi grandi istanze sarà mai disposta ad ammettere di essere non troppo diversa dalle altre, ma anzi quanto più rischierà di sembrare simile alle altre, tanto più cercherà di farsi vedere più diversa di quanto non sia
    • la concentrazione di tanti nuovi utenti italiani nelle istanze di Gargron o l’iscrizione di tanti italiani su altre istanze tematiche inglesi, renderà aggressive alcune istanze ancora piccole o farà innervosire quelle ormai piccole
    • il fediverso italiano è così piccolo che anche alcuni “cani sciolti”, più versati al piagnisteo o al vittimismo o più orientati alla ricerca di “alleanze” con altre piccole istanze contro le istanze più grandi (si, sto parlando di M1!) possono rinfocolare polemiche vecchie di mesi o di anni o problemi mai seriamente elaborati. E i materiali non mancano, ma questo sarà l’argomento del prossimo post!

    Se vuoi contattarmi puoi farlo qui!

    https://ilfediversofaschifo.wordpress.com/2023/12/01/fediverso-o-feduguale-il-settarismo-come-peccato-originale-del-fediverso-italiano/

    #mastodonBidaIm #mastodonUno #Settarismo #socialeNetwork