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#louismalle — Public Fediverse posts

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  1. And now our feature presentation: “Zazie dans le Métro” (1960) directed by French auteur Louis Malle. Available on Criterion Channel (criterionchannel.com/videos/za) and for free here (ok.ru/video/4377890917062)
    #LaEsoterica #ZazieDansLeMetro #LouisMalle

  2. Blogkino: Le feu follet (1963)

    Heute führen wir in unserer Reihe Blogkino die Reihe mit französischen Krimis fort. Nachdem in der vorigen Woche Louis Malle's  Ascenseur pour l'échafaud den Aufschlag machte, setzen wir noch einen drauf und zeigen sein im darauffolgenden Jahr entstandenes Drama "Le feu follet": Nach seiner Rückkehr aus den USA hat Alain Leroy eine viermonatige Entziehungskur hinter sich. Der Arzt der in Versailles gelegenen Privatklinik hält ihn für geheilt und drängt auf Entlassung, aber Leroy plagt „die Angst“. Der Film schildert die letzten 48 Stunden im Leben von Alain Leroy.

    Die Handlung setzt ein nach der Nacht, die Leroy mit Lydia, einer Freundin seiner in den USA lebenden Ehefrau, in einem noblen Hotel verbracht hat. Den Tag verbringt er in der Klinik, mit den anderen Patienten jedoch ist ihm kein Gespräch möglich. In seinem Zimmer sieht man ihn mit einer Luger-Pistole hantieren, die er vor dem Arzt sofort verbirgt. Am darauffolgenden Tag fährt Leroy nach Paris und trifft der Reihe nach Freunde aus der Zeit, bevor er in die USA zog...

    Zum Film bitte hier entlang.

    #Frankreich #LouisMalle #Drama #Krimi

  3. Als #TVTipp empfiehlt #Filmdienst heute #LouisMalle​s "Fahrstuhl zum Schafott" (F 1957), einen stilbildenden Krimi über das Scheitern eines sorgfältig ausgeklügelten Mordplans: filmdienst.de/artikel/46766/fa

    Bereits in der Mediathek, um 20:15 bei #Arte: arte.tv/de/videos/008952-000-A

  4. Louis Malle – „Fahrstuhl zum Schafott“ (1957)

    Ich glaube, der Film ist einfach zu alt, um im Blog nochmal einen Klickstorm auszulösen. Obwohl es eigentlich ein zeitloses Meisterwerk ist. So etwas nennen wir heute „Klassiker“. Auch weil es Filme sind, die es schon länger gibt, als wir auf der Welt sind, und damit aus einer Zeit stammen, die wir heute nicht immer einfach nachvollziehen oder begreifen können. Wobei gerade dieser Film von Louis Malle aus dem Jahr 1957 einer der wichtigsten wäre, um zu verstehen, wie sich die Regeln des Kinos danach verändert haben. (ARTE, Wh.)

    Zum Blog: nexxtpress.de/mediathekperlen/
  5. l’anno grotowskiano: audio degli incontri del 2009

    Grotowski, il teatro come veicolo: 28 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

    https://archive.org/details/20090128conferenzagrotowskiilteatrocomeveicolo
     
     
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    Grotowski, artista della notte: 29 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

    https://archive.org/details/20090129conferenzagrotowskiartistadellanotte
     
     
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    Il Principe costante: 30 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

    https://archive.org/details/20090130conferenzailprincipecostantedijerzygrotowski
     
     
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    L’opera di Jerzy Grotowski come ‘oggetto di ricerca’: 3 febbraio 2009 – DamsLab/Auditorium

    https://archive.org/details/20090203conferenzaloperadijerzygrotowskicomeoggettodiricerca

    L’ANNO GROTOWSKIANO
    Grotowski e il teatro del nuovo millennio
    a cura di Marco De Marinis
    ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

    Il 2009 è stato proclamato, dall’UNESCO, anno grotowskiano. Ricorreranno infatti due anniversari: il decennale della scomparsa del grande regista e ricercatore teatrale e il cinquantenario della fondazione, ad opera sua e di Ludwik Flaszen, del Teatr Laboratorium di Opole in Polonia. Tutto il mondo celebrerà questa doppia ricorrenza, occasione ghiotta per ricordare una delle personalità più prestigiose del teatro contemporaneo, alfiere (con il Teatro Povero e le successive, complesse esperienze post-teatrali) di una delle rivoluzioni più radicali che la scena del Novecento abbia conosciuto.
    Tuttavia, pur costituendo una figura chiave, la comprensione di Grotowski è talmente gravata da equivoci, luoghi comuni e insufficienti conoscenze, da aver prodotto quasi sempre immagini deformate, sfocate o eccessive. È così accaduto che, alla borsa valori della scena contemporanea, pochi protagonisti abbiano visto oscillare le proprie quotazioni com’è accaduto a Grotowski: per alcuni, un maestro indiscusso, e non soltanto di teatro, per altri poco più di un ciarlatano o, nel migliore dei casi, un regista provocatorio di pochissimi spettacoli.
    Il problema è che, nel suo caso, risulta ancor più vistosamente inadeguato che per altri esempi-limite novecenteschi uno sguardo che resti tutto interno al teatro. In effetti, egli è stato fra coloro che si sono maggiormente adoperati per sfrangiarne i confini e per dissociarlo dal solo spettacolo, nel tentativo di riscoprirne una dimensione essenziale-originaria, addirittura anteriore a ogni divisione fra arte e vita, fra uomo e attore.
    Per cercare di rendere conto della complessità della ricerca grotowskiana, senza rischiare di snaturarla o banalizzarla, bisogna considerare che essa ci costringe – come ha chiarito bene Ferdinando Taviani – a una doppia visuale, cioè ad attivare di continuo sia un punto di vista interno al teatro sia un punto di vista esterno: non l’uno o l’altro ma l’uno e l’altro insieme. Leggere l’itinerario artistico, intellettuale e umano di Grotowski solo in termini teatrali è sicuramente riduttivo e fuorviante; ma altrettanto anche se diversamente fuorviante sarebbe leggerlo solo in chiave extra-teatrale, rischiando di fare del teorico del Teatro Povero solamente uno dei tanti, e non di rado controversi, maestri spirituali che popolano la contemporaneità.
    Ciò premesso, bisogna aggiungere che la doppia visuale va attivata anche quando si tratta di considerare varietà-discontinuità e unitarietà-continuità della ricerca grotowskiana. Anche in questo caso, non varietà-discontinuità o unitarietà-continuità ma l’una e l’altra insieme. Da un lato, infatti, l’itinerario teatrale e post-teatrale di Grotowski si presenta scandito in fasi abbastanza nettamente e comunque esplicitamente distinte: Teatro degli spettacoli, ovvero l’Arte come presentazione, dal ’59 al ’69; il Parateatro, dal ’70 al ’78; il Teatro delle fonti, dal ’78 all’’82; l’Arte come veicolo, dall’’85 al ’99; con il progetto americano dell’Objective Drama, ‘83-85, a far da ponte fra le ultime due fasi. Dall’altro lato, tuttavia, è fondamentale saper sempre mettere in luce gli elementi di coerenza e di continuità profonde che unificano l’intero itinerario (possiamo chiamarli: ricerca di un rituale umano basato non sulla fede ma sull’atto, oppure elaborazione di uno yoga dell’attore in senso vasto, o ancora lavoro dell’individuo su di sé), riguardanti tanto le motivazioni originarie quanto gli obiettivi essenziali della sua quête ininterrotta. Rispetto sia agli uni che alle altre sono soltanto gli strumenti, i mezzi impiegati, a cambiare nel corso del tempo.

    28 gennaio / 3 febbraio 2009
    in collaborazione con il Grotowski Institute of Wroclaw
    L’ANNO GROTOWSKIANO
    Grotowski e il teatro del nuovo millennio

    a cura di Marco De Marinis
    ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

    Conferenza di Marco De Marinis
    Ouverture: Grotowski, il teatro come veicolo
    28 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
    ore 17: proiezione del video Il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski

    Conferenza di Georges Banu
    Grotowski, artista della notte
    29 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
    ore 17: proiezione dei video My Dinner with Andre di Louis Malle e del video Akropolis

    Conferenza di Luisa Tinti
    «Il Principe costante» di Jerzy Grotowski: uno spettacolo emblema della ricerca teatrale contemporanea
    30 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
    ore 17: proiezione dei video Principe Costante. Ricostruzione e Training al teatro-laboratorio di Wroclaw/Training at the Teatr Laboratorium in Wroclaw

    Conferenza di Zbigniew Osinski
    L’opera di Jerzy Grotowski come «oggetto di ricerca»
    traduzione di Marina Fabbri
    3 febbraio • ore 15 • Laboratori DMS
    ore 17: proiezione del video Acting Therapy

    #ActingTherapy #Akropolis #annoGrotowskiano #art #arte #DamsLab #DamsLabAuditorium #disgiunzioneFraTeatroESpettacolo #GeorgesBanu #Grotowski #GrotowskiInstituteOfWroclaw #IlPrincipeCostante #IlTeatrLaboratoriumDiJerzyGrotowski #ilTeatroComeVeicolo #JerzyGrotowski #LaboratoriDMS #LouisMalle #LudwikFlaszen #LuisaTinti #MarcoDeMarinis #MarinaFabbri #MyDinnerWithAndre #NicolaPianzola #ObjectiveDrama #PerUnTeatroPovero #rivoluzioneTeatrale #TeatrLaboratorium #TeatrLaboratoriumDiOpole #teatro #teatroContemporaneo #TeatroLaboratorio #TeatroPovero #teatroLaboratorioDiWroclaw #teoria #teoriaDelTeatro #training #ZbigniewOsinski

  6. 𝗔𝘀𝗰𝗲𝗻𝘀𝗲𝘂𝗿 𝗽𝗼𝘂𝗿 𝗹’𝗲́𝗰𝗵𝗮𝗳𝗮𝘂𝗱 - 𝗠𝗶𝗹𝗲𝘀 𝗗𝗮𝘃𝗶𝘀 - 𝟭𝟵𝟱𝟴

    friendica.world/display/84b6ef

  7. Ina - 1957 : Miles Davis improvise la musique de "Ascenseur pour l'échafaud"

    ina.fr/ina-eclaire-actu/1957-m

    #MilesDavis (tp), #BarneyWilen (ts), #RenéUrtreger (p), #PierreMichelot (b), #KennyClarke (dr)

    Dans la nuit du 4 au 5 décembre 1957, ce quintette entre dans la légende en enregistrant une bande originale révolutionnaire.
    On the night of December 4-5, 1957, this quintet entered into legend by recording a revolutionary soundtrack.

    #jazz #ina #LouisMalle

  8. 3 things about Louis Malle’s MY DINNER WITH ANDRE [1981]

    1. “We’re having a lovely, comfortable time with our electric blankets and our chicken, and meanwhile we’re starving, because we’re so cut off from contact with reality that we’re not getting any real sustenance.”
    2. The man in the fortune cookie factory.
    3. Each building triggers a memory.

    #3things #movies #cinema #newyork #louismalle #wallaceshawn #andrewgregory #cinema

  9. Le Feu follet, Louis Malle, 1963, d’après Drieu la Rochelle.

    Ça commence fort, Le Feu follet, non ? J’ai le fichier depuis belle lurette, et je ne l’ai jamais vu. J’ai isolé les 3 premières minutes pour vous.

    « Il n’y a pas de rapport sexuel » comme dit l’autre… 🙂

    #cinéma #LeFeuFollet #LouisMalle #extrait

  10. In piena #NouvelleVogue #LouisMalle porta sul grande schermo il geniale romanzo di #RaymondQueneau #zazienelmetroZazie sceneggiandolo insieme a #JeanPaulRappeneau (che nel 1990 dirigerà lo splendido #cyranodeBergerac con #gerarddepardieu Il risultato è uno spettacolare film visionario che anticipa di decenni nuovi linguaggi e metafore che verranno riprese da fior di registi e cineasti, fra cui #MichelGondry su tutti... #unocinema #unofilm #film #cinema

    valeriotagliaferri.it/?p=2487

  11. Miles Davis - Elevator to the Gallows (Soundtrack)

    Mostly improvised from basic chord structures while watching clips from the film - you can hear the band pushing towards Milestones & Kind of Blue…

    Excellent sounding reproduction of the original Fontana 10” LP released in Europe.

    #nowplaying #jazz #vinyl #milesdavis #louismalle

  12. A light #FilmDinner tonight (foodwise; don't know about the #film yet). #NowWatching #LouisMalle's Ascenseur pour l'échafaud [Elevator to the Gallows] (1958). #jazz #MilesDavis #cinemastodon #JeanneMoreau #filmastodon #filmnoir

  13. Notre recension de l'ouvrage dirigé par Philippe Met, "Louis Malle dans tous ses états", paru aux Impressions nouvelles

    Électron libre de la Nouvelle Vague, longtemps négligé par la critique, Louis Malle est mis à l’honneur dans un ouvrage collectif ambitieux qui varie les focales pour replacer l’œuvre du cinéaste au sein de contextes multiples et en souligner la profonde cohérence.

    par Philippe De Vita #cinema #NouvelleVague #LouisMalle

    👉 laviedesidees.fr/Philippe-Met-

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