Mi sono svegliato da un brutto sogno.
In pratica Italpizza, per ripulire la propria immagine pubblica dal packaging di dubbio gusto con la faccia di Luca Toni e per farsi perdonare le mazzate date ai lavoratori Italpizza che scioperavano, tentava una operazione di #pinkwashing e lanciava una nuova confezione per il #pridemonth, sempre con Luca Toni come testimonial ma con la scritta Cula Toni.
Il tentativo di restyling, che passava con entusiasmo il controllo qualità del reparto marketing, passava invece inosservato dalle potenziali proteste della #lobbylgbt (lessico non mio) i cui membri non erano già interessati a consumare Italpizza, e veniva notato con sdegno dai clienti più religiosi che si dividevano in due schieramenti: chi evitava accuratamente di comprare il prodotto e chi invece lo comprava ma solo se poteva pagarlo alle casse automatiche.