‘Plano de paz’ de Gaza tem bombas diárias 3 anos após início da guerra
#israelepalestina — Public Fediverse posts
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La posizione di Volt Europa non è cambiata: le condanne, da sole, non bastano a fermare l’espansione degli insediamenti dei coloni.
Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali secondo il diritto internazionale, e il progetto E1 aggraverebbe ulteriormente la frammentazione del territorio palestinese, separando comunità e rendendo ancora più difficile la nascita di uno Stato palestinese realmente praticabile.
Per Volt Europa non ha senso denunciare queste violazioni e poi lasciare intatti i rapporti politici ed economici con Israele: continuiamo a chiedere la sospensione dell’Accordo di associazione UE-Israele e il blocco del commercio dei prodotti provenienti dagli insediamenti illegali.
Dodici Paesi hanno annunciato di voler introdurre o sostenere restrizioni al commercio con gli insediamenti: l’Italia, ancora una volta, non c’è.
Ma alle condanne devono seguire misure concrete: è per questo che chiediamo all’Unione europea di usare davvero gli strumenti politici ed economici che ha a disposizione, invece di continuare a limitarsi alle dichiarazioni.
#Cisgiordania #Palestina #DirittoInternazionale #Insediamenti #IsraelePalestina #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Leia a íntegra do discurso de Lula na Assembleia Geral da ONU
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CW: Gaza, Israele, teatro civile
«Gaza e Israele sono lo specchio di due visioni del mondo.» Giulio Cavalli, da un'intervista a Ravenna&Dintorni (Ernesto Moia, 31/8/2026).
Per il tuo circolo, la tua biblioteca, la tua scuola o il tuo comune: scrivi qui sotto la tua città, ti rispondo io. Oppure segnalalo qui: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdOcTR824p1pLkNnYQ7hIrpl-bOD6n-WiBFISIqbCuLhA5oNg/viewform
#TeatroCivile #GiulioCavalli #Gaza #IsraelePalestina -
Mentre una parte crescente dell’Europa passa dalle condanne alle misure concrete contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania occupata, l’Italia sceglie di non schierarsi. Meloni sceglie... di non scegliere.
Ma sul diritto internazionale l’ambiguità è già una scelta: se il Governo afferma di voler difendere la soluzione a due Stati, si unisca ai Paesi che stanno imponendo o sostenendo restrizioni contro gli insediamenti.
Le parole non bastano più.#Cisgiordania #Palestina #DirittoInternazionale #IsraelePalestina #MedioOriente #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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CW: Palestina, teatro civile
Come siamo arrivati fino a qui? è la lezione spettacolo con cui Giulio Cavalli ricostruisce la storia di Israele e Palestina, l'occupazione e la propaganda che la accompagna. Un'ora di teatro documentato, costi tecnici bassi, adatta anche a spazi non attrezzati. Disponibile da subito per la stagione 2026/2027. Scrivimi in DM per le date.
#TeatroCivile #IsraelePalestina #GiulioCavalli -
https://www.ilpost.it/2026/04/29/global-sumud-flotilla-intercettata-imbarcazioni-militari-israeliane-in-acque-internazionali/ il diritto internazionale a senso unico di Israel Katz
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Il piano di pace Don-Bibi decreta di fatto la fine della legittima aspettativa dei Palestinesi ad avere un proprio Stato, in cui essere cittadini pienamente.
Riposto ciò che avevo scritto ad agosto, perché in conclusione resta valido.
Allego anche l'articolo del Manifesto sull'ipocrita piano di pace del sempreverde colonialismo occidentale
https://ilmanifesto.it/gaza-il-piano-ultimatum-di-trump-chi-approva-che-cosa?t=hbrm17IRz8bUTCdUXNEWPLa fine dei due Stati.
Quale fosse la direzione presa da Netanyahu e quale l'obiettivo era assai probabilmente chiaro alla diplomazia Internazionale già nelle prime settimane successive al 7 ottobre 2023. Ed è assai possibile che ne fossero messi a conoscenza i Governi occidentali. Ma tacquero colpevolmente.
Eppure da anni, forse decenni, doveva apparire evidente che si stava preparando un piano per sottomettere i Palestinesi ed occupare i loro territori.
Israele si è lentamente scientemente preparato il terreno. Bisognava innanzi tutto fiaccare ogni velleità di resistenza popolare, dignità ed orgoglio dovevano essere ridotti a nulla nelle persone. Restrizioni, apartheid, muri divieti dovevano servire a indebolire a tal punto animi e coscienze da rendere impensabile una sollevazione popolare, una qualche nuova intifada.
Gli ultimi dieci anni sono stati una capillare intenzionale preparazione del colpo finale. La destra sionista al Governo israeliano lo ha meticolosamente organizzato.
Una volta fiaccati gli animi, bisognava procedere all'occupazione di Gaza, senza dare il tempo ad una resistenza palestinese di organizzarsi.
I bombardamenti a tappeto di scuole ospedali moschee infrastrutture rasando a zero i territori hanno reso impossibile di fatto alla popolazione di nascondersi e reagire. Già fiaccati negli animi è stato un lavoro facile per Israele. I bombardamenti senza tregua hanno spinto le persone a fuggire e cercare rifugio in luoghi di Gaza meno insicuri. Due anni e mezzo scappando da un luogo all'altro senza più alcun tessuto produttivo agricolo ed industriale. Senza corrente senza acqua e senza la forza e il tempo di reagire.
Se davvero ci sono le decine di km di sotterranei, come va dicendo Israele, come mai la gente comune non li ha usati per una qualche forma di resistenza? Non parlo di terroristi armati, ma di popolo che, come i partigiani, si organizza e raccoglie le forze contro l'invasore. Ma quelle energie non ci sono. Israele aveva già provveduto a prosciugarle.
Ora è il momento del colpo finale, serve il casus belli.
Sappiamo quale è stato.
I Carri di Gedeone sono pronti ad entrare in azione, non appena ultimata la prima fase della distruzione. Il progetto del Grande Israele che nessun Israeliano, sia esso estremista moderato o riformista, si sente di non carezzare è dietro l'angolo di detriti e macerie di Gaza City. -
La fine dei due Stati.
Quale fosse la direzione presa da Netanyahu e quale l'obiettivo era assai probabilmente chiaro alla diplomazia Internazionale già nelle prime settimane successive al 7 ottobre 2023. Ed è assai possibile che ne fossero messi a conoscenza i Governi occidentali. Ma tacquero colpevolmente.
Eppure da anni, forse decenni, doveva apparire evidente che si stava preparando un piano per sottomettere i Palestinesi ed occupare i loro territori.
Israele si è lentamente scientemente preparato il terreno. Bisognava innanzi tutto fiaccare ogni velleità di resistenza popolare, dignità ed orgoglio dovevano essere ridotti a nulla nelle persone. Restrizioni, apartheid, muri divieti dovevano servire a indebolire a tal punto animi e coscienze da rendere impensabile una sollevazione popolare, una qualche nuova intifada.
Gli ultimi dieci anni sono stati una capillare intenzionale preparazione del colpo finale. La destra sionista al Governo israeliano lo ha meticolosamente organizzato.
Una volta fiaccati gli animi, bisognava procedere all'occupazione di Gaza, senza dare il tempo ad una resistenza palestinese di organizzarsi.
I bombardamenti a tappeto di scuole ospedali moschee infrastrutture rasando a zero i territori hanno reso impossibile di fatto alla popolazione di nascondersi e reagire. Già fiaccati negli animi è stato un lavoro facile per Israele. I bombardamenti senza tregua hanno spinto le persone a fuggire e cercare rifugio in luoghi di Gaza meno insicuri. Due anni e mezzo scappando da un luogo all'altro senza più alcun tessuto produttivo agricolo ed industriale. Senza corrente senza acqua e senza la forza e il tempo di reagire.
Se davvero ci sono le decine di km di sotterranei, come va dicendo Israele, come mai la gente comune non li ha usati per una qualche forma di resistenza? Non parlo di terroristi armati, ma di popolo che, come i partigiani, si organizza e raccoglie le forze contro l'invasore. Ma quelle energie non ci sono. Israele aveva già provveduto a prosciugarle.
Ora è il momento del colpo finale, serve il casus belli.
Sappiamo quale è stato.
I Carri di Gedeone sono pronti ad entrare in azione, non appena ultimata la prima fase della distruzione. Il progetto del Grande Israele che nessun Israeliano, sia esso estremista moderato o riformista, si sente di non carezzare è dietro l'angolo di detriti e macerie di Gaza City. -
Gli interventi di Guterres (ONU), il Papa e UE contro le azioni di israele, vengono ascoltate come un calciatore ascolta le indicazioni di un tifoso di calcio che segue la partita in tv
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https://proxigram.lunar.icu/p/C6a9fuGKaXZ I giornalisti italiani oggigiorno parlano spesso di «Gaza City». Si tratta però d'un anglicismo immotivato: ne ragioniamo nella scheda di oggi.https://sites.google.com/view/associazioneperlitaliano/raccomandazioni/schede-brevi/gaza-city-forma-sconsigliabile#raccomandazioneapi #raccoapi #italianocorretto #gaza #gazacity #cittàdigaza #israelepalestina #guerraagaza #terrasanta #traduzione #anglicismi