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#immaginazione — Public Fediverse posts

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  1. Wish Parade 2026. Per non arrendersi alla distopia
    Il 27 giugno 2026, durante un’ondata di caldo estremo diventato ormai quotidiano, migliaia di persone hanno attraversato il centro di Firenze. Occupando le strade da cui siamo espuls3 e riappropriandoci di quei luoghi cannibalizzati da lusso e dec
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #FirenzeEDintorni #AcquaBeneComune #autogestione #cura #diritti #immaginazione #WishParade2026

  2. II° – Che cos’è la fantascienza?

    rizomatica.noblogs.org/2026/02

    Il testo analizza la fantascienza come dispositivo culturale nel senso foucaultiano, capace di intrecciare potere, sapere e immaginario collettivo. Riprendendo Caronia, Foucault e Deleuze, la fantasc

    #Rizoma #Varie #AHIDA #Burroughs #caronia #controllo #deleuze #dick #distopie #fantascienza #Foucault #GuidoCarboni #immaginazione #letteratura #narrazione #persuasione #zemrude

  3. Perché chiamare Atreju una kermesse politica è un’appropriazione sbagliata (e offensiva)

    C’è qualcosa che stona, e non poco, nel chiamare Atreju una manifestazione politica. Non perché la politica non possa usare simboli, ma perché non tutti i simboli sono neutri, e soprattutto non tutti si prestano a essere piegati senza perdere senso.

    Atreju non è un nome qualunque. Non è un contenitore vuoto. È un personaggio letterario preciso, nato in un libro che mette in scena una logica molto diversa da quella di un evento politico identitario.

    Atreju non è una bandiera

    Nel romanzo La storia infinita di Michael Ende, Atreju non è un leader carismatico, non è un capo, non è un simbolo da sventolare. È un bambino. Un orfano. Un incaricato.

    Atreju non guida masse, porta un compito. Non costruisce un “noi contro loro”, attraversa Fantàsia parlando con tutti. Non vince con la forza, sopravvive grazie all’ascolto, alla lealtà e al limite.

    Il suo eroismo è silenzioso, spesso solitario, e soprattutto non identitario. Atreju non rappresenta un popolo contro un altro, ma una responsabilità verso un mondo intero, anche quando quel mondo non lo ringrazia.

    Usare il suo nome come etichetta politica significa trasformare un personaggio etico in un marchio. Ed è già qui che qualcosa si rompe.

    Il Nulla non è “il nemico”

    Nel libro, il Nulla non è un avversario ideologico. Non è “qualcuno”. È una perdita di senso, una rinuncia alla complessità, all’immaginazione, al dialogo.

    Il Nulla avanza quando:

    • le storie vengono semplificate,
    • le parole diventano slogan,
    • il mondo viene ridotto a buoni e cattivi.

    La storia infinita mette in guardia proprio contro la tentazione di usare le narrazioni come strumenti di potere. Bastiano lo impara nel modo più duro possibile: quando usi la fantasia per dominare, perdi te stesso.

    Eppure, il nome Atreju viene oggi usato come se fosse un grido di battaglia. Come se indicasse “da che parte stare”. È una lettura non solo superficiale, ma in aperto contrasto con il testo.

    Michael Ende non scriveva per dividere

    Su Michael Ende conviene essere precisi: non abbiamo bisogno di mettergli in bocca frasi “definitive”. Nelle sue interviste e riflessioni, Ende respinge l’idea di una fantasia ridotta a propaganda o a etichetta di schieramento, ma allo stesso tempo non presenta Fantàsia come un luogo “neutro” o senza implicazioni: è un immaginario che parla di responsabilità, senso e libertà interiore. Il punto, quindi, non è che l’opera sia “apolitica”, ma che non nasce per essere usata come strumento di parte.

    Non è un caso che chi gestisce oggi la sua eredità culturale abbia preso posizione: le opere di Ende non sono nate per essere strumenti politici. Non perché la politica sia “brutta”, ma perché quel tipo di immaginario serve a unire, non a marcare confini.

    Questa posizione è esplicitata in una dichiarazione ufficiale dei titolari dei diritti di Michael Ende, pubblicata sul sito ufficiale dell’autore: https://short.staipa.it/cu2cj

    Nel comunicato si afferma chiaramente che le opere di Ende sono “luoghi di libertà interiore, gioco e immaginazione” e non strumenti di identificazione politica, e che l’uso politico del nome Atreju è ritenuto inappropriato e contrario allo spirito dell’autore.

    Quando un’opera nasce per tenere insieme mondi diversi, usarla per rappresentarne uno solo è una forzatura. E una mancanza di rispetto.

    Offensivo per chi ama davvero quel libro

    C’è poi un altro livello, forse il più importante. Chi ha amato La storia infinita non ha amato Atreju perché “combatte un nemico”, ma perché resta umano mentre tutto intorno si svuota.

    Vedere quel nome trasformato in un’etichetta politica è come vedere un personaggio d’infanzia sottratto e riassemblato per uno scopo che non gli appartiene. Non è censura dirlo. È onestà culturale.

    Non tutto ciò che è pop è automaticamente disponibile. Alcune storie chiedono rispetto. Atreju è una di queste.

    Un elenco di contraddizioni (letterarie, non da tribunale)

    Qui non si tratta di fare accuse o processi alle intenzioni di nessuno. Si tratta di guardare la distanza tra ciò che il romanzo mette in scena e ciò che una kermesse di partito, per definizione, tende a rappresentare.

    • Atreju è “figlio di molti”: nel libro è un orfano cresciuto dalla comunità. È un simbolo di cura collettiva, non di pedigree o “famiglia modello”. Usarlo dentro una narrazione che spinge spesso l’idea di famiglia naturale come standard unico suona quantomeno stridente.
    • Fantàsia è un mondo di differenze: è piena di creature, popoli, linguaggi e forme di vita diversissime, che convivono. Se una politica insiste su identità rigide e confini culturali netti, la scelta del nome sembra il contrario di ciò che il libro celebra.
    • L’eroe non è il capo: Atreju non è un leader che arringa, non “brandizza” sé stesso. È l’opposto della personalizzazione. Una manifestazione politica, invece, vive spesso di centralità del leader e di storytelling identitario.
    • Il Nulla non è “il nemico di turno”: nel romanzo non è una fazione, non è un bersaglio. È la perdita di senso e immaginazione quando tutto diventa slogan. Ecco perché usare Atreju come marchio per un evento in cui lo slogan è inevitabile è una contraddizione evidente.
    • Il romanzo diffida del potere narrativo: La storia infinita mostra come le storie possano sedurre, deformare e farci perdere la bussola. Bastiano è l’avvertimento vivente. Una kermesse politica è, per natura, un laboratorio di narrazione. Chiamarlo Atreju è come mettere un cartello “Attenti al fuoco” sopra un barbecue acceso.
    • Inclusione vs appartenenza: il libro tende a tenere insieme mondi diversi; un evento di partito tende a rafforzare un’appartenenza specifica. Non è “il male”, è la sua funzione. Ma allora chiamarlo Atreju non è omaggio: è appropriazione.

    Il punto è questo: non stiamo dicendo che la politica non possa citare la cultura pop. Stiamo dicendo che qui la citazione non rispetta l’opera: la usa come scenografia, non come significato.

    In conclusione

    Chiamare Atreju una manifestazione politica è incoerente con il personaggio, contraria allo spirito dell’autore e frustrante per chi quel libro lo ha davvero letto, capito e amato.

    La fantasia non è un serbatoio da cui attingere slogan. È un territorio fragile. E Atreju, se potesse parlare, probabilmente non sceglierebbe una parte. Sceglierebbe, ancora una volta, di portare un compito.

    #appropriazioneCulturale #Atreju #culturaPop #immaginazione #LaStoriaInfinita #letteratura #Libri #MichaelEnde #Narrazione #PensieroCritico #politicaECultura #usoConsapevole

  4. 24 luglio, roma: “contro la letteratura borghese”

    Un ragionamento sulla letteratura, l’immaginazione, la politica a partire dalle scritture di genere, weird, perturbanti, non consolatorie. Con Antonio Francesco Perozzi, Claudio Kulesko, Stefano Tevini, Eleonora Capparella, Emmanuele Jonathan Pilia, D Editore. Libreria Sinestetica, h. 21, giovedì 24 luglio.

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    #AntonioFrancescoPerozzi #ClaudioKulesko #DEditore #EleonoraCapparella #EmmanueleJonathanPilia #immaginazione #letteratura #LibreriaSinestetica #politica #ragionamento #scrittureDiGenere #scrittureNonConsolatorie #scritturePerturbanti #StefanoTevini #weird

  5. cliccare per ingrandire

    ROOTS§ROUTES _ research on visual cultures

    CALL FOR PROPOSALS:
    § FARE MONDI
    Tra ricerca e fabulazione
    (gen.-apr. 2025)

    a cura di Anna Chiara Cimoli e Alessandro Tollari

    invio abstract entro il 5 novembre 2024

     

    La call di questo numero di roots§routes magazine invita contributi sul tema dell’intersezione, della frizione, del dialogo fra ricerca e fabulazione, con particolare riferimento a:

    _il contributo dell’immaginazione artistica alla ricerca scientifica

    _la possibilità di traslazione e osmosi dei metodi creativi fra diverse discipline

    _l’analisi di casi di studio che esplorino le possibilità di “forzatura” del sapere accademico, sia nei contenuti che nella loro traduzione formale (hacking, embodiment, pratiche di disseminazione radicale…)

    _sperimentazioni linguistiche e transcodificazioni nel campo della scrittura accademica

    _le questioni etiche che il ricorso alla finzionalità speculativa pone rispetto alla ricerca scientifica

    _le rifrazioni provenienti dalla sperimentazione in ambito digitale e dei game studies, con riferimento al worlding

    _i nuovi codici, linguaggi e mitografie della ricerca scientifica e culturale nel XXI secolo

    _la ricerca tramite la prassi didattica sperimentale in contesti formali e non-formali

    _la ricerca sul caso, l’inatteso e l’aleatorio

    _ i ruoli del pensiero analogico e della metafora, della dimensione onirica e inconscia nella produzione di conoscenza

    _pratiche ucroniche/utopiche/eterotopiche in prospettiva minoritaria

    _pratiche artistiche che generano fiction critiche dell’immaginario del mondo accademico ed educativo

    _ riflessioni teoriche e pratiche intorno ai future studies e ai possibility studies

    _e tutte le altre possibilità che non siamo stat* in grado di immaginare.

    Leggi la declinazione tematica integrale del nuovo numero su….

    https://www.roots-routes.org/call-for-proposal/

    in English:

    https://www.roots-routes.org/english-call-for-proposal/

    https://slowforward.net/2024/10/07/roots-routes-cfp-fare-mondi-ricerca-fabulazione/

    #000000 #accademia #aleatorio #AlessandroTollari #AnnaChiaraCimoli #call #callForPapers #callForProposals #Caos #caso #cfp #disseminazione #educazione #embodiment #eterotopia #eterotopie #fabulazione #fareMondi #ff0000 #fiction #fictionCritiche #forzatura #futureStudies #gameStudies #hacking #immaginario #immaginazione #inconscio #metafora #mondoAccademico #mondoEducativo #onirismo #pensieroAnalogico #possibilityStudies #praticheArtistiche #produzioneDiConoscenza #ricerca #ricercaScientifica #rootsRoutes #rootsRoutes #rootsRoutesMagazine #scienza #scritturaAccademica #sogno #traRicercaEFabulazione #ucronia #ucronie #utopia #utopie #worlding

  6. @damian «L'esercizio dell'#immaginazione è pericoloso per chi trae profitto da come stanno le cose, perché ha il potere di mostrare che come le cose stanno non è definitivo, né universale, né necessario»

    di Ursula K. #LeGuin
    da Una #guerra senza fine

    Tutto il testo (originale) è reperibile in rete: versobooks.com/en-gb/blogs/new

  7. La mente umana fatica sempre di più a distinguere tra ciò che è reale e ciò che è finzione, secondo lo studio dell'University College London: e nei prossimi anni ci aspetta una valanga di stimoli artificiali.

    #realtà #immaginazione #cervello #futuro #ai

    futuroprossimo.it/2023/04/real

  8. Soggiogata dal fenomeno della pareidolia vedo un puttino che fa gli sberleffi. E voi cosa vedete nella forma delle nuvole?
    #photography #fotografia #cielo #nuvole #immaginazione

  9. Il #primo movimento dell'#Uomo che cerca la #Via deve essere quello di spezzare l'#immagine abituale che ha di #séstesso.

    Soltanto allora egli potrà cominciare a dire #Io, quando alla parola #magica corrisponda l'#immaginazione interiore di un sentirsi senza limiti di #spazio, di #età e di #potenza.

    Gli #Uomini devono raggiungere il senso della #realtà di sé stessi.

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