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#garanteprivacy — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #garanteprivacy, aggregated by home.social.

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  1. Il #GarantePrivacy garantisce troppo e viola il #GDPR

    Il TAR ha stabilito che il Garante si è macchiato di inosservanza del principio di proporzionalità e trasparenza

    garantepiracy.it/blog/garant-i

    @privacypride

  2. Cartella clinica gratuita: cosa dice davvero il GDPR (e cosa no)


    Quante volte, da Direttore di struttura, mi sono trovato a firmare o a controfirmare risposte a richieste di copia della cartella clinica. È un gesto amministrativo talmente consolidato da sembrare quasi automatico. Eppure il quadro giuridico europeo, negli ultimi tre anni, si è mosso in una direzione che molte strutture sanitarie italiane — la mia inclusa, fino a quando non si aggiorneranno le procedure — non hanno ancora recepito: la prima copia dei propri dati sanitari, quando richiesta come esercizio del diritto di accesso previsto dal GDPR, deve essere gratuita.

    La sentenza che ha cambiato le carte in tavola: CGUE, causa C-307/22

    Il punto di svolta è la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Prima Sezione, del 26 ottobre 2023 nella causa C-307/22 (FT contro DW). Il caso, nato in Germania, riguardava un paziente che sospettava un errore odontoiatrico e aveva chiesto al proprio dentista una copia della cartella clinica per valutare un’eventuale azione di responsabilità professionale. Il professionista si era rifiutato di consegnarla gratuitamente, invocando il diritto civile tedesco (§ 630g BGB), che pone a carico del paziente i costi di riproduzione. Investita della questione dal Bundesgerichtshof, la Corte di Lussemburgo ha dichiarato quella normativa nazionale incompatibile con il combinato disposto degli articoli 12, paragrafo 5, e 15, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR): la prima copia dei dati personali oggetto di richiesta di accesso deve essere fornita senza alcun costo, e una normativa nazionale che tuteli gli interessi economici del professionista sanitario ponendo tali spese a carico del paziente svuota di effetto utile il diritto di accesso.

    Un secondo principio della sentenza, altrettanto rilevante, riguarda la motivazione della richiesta: il paziente non deve spiegare perché desidera la copia. Il considerando 63 del GDPR, che nella sua prima frase lega il diritto di accesso a finalità di consapevolezza e verifica di liceità del trattamento, non può restringere un diritto che il testo normativo degli articoli 12 e 15 non subordina ad alcuna motivazione specifica: i considerando, ricorda la Corte, hanno funzione interpretativa ma non valore normativo vincolante. Che il paziente voglia controllare una diagnosi, chiedere un secondo parere, valutare un’azione di responsabilità sanitaria o semplicemente conservare la propria documentazione, il diritto alla prima copia gratuita resta intatto.

    Il punto che i titoli di giornale spesso semplificano: gratuità di cosa, esattamente?

    È qui che, da lettore attento più che da giurista, invito alla cautela rispetto a una lettura troppo estensiva della sentenza, quella secondo cui “la cartella clinica è sempre e comunque gratuita”. Le FAQ pubblicate dal Garante per la protezione dei dati personali nel dicembre 2024, proprio per rispondere ai reclami successivi alla sentenza CGUE, introducono una distinzione tecnica che merita di essere conosciuta da chi lavora in sanità: la richiesta presentata ai sensi dell’articolo 15 del GDPR dà diritto a ottenere gratuitamente la prima copia dei dati personali oggetto di trattamento, non necessariamente la copia integrale di tutti i documenti contenuti nella cartella clinica.

    La struttura sanitaria, titolare del trattamento, deve valutare caso per caso se la copia integrale della documentazione sia necessaria per garantire l’esattezza, la completezza e l’intelligibilità dei dati richiesti — e quando lo è, come avviene nella maggior parte delle richieste concrete relative a un ricovero, la copia integrale va fornita gratuitamente, esattamente come ha stabilito la Corte di Giustizia. In sostanza, il principio di gratuità copre saldamente il caso più comune, quello del paziente che chiede la cartella relativa a un proprio ricovero per conoscerne il contenuto clinico completo; resta invece un margine di valutazione tecnica, in capo al titolare del trattamento, per le richieste generiche o parziali, in cui le Linee guida 1/2022 dell’European Data Protection Board (EDPB) sul diritto di accesso raccomandano di chiedere all’interessato di precisare l’oggetto della domanda.

    Questa precisazione non contraddice il senso generale della sentenza — anzi, il Garante la richiama esplicitamente come fondamento — ma aiuta a capire perché, sul piano pratico, non tutte le richieste “generiche” di accesso vadano trattate in modo identico, e perché i regolamenti interni delle aziende sanitarie debbano distinguere con chiarezza tra il diritto di accesso ai dati personali ex art. 15 GDPR (di regola gratuito) e il diverso istituto dell’accesso documentale amministrativo ex Legge 241/1990, che segue presupposti e discipline differenti.

    Perché molte strutture continuano a chiedere il pagamento

    Le inchieste giornalistiche più recenti, incluse ricognizioni dirette su ospedali e cliniche da Milano a Palermo, documentano tariffari ancora in vigore che vanno da una decina di euro per il formato digitale fino a 60-100 euro per la copia cartacea spedita a domicilio. Le ragioni di questa persistenza sono in parte organizzative — molte aziende non hanno ancora aggiornato regolamenti interni, modulistica e procedure operative — e in parte dovute alla coesistenza di due discipline nazionali storicamente distinte: da un lato la normativa sanitaria italiana che da decenni prevede tariffe per il rilascio della documentazione clinica a copertura dei costi di riproduzione, dall’altro il diritto di accesso ai dati personali introdotto dal GDPR e ora interpretato in modo vincolante dalla Corte di Giustizia. Anche la Corte dei Conti, in una recente istruttoria sulla Regione Piemonte, ha rilevato una marcata disomogeneità applicativa tra le diverse Aziende Sanitarie, con una sola struttura risultata pienamente allineata alla sentenza CGUE, e ha auspicato un adeguamento generalizzato.

    Come esercitare concretamente il diritto

    Per chi si trova nella situazione di dover richiedere la propria documentazione sanitaria, la procedura indicata dalle fonti giuridiche è semplice e non richiede assistenza legale:

    1. inviare una richiesta scritta al titolare del trattamento (ospedale, ASL, clinica privata, medico di medicina generale), anche tramite PEC o raccomandata;
    2. richiamare espressamente l’articolo 15 del Regolamento (UE) 2016/679, l’articolo 12, paragrafo 5, e la sentenza della Corte di Giustizia UE del 26 ottobre 2023 (causa C-307/22);
    3. specificare, se la richiesta riguarda un episodio di ricovero definito, che si tratta della prima richiesta di accesso ai propri dati personali relativi a tale episodio;
    4. attendere la risposta, dovuta di regola entro trenta giorni secondo quanto confermato dal Garante Privacy;
    5. in caso di diniego o di richiesta di pagamento non giustificata, presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali oppure rivolgersi all’autorità giudiziaria ordinaria; chi ha già pagato importi non dovuti può inoltre valutare la richiesta di rimborso.

    Va ricordato, infine, che il principio di gratuità non è assoluto: l’articolo 12, paragrafo 5, del GDPR consente al titolare di chiedere un contributo spese ragionevole, o di rifiutare la richiesta, quando questa sia manifestamente infondata o eccessiva — ad esempio per il suo carattere ripetitivo — con onere della prova a carico della struttura sanitaria. Un costo proporzionato ai costi amministrativi resta inoltre legittimo per le copie ulteriori rispetto alla prima.

    Commento editoriale

    Guardo a questa vicenda da due prospettive che convivono nella mia esperienza professionale: quella del medico che vede ogni giorno pazienti e familiari alle prese con la burocrazia sanitaria, e quella del Direttore di Struttura Complessa che deve tradurre le sentenze della Corte di Giustizia in procedure operative concrete per il proprio ufficio cartelle cliniche. Dal primo punto di vista, il principio sancito nel 2023 mi pare sacrosanto: la documentazione clinica appartiene, nella sostanza, al paziente prima ancora che all’azienda che la custodisce, ed è lo strumento primario attraverso cui un cittadino può comprendere cosa gli è stato fatto, chiedere un secondo parere, o — se necessario — far valere le proprie ragioni in caso di sospetto errore. Imporre una tariffa, magari significativa, proprio nel momento in cui una persona sta cercando di orientarsi dopo un ricovero complicato, è un ostacolo che il diritto europeo ha fatto bene a rimuovere.

    Dal secondo punto di vista, però, aggiungo una nota di realismo gestionale che vale la pena condividere con i colleghi che ricoprono ruoli di direzione. La sentenza CGUE e le FAQ del Garante non dicono che ogni singola pagina di ogni cartella clinica debba viaggiare gratis in ogni circostanza: dicono che i dati personali, quando la loro copia integrale serve a garantirne esattezza, completezza e intelligibilità — cioè, nella pratica, quasi sempre quando si tratta della cartella di un proprio ricovero — vanno forniti senza costi. È una distinzione tecnica che può sembrare sottile, ma che ha conseguenze organizzative reali: un ufficio cartelle cliniche ben gestito dovrebbe saper distinguere, nella modulistica di accoglienza della richiesta, tra un’istanza di accesso ai dati personali ex art. 15 GDPR — da evadere di norma gratuitamente e nei tempi di legge — e una richiesta di accesso documentale amministrativo ex L. 241/1990, che segue una disciplina diversa. Confondere le due, come segnalato dallo stesso Garante in alcuni casi di reclamo, espone la struttura al rischio di un trattamento scorretto delle istanze, oltre che a un potenziale contenzioso.

    Il suggerimento pratico che mi sento di dare ai colleghi che gestiscono uffici affini al mio è di anticipare il problema, non di subirlo: aggiornare regolamenti interni e tariffari prima che arrivi il reclamo al Garante, formare il personale amministrativo di sportello sulla differenza tra le due tipologie di accesso, e considerare la digitalizzazione della cartella clinica — già in corso in molte strutture, compresa la mia — come lo strumento più efficace per abbattere strutturalmente i costi di riproduzione, rendendo la gratuità della prima copia un adempimento a costo marginale prossimo allo zero anziché un onere economico da ribaltare, più o meno legittimamente, sul paziente.

    Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Prima Sezione. (2023, 26 ottobre). Sentenza nella causa C-307/22, FT contro DW [Copia della cartella medica]. https://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?num=C-307/22

    Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 (GDPR), artt. 12 e 15. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R0679

    Garante per la protezione dei dati personali. (2024, 23 dicembre). FAQ in materia di accesso ai dati della cartella clinica ai sensi dell’art. 15 del GDPR. https://www.garanteprivacy.it/temi/sanita-e-ricerca-scientifica/cartelle-cliniche

    Garau, C. (2026, 4 luglio). Cartella clinica, smetti di pagarla perché è gratis e puoi ottenere anche il rimborso se hai già pagato: ecco come fare. Brocardi.it. https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/cartella-clinica-smetti-pagarla-perche-gratis-puoi-ottenere-anche/7108.html

    Il Fatto Quotidiano. (2026, 24 giugno). Cartella clinica gratis: ospedali che chiedono soldi violano il GDPR e una sentenza Ue. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/24/cartella-clinica-pagamento-contro-norme-ue-come-ottenerla-gratis/8423977/

    Agenda Digitale. (2026, 25 febbraio). Cartella clinica e GDPR: la prima copia è gratis anche in Italia. https://www.agendadigitale.eu/sanita/cartella-clinica-e-gdpr-la-prima-copia-e-gratis-anche-in-italia/

    European Data Protection Board (EDPB). (2023). Linee guida 1/2022 sui diritti degli interessati — Diritto di accesso, versione 2.1. https://www.edpb.europa.eu/system/files/2024-04/edpb_guidelines_202201_data_subject_rights_access_v2_it.pdf

    #amministrazioneOspedaliera #cartellaClinica #CorteDiGiustiziaUE #datiPersonali #direzioneSanitaria #dirittiDelPaziente #dirittoDiAccesso #documentazioneSanitaria #GarantePrivacy #GDPR #medicinaDifensiva #privacy #RegolamentoUE2016679 #responsabilitàMedica #sanità
  3. Il #GarantePrivacy ha approvato lo schema di decreto per adeguare l’Italia all’AI Act

    Polizia: solo riconoscimento facciale ex post e per ricerche mirate.
    No al trattamento automatizzato di dati biometrici in luoghi pubblici senza esigenza specifica.
    No a banche dati ottenute con scraping indiscriminato.

    Il decreto cerca di bilanciare innovazione e diritti fondamentali, ma il Garante chiede integrazioni per evitare raccolte massive preventive.

    #AIAct #Privacy

    s.boostmedia.it/1CDO5Z

  4. Identificazione biometrica: per il #Garanteprivacy, il dlgs sull’uso della #IntelligenzaArtificiale per l’attività di polizia "necessita di alcune integrazioni volte a rafforzare le garanzie rispetto al trattamento dei dati personali"

    Il parere riguarda il decreto legislativo volto ad adeguare la normativa interna alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024 (infra: “regolamento IA”)

    gpdp.it/web/guest/home/docweb/

    @aitech

  5. Marketing: il #GarantePrivacy sanziona #Altroconsumo Edizioni per 280mila euro

    «Anche quando gli utenti decidevano di non confermare la creazione dell’account, dunque di non iscriversi al sito, la società considerava comunque perfezionato il contratto e procedeva all’invio di email promozionali.»

    gpdp.it/home/docweb/-/docweb-d

    @privacypride

  6. Il #Garanteprivacy sanziona #Lusha per 2 milioni di euro. Monitorati e in vendita i dati di un elevato numero di persone

    Il data broker Usa, che fornisce a pagamento informazioni “arricchite” su persone fisiche, ha trattato illecitamente i dati personali di un elevato numero di individui presenti sul territorio italiano

    gpdp.it/home/docweb/-/docweb-d

    @[email protected]

  7. L'EDPB, il Consiglio Europeo dei #GarantePrivacy, ha adottato le linee guida sull’anonimizzazione e quelle sul web scraping nel contesto dell’IA generativa.

    Il Comitato europeo ha inoltre adottato la versione definitiva delle sue linee guida sul trattamento dei dati personali tramite tecnologie blockchain

    edpb.europa.eu/news/edpb-sheds

    @aitech

  8. Cosa ne pensa il #GarantePrivacy del fatto che un parlamentare se ne vada in giro a riprendere minorenni per pubblicarne il video sui social SENZA OSCURARE i loro volti?

    https://x.com/i/status/2063187530346852702

  9. Ray-Ban Meta: vendita libera, ma non fotografatemi mentre passeggio. Il punto sulla privacy in Italia.

    Ray-Ban Meta si comprano liberamente in Italia, ma pubblicare foto e video di sconosciuti senza consenso non è accettabile.

    emanuelegori.uno/ray-ban-meta-

  10. Il Garante Privacy contro i deepfake: blocco immediato delle piattaforme che generano contenuti manipolati da immagini o voci reali

    Dopo il caso che ha coinvolto la Premier Meloni, la richiesta punta a dotarsi di strumenti rapidi per interrompere la diffusione di contenuti illeciti, come gli "spogli virtuali", prima che il danno non sia arginabile

    #Privacy #Deepfake #GarantePrivacy #AI #intelligenzaartificiale

    @privacypride

    s.boostmedia.it/G9Ki2G

  11. Il Garante per la protezione dei dati personali partecipa alla Race for the Cure, l’iniziativa di Komen Italia

    Il 7 e 8 maggio, al Circo Massimo, all’interno del Villaggio della Salute, il #GarantePrivacy sarà presente con uno spazio informativo dedicato al diritto all’oblio oncologico. Sarà un’occasione aperta a tutti per ricevere informazioni e orientamento su come esercitare tale diritto nei confronti di banche, assicurazioni, datori di lavoro e nell’ambito delle procedure di adozione

    @privacypride

    gpdp.it/home/docweb/-/docweb-d…

  12. Garante Privacy boccia il riconoscimento facciale a Linate: Il Garante per la protezione dei dati personali boccia il sistema di riconoscimento facciale utilizzato all’aeroporto di Linate da SEA, confermando la limitazione...
    #GarantePrivacy #datipersonali #riconoscimentofacciale #aeroportoLinate #SEA dlvr.it/TSBpJg

  13. Se avessi soldi da sprecare, scommetterei che Poste Italiane riuscirà a ottenere l'annullamento - o alla peggio un fortissimo sconto - delle sanzioni per 12,5 milioni di € comminate dal Garante della Privacy per aver trattato illecitamente i dati personali di migliaia di clienti BancoPosta e Postepay.

    #PosteItaliane #GarantePrivacy

  14. Perché il Garante Privacy ha multato Poste Italiane e Postepay
    Oltre 12,5 milioni di euro in totale. È l’ammontare complessivo delle due sanzioni inflitte dal Garante Privacy a Poste Italiane (6,62 milioni) e a Postepay (5,88 milioni) per aver trattato illecitamente i dati personali di milioni di utenti. Si è conclusa così l’istruttoria avviata nel 2024 in seguito a numerosi reclami e segnalazioni.

    @sicurezza #PosteItaliane #privacy

    #Garanteprivacy #datipersonali

    punto-informatico.it/garante-p

  15. Il #Garanteprivacy ha dichiarato illecito il trattamento dei dati biometrici dei passeggeri dell’ #aeroporto di #MilanoLinate (riconoscimento facciale “#FaceBoarding”)

    Il sistema veniva utilizzato per consentire l’accesso all’area sterile e l'imbarco al gate dei passeggeri previa registrazione presso appositi chioschi o mediante app e successiva associazione del volto al documento di riconoscimento e alla carta d’imbarco.

    @privacypratica
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  16. "Garante della Privacy tra indagini e scandali, ma i commissari insultano e si tengono le poltrone. Sono di nuovo sotto accusa per l’inchiesta di Report su Meta.
    I commissari sono indagati per peculato e corruzione.
    Ipotesi che il Garante abbia chiuso un occhio di fronte a potenziali irregolarità dell’azienda Ita Airways."

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

    #GarantePrivacy #RAIReport #Report #Privacy #Meta #Italy

  17. Telecamere a scuola, attenzione alla privacy: Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una scuola per l’uso irregolare di un sistema di videosorveglianza che riprendeva aree frequentate...
    #GarantePrivacy #secsolutionforum2026 #BolognaFiere #droni #videosorveglianza dlvr.it/TRbkdN

  18. Occhio alle telecamere non omologate per le revisioni auto: Il Garante privacy ha sanzionato il Comune di Mazara del Vallo per irregolarita’ nel trattamento dei dati legate all’uso di sistemi di videosorveglianza. Il provvedimento...
    #Garanteprivacy #secsolutionforum2026 #BolognaFiere #droni #videosorveglianza dlvr.it/TRW7hC

  19. #GarantePrivacy ad #Amazon: stop alla schedatura dei lavoratori. Raccolte informazioni su patologie, attività sindacali, vita personale e dei familiari

    Il divieto riguarda informazioni raccolte - in modo sistematico, per tutta la durata del rapporto di lavoro e conservate fino a 10 anni dalla sua cessazione - attraverso una piattaforma collegata con il sistema di rilevazione delle presenze, accessibile a numerosi manager.

    gpdp.it/home/docweb/-/docweb-d

    @lavoro

  20. Definire il perimetro d’azione del DPO: Definire correttamente il perimetro d’azione del DPO e’ non solo il presupposto per la sua azione efficace, ma anche un’occasione affinch l’organizzazione...
    #StefanoGazzella #Assoinfluencer #DPO #GarantePrivacy #protezionedati dlvr.it/TR63YS

  21. Newsletter 20/02/26 curata dal Garante Privacy

    Il #GarantePrivacy sanziona eCampus, stop al riconoscimento facciale - Garante privacy a comune di Pescara: no alle body cam della Polizia locale - Dal Garante ok alle Linee guida Agid su accessibilità dei servizi - Garanti Ue, le sfide per una piena attuazione del diritto alla cancellazione - Digital Omnibus, Garanti Ue: semplificare senza ridurre la tutela delle persone

    gpdp.it/web/guest/home/docweb/

    @privacypride

  22. Garante Privacy: definito il piano ispettivo per il primo semestre 2026. Focus su data breach, whistleblowing, telemarketing e AI nelle scuole: Con il provvedimento n. 797 del 30 dicembre 2025, il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato il piano delle attivita’ ispettive per il primo semestre...
    #GarantePrivacy #privacy #intelligenzaartificiale #databreach #whistleblowing dlvr.it/TR3fq3

  23. “La decisione giusta per motivi ingiusti”. Guido Scorza spiega le motivazioni che l'hanno convinto a dimettersi dal collegio del #GarantePrivacy

    Dal caso Ray-ban Meta ai rapporti con il suo studio legale E-Lex, dalle spese contestati ai mesi di fuoco nel collegio: il racconto dell'avvocato che ha fatto un passo indietro dopo lo scandalo che ha colpito l'Autorità

    wired.it/article/guido-scorza-

    @privacypride

  24. Lo EDPB e il #GarantePrivacy europeo (GEPD) sostengono la semplificazione e la competitività, ma sollevano al contempo preoccupazioni fondamentali

    Alcune modifiche proposte al GDPR e all'EUDPR sollevano notevoli preoccupazioni in quanto potrebbero influire negativamente sul livello di protezione di cui godono gli individui, creare incertezza giuridica e rendere più difficile l'applicazione della normativa sulla protezione dei dati.

    edpb.europa.eu/news/news/2026/

    @privacypride

  25. Non servono più hacker esperti per svuotarti il conto. Un nuovo studio del 2026 rivela che chi non sa riconoscere i contenuti generati dall'IA ha il 500% di probabilità in più di essere truffato. In questo video scopriamo:
    o Perché le truffe online sono diventate "perfette".
    o La differenza tra
    @tecnologia
    youtube.com/watch?v=2QPNne3_is8

    #GarantePrivacy #IntelligenzaArtificiale #Deepfake #SicurezzaOnline #IA #SicurezzaInformatica #TruffeOnline #Federprivacy #Tenologia

  26. È arrivata una bella notizia.

    Vi ricordate la multa del #GarantePrivacy a #Report (150mila euro per l’audio su #Sangiuliano)?

    Il Tribunale di Roma oggi l’ha cancellata.

    L’audio è stato ritenuto di interesse pubblico e, inoltre, le indagini del Garante sono state fuori tempo massimo.

    Sangiuliàààh!

  27. Il Garante della Privacy e l'UE hanno dichiarato guerra alle app che usano l'IA per creare nudi falsi (Deepfake). Analizziamo il caso Clothoff e l'indagine su Grok di Elon Musk, ma soprattutto riflettiamo su cosa spinge le persone a usare queste tecnologie inquietanti.
    @tecnologia
    youtube.com/watch?v=5hfI84JnzXw

    #GarantePrivacy #IntelligenzaArtificiale #Deepfake #Grok #SicurezzaOnline

  28. stasera non perdete #ReportRAI3 come tutte le domeniche.
    Grazie #Report e #FattoQuotidiano per le rivelazioni su #GarantePrivacy

    E su #Vannacci, ricordiamo che è stato a capo dell'unità segreta #TaskForce45 in #Afghanistan

  29. «Ho deciso di fare un passo indietro» - Il comunicato di Guido Scorza sulle dimissioni irrevocabili dal #GarantePrivacy

    «Credo si tratti di una decisione giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione anche se, permettetemi di pensarlo, non posso che ritenerla ingiusta nella sostanza e nelle modalità che mi hanno portato ad assumerla.»

    guidoscorza.it/cosedaexgarante/

    @privacypride

  30. Ecco cosa è rimasto dei presidi al servizio della nostra democrazia e dei nostri diritti: le spese dal macellaio per comprare le fettine di filetto

    (o di culo... il nostro culo)

    #garanteprivacy #tristezza

  31. 13 anni dopo la rivelazione dei file di #Snowden in Italia il giornalismo dominante tratta operazioni sinistre e scandali sui #Dati con la stessa trascuratezza.

    E' in questo vuoto di pubblico scrutinio da parte di giornali e media che nasce lo scandalo #GarantePrivacy

  32. L'ultimo TechDispatch esplora le sfide della privacy dei portafogli di identità digitale

    Il #GarantePrivacy europeo (GEPD) ha pubblicato il suo ultimo TechDispatch , una serie di articoli che forniscono analisi dettagliate su nuove tecnologie e tendenze. Questo numero si concentra sui Digital Identity Wallet (DIW) e su come possiamo garantire che rimangano conformi ai principi di protezione dei dati.

    (segui l'account @privacypride per avere gli ultimi aggiornamenti sulla #privacy e la gestione dei dati personali)

    Un DIW consente agli utenti di archiviare in modo sicuro dati di identità e credenziali in un repository digitale, consentendo l'accesso ai servizi sia nel mondo fisico che in quello digitale. Intitolata "Il percorso verso un approccio di protezione dei dati by design e by default", la nuova pubblicazione è una lettura essenziale per decisori politici e professionisti che desiderano garantire che lo sviluppo di DIW, come il futuro Portafoglio Europeo di Identità Digitale (EUDIW) , aderisca ai principi di Privacy by Design e by Default.

    Per saperne di più sulle raccomandazioni del GEPD per un quadro normativo sull'identità digitale sicuro e rispettoso della privacy,

    edps.europa.eu/data-protection…

  33. "La scuola a prova di privacy". Online il vademecum aggiornato del #GarantePrivacy

    È online la versione aggiornata del vademecum “La #scuola a prova di #privacy” che affronta le tematiche connesse al trattamento dei dati personali nelle istituzioni scolastiche, anche alla luce dei nuovi strumenti di intelligenza artificiale

    gpdp.it/garante/document?ID=10

    @privacypride

  34. Il databreach di #Almaviva è un cataclisma. Ecco la bozza di reclamo da inviare al #GarantePrivacy

    La notizia del gigantesco data breach deve far tremare i polsi a tutti, animali compresi, perché a bordo di questo treno ci siamo tutti.

    garantepiracy.it/blog/almaviva

    @privacypride

  35. Possibile databreach sui sistemi di Almaviva (sulla commessa Ferrovie?)

    Presunto #Databreach (2,3 TB) Almaviva S.P.A. .... direi, non bene.
    Magari, il #GarantePrivacy è interessato ad approfondire 🤔

    x.com/sonoclaudio/status/19893

    @informatica

  36. c'è anche un livello più alto nel caso #GarantePrivacy, scoperchiato da #Report e #FattoQuotidiano

    Dal #GarantePrivacy ormai passano i dossier più esplosivi e strategici della nostra economia/politica nazionale/internazionale
    E' il 21esimo secolo:comanda chi controlla i #Dati

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