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#félixguattari — Public Fediverse posts

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  1. "By placing all its components in continuous variation, #music itself becomes a superlinear system, a rhizome instead of a tree, & enters the service of a virtual cosmic continuum of which even holes, silences, ruptures and breaks are a part." - #GillesDeleuze and #FelixGuattari, A Thousand Plateaus

  2. "By placing all its components in continuous variation, #music itself becomes a superlinear system, a rhizome instead of a tree, & enters the service of a virtual cosmic continuum of which even holes, silences, ruptures and breaks are a part." - #GillesDeleuze and #FelixGuattari, A Thousand Plateaus

  3. «La pubblicazione di Mille piani, nel 1980, è da considerarsi un evento del linguaggio e del pensiero, scioccante nel colpire e impercettibile nella sua azione trasformatrice, che ancora oggi continua ad agire sui corpi, individuali e collettivi. Come ogni evento, è dovuto scorrere del tempo – e forse altro ne passerà – perché la densità e la centralità dei temi di quest’opera venissero recepiti in tutta la loro importanza...»

    #filosofia #GillesDeleuze #FelixGuattari

    orthotes.com/prodotto/mille-pi

  4. Stamattina sono andato a prendere con dei buoni regalatimi "Macchine di cattura del desiderio"... poi alla cassa, attendendo le procedure, ho visto "Realismo capitalista" di Fisher e mi sono detto: <<Anche se l'ho già letto tre volte¹, perchè non dovrei tenerne una copia sul comodino?>>.

    ¹La prima volta in digitale, poi l'ho stampato in casa per scriverci sopra.

    #MacchineDesideranti #DeleuzeGuattari #GillesDeleuze #FélixGuattari #MarkFisher #RealismoCapitalista

  5. Until now I had never read this classic booklet from 1989 and it only seems more relevant 37 years later.

    "We need to ward off the entropic rise of the dominant subjectivity by all possible means".

    #FélixGuattari #LesTroisÉcologies #ThreeEcologies #SystemsThatMatter

  6. “ #FélixGuattari appelait de ses vœux une « ère #postMédia » qui reposerait sur des réseaux de proximité décentralisés, sur les nouvelles technologies de communication et sur des agencements subjectifs créatifs. De nouveaux moyens de communication potentialisent les mouvements en établissant des modes de communication qui favorisent l’expression de nouvelles subjectivités et l’émergence de socialités d’un type nouveau.”

    3/3

  7. Au hasard des internets, un article d'y a plus de 20 ans sur des trucs d'y a plus de 40 ans

    shs.cairn.info/revue-multitude

    #FelixGuattari et les agencements #postMédia — L'expérience de “radio Tomate” (1981-1983) et du #minitel 36-15 Alter (1986-1990). Où il est aussi question du “Mouvement des infirmières” (déjà) de 88-90.

  8. Now I tried to understand the #BodyWithoutOrgans term of #Deleuze and #FélixGuattari . So far I guess it's an anti idea of unorganized things. It's just for orientation. A potential and unspecific. This to all who search this term as a hashtag ;-)

  9. :fediverso: Seminario di studio su:
    #Caosmosi di #FélixGuattari

    Se qualcuno volesse collegarsi, l'incontro è ancora aperto al pubblico: unibo.zoom.us/my/federico.chic
    _______
    edit: purtroppo hanno bloccato ora l'accesso per la troppa affluenza, però la stanno registrando: quando verrà pubblicato il seminario, lo segnalerò su questo toot.

  10. "[...] Il movimento ecologista dovrà preoccuparsi, a mio parere, prioritariamente della propria ecologia mentale e sociale."
    (F. Guattari)

    "♻️ Ecologia della mente, ecologia del mondo

    Non si tratta di salvare l’ambiente, ma di disinnescare l’egocentrismo sistemico che lo devasta. [...] Perché l’ecologia non è solo ambientale, è anche, sopratutto, mentale e relazionale. L'Ego-sistema è il risultato di soggettività chiuse, autoreferenziali, tagliate fuori dai flussi vitali dell’altro. Rivedere l'Ego-sistema significa cambiare il modo in cui viviamo le relazioni: aprirci agli altri, prenderci cura di noi stessi e del mondo. In un tempo di crisi, prendersi cura è già un atto di resistenza."
    (Cratere di Poimandres: t.me/crateredipoimandres/497)

    #Ecologia #Ecologismo #resistenza #guattari #felixguattari #caosmosi #climatechange #xr

  11. Falo sobre a relação com as redes sociais e proponho algumas lições que o movimento das Rádios Livres e os movimentos que lutam por terra e território têm a nos ensinar sobre a necessidade de ocuparmos o mundo virtual com a ajuda do fediverso.

    educacaoregenerativa.substack.

    #freeradio #rádioslivres #radioslibres #félixguattari #socialmedia #radioalice #teiadospovos #redessociais #localsocialmedia #tetsuokogawa #mastodon #peertube #pixelfed #redessociaislocais

  12. Félix Guattari :
    - Chaosmose.
    - Lignes de fuite, pour un autre #monde de possibles.
    - Désir et révolution
    - Qu'est-ce que la #philosophie ?
    - Le Portique n° 20 : territoires et devenirs, avec Gilles Deleuze.

    "La pensée ne se constitue que dans ce rapport où elle risque toujours de sombrer."

    #livre #mastolivre #books #bookstodon #felixguattari #GillesDeleuze

  13. Fondazione Baruchello

    Gianfranco Baruchello
    A partire dal dolce | Doux comme saveur

    Inaugurazione venerdì 25 ottobre 2024
    ore 18.00 – 20.00
    26 ottobre 2024 – 10 marzo 2025
    CENTRE POMPIDOU
    Espace des Collections, Niveau 4

    Doux comme saveur, 1979, still da film (nell’immagine Gianfranco Baruchello)

    Venerdì 25 ottobre 2024 alle ore 18.00, in occasione delle iniziative organizzate nell’ambito del centenario della nascita di Gianfranco Baruchello (Livorno 1924 – Roma, 2023), il Centre Pompidou presenta per la prima volta la versione integrale di Doux comme saveur (A partire dal dolce). Progetto multimediale di Gianfranco Baruchello, è costituito da circa 24 ore di interviste condotte, a Parigi (nella casa di Baruchello e in altri luoghi),  dallo stesso artista a filosofi, scrittori e psicoanalisti, tra i quali Noëlle Châtelet, David Cooper, Félix Guattari, Alain Jouffroy, Pierre Klossowski, Gilbert Lascault, Jean-François Lyotard, ed anche a operai immigrati, pasticceri dell’industria dolciaria e responsabili della didattica nei musei. Il film è il risultato di un ampio progetto concepito nel 1978-1979 sul sapore dolce, negli anni della lunga azione Agricola Cornelia S.p.A. (1973-1981), e in particolare su come possa un sapore essere il punto di partenza di ricordi, storie, riflessioni politiche e culturali sul proprio tempo (gli immaginari, gli stereotipi culturali, i sistemi di potere), per arrivare a pensare la morte animale, la putrefazione della carne, proprio come risultati della violenza, del potere culturale e dello sfruttamento della natura.

    L’opera sarà presentata in una installazione su più schermi, insieme a: l’originale del libro in copia unica realizzato da Baruchello, disegni di bambini della scuole elementari, disegni e note manoscritte dell’artista, il film In quarantasette secondi, del 1969. Il libro – risultato dal montaggio di materiali appartenenti ai suoi archivi di lavoro, ritagliati e incollati, e di note manoscritte, secondo un procedimento ricorrente nella sua pratica  – costituì il punto di partenza per una serie di riflessioni con gli intervistati, che si articolarono in assoluta libertà, senza condizionamenti o parametri da rispettare, e che proprio per questo arrivarono a toccare questioni personali, appartenenti alle sfere del sogno, del rimosso, dell’inconscio. Dal “sapore dolce”, che ognuno intese in una maniera personale, la conversazione, condotta da Baruchello con la collaborazione di Alberto Grifi alle riprese, toccò questioni di filosofia, psicoanalisi, arte, industria dolciaria, fino a trattare il “dolce” attraverso il latte animale, la maternità, il corpo, la fiaba, la guerra, la politica, la morte.

    Fu lo stesso Baruchello nel 1979 a descrivere così la sua operazione sul sapore dolce:

    “La scelta di questo film è stata influenzata dalla constatazione personale di assenza di dolce/dolcezza dalla propria vita e dal mondo circostante. Parlarne può essere stata, almeno all’inizio, un’attività non lontana dall’esorcismo. Da quel non chiaro umore iniziale, quella fame, quell’assenza, e dopo molti anni di attenzione al cibo e al rapporto sacro di questo con lo spirito, nasce dunque l’idea che il dolce sia il segno stenografico primordiale di ogni sapore derivante dall’atto di mangiare: latte materno, succo zuccherino del frutto, miele delle api, manna mandata al popolo di Dio nel deserto, ecc. Un itinerario che si complica, devia, si arricchisce dirama attraverso 150 pagine di un oggetto simile a un libro fatto di note, prospetti, disegni foto e fotocopie, ritagli non diversi nell’aspetto da altre precedenti operazioni para-letterarie, extra media da me fatte (per esempio il libro L’altra casa edito da Galilée con prefazione di Jean-François Lyotard questo stesso anno). Il libro, ma si tratta soltanto di fogli di carta sommariamente rilegati, si presta ad essere messo nelle mani di terzi cui chiedere cosa ne pensano sia del libro che, più generalmente, dell’argomento che sembra trattare. I terzi che sono poi un insieme molto difforme di filosofi, scrittori, poeti, pittori, operai, preti, bambini e forse anche, riuscendone a trovare qualcuno disposto a parlarci, uomini politici, militari, poliziotti, direttori di carcere o manicomio”.

    In occasione dell’inaugurazione della mostra, nel Cinéma du Musée du Centre Pompidou (sempre al Niveau 4), sarà proiettato Verifica incerta, film sperimentale del 1964 di Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi, risultato della distruzione e del rimontaggio di circa 150 mila metri di pellicola di 47 film degli anni Cinquanta e Sessanta (per lo più film commerciali americani), acquistati da Baruchello come rifiuti destinati al macero. Il film, già parte della Collezione del Centre Pompidou, venne proiettato per la prima volta a Parigi nel Centro di Postproduzione Poste Parisien nella primavera del 1965, con la partecipazione di Marcel Duchamp, cui era dedicato, davanti a un pubblico d’eccezione, tra cui Max Ernst, Alain Jouffroy e Man Ray. Nel 1966, in occasione della mostra personale di Baruchello presso la Galleria Cordier & Ekstrom a New York, John Cage lo presentò al Solomon R. Guggenheim Museum.

    A proposito del montaggio, operazione concettuale alla base di tutto il suo lavoro, Baruchello, nel 1978, scriveva:

    “Il montaggio è infatti per il mio lavoro, il 60% dell’operazione filmica, e i molti brevi film che ho fatto, avevano un preciso senso parallelo al mio lavoro di pittore. Quest’ultimo consiste in un’operazione ‘multistrato’ che richiede (non diversamente dal meccanismo del pensiero) continue mutazioni, cortocircuiti, sovrapposizioni, ecc.”.

    Questo nuovo allestimento di Doux comme saveur (A partire dal dolce) presso il Centre Pompidou, è stato possibile grazie a Philippe-Alain Michaud, Jonathan Pouthier, in collaborazione con Enrico Camporesi, Carla Subrizi e la Fondazione Baruchello.

    Qui il comunicato stampa

    https://slowforward.net/2024/10/25/baruchello-centre-pompidou-oggi/

    #000000 #APartireDalDolce #AlainJouffroy #CarlaSubrizi #CentrePompidou #CinémaDuMuséeDuCentrePompidou #DavidCooper #DouxCommeSaveur #EnricoCamporesi #FélixGuattari #FondazioneBaruchello #GianfrancoBaruchello #GilbertLascault #intervista #interviste #JeanFrançoisLyotard #JonathanPouthier #NoëlleChâtelet #PhilippeAlainMichaud #PierreKlossowski #progettoMultimediale #video

  14. Replied to a post by Aaron Davis (https://collect.readwriterespond.com/)

    https://en.wikipedia.org/wiki/Videodrome

    I had never seen Videodrome. It felt like a film that leaves many questions. It made me want to dig back into Deleuze and the body without organs.The concept of the body without organs was mainly defined by Deleuze and Guattari in the two volumes of their work Capitalism and Schizophrenia, Anti-Oedipus and A Thousand Plateaus.[11] In both books, the abstract body is defined as a self-regulating process—created by the relation between an abstract machine and a machinic assemblage “Assemblage (philosophy)”)—that maintains itself through processes of homeostasis and simultaneously limits the possible activities of its constituent parts, or organs.[12] The body without organs is the sum total intensive and affective activity of the full potential for the body and its constituent parts.[13]Source: Body Without Organs by Wikipedia

    ᔥ “Jim Groom” in AI106: Long Live the New Flesh | bavatuesdays (01/01/2024 21:36:56)

    I keep running into references of Deleuze lately myself, so it may be time to pull some of his works off the shelf.
    https://hypothes.is/users/chrisaldrich?q=tag%3A%22Gilles+Deleuze%22

    #FélixGuattari #GillesDeleuze

    https://boffosocko.com/2024/01/10/55820769/

  15. Teminou agora há pouco o lançamento da revista Estilhaço, com vários artigos que fazem um balanço do período que termina e lança ideias sobre o que pode se dar no período que se abre. Leia na íntegra os textos da revista aqui: www.estilha%C3%A7o.com.br #fascismo #tetodegastos #racismo #PolíticaBR #Brazil #bolsonarismo #patriarcado #neomalthusianismo #anti-édipo #GillesDeleuze #FelixGuattari #JoãoBernardo
  16. Félix Guattari a Vincennes 1975-1976 – per una semiosi schizo
    Di Gilles Deleuze e Félix Guattari esistono delle registrazioni del loro corso a Vincennes nel 1975-76. In Italia furono trasmesse da Tommaso Ghezzi a Fuori orario in più puntate con i sottotitoli in Italiano. Si trovano in rete su Youtube riunite in u
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #SpecialeGuattari #FélixGuattari #FuoriOrario #semiosischizo

  17. Che cos’è l’ecosofia? intervista e a Felix Guattari
    Il testo è tratto da due interviste realizzate da Emmanuel Videcoq e Jean-Yves Sparel per la rivista Terminal (nn. 54, luglio-agosto 1991, e 56, novembre-dicembre 1991). La seconda è stata ripubblicata su Chimères, e poi ripresa nel volume Qu’
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #SpecialeGuattari #ecologiapolitica #Ecosofia #FélixGuattari #GuattariFadini #macchinico

  18. Ecosofia critica: a partire da Félix Guattari
    In una conversazione dei primi anni ’90, Félix Guattari ritorna sulla sua idea di “ecologia”, a partire dalla definizione di Ernst Haeckel, che la individua come la “scienza delle relazioni degli organismi con il mondo esterno e le loro condizioni di esiste
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #SpecialeGuattari #ecologiapolitica #Ecosofia #FélixGuattari #guattari #specialeGuattari

  19. Félix Guattari: la rivoluzione in tempi non rivoluzionari
    Aspetta primavera Ritratto di un intellettuale e attivista politico rivoluzionario a 30 anni dalla scomparsa. A Parigi un mese di festeggiamenti, e un convegno all’università di Parigi 8, hanno rilanciato l’attualità del suo pens
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #LaCittàinvisibile #ecologiapolitica #Ecosofia #FélixGuattari #Micropolitiques #SuelyRolnik

  20. Caosmosi di Félix Guattari, una recensione atipica
    Per il trentennale dalla morte di Félix guattari.

    Caosmosi è l’ultimo libro di Felix Guattari. Un autore spesso “subordinato” al connubio intellettuale con Deleuze al quale però forniva le istanze derivanti dalla sua pratica esistenziale: la milita
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #SpecialeGuattari #Caosmosi #ecologia #Ecosofia #FélixGuattari #militanza #minorità

  21. Come regolare i paraocchi: la trasversalità oltre Guattari
    Nel trentennale dalla morte di Félix Guattari, con il gentile permesso della casa editrice, pubblichiamo un brano tratto da: a cura di Andrea Ghelfi, Félix Guattari, Quaderni di Testalepre 2017/18, pp. 128, € 13.00. Questa l’Intr
    perunaltracitta.org/homepage/2
    #SpecialeGuattari #AndreaGhelfi #ecologia #Ecosofia #estratti #FélixGuattari #MarcoChecchi

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