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  1. #Cultura 📚| La Academia Sueca reconoció a la autora de “Eros, el dulce-amargo” por su obra “atrevida, audaz e innovadora que, en un diálogo lúdico con la tradición clásica, ha creado nuevas formas para la literatura contemporánea”.

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    #Deseo #Filología #Literatura #Poesía

  2. [r] _ nasce la rivista ‘altriprocedimenti’ – “filologia, critica e teoria del testo contemporaneo”

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    Il titolo scelto per questo nuovo periodico, «altriprocedimenti. filologia, critica e teoria del testo contemporaneo», riecheggia l’insegna di una plaquette di poesie di Nanni Balestrini pubblicata da Scheiwiller nel garbatissimo “quadrato” di Bruno Munari nel 1965 [… ] → https://altriprocedimenti.org/sulla-rivista/

    Direzione, redazione e comitato scientifico: https://altriprocedimenti.org/redazione/

    n. 1, 2025:
    visualizzazione pdf completo:
    https://altriprocedimenti.org/wp-content/uploads/2026/06/AP_1_2025.pdf
    Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 4.0 DEED (Attribuzione – Non
    commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale)

    #altriprocedimenti #CC #CreativeCommons #critica #criticaETeoriaDelTestoContemporaneo #criticaLetteraria #filologia #filologiaCriticaETeoriaDelTestoContemporaneo #italianistica #letteratura #letteraturaItaliana #NanniBalestrini #poesia #poesie #rivista #rivistaAccademica #rivistaDiCritica #SapienzaUniversitàDiRoma #Scheiwiller #scrittureComplesse #teoria #teoriaLetteraria #università #UniversitàLaSapienza
  3. nasce la rivista ‘altriprocedimenti’ – “filologia, critica e teoria del testo contemporaneo”

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    Il titolo scelto per questo nuovo periodico, «altriprocedimenti. filologia, critica e teoria del testo contemporaneo», riecheggia l’insegna di una plaquette di poesie di Nanni Balestrini pubblicata da Scheiwiller nel garbatissimo “quadrato” di Bruno Munari nel 1965 [… ] → https://altriprocedimenti.org/sulla-rivista/

    Direzione, redazione e comitato scientifico: https://altriprocedimenti.org/redazione/

    n. 1, 2025:
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    #altriprocedimenti #CC #CreativeCommons #critica #criticaETeoriaDelTestoContemporaneo #criticaLetteraria #filologia #filologiaCriticaETeoriaDelTestoContemporaneo #italianistica #letteratura #letteraturaItaliana #NanniBalestrini #poesia #poesie #rivista #rivistaAccademica #rivistaDiCritica #SapienzaUniversitàDiRoma #Scheiwiller #scrittureComplesse #teoria #teoriaLetteraria #università #UniversitàLaSapienza
  4. Les explico la situación directamente para evitar confusiones entre quienes me siguen y me leen:

    Mi nombre, Aetherius Eldritch, no guarda ningún tipo de relación con el universo literario de H.P. Lovecraft, el horror cósmico, los mitos de Cthulhu o relatos de terror con tentáculos. Tampoco tengo absolutamente nada que ver con videojuegos, juegos de Rol, cómics o
    ese gremio esotérico contemporáneo denominado "la sociedad Eldritch" o vertientes místicas similares. Quienes siguen de cerca mi trayectoria saben bien que mi enfoque comunicativo se aleja por completo del esoterismo y las temáticas paranormales, basándose en la divulgación cultural desde una perspectiva estrictamente documental y de interés general.

    Si analizamos la etimología real y profunda de Aetherius Eldritch, de
    ambos términos, la cual es sumamente anterior a la ficción del escritor de Providence y a los grupos metafísicos del siglo XX, encontraremos el verdadero significado terrenal y lingüístico de mi alias. La palabra Aetherius proviene directamente del adjetivo latino aetherius, que a su vez deriva del vocablo griego antiguo aitherios, cuyo significado preciso es celestial, perteneciente al firmamento o relativo a la parte más pura y brillante del aire superior que respiran las deidades en la mitología clásica.

    Por otra parte, el término Eldritch es un vocablo de origen angloescocés registrado formalmente desde el siglo XVI, cuyo origen etimológico se halla en el inglés medio elfriche. Esta palabra está compuesta por dos raíces del inglés antiguo muy claras: ælf, que se traduce como elfo o criatura de la naturaleza, y rīce, que denota reino, dominio o territorio soberano. En su sentido original y primigenio, Eldritch alude textualmente al reino de los elfos o a una tierra del más allá, evolucionando con los siglos hacia la descripción de lo extraño, lo peculiar o lo un poco fuera de lo común en el folklore popular. Mi alias es, por lo tanto, la conjunción histórica de un cielo luminoso y el antiguo dominio de la naturaleza; una declaración de curiosidad intelectual, lingüística e histórica totalmente ajena al horror, a ficciones oscuras o a doctrinas espirituales ¿queda claro?

    — A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso

    Alt text via @altbot y @TeLoDescribot

    #Etimología #Historia #Filología #Folklore #AetheriusEldritch

  5. 📜 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶ù 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'"𝗜𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗲𝗱𝗺𝗼𝗻"❟ 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗴𝗹𝗲𝘀𝗲

    I nove versi si trovano in un manoscritto del IX secolo prodotto a…

    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: storiearcheostorie.com/2026/06

    #Beda_il_Venerabile #Biblioteca_Nazionale_di_Roma #filologia #Inno_di_Caedmon #letteratura_inglese #manoscritti_medievali #Medioevo #paleografia #studi #Trinity_College_Dublino #Università_di_Siena

  6. Scoperta a Roma una delle più antiche trascrizioni dell'”Inno di Caedmon”, il primo testo della letteratura inglese

    Una scoperta destinata a lasciare il segno negli studi sulla lingua e sulla letteratura medievale arriva dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Tra i fondi manoscritti dell’ente è stato infatti individuato un codice del IX secolo che conserva una delle più antiche testimonianze dell’“Inno di Caedmon”, composto probabilmente alla fine del VII secolo e di conseguenza considerato il più antico testo noto in lingua inglese.

    A firmare il ritrovamento sono la ricercatrice Elisabetta Magnanti, attualmente al Trinity College di Dublino, e il collega Mark Faulkner. Per l’Università di Siena, dove la studiosa si è formata, si tratta di un risultato di grande prestigio che testimonia il valore della ricerca umanistica e delle competenze interdisciplinari sviluppate all’interno dell’ateneo.

    Un manoscritto del IX secolo riemerso dai fondi della Biblioteca Nazionale

    Il codice, datato tra l’800 e l’830 d.C., contiene una copia della Historia ecclesiastica gentis anglorum, l’opera più nota di Beda il Venerabile (Regno di Northumbria, 672-673 circa – Jarrow, 26 maggio 735), monaco, erudito, poligrafo e tra i massimi intellettuali dell’alto Medioevo.

    Beda il Venerabile mentre compone l’Historia ecclesiastica gentis Anglorum (WikiCommons)

    Il manoscritto ha una storia piuttosto avventurosa. Fu prodotto nell’abbazia di Nonantola, nel Modenese, dove appare registrato nei cataloghi negli anni 1166 (nr. 60), 1331 (nr. 96), 1464 (nr. 83) e in un catalogo tra il 1464 e il 1490 (nr. 136). Quindi prima del 1650 passò alla Biblioteca Sessoriana del monastero di S. Croce in Gerusalemme a Roma, salvo scomparire misteriosamente dalla Città Eterna tra il 1798 e il 1818 durante le turbolenze legate alle guerre napoleoniche. Gli studiosi ipotizzano che il codice fu poi acquistato, intorno al 1826, dai librai inglesi Payne e Foss, probabilmente dal libraio romano Petrucci; l’anno successivo, infatti, il manoscritto entrò a far parte della celebre collezione di sir Thomas Phillipps (nr. 2701), che a sua volta lo acquistò dal libraio londinese Thomas Thorpe.

    Dopo la dispersione della Biblioteca Phillipps, nel 1946 il volume passò ai librai antiquari Lionel e Philip Robinson, quindi alla libreria antiquaria H. P. Kraus di New York, dalla quale nel 1972 venne acquistato dall’allora Ministero della Pubblica Istruzione. Quest’ultimo lo donò infine alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dove è tuttora conservato con la segnatura MS. Vitt. Em. 1452 (si può sfogliare in digitale QUI).

    Durante tutti questi complicati passaggi, nessuno si era mai accorto che tra le righe del testo di Beda ci fosse anche la versione in inglese antico dell’Inno di Caedmon. Poi la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ne ha realizzato la digitalizzazione, insieme a quella di molti altri manoscritti. E così è arrivata anche questa nuova, inaspettata e straordinaria scoperta.

    Perché la scoperta è così importante

    In questo codice, infatti, i nove versi dell’“Inno di Caedmon” citati da Beda appaiono trascritti direttamente in antico inglese (Old English): una novità assoluta, perché fino a oggi i più antichi manoscritti noti ne riportavano solo la traduzione latina oppure relegavano i versi anglosassoni ai margini della pagina, sotto forma di annotazioni.

    Il manoscritto individuato a Roma racconta invece una storia diversa: i versi in antico inglese sono inseriti direttamente nel corpo principale dell’opera di Beda, seguiti dalla loro traduzione latina.

    Ecco il testo dell’Inno:

    (Da Wikipedia)

    Ed ecco la pagina del codice MS. Vitt. Em. 1452, contenente il testo dell’inno (si tratta della folio 122v., in cui è trascritta parte del capitolo 24 del IV libro dell’Historia gentis Anglorum di Beda)1:

    La pagina del manoscritto contenente i versi dell’Inno (Photo Credit: Rome, National Central Library, MS. Vitt. Em. 1452, f. 122v.)

    Nel particolare qui sotto, ho evidenziato in giallo i versi in antico inglese: sono poco più di cinque righe, ma – come detto – di grande importanza.

    La pagina del manoscritto con evidenziati i versi dell’Inno in antico inglese (i segni in giallo sono stati aggiunti da chi scrive, NdA)

    Qui sotto, invece, ho evidenziato il nome del poeta Caedmon e l’inizio della traduzione latina dell’Inno, che si trova subito dopo il testo in antico inglese e prosegue nella pagina successiva:

    La stessa pagina con evidenziato il nome di Caedmon e (in basso) il primo dei versi dell’Inno in latino (i segni in giallo sono stati aggiunti da chi scrive, NdA)Il resto dell’Inno in latino all’inizio della pagina successiva (evidenziato in giallo da chi scrive, NdA)

    Chi era Caedmon?

    Secondo il racconto tramandato da Beda, Caedmon – vissuto nel VII secolo – era un umile allevatore che, grazie all’ispirazione divina ricevuta in sogno, acquisì improvvisamente la capacità di comporre versi religiosi.

    “Nel monastero di questa badessa [Hild, badessa di Streonæshalch (Whitby), ndr] viveva un fratello insigne per un dono speciale concessogli dalla grazia divina, ossia quello di scrivere versi adatti a promuovere lo zelo religioso e la pietà. Infatti, ciò che aveva imparato dalle Sacre Scritture per mezzo di interpreti, lo trasformava in espressioni poetiche nella lingua degli Angli, sua lingua nativa. Versi di tale dolcezza e commozione che molti furono spinti da tali canti a disprezzare il mondo e aspirare al Cielo” (Beda, Historia gentis Anglorum, IV 24).

    L’“Inno di Caedmon”, scritto – stando allo stesso Beda – proprio a seguito di una visione, è l’unica opera attribuita con certezza al poeta, ed è considerato il punto di inizio della tradizione letteraria inglese.

    Quella contenuta nel manoscritto di Roma rappresenta dunque la terza trascrizione più antica conosciuta al mondo del componimento. Le altre due, presenti in altrettanti codici conservati l’uno a Cambridge e l’altro a San Pietroburgo, presentano l’Inno solo in latino, mentre i versi in antico inglese appaiono aggiunti o a margine o alla fine.

    Uno dei testimoni più antichi dell’Inno di Cædmon, presente nel manoscritto cd. “Moore Bede” (737 ca.), conservato presso la Cambridge University Library (Kk. V. 16). [WikiCommons]Il testo come si presenta nel “Beda” di San Pietroburgo, in fondo pagina a margine del testo (P St. Petersburg, National Library of Russia, lat. Q. v. I. 18).

    Nel manoscritto della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, invece, i versi sono compresi all’interno del testo stesso di Beda, a dimostrazione che in quest’epoca la lingua parlata dagli anglosassoni era considerata degna di essere tramandata per iscritto. Proprio come il latino.

    Da Siena a Dublino: il percorso di Elisabetta Magnanti

    Prima del dottorato svolto a Vienna e dell’attuale attività di ricerca presso il Trinity College di Dublino, Elisabetta Magnanti ha compiuto il proprio percorso formativo all’Università di Siena.

    Dopo gli studi triennali nel campus di Arezzo, si è laureata magistrale in Lettere Moderne sotto la supervisione della professoressa Maria Rita Digilio. Fondamentale è stata anche l’esperienza nel Master in Informatica del Testo, fondato dal professor Francesco Stella e oggi diretto dalla professoressa Elisabetta Bartoli.

    Proprio l’unione tra competenze filologiche tradizionali e strumenti digitali avanzati si è rivelata decisiva per l’individuazione del manoscritto.

    Il ruolo della digitalizzazione

    La scoperta è stata resa possibile anche grazie all’enorme lavoro di digitalizzazione del patrimonio manoscritto portato avanti dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

    L’accesso a immagini digitali ad alta definizione ha consentito agli studiosi di esaminare materiali rarissimi e individuare particolari che sarebbero potuti passare inosservati.

    Si tratta di un esempio concreto di come le nuove tecnologie possano aprire prospettive inedite nella ricerca umanistica, favorendo l’emersione di documenti fondamentali per la ricostruzione della storia culturale europea.

    Leggi anche: Al via la digitalizzazione degli incunaboli delle biblioteche monastiche

    https://storiearcheostorie.com/2020/07/27/media-al-via-la-digitalizzazione-degli-incunaboli-delle-biblioteche-monastiche/

    Lo studio pubblicato da Cambridge University Press

    I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica open access Early Medieval England and its Neighbours, edita da Cambridge University Press.

    Per gli studiosi di filologia germanica e di storia della lingua inglese, il manoscritto romano rappresenta una scoperta di straordinario valore, destinata ad arricchire le conoscenze sulle prime fasi della tradizione letteraria anglosassone.

    📘 Fonte scientifica

    • 📄 Magnanti E, Faulkner M. A New Early-Ninth-Century Manuscript of Cædmon’s Hymn: Rome, Biblioteca Nazionale Centrale, Vitt. Em. 1452, 122v
    • 📚 Early Medieval England and its Neighbours. 2026;52:e9
    • 🔗 doi:10.1017/ean.2025.10012

    📘 Notizia verificata ✅

    • 📄 Fonte: Università di Siena ✅
    1. Il testo dell’Historia gentis Anglorum è contenuto tra le colonne 1r (prologo) e 65v; il manoscritto contiene anche un Sermone attribuito a sant’Agostino (in realtà di autore ignoto) e l’Epistola ad Evangelum presbyterum de Melchisedech di san Gerolamo. ↩︎
    #BedaIlVenerabile #BibliotecaNazionaleDiRoma #filologia #InEvidenza #InnoDiCaedmon #letteraturaInglese #manoscrittiMedievali #Medioevo #paleografia #studi #TrinityCollegeDublino #UniversitàDiSiena
  7. 🎨 ■ Paco Álvarez Comesaña, filólogo: "El español lleva fraguándose unos 5.000 años y no viene del latín clásico, sino del latín vulgar, el latín del pueblo" ■ Este experto desmonta algunas de las creencias más arraigadas sob[…]
    huffingtonpost.es/life/cultura

    #lenguasoficiales #cultura #historia #evolucion #idiomas #filologia

  8. Filologicamente. Studi e testi romanzi XIII
    «Si cum en escrit trové l'ai». Nuove ricerche di filologia romanza
    a cura di Giuseppina Brunetti
    Bologna University Press, 2025

    ⬇️ buponline.com/prodotto/si-cum-

    #Medioevo #OpenAccess #Filologia

  9. #datocurioso

    ¿Sabían que la etimología del nombre Helena se vincula tradicionalmente con la raíz griega hélē (ἕλη), que hace referencia a la «antorcha» o al «resplandor del sol», aunque su origen filológico exacto sigue siendo objeto de debate?

    La interpretación más aceptada deriva del término helane (ἑλάνη), que designaba a las antorchas de mimbre o juncos utilizadas en procesiones religiosas. Esta conexión refuerza la figura mitológica de Helena de Troya como un ser de belleza deslumbrante que, de manera metafórica y literal, «prende fuego» a la ciudad de Ilión. Sin embargo, otras corrientes lingüísticas sugieren una raíz indoeuropea compartida con la deidad védica Saranyū, relacionada con el movimiento rápido o el rapto, lo cual coincide con los eventos narrados en la épica homérica.

    En el contexto histórico y arqueológico, el nombre aparece en inscripciones arcaicas como Wélena (Ϝελένα), utilizando la letra digamma (Ϝ) que posteriormente desapareció del alfabeto griego estándar. Este detalle es crucial para los lingüistas, ya que permite rastrear la evolución del nombre antes de la consolidación del griego clásico. Además de su carga mitológica, el nombre adquirió una nueva dimensión histórica en el siglo IV con Flavia Iulia Helena (Santa Elena), madre del emperador Constantino, cuya influencia política y religiosa en la identificación de reliquias en Jerusalén consolidó la popularidad del nombre.

    Alt text via @altbot y @TeLoDescribot

    #Etimología #Historia #Grecia #Helena #Filología #Mitología

  10. #datocurioso

    ¿Sabían que mi alias de Aetherius Eldritch es una referencia al folklore europeo antiguo?

    El término Aetherius es un adjetivo derivado del latín aethĕrĭus y del griego aithērios (αιθεριος), cuyo significado es "del aire superior", "celestial" o "etéreo". En la cosmología griega, el Aithēr no era el aire común que respiran los mortales, sino la sustancia brillante y pura que habitaba las regiones más altas del cosmos, considerada el aliento de las deidades y la personificación de la luz celestial.

    Por su parte, la palabra Eldritch, tiene su origen en el inglés medio elfriche, que literalmente significa "reino de los elfos" o "país de las hadas". Sus componentes léxicos provienen del inglés antiguo ælf (elfo) y rīce (reino, dominio o poder). El término describe simplemente aquello perteneciente a un plano distinto al humano, una cualidad de otredad vinculada a la naturaleza mágica y sutil del folklore nórdico y escocés. De este modo, la unión de ambos términos describe el concepto vinculado al reino de la luz superior y los dominios sutiles.

    #Etimología #Historia #Lenguaje #Aetherius #Eldritch #Filología

  11. #6febbraio 1778
    Nasce #ugofoscolo

    Giulia Ravera sulla rivista #PEML ricostruisce le difficili relazioni dello scrittore con i suoi editori, stampatori e collaboratori. Il saggio mette in luce i diversi ruoli assunti da Foscolo: autore, traduttore, revisore e promotore delle proprie opere.

    Scaricalo qui in #OpenAccess: riviste.unimi.it/index.php/PEM

    #filologia #criticatestuale
    @cultura

  12. :stargif: 𝑳𝒂 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊𝒐́𝒏 𝒅𝒆 𝑱. 𝑹. 𝑹. 𝑻𝒐𝒍𝒌𝒊𝒆𝒏 𝒉𝒂𝒄𝒊𝒂 𝑫𝒊𝒔𝒏𝒆𝒚 :stargif:

    La aversión de J. R. R. Tolkien hacia Disney no fue un simple “no me gusta”.
    Tampoco la rabieta de un profesor viejo contra algo nuevo.
    Fue un choque frontal entre dos ideas opuestas sobre para qué sirven las historias… y qué se pierde cuando se las convierte en espectáculo.

    La coincidencia es casi simbólica.
    En 1937, Tolkien publica "El hobbit": un libro que parece infantil, pero que en realidad es una mitología cuidadosamente construida, con lenguas, historia y una profundidad moral que no admite atajos.
    Meses después, Disney estrena "Blancanieves y los siete enanitos".
    Un prodigio técnico, un éxito arrollador y el nacimiento del gran cuento de hadas cinematográfico moderno.

    Dos caminos distintos para el mismo material.

    Tolkien y C. S. Lewis van a verla juntos.
    Ambos eran medievalistas, amantes de los mitos y convencidos de que los cuentos de hadas no son caramelos narrativos, sino herramientas antiguas para hablar del miedo, la pérdida, el mal y la esperanza.
    Ninguno salió entusiasmado.
    Lewis la encontró empalagosa.
    Tolkien, algo peor: la encontró peligrosa.

    No porque estuviera mal hecha.
    Tolkien reconocía el talento de Disney.
    Lo que le perturbaba era la intención.
    La filosofía detrás.

    Para Tolkien, como explica en Sobre los cuentos de hadas, estas historias no existen para tranquilizar.
    Existen para enfrentarnos a la oscuridad de forma simbólica.
    El famoso “final feliz” solo funciona si antes hubo un peligro real.
    A eso lo llamó eucatástrofe: una alegría repentina que duele y alivia a la vez, precisamente porque lo perdido podía no haberse recuperado nunca.

    Disney, a sus ojos, hacía lo contrario.
    Tomaba relatos antiguos, llenos de asperezas y ambigüedad moral, y los pulía hasta dejarlos seguros.
    La reina es simplemente mala.
    Los enanos se vuelven cómicos.
    El miedo nunca llega demasiado lejos.
    Todo está cuidadosamente contenido para no incomodar.

    Para Tolkien, eso no era adaptación: era vulgarización.
    Mantener la forma externa del mito mientras se le vacía el contenido.
    Como traducir poesía en prosa correcta, pero sin alma.

    En una carta de 1964 habla de su “profunda aversión” al trabajo de Disney y dice que su talento parecía “irremediablemente corrompido”.
    No era un insulto personal.
    Nunca conoció a Walt Disney.
    Era una crítica cultural: el miedo a que el mercado transformara lo sagrado en algo digerible, correcto y superficial.

    Como filólogo, había algo que le resultaba casi sacrílego.
    Los enanos de la mitología nórdica —antiguos, ambiguos, a veces peligrosos— convertidos en personajes llamados “Mudito” o “Gruñón”.
    Para alguien que creía que las palabras tenían alma, eso era más que una simplificación: era una mutilación.

    Esta postura explica su resistencia casi obsesiva a las adaptaciones cinematográficas de "El Señor de los Anillos".
    Temía ver a Sam reducido a alivio cómico, a Gollum convertido en villano plano, a Boromir sin conflicto, a Mordor suavizado para un público familiar.
    Temía que la eucatástrofe se fabricara con música y lágrimas fáciles, en lugar de ganarse tras un peligro auténtico.

    No era paranoia.
    Era observar lo que Hollywood ya hacía.

    Disney defendía que simplificar era democratizar.
    Tolkien pensaba justo lo contrario: que subestimar la complejidad era mentir, especialmente a los niños.
    Quitar la oscuridad no hace los cuentos más amables, los hace falsos.

    Uno pasó su vida demostrando que esa versión edulcorada podía ser enormemente popular.
    El otro pasó la suya advirtiendo que el precio podía ser la pérdida de lo que hacía a las historias verdaderamente poderosas.

    La tensión sigue viva hoy: profundidad o alcance, mito o entretenimiento de masas, preservar o suavizar.
    Y empezó, curiosamente, cuando dos hombres salieron de un cine en 1938, inquietos no por el fracaso de Blancanieves, sino por su éxito.

    ▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣

    #tolkien #disney #mitologia #cuentosdehadas #literatura #historiacultural #fantasia #culturapop #narrativa #filologia

  13. È completo l’ultimo numero della rivista #PEML, dedicato alla storia dei #testi e delle #edizioni. Il volume approfondisce la #scrittura, le sue varianti e i processi di pubblicazione, con particolare attenzione alla #criticatestuale. I contributi spaziano dall’epistolario di #UgoFoscolo alle conferenze di #AntonioStoppani, fino alle varianti del #Satyricon e di "Amo, dunque sono" di #SibillaAleramo.

    ⬇️ Disponibile qui in #OpenAccess:riviste.unimi.it/index.php/PEM

    #filologia
    @cultura

  14. 🔴🔴 KALEAN DA FONTES LINGUAE VASCONUM ALDIZKARIAREN 140. ZENBAKIA
    (2025eko ekaina-abendua)

    Ikusgai hemen 👉 revistas.navarra.es/index.php/

    #hizkuntzalaritza #filologia #literatura #euskara

    Eta urte berri on! 💫

  15. #9settembe 1908
    Nasceva Cesare Pavese

    In questo contributo su #PEML, Roberta Priore si concentra sulle traduzioni dal greco svolte da #CesarePavese durante il confino a Brancaleone Calabro (1935-1936).
    Questo periodo segna un punto di svolta nell’apprendimento del greco, che influenzerà la produzione creativa successiva. Le particolarissime scelte di traduzione che l’autore compie sono analizzate a partire dalla traduzione del Filottete sofocleo.

    ⬇️ riviste.unimi.it/index.php/PEM

    #filologia

  16. Hoy, mientras pensaba en desayunar un bol con melocotón y cereales he pensado...

    ¿Por qué en castellano se dice "melocotón" y en otros idiomas cercanos la raíz no concuerda?

    En portugués se dice "pêssego", pêche en francés, peach en inglés, pesca en italiano... ¿Veis el patrón común?

    Procedo con la breve explicación (1/3) ⬇️

    #Linguística #Etimología #Filología #Melocotón #Frutas #Latín

  17. 🌀 Hay noticias que no vienen firmadas por nuestra facultad, pero que nos rozan. Nos inspiran. Nos atraviesan.

    🌀 Not all news comes straight from us.
    But some stories still speak our language.

    #Filologia #UCM #Complutense #Madrid #CasaDelLector #Excelencia360 #Humanidades

  18. 🎭✨ Hay vida más allá del aula.
    Cine, poesía, conciertos... y excusas para no irte directo a casa.

    🗞️ Nuevo boletín quincenal ya disponible:
    filologia.ucm.es/boletin-cult...

    🎭✨ Life beyond lectures.
    Poetry, films & plans worth staying for.

    #filologia #ucm #cultura #planesmadrid

  19. 🎓 Becas para empezar la universidad: Becas Jesús Serra
    📜 Manuscritos griegos que se leen con tecnología.
    🌍 Y prácticas que te pueden llevar fuera: Convocatorias MAUC

    #becas #scholarship #complutense #filologia #ucm #madrid #firstgenstudent #estudiosclásicos #MAUC #prácticas

  20. 🌍✨ Si en los 80 se hablaba cheli...
    ¿Por qué no mapudungun en 2025?

    📊 1 in 7 people in Madrid was born in Latin America.
    Yes — Mapudungun is spoken in Lavapiés, Getafe and beyond 🌿

    #filologia #UCM #mapudungun #Madrid #diversidadlingüística #lenguas #chile #argentina

  21. 🎓 Alumni, os necesitamos.
    No para volver a estudiar, sino para abrir caminos.

    🎓 Alumni, we need you.
    Not to study again — but to open doors.

    #alumni #UCM #Madrid #filologia #graduacion #redalumni #mentoria #facultad #humanidades #graduation #giveback #alumninetwork

  22. ¿Hay una razón profunda por lo que se dice LGTBQIA+ en español pero LGBTQIA+ en inglés?

    #filologia #idiomas #espanol #lgtbqia

  23. Canviem “però” per “i” o s’elimina. Vigilem quan diem però. Pensem primer si una cosa és millor que l’altre. #però #filologia #pensaments #bondia

  24. «Las palabras no las inventan los filólogos, afortunadamente, ni los académicos ni esos vacuos prebostes de las letras. Las palabras las inventa el capricho del escribano o del párroco que anota erróneamente el apellido en un acta de bautizo, o el artesano o el labriego que las transforma mientras maldice al cielo por el mal tiempo, o la madre que las acuna mientras duerme a su hijito. Y corren y se moldean de boca en boca hasta parar en la forma perfecta que acaban teniendo, como el guijarro que es redondo a fuerza de que lo arrastre el agua del torrente y lo amuele o pulimente el polvo y los golpes del camino.»

    (Manuel García, Mañana cuando yo muera, Sevilla, Algaida Editores, 2019, pp. 20-21)

    #Palabras #Idiomas #Lengua #Letras #SomosLetras #Filología

  25. #NewIssue
    È disponibile il nuovo numero di #ACME, rivista #OpenAccess di #filologia, #filosofia, #arte e #storia.
    Fra gli articoli del nuovo fascicolo “Le #cittadinanze #greche multiple in età imperiale. Aspetti della #comunicazione tra oratore e pubblico in Dione di Prusa”.
    Tutti i contributi sono liberamente consultabili qui 🔽

    riviste.unimi.it/index.php/ACM

  26. #Eventi

    📅 15/2/2025
    🕓 15:30
    📌 Sala conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano, ingresso da via Nirone 7

    Presentazione del volume "Studi sulla tradizione poetica nel Quattro-Cinquecento", (Milano UP) alla presenza dei curatori Gabriele Baldassari, Guglielmo Barucci e Luca Danzi

    La prenotazione non è necessaria.
    Info qui: 🔗 museoarcheologicomilano.it/web

    Il volume è disponibile in #OpenAccess qui:
    🔽doi.org/10.54103/consonanze.16

    #poesia #letteratura #filologia #poesiaItaliana #letteraturaItaliana

  27. Buenos días mastonautas! :mastodance:

    Hoy en "la etimología sirve de mucho". Ayer iba a apuntar en la lista de la compra dentífrico.

    Y siempre tengo que pensar un poco. ¿Se escribe dentífrico o dentrifico? 🤔

    Resulta que esta palabra incluso ha salido en el rosco de Pasapalabra. Para que luego digan que no sirve de nada saber de etimología.

    En realidad, si atendemos a la etimología, es fácil acordarse.

    La palabra dentífrico, que es como se escribe correctamente, ha evolucionado desde dos palabras del latín clásico, como recoge la RAE o Fundeu.

    La primera, Dens, Dentis. Diente.
    Que da lugar a muchas otras, como Dentista (que no Dientista, porque la palabra procede de la raíz latina, es un cultismo). O periodontal. Dentellada.

    La segunda es el verbo fricāre. Que significa literalmente frotar. De ella procede nuestra palabra fricción.

    Estas dos palabras se acabaron fusionando, imagino que por su uso continuado juntas, lo que ya en latín tardío originó la palabra 'dentifrĭcum'.

    Y ahora ya lo sabéis :blobcattea:

    #Vocabulario #Filología #Etimología #Pasapalabra

  28. #NewIssue
    È disponibile il nuovo numero di #CarteRomanze, rivista #OpenAccess dedicata allo studio delle #lingue e delle #letterature #romanze del #Medioevo e del #Rinascimento.
    Fra gli articoli del nuovo fascicolo “Il progetto European Ars Nova e i testi poetici in #volgare. Caratteristiche della #tradizione e soluzioni editoriali”.
    Tutti i contributi sono liberamente consultabili qui 🔽

    riviste.unimi.it/index.php/car

    #poesia #EuropeanArsNova #filologia #linguistica

  29. 🎯 ■ Se quejan de lo que le hacen leer en el primer curso de Filología Hispánica ■ "Tengo miedo porque no sé cómo voy a sobrevivir".
    huffingtonpost.es/virales/se-q

    #filologia #virales #universidad #tiktok

  30. 🔴🔴 Kalean da 'Fontes Linguae Vasconum' euskal #filologia, #hizkuntzalaritza eta #literatura aldizkariaren 136. zenbakia!

    Artean, #Irulegi-ko #eskua-ri buruzko dosier potentea dakar. ✋

    Hemen ikusgai: revistas.navarra.es/index.php/

    #euskara

  31. ¡Hola! 🦋🌿🐦‍⬛

    Me llamo Marta Castaño. Estudié #Filología Hispánica e Información y #Documentación. Trabajo en #bibliotecas públicas y escribo #poesía. Hablo sobre todo de #libros y #literatura. También me interesan la #mitología y las leyendas, el #arte (en especial la #ilustración), el #manga y el #anime, la #astronomía, las #aves y las #plantas. Me encanta la estética dark and #gothic.

    Toot de #presentación #introduction

  32. ¿Hay alguna palabra mejor que empoderado, empoderamiento.. ? Siempre me ha parecido una traducción muy forzada de 'empowered', dejando de lado que ya se usa para todo.

    ¿Según el contexto podría ser algo como reforzado, fortalecido...?
    #filologia #traduccion #traducciónliteral #interpretación #empowerment #empowered #empoderamiento

  33. Bueeeenos días Mastonautas!

    Coged un café, que hoy se viene hilo de #Etimología / #Filología

    ¿Por qué hospital se dice igual en español y en inglés?

    Vamos a verlo. Mirad bien este mapa y coged un café, que empezamos! :blobcatcoffee:

    🧵~ Comienzo del hilo ~🧵

  34. :ablobcatattentionreverse: Buenas mastonautas! :ablobcatattention: Voy a hacer la #Presentación de rigor

    Vengo desde un planeta muy lejano (bueno, vale, un servidor aquí al lado) y me gusta hablar de lenguas y #Filología. A veces hago hilos sobre etimología.

    También comento sobre #política, sin ser cargante, lo prometo. Hablo de #series pero sin spoilers (para algo está el CW).

    Podréis ver mi #fotografía de andar por casa, que retooteo desde mi Pixelfed. Y también comento los #Libros que leo desde Bookwyrm.

    Sabes qué, que casi me des a seguir ya, y si no te convence, tienes hasta 60 días para cambios y devoluciones, ¿no?

    (Atención: No se admiten cambios de talla)

  35. @informapirata Il funzionamento di un #forum di Friendica è un po' diverso da quello di un gruppo Facebook: per partecipare alle discussioni di un forum, bisogna:
    - INDIVIDUARLO (si tratta di un normale account del fediverso) e seguire quell'account (questo equivale a iscriversi
    - quando si desidera scrivere al forum, si potrà inviare un messaggio menzionando il suo indirizzo (nella forma # + nomeforum + @ + nomeistanza) e quell'account provvederà a ripubblicarlo per tutti coloro che lo seguono
    - e se si seguirà quell'account "forum" selezionando la campanellina delle notifiche, sarà possibile non perdersi alcun messaggio!

    Oggi abbiamo due gruppi attivi già da diversi mesi (uno per il supporto a Friendica e uno per la #scuola) ma abbiamo deciso di attivarne altri tre del tutto sperimentali dedicati alla #filologia, al #basket e all #astronomia, forum che rilancerà anche i post dell'omonima comunità Feddit!
    Se sei interessato ai nostri gruppi / forum puoi trovarli in questa lista:
    1) @forum (forum dedicato a chi cerca assistenza su #Friendica)
    2) @scuola (tutto sulla scuola -e il software libero)
    3) @astronomia (legato all'omonima comunità feddit è dedicato a chi si interessa di stelle, pianeti, satelliti e viaggi spaziali)
    4) @basket (dedicato alla pallacanestro italiana e straniera)
    5) @filologia (dedicato alla regina delle scienze umane)

    Se l'idea si rivelerà utile, ne attiveremo anche altri su richiesta di tutti gli utenti che ci seguono
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