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Fantasy, fantastico e fiabe: libri e recensioni
Indice dei contenuti
ToggleFate, streghe, mondi nascosti, creature impossibili, oggetti magici, leggende che tornano a vivere e realtà nelle quali improvvisamente compare qualcosa che non dovrebbe esserci. Fantasy, fantastico e fiabe condividono un territorio comune, ma non indicano esattamente la stessa cosa.
Nel fantasy il soprannaturale appartiene normalmente alle regole del mondo narrativo. Maghi, fate o creature fantastiche possono essere perfettamente normali all’interno dell’universo costruito dall’autore. Nel fantastico, invece, l’elemento impossibile tende a irrompere dentro una realtà riconoscibile, mettendo in dubbio ciò che personaggi e lettori consideravano possibile.
La fiaba possiede ancora un’altra logica. Non ha bisogno di spiegare perché esistano streghe, animali parlanti o oggetti incantati: appartengono a una forma narrativa nella quale il meraviglioso è accettato fin dall’inizio e spesso assume anche una funzione simbolica, educativa o morale.
Tra queste categorie esistono molte zone di confine: il realismo magico, il folklore, le leggende, il weird, le riscritture delle fiabe e quella narrativa contemporanea nella quale la realtà rimane riconoscibile ma sembra continuamente sul punto di aprirsi verso qualcos’altro.
Nell’archivio di Magozine questi percorsi attraversano romanzi per adulti e ragazzi, classici, autori emergenti e tradizioni provenienti da paesi differenti. Questa pagina raccoglie le recensioni e gli approfondimenti dedicati ai libri fantasy, fantastici e fiabeschi da leggere.
Che cos’è il fantasy?
Il fantasy costruisce un mondo nel quale l’impossibile non rappresenta necessariamente un’anomalia.
La magia può possedere regole precise. Possono esistere popoli differenti dagli esseri umani, creature soprannaturali, ordini segreti o territori che non appartengono alla nostra geografia. L’autore chiede al lettore di accettare queste condizioni e di entrare in un universo che possiede una propria coerenza interna.
Non significa però che il fantasy sia soltanto evasione. La costruzione di un mondo diverso permette di parlare di amicizia, crescita, conflitto, discriminazione, rapporti con la natura, potere e identità senza essere obbligati a riprodurre fedelmente la realtà.
Fairy Oak: fate, magia e crescita
Uno degli esempi più riconoscibili presenti nell’archivio è Fairy Oak. Il destino di una fata di Elisabetta Gnone.
La Valle di Verdepiano è abitata da fate, streghe, maghi e persone comuni che condividono lo stesso spazio. Il soprannaturale non deve quindi irrompere nella realtà: fa già parte della realtà dei personaggi.
La magia diventa però anche il linguaggio attraverso cui raccontare amicizia, amore, responsabilità e passaggio dall’infanzia verso nuove consapevolezze. È uno degli elementi che spiegano perché una serie destinata inizialmente soprattutto ai ragazzi possa mantenere un forte valore affettivo anche per lettori diventati adulti.
Shadowhunters e il fantasy nascosto nella città
Il fantasy non richiede necessariamente la costruzione di un mondo completamente separato dal nostro.
Nell’urban fantasy la realtà quotidiana convive con un universo segreto fatto di creature, poteri e regole che la maggioranza delle persone non conosce.
È il territorio di L’Angelo – The Infernal Devices: Shadowhunters di Cassandra Clare. La Londra riconoscibile diventa contemporaneamente lo spazio nel quale agiscono gli Shadowhunters e altre creature soprannaturali.
Questa sovrapposizione è una delle caratteristiche più efficaci dell’urban fantasy: il mondo magico potrebbe trovarsi dietro l’angolo, nascosto all’interno della stessa città attraversata ogni giorno dai personaggi.
Anche Lontano da te di Jennifer L. Armentrout appartiene a questa zona della narrativa fantastica. La protagonista conduce apparentemente una vita ordinaria, ma appartiene a un Ordine segreto e combatte creature che convivono con la realtà quotidiana.
Il libro unisce inoltre fantasy, romance, elementi thriller e suggestioni fantascientifiche. È un buon esempio di quanto le categorie contemporanee tendano facilmente a contaminarsi.
Fantasy romantico e creature del mito
Una creatura fantastica può essere utilizzata anche all’interno di una storia profondamente legata ai sentimenti e alle relazioni.
In Una sirena a Parigi di Mathias Malzieu, una creatura appartenente all’immaginario mitologico appare nella Parigi contemporanea.
Il protagonista Gaspard incontra una sirena ferita sulle rive della Senna. Il suo canto è pericoloso per gli uomini, ma Gaspard sembra immune proprio perché ha smesso di credere nell’amore.
La creatura meravigliosa diventa così anche un dispositivo narrativo per parlare di vulnerabilità, disincanto e possibilità di innamorarsi nuovamente.
È una caratteristica ricorrente del fantasy moderno: elementi provenienti da miti e leggende vengono trasferiti nel presente e utilizzati per affrontare questioni molto contemporanee.
Fantasy e fantastico non sono la stessa cosa
La distinzione tra fantasy e fantastico non è sempre netta, ma è utile per orientarsi.
Nel fantasy il lettore accetta generalmente fin dall’inizio che nel mondo narrativo esistano elementi impossibili secondo le leggi della nostra realtà.
Nel fantastico accade spesso qualcosa di diverso: il mondo sembra inizialmente il nostro, ma viene attraversato da un evento, un’immagine o una presenza che incrina la sua normalità.
Il personaggio può chiedersi se ciò che sta vivendo sia reale, un sogno, un’allucinazione oppure qualcosa che sfugge alle normali spiegazioni.
Proprio questa esitazione rende il fantastico particolarmente adatto a parlare di memoria, identità, paura e trasformazione.
Il libro delle cose nascoste: tra fantastico, weird e folklore
Il libro delle cose nascoste di Francesco Dimitri occupa bene questo territorio di confine.
La storia parte da una situazione completamente riconoscibile: quattro amici del Salento hanno stretto un patto e ogni anno devono incontrarsi nello stesso giorno. Quando uno di loro non si presenta, gli altri iniziano a cercarlo.
Da qui emergono una precedente scomparsa, un manoscritto misterioso, il mondo rurale salentino, criminalità e credenze folkloriche.
Il romanzo non si lascia classificare facilmente. Contiene fantasy, weird, elementi inquietanti e realismo magico senza appartenere completamente a nessuna di queste categorie.
È proprio l’incertezza a diventare interessante: il lettore non entra semplicemente in un universo magico già definito, ma deve continuamente domandarsi quanto di ciò che sta accadendo appartenga alla realtà conosciuta e quanto invece la superi.
Realismo magico: quando il meraviglioso entra nella realtà
Un altro territorio vicino al fantastico è il realismo magico.
Qui l’elemento straordinario può comparire all’interno di un mondo realistico senza provocare necessariamente quella rottura radicale che ci aspetteremmo. Storia, memoria, sogno, natura e immaginazione possono convivere nello stesso spazio narrativo.
Invece di costruire un universo alternativo, il realismo magico sembra suggerire che la realtà possieda già una profondità invisibile che il racconto permette di percepire.
L’occhio della farfalla
In L’occhio della farfalla di Costanza Savini, il realismo storico della Seconda guerra mondiale convive con una campagna lombarda che assume progressivamente caratteristiche misteriose e quasi magiche.
Il romanzo segue la crescita della giovane Nina tra il 1943 e il 1945. Da una parte c’è la violenza concreta della guerra; dall’altra Villa Nicolis, la natura circostante, i segreti e le esperienze attraverso cui i ragazzi cercano uno spazio nel quale continuare a vivere e a immaginare.
Il fantastico non cancella quindi la storia: la affianca e crea una seconda dimensione attraverso cui affrontarla.
Anita e il realismo fantastico
Un altro vecchio articolo dell’archivio che trova finalmente una collocazione in questo percorso è Il realismo fantastico nel romanzo Anita di Maria Franzè.
La vicenda attraversa luoghi e momenti storici molto concreti: la Seconda guerra mondiale, il nazifascismo, Brasile, Palestina, il Sessantotto e la Milano degli anni Ottanta.
Dentro questa materia storica ed esistenziale entra però una dimensione più sfuggente, nella quale sogno, esperienza e realtà non rimangono sempre nettamente separati.
È un buon esempio del perché un archivio organizzato soltanto attraverso etichette rigide perderebbe molti collegamenti: un libro può essere contemporaneamente romanzo storico, narrativa sociale e racconto attraversato dal fantastico.
Dizionario dei Chazari: fantastico, sogno e romanzo-labirinto
Tra le opere più particolari presenti nell’archivio c’è Dizionario dei Chazari di Milorad Pavić.
Già la forma rompe le convenzioni del romanzo tradizionale: l’opera è costruita come un lessico e può essere attraversata seguendo percorsi differenti.
Storia, sogno, mistero, religione, elementi esoterici e fantastici si sovrappongono intorno alla cosiddetta polemica chazara e al tentativo di ricostruire un passato attraverso versioni differenti e talvolta incompatibili.
Il fantastico non consiste quindi soltanto nella presenza di eventi impossibili. Può riguardare anche la struttura stessa del racconto: il lettore perde il percorso lineare e deve costruire personalmente le connessioni tra frammenti, immagini e versioni alternative della realtà.
Che cos’è una fiaba?
La fiaba utilizza il meraviglioso in modo ancora diverso.
Non dobbiamo domandarci perché un animale parli, perché una strega possa compiere magie oppure perché una principessa viva in un luogo impossibile. Questi elementi fanno parte delle regole della storia.
Dietro questa apparente semplicità, però, le fiabe possono contenere strutture estremamente profonde: abbandono, crescita, paura, trasformazione, prova, morte simbolica, ricerca di autonomia e ritorno a casa.
È anche per questo che continuano a essere riscritte. Cambiando il punto di vista o modificando un personaggio conosciuto è possibile interrogare valori e significati che sembravano fissati una volta per tutte.
Riscrivere le fiabe: e se i cattivi avessero ragione?
È proprio il cambio di prospettiva il meccanismo utilizzato in Quello che nessuno sa – Fiabe e favole guardate da un’altra prospettiva di Cristina Desideri.
Le figure normalmente identificate come antagonisti possono finalmente raccontare la propria versione degli eventi.
L’operazione è interessante perché mostra quanto una fiaba dipenda dal punto di vista. Il personaggio che in una versione svolge semplicemente la funzione del “cattivo” può rivelare motivazioni, fragilità o ragioni che modificano completamente il giudizio del lettore.
La riscrittura delle fiabe diventa così anche un esercizio di empatia e di interpretazione: ciò che sembrava perfettamente diviso tra bene e male diventa più ambiguo appena ascoltiamo un’altra voce.
Fiabe dal mondo: Goro Goro e il Giappone
Le fiabe sono anche uno straordinario modo per attraversare culture differenti.
Goro Goro di Laura Imai Messina raccoglie dodici storie collegate tra loro e popolate da creature provenienti dalla tradizione giapponese.
Nel libro compaiono demoni, orchi, volpi, bambini nati dagli ortaggi, pescatori che catturano stelle, animali parlanti e principesse legate al cielo.
La dimensione fantastica permette al lettore di incontrare anche parole, immagini e valori della cultura nipponica. La fiaba non è quindi soltanto una storia per bambini: può diventare una forma attraverso cui una cultura conserva e trasmette parte del proprio immaginario.
Il collegamento tra fantastico e tradizione giapponese prosegue, in una direzione più oscura, nelle Storie di fantasmi giapponesi di Yakumo Koizumi, dove folklore e soprannaturale si spostano verso il perturbante e l’horror.
Mito e fiaba illustrata: Ninfodora
La fiaba può dialogare anche con il mito.
Ninfodora di Simonetta Caminiti e Valeria Panzironi è una novella illustrata ispirata anche alla figura della dea Aurora.
Il protagonista è un ragazzo senza nome, rimasto orfano e segnato dalla sordità, che incontra un Maestro e scopre attraverso la pittura una possibilità di espressione.
La dimensione fiabesca non serve quindi soltanto a costruire meraviglia. Permette di trasformare crescita, diversità, perdita e scoperta della bellezza in immagini che possono essere lette tanto dai ragazzi quanto dagli adulti.
Peter Pan: una fiaba molto meno rassicurante di quanto sembri
Alcune storie vengono talmente assorbite dalla cultura popolare da diventare più semplici nell’immaginario collettivo di quanto non siano nei testi originali.
È il caso di Peter Pan di James Matthew Barrie.
Dietro il bambino che non vuole crescere si apre un insieme molto più complesso di temi: memoria, maternità, tempo, morte, trasformazione e paura di abbandonare l’infanzia.
La dimensione fantastica rende visibili queste tensioni attraverso voli, isole impossibili, fate e bambini perduti. È un esempio perfetto di quanto la fiaba e il fantastico possano continuare a parlare agli adulti proprio perché trasformano questioni astratte in luoghi e personaggi concreti.
Folklore, streghe e tradizioni popolari
Fantasy e fantastico contemporanei attingono continuamente al folklore.
Streghe, spiriti, demoni, fate e creature soprannaturali raramente nascono dal nulla. Molte hanno radici nelle tradizioni popolari, nelle leggende locali e nei racconti trasmessi per generazioni.
Quando questi materiali entrano nella narrativa moderna, il confine tra storia, memoria popolare e invenzione letteraria diventa particolarmente interessante.
Le streghe di Albisola
In La Barrantana di Mirko Micheletti, le streghe di Albisola e il folklore locale entrano in relazione con la ricostruzione storica.
È una contaminazione particolarmente utile per capire quanto il fantastico possa nascere dal territorio. Una leggenda locale non è soltanto un racconto irreale: può conservare paure, credenze e immagini attraverso cui una comunità ha interpretato per secoli il proprio ambiente.
Il folklore oscuro della Sardegna
Un percorso ancora più oscuro compare ne Il profumo dello stramonio di Nicola Verde.
La cornice investigativa conduce nel patrimonio folklorico sardo attraverso nuraghi, streghe, surbili e racconti di sangue tramandati dagli abitanti del territorio.
Questo libro compare anche nel percorso dedicato a noir e horror, ed è giusto che sia così: folklore e fantastico possono diventare inquietanti senza perdere la propria radice tradizionale.
Gogol’: quando fiaba, folklore e letteratura si incontrano
Il rapporto tra racconto popolare e grande letteratura emerge anche in La notte prima di Natale di Nikolaj Gogol’.
Nel racconto convivono tradizione ucraina, diavoli, streghe, comicità e situazioni apertamente fantastiche.
Il soprannaturale non produce soltanto paura. Può generare ironia, meraviglia e deformazione della realtà, collegando il racconto popolare a quella tradizione del grottesco che diventerà centrale nell’opera di Gogol’.
È anche un buon esempio di come uno stesso libro possa collegare più percorsi di Magozine: letteratura russa, umorismo e grottesco, racconti e narrativa breve, fiaba e fantastico.
Fantasy e fiabe per bambini e ragazzi
Una parte importante della narrativa fantastica nasce per lettori giovani, ma questo non significa che debba essere semplice o priva di significati più profondi.
Il fantastico permette ai ragazzi di affrontare simbolicamente paura, crescita, separazione, amicizia e scoperta del mondo.
Oltre a Fairy Oak, Goro Goro e Ninfodora, nell’archivio troviamo Un bambino chiamato Natale di Matt Haig.
La Finlandia innevata del romanzo è popolata da animali parlanti, fate, elfi e magia. Ma dietro l’immaginario natalizio rimangono temi molto concreti come povertà, perdita, speranza e capacità di immaginare una vita differente.
È uno dei motivi per cui una buona fiaba può essere letta a età diverse: cambia ciò che il lettore riesce a riconoscere al suo interno.
Fantasy, fantastico, fiaba e realismo magico: come orientarsi?
Le categorie non devono diventare gabbie, ma possono aiutare a scegliere una lettura.
Se vuoi entrare in un mondo dove magia e creature soprannaturali possiedono regole proprie, puoi partire dal fantasy: Fairy Oak, Shadowhunters o Lontano da te.
Se preferisci una realtà simile alla nostra che comincia lentamente a mostrare qualcosa di inspiegabile, il fantastico e il weird offrono libri come Il libro delle cose nascoste.
Se ti interessa l’incontro tra storia, memoria e una dimensione quasi magica, puoi esplorare il realismo magico attraverso L’occhio della farfalla oppure il realismo fantastico di Anita.
Se cerchi racconti nei quali il meraviglioso è parte naturale della storia, il percorso conduce invece verso le fiabe: dalle tradizioni giapponesi di Goro Goro alle riscritture di Quello che nessuno sa.
Chi è attratto dalla relazione tra territorio e soprannaturale può partire dal folklore, passando dalle streghe liguri della Barrantana alle tradizioni sarde de Il profumo dello stramonio.
Infine, chi cerca opere che sfuggono deliberatamente a ogni classificazione può entrare nel labirinto del Dizionario dei Chazari, dove fantastico, sogno, storia ed esoterismo diventano parte della stessa struttura narrativa.
Perché leggiamo storie fantastiche?
Il fantastico viene spesso associato alla fuga dalla realtà, ma è soltanto una delle sue possibili funzioni.
Inventare un altro mondo può servire a guardare meglio il nostro. Una creatura immaginaria può rendere visibile una paura. Una magia può rappresentare una trasformazione. Una fiaba può condensare in poche immagini un processo di crescita che nella vita richiede anni.
Il folklore conserva il rapporto di una comunità con il territorio e con ciò che non riusciva a spiegare. Il realismo magico permette alla memoria, al sogno e all’esperienza concreta di esistere contemporaneamente. Il fantasy costruisce società alternative attraverso cui interrogare anche potere, diversità e appartenenza.
Persino le storie apparentemente più lontane dalla realtà possono quindi dirci qualcosa di molto concreto su chi siamo.
È questo il filo che unisce libri molto differenti presenti nell’archivio di Magozine: dal villaggio incantato di Fairy Oak al Salento ambiguo di Francesco Dimitri, dalle fiabe giapponesi agli esperimenti narrativi di Milorad Pavić.
Non esiste un unico modo di entrare nel fantastico. Si può cercare un’avventura, una fiaba, una leggenda, una storia d’amore impossibile o semplicemente quella piccola incrinatura attraverso cui la realtà smette, per qualche pagina, di essere esattamente come la conoscevamo.
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