#empatia — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #empatia, aggregated by home.social.
-
📰 "Cero empatía": activista de la discapacidad acusa uso malintencionado de estacionamiento en un mall
🔗 https://www.biobiochile.cl/noticias/nacional/region-metropolitana/2026/09/04/cero-empatia-activista-de-la-discapacidad-acusa-uso-malintencionado-en-estacionamiento-en-un-mall.shtml -
El peligro de juzgar en un segundo
Por qué las redes sociales nos vuelven jueces exprés sin conocer la historia completa
Caminas por la calle y ves a una persona gritando furiosa en medio de la acera. Lo primero que cruza por tu mente es que te encuentras ante alguien violento, maleducado y con pésimo carácter. Es una reacción casi automática. Sin embargo, lo que tu cerebro ignora en ese instante es el contexto. Quizá esa persona acaba de sufrir un asalto, recibió una noticia devastadora o está defendiendo a alguien. Este fenómeno tan común tiene un nombre en la psicología clínica y se conoce como el sesgo de correspondencia, o error fundamental de atribución. Consiste en la tendencia humana de juzgar la personalidad de los demás basándonos únicamente en una acción aislada, dejando de lado por completo las circunstancias que provocaron esa conducta.
En el ecosistema de las redes sociales, este error de juicio se multiplica de forma alarmante. Las plataformas digitales están diseñadas para la inmediatez y el consumo rápido. El cerebro humano, que por naturaleza busca ahorrar energía y esfuerzo cognitivo, prefiere tomar la información más llamativa y cercana para sacar una conclusión veloz. En lugar de investigar, leer los antecedentes, el contexto o buscar la noticia completa, nos quedamos con el video de diez segundos o el título escandaloso de la publicación. Saltamos directo a la yugular con los adjetivos calificativos y a los insultos porque la pantalla nos deshumaniza y nos hace sentir protegidos detrás del teclado.
A esta mezcla tan explosiva se le une un invitado muy conocido en el análisis de la conducta llamado el efecto Dunning-Kruger. Este concepto explica que las personas con menos conocimiento sobre un tema suelen ser las que experimentan una mayor seguridad falsa y se sienten con el derecho absoluto de opinar como si fuesen expertas. En el mundo virtual, cualquiera que lee un párrafo de tres líneas siente que posee la verdad histórica, médica o legal para linchar públicamente a otra persona sin entender realmente lo que pasa. El problema no es solo la falta de información, sino la incapacidad de reconocer la propia ignorancia, lo que cierra la puerta a cualquier intento de empatía o comprensión.
Para contrarrestar esta oleada de juicios exprés, el primer paso es aprender a pausar nuestro propio pensamiento. Cuando veas algo que encienda tu indignación en internet, recuerda que estás observando apenas una pieza diminuta de un rompecabezas mucho más grande. Pregúntate qué pasó antes de que la cámara empezara a grabar o qué eventos privados arrastra el protagonista de la historia. Dejar de juzgar a la primera no te hace menos crítico, al contrario, demuestra una madurez intelectual y un respeto profundo por la verdad que tanta falta nos hace en la actualidad, hagamos del fediverso un mejor lugar.
M. P., MSc. en Psicología Clínica
#psicologia #conductahumana #redessociales #empatia #dunningkruger #sesgoscognitivos #Mastodon #fediverso
-
Giornata Internazionale del Perdono
C’è qualcosa di profondamente liberatorio in un semplice gesto: perdonare. È come aprire le finestre dopo giorni di pioggia e lasciare entrare il sole. Non a caso, esiste una giornata dedicata proprio a questo:
la Giornata Internazionale del Perdono.
Un piccolo, grande appuntamento con il cuore… e con noi stessi.
Ma da dove arriva questa ricorrenza così dolce, eppure così potente?
🌱 Un’idea nata dal cuore
La Giornata Internazionale del Perdono nacque nel 1996 su iniziativa della Worldwide Forgiveness Alliance (WFA), organizzazione non profit fondata dall’avvocato e mediatore californiano Robert W. Plath. L’obiettivo era creare una giornata dedicata alla diffusione del perdono come strumento di riconciliazione, benessere personale e costruzione della pace. Con il passare degli anni, la ricorrenza si è diffusa in numerosi Paesi, pur non essendo una celebrazione ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite.
- Robert W. Plath, avvocato e mediatore californiano, è riconosciuto come il fondatore della Worldwide Forgiveness Alliance (WFA).
- La WFA è un’organizzazione non profit nata con lo scopo di diffondere la cultura del perdono attraverso programmi educativi, eventi e campagne di sensibilizzazione.
- La WFA promosse e organizzò la prima International Forgiveness Day, celebrata la prima domenica di agosto a partire dal 1996.
Plath era convinto che il perdono non fosse un segno di debolezza, ma una forza capace di trasformare le persone, migliorare le relazioni e contribuire a costruire una società più pacifica.
🗓 La prima volta… e la data scelta
La prima celebrazione ufficiale della Giornata del Perdono si è tenuta nel 1996. Da allora, il mondo ha iniziato a parlarne sempre di più, tanto che questa giornata è stata inserita tra le ricorrenze internazionali più “sentite” dai promotori della cultura della pace.
La data assegnata? La prima domenica di agosto di ogni anno.
Perché proprio quel giorno? Perché è piena estate, stagione simbolo di rinascita, leggerezza e apertura. Il caldo invita a uscire, a stare insieme, a lasciar andare. E cosa c’è di più liberatorio che perdonare – o perdonarsi – quando tutto attorno profuma di vacanze e spensieratezza?
✨ Perché il perdono merita una giornata tutta sua?
Perdonare non è dimenticare. Non è giustificare. È un regalo che si fa a sé stessi, prima di tutto. È come svuotare la borsa dal superfluo, quella che ci portiamo ovunque piena di risentimenti, rimpianti, parole non dette.
Il perdono non cambia il passato, ma può decisamente alleggerire il presente e migliorare il futuro.
Curiosità chic: Sapevate che esistono persino laboratori del perdono in alcune scuole americane e nei centri di meditazione? E che nei Paesi nordici il perdono viene insegnato ai bambini fin dalla scuola materna come strumento di empatia?
☀️ E nel 2026?
La Giornata Internazionale del Perdono (International Forgiveness Day) è oggi domenica 2 agosto.
Un’occasione perfetta per lasciar andare vecchi rancori, scrivere una lettera che non manderete mai (ma che farà bene al cuore), o semplicemente fare pace… con se stessi.
Magari proprio davanti a un cappuccino, guardando fuori dalla finestra e pensando:
Oggi scelgo la leggerezza. Oggi scelgo il perdono.
Perché alla fine, il perdono è un atto chic. Raffinato. Elegante come chi sa sorridere anche quando la vita si mette di traverso.
E voi? Avete già scelto chi – o cosa – perdonare quest’anno?Autore: Lynda Di Natale Fonte: web Immagine: AI
#accoglienza #Amore #amoreperse #animebelle #Armonia #Autostima #bellezza #Benessere #Cambiamento #Compassione #connessione #consapevolezza #Crescita #CuoreAperto #cuoreleggero #cuorepulito #Dolcezza #Emozioni #Empatia #empatiaquotidiana #Equilibrio #Felicità #felicitàinteriore #Forza #Gentilezza #gentilezzagenerale #Gratitudine #Guarigione #introspezione #ispirazione #lasciarandare #leggerezza #liberazione #Meditazione #MillValley #Mindfulness #OggiScelgoLaLeggerezzaOggiScelgoIlPerdono #paceinteriore #perdonarsi #Perdono #primoSabatoDiAgosto #Relazioni #resilienza #riconciliazione #riflessione #Rinascita #Rispetto #RobertWPlath #saggezza #secondachance #Serenità #spiritualgrowth #Spiritualità #Umanità #WorldwideForgivenessAlliance -
Giornata Mondiale dell’Ascolto
La Giornata Mondiale dell’Ascolto è una di quelle ricorrenze che sembrano semplici, ma in realtà aprono universi: suoni, silenzi, rumori che raccontano storie, città che respirano, persone che si rivelano. È la festa delle orecchie, ma anche del cuore.
Dal 2010, grazie al World Listening Project, il 18 luglio è dedicato a celebrare l’arte dell’ascolto in tutte le sue forme: ambientale, sociale, emotiva. Ogni anno un tema diverso invita a riflettere sul nostro rapporto con il paesaggio sonoro che ci circonda.
🎧 2026: “Echoes of Tomorrow”
Quest’anno il tema è futuristico e poetico: “Echoes of Tomorrow”, un invito a immaginare come i suoni di oggi influenzeranno il mondo di domani. Che traccia sonora stiamo lasciando alle generazioni future? E cosa succede se impariamo ad ascoltare con più attenzione?
Le iniziative del 2026 sono un piccolo concerto globale:
- Milano inaugura la prima Sound Marathon: 12 ore di ascolti guidati tra parchi, tram, mercati e cortili nascosti.
- A Londra, eco‑artisti registrano “le voci delle piante” con sensori bioacustici.
- In Canada, nasce Ear to the Future, una mappa sonora mondiale costruita dalle registrazioni inviate dagli ascoltatori.
- In Giappone, alcune aziende introducono la “pausa di ascolto consapevole”: cinque minuti di silenzio prima delle riunioni. Pare funzioni meglio del caffè.
🔍 Ma perché esistono due date diverse?
Se hai notato che Perfettamente Chic ha già pubblicato un altro articolo sulla Giornata dell’Ascolto il 21 ottobre, non è un errore: esistono due celebrazioni distinte, spesso confuse tra loro.
Ecco la differenza:
- 18 luglio – World Listening Day È la giornata ufficiale del World Listening Project, dedicata al paesaggio sonoro, alla bioacustica, all’ascolto dell’ambiente e alla consapevolezza sonora globale.
- 21 ottobre – World Day of Listening È una ricorrenza più recente, nata da iniziative educative e sociali che promuovono l’ascolto empatico, il dialogo, la comunicazione consapevole e la capacità di “sentire davvero” le persone. Non riguarda i suoni del mondo, ma le relazioni umane.
In pratica:
🎧 luglio ascolta il mondo, 💬 ottobre ascolta le persone.
E sì, esistono anche altre micro‑iniziative locali dedicate all’ascolto (festival, soundwalk day, listening labs), ma le due date principali sono queste.
🎙️ Curiosità chic che arricchiscono la storia
- Il primo World Listening Day del 2010 coinvolse più di 50 città in simultanea.
- Nel 2017 furono registrate le famose “dune che cantano” in Australia.
- Nel 2021 si scoprì che alcune tartarughe marine comunicano con micro‑vibrazioni.
- Nel 2024 Parigi dedicò una mostra ai “suoni perduti” della storia.
🧘♀️ Come partecipare oggi
- Spegni tutto per un minuto e ascolta la tua casa: ha una sinfonia segreta.
- Fai una mini soundwalk nel quartiere.
- Registra un suono che ami e condividilo.
- Oppure… ascolta davvero qualcuno. È rivoluzionario.
🔗 Per approfondire le due anime dell’ascolto
- L’articolo dedicato al World Listening Day (18 luglio): 👉 https://perfettamentechic.com/2025/07/18/🌍-world-listening-day/
- L’articolo dedicato al World Day of Listening (21 ottobre): 👉 https://perfettamentechic.com/2025/10/21/world-day-of-listening/
Autore: Lynda Di Natale
#21OttobreGiornataMondiale #abitudiniDiAscolto #acousticEcology #acousticSpace #ambientRecording #ambientSound #Ambiente #Arte #articoliGiornateMondiali #ascoltare #ascoltareConAttenzione #ascoltareConIlCuore #ascoltareDavvero #ascoltareGliAltri #ascoltareSenzaGiudicare #Ascoltarsi #ascolto #AscoltoAttivo #ascoltoAutentico #ascoltoConsapevole #ascoltoEBenessere #ascoltoERispetto #ascoltoETecnologia #ascoltoEmpatico #ascoltoInteriore #attenzione #audioMapping #beneficiDellAscolto #Benessere #camminatasonora #celebrazioniNelMondo #comeAscoltareMeglio #comunicazioneEfficace #consapevolezza #culturaDellAscolto #curiositàDalMondo #deepListening #earToTheWorld #ecoart #ecology #Empatia #empatiaEAscolto #eserciziDiAscolto #eventi21Ottobre #fieldrecording #FinlandiaSilenzioRadio #GiapponeLezioniDiAscolto #giornataInternazionaleComunicazione #giornataMondialeCuriosità #GiornataMondialeDellAscolto #giornataMondialeInteressante #giornataMondialeRelazioni #giornataacustica #giornatadiascolto #GiornataMondiale #giornateDaCelebrare #giornateDedicateAllaComunicazione #giornateInternazionali21Ottobre #giornateInternazionaliOttobre #giornateInternazionaliSignificato #giornateMondialiDaScoprire #giornateMondialiOttobre #giornateMondialiSpiegazione #giornateParticolariOttobre #giornateTematicheOttobre #globalSound #importanzaDellAscolto #ItaliaEventiAscolto #laboratoriEmpatici #listenClosely #listeningDay #Meditazione #migliorareLaComunicazione #migliorareLAscolto #Mindfulness #MurraySchafer #Musica #Natura #originiGiornataMondiale #paesaggiosonoro #PaesaggioUrbano #perfettamenteChicGiornateMondiali #performance #potereDellAscolto #psicologiaDellAscolto #quietness #relazioniEAscolto #relazioniUmane #significatoGiornataDellAscolto #silence #silenzio #silenzioEComunicazione #silenziodoro #sonicLandscape #soundExperience #soundHealing #soundTherapy #soundart #sounddesign #soundscape #soundwalk #spegnereLoSmartphone #storiaGiornataDellAscolto #suoni #uditivo #urbanSounds #voce #voiceOfNature #WorldDayOfListening #worldSounds
Fonte: web
Immagine: AI -
‘Deveríamos nos envergonhar como humanidade’, diz técnico do Egito sobre genocídio cometido por Israel em Gaza
-
La evolución de la Zoociedad
Hoy quisimos salir a almorzar a un restaurante casero. La comida estaba muy buena. De esas que todavía saben a cocina de verdad y no a una receta industrial.
Pero terminé mirando más a las personas que al plato.
Eso siempre me pasa.
No salgo únicamente a comer. Salgo a observar. A fotografiar desconocidos. A intentar entender esta cosa que llamamos sociedad y que, hace tiempo, decidí llamar Zoociedad.
En una mesa había una señora mayor. Almorzaba mientras hablaba con alguien. Su mesa estaba vacía.
No estaba completamente sola.
Pero la escena me dejó pensando.
No en ella.
En mí.
Porque yo también almuerzo solo muchas veces. También entro a un café con mi cámara, me siento en silencio y observo cómo transcurre la vida de personas cuyos nombres jamás conoceré.
La diferencia es que todavía no llego a la vejez.
Y entonces apareció una pregunta incómoda.
¿Cuándo fue la última vez que le dijiste a un desconocido: “¿Puedo sentarme con usted y acompañarlo mientras almorzamos?”
La pregunta incomoda.
Suena extraña.
Hasta peligrosa.
La Zoociedad nos enseñó que un desconocido es un posible ladrón, un estafador, alguien con malas intenciones o, simplemente, una persona a la que no debemos dirigirle la palabra.
Compartimos ascensores sin saludarnos.
Esperamos en la misma fila sin cruzar una mirada.
Viajamos hombro con hombro mirando una pantalla.
Almorzamos separados por un metro de distancia y por kilómetros de silencio.
Mientras observaba a aquella señora pensé, por un instante, en acercarme.
Preguntarle si podía sentarme.
Conversar un rato.
Compartir el almuerzo con alguien a quien probablemente nunca volvería a ver.
No lo hice.
Me ganó la costumbre.
Esa norma invisible que nadie escribió, pero que todos obedecemos.
La de no invadir.
La de no hablar.
La de no acercarse.
No sé si aquella señora necesitaba compañía.
No sé si habría aceptado.
No sé absolutamente nada de su vida.
Quizá estaba feliz hablando con alguien.
Quizá esperaba a un familiar.
Quizá simplemente disfrutaba ese momento.
No tengo derecho a escribir su historia.
Pero sí puedo escribir la mía.
Y la mía dice que tuve miedo de hacer una pregunta tan sencilla como humana.
Entonces pensé en eso que llamamos evolución.
Nos enseñaron que evolucionar era construir ciudades, inventar internet, crear inteligencia artificial, fabricar teléfonos capaces de hacer millones de operaciones por segundo.
Todo parece avanzar.
Menos nosotros.
Construimos algoritmos capaces de anticipar qué compraremos mañana, pero seguimos sin entender qué siente quien está sentado a un metro de distancia.
Podemos hablar por videollamada con alguien al otro lado del planeta mientras ignoramos a quien comparte el mismo restaurante.
Nunca habíamos estado tan conectados.
Nunca habíamos estado tan encapsulados.
Antes la evolución consistía en aprender a convivir.
Hoy parece consistir en optimizar.
Optimizar el tiempo.
Optimizar la productividad.
Optimizar el cuerpo.
Optimizar el contenido.
Optimizar la atención.
Todo debe ser eficiente.
Incluso las relaciones.
Si alguien deja de entretenernos, deslizamos el dedo.
Si una conversación tarda demasiado, desbloqueamos el celular.
Si una persona envejece, muchas veces deja de existir para la mirada de los demás.
La Zoociedad no siempre es cruel.
Muchas veces solo es indiferente.
Y la indiferencia tiene una capacidad extraordinaria: convierte lo extraordinario en rutina.
Una señora almorzando con una mesa vacía.
Un vigilante que nadie saluda.
Un barrendero limpiando la basura ajena.
Un vendedor ambulante caminando kilómetros.
Un domiciliario comiendo de pie entre un pedido y otro.
Los vemos todos los días.
Precisamente por eso dejamos de verlos.
Quizá la evolución nunca consistió en crear máquinas más inteligentes.
Quizá consistía en no olvidar cómo acercarse a otro ser humano.
Porque resulta curioso que una especie capaz de enviar sondas al espacio considere extraño sentarse a compartir una mesa con un desconocido.
Tal vez esa sea la verdadera paradoja de la Zoociedad.
Somos expertos en conectar dispositivos.
Pero cada vez nos cuesta más conectar personas.
Salí de ese restaurante pensando que la fotografía no había sido de aquella señora.
La fotografía había sido para mí.
Fue un espejo.
Un recordatorio de que la soledad no empieza con las canas.
Empieza el día en que dejamos de hablar con quien no conocemos.
Empieza cuando la prudencia se convierte en indiferencia.
Empieza cuando creemos que cada mesa debe ser una isla.
Quizá por eso sigo saliendo con una cámara a mirar desconocidos.
No busco la fotografía perfecta.
Busco preguntas.
Busco esos instantes que nadie publica porque no generan likes, pero que dicen más sobre nosotros que cualquier tendencia del día.
Vivimos rodeados de smartphones, Smart TV, relojes inteligentes, asistentes de hogar, neveras inteligentes, aspiradoras inteligentes y quién sabe cuántas smartpollas en vinagre más.
Todo parece ser inteligente.
Las casas.
Los carros.
Los electrodomésticos.
Los algoritmos.
Las máquinas.
Menos nosotros cuando se trata de hacer algo tan simple como mirar a otro ser humano y decirle:
”¿Le puedo acompañar el almuerzo?”
Será que soy un modelo obsoleto.
Uno de esos humanos versión antigua.
Cansado.
Fuera de serie.
Convencido de que compartir una mesa todavía vale más que compartir un enlace.
Quizá algún día sea yo quien esté sentado allí.
Almorzando solo.
Hablando con alguien.
O simplemente mirando por la ventana.
Y quizá otro desconocido, con una cámara en las manos, imagine mi historia desde la mesa de enfrente.
Probablemente se equivoque.
Como probablemente también me equivoqué yo.
Porque una fotografía nunca alcanza para explicar una vida.
Pero sí puede recordarnos una pregunta que casi nadie se atreve a hacer:
¿Puedo sentarme con usted y acompañarlo mientras almorzamos?
Quizá la evolución de una sociedad no se mida por la velocidad de sus procesadores ni por la inteligencia de sus algoritmos.
Quizá se mida por la naturalidad con la que un desconocido puede compartir una mesa sin que eso parezca un acto extraordinario.
Porque el verdadero progreso no será el día en que inventemos un asistente más inteligente.
Será el día en que dejemos de necesitar un dispositivo para recordar que, antes que usuarios, consumidores o perfiles, seguimos siendo personas.
@elmandelacamara
#adultosMayores #aislamientoSocial #algoritmos #blogPersonal #Bogotá #Cali #Caliwood #cámara #ciudad #Colombia #comportamientoHumano #conexiónHumana #culturaDigital #desconocidos #dignidad #elmandelacamara #empatía #Ensayo #ensayoFotográfico #experiencias #filosofíaCotidiana #fotografíaCallejera #fotografíaDocumental #humanidad #inteligenciaArtificial #invisibles #modernidad #observaciónSocial #observadorUrbano #operadorDeCámara #progreso #redes #Reflexión #relacionesHumanas #restaurantes #smartphones #Sociedad #soledad #streetPhotography #Tecnología #vejez #VidaCotidiana #Zoociedad
Operario de cámara. Observador de la Zoociedad. Cansado, obsoleto y fuera del rebaño. -
La normalización del absurdo
26 DE MAYO DE 2026 La normalización del absurdoPor: Víctor Manuel Reyes Ferriz
El mundo atraviesa nuevamente una etapa de reconfiguración ideológica cuya magnitud todavía no termina de dimensionarse por completo, porque aunque gran parte de la conversación pública continúa reduciendo los acontecimientos internacionales a disputas locales, elecciones nacionales o confrontaciones partidistas aisladas, lo cierto es que detrás de muchos de los movimientos políticos actuales comienza a consolidarse un proceso mucho más profundo relacionado con la reorganización de bloques narrativos, intereses estratégicos y posicionamientos ideológicos que progresivamente vuelven a dividir al escenario internacional bajo una lógica de alineamientos cada vez menos disimulados, por ello, las tensiones contemporáneas ya no pueden interpretarse únicamente desde la óptica tradicional de la diplomacia o la cooperación económica, sino también desde la construcción de discursos globales que intentan definir qué modelo económico, político y social debe prevalecer en los próximos años, particularmente en un contexto donde las democracias occidentales enfrentan niveles crecientes de polarización interna mientras potencias como China y Rusia impulsan esquemas alternativos de influencia política, militar y tecnológica capaces de alterar el equilibrio internacional construido tras el fin de la Guerra Fría.
Bajo esta lógica, resulta cada vez más evidente que las izquierdas y derechas contemporáneas dejaron de limitarse a la competencia electoral doméstica para comenzar a operar también como comunidades ideológicas transnacionales que construyen alianzas, respaldos simbólicos, plataformas discursivas y mecanismos de legitimación mutua, derivado de esto, los encuentros internacionales, los foros políticos, las declaraciones conjuntas y las narrativas de resistencia o defensa democrática ya no funcionan únicamente como actos protocolarios, sino como mensajes cuidadosamente observados e interpretados por otros actores globales, particularmente cuando las tensiones internacionales atraviesan uno de sus momentos más delicados de las últimas décadas; sin embargo, lo verdaderamente relevante no radica únicamente en la existencia de estas redes ideológicas, sino en el momento histórico en el que resurgen, porque coinciden con un escenario internacional marcado por guerras abiertas, amenazas de escalamiento militar, disputas energéticas, confrontaciones tecnológicas y presiones diplomáticas que convierten cualquier posicionamiento político en una variable susceptible de ser leída bajo claves geopolíticas mucho más amplias que las reconocidas públicamente.
La guerra entre Rusia y Ucrania constituye probablemente el ejemplo más visible de esta transformación, no solo por el conflicto militar en sí mismo, sino porque terminó reactivando una lógica internacional que durante años pareció parcialmente contenida, particularmente la reconstrucción de bloques políticos y estratégicos enfrentados que vuelven a dividir al mundo bajo esquemas de influencia ideológica, militar y económica, por ello, el conflicto dejó de ser exclusivamente una disputa territorial para convertirse en una confrontación que involucra narrativas democráticas, intereses energéticos, expansión de alianzas militares y control geopolítico regional; empero, el verdadero impacto del conflicto quizá no radique únicamente en sus consecuencias materiales, sino en la manera en que logró normalizar nuevamente conceptos que hace apenas algunos años parecían lejanos para gran parte de la sociedad contemporánea, como amenazas nucleares, militarización fronteriza, espionaje internacional, propaganda política masiva y discursos permanentes de confrontación global.
Algo similar ocurre con la tensión creciente entre Estados Unidos e Irán, particularmente en Medio Oriente, donde cualquier movimiento militar, declaración diplomática o ataque indirecto posee la capacidad de alterar cadenas completas de estabilidad regional y económica a nivel global, especialmente cuando el control energético continúa desempeñando un papel determinante dentro del equilibrio internacional, por ello, la confrontación ya no puede entenderse únicamente como un desacuerdo bilateral, sino como parte de una disputa mucho más amplia relacionada con influencia regional, seguridad internacional y capacidad de proyección política sobre zonas estratégicas del planeta, mientras paralelamente China incrementa su presión sobre Taiwán bajo una lógica que combina demostración militar, competencia tecnológica y disputa económica global, introduciendo un escenario donde las principales potencias comienzan a exhibir cada vez menos disposición para ocultar sus intereses estratégicos reales detrás de discursos diplomáticos cuidadosamente moderados.
América Latina tampoco permanece al margen de esta reconfiguración internacional, particularmente porque distintos gobiernos de la región han comenzado a reforzar vínculos ideológicos, narrativos y políticos que inevitablemente son observados por Washington bajo criterios de seguridad, estabilidad regional e influencia estratégica, derivado de esto, las reuniones internacionales entre liderazgos de izquierda latinoamericana, los discursos sobre soberanía regional, las posturas frente a conflictos internacionales y los posicionamientos frente al modelo económico occidental adquieren una dimensión que trasciende lo meramente simbólico, especialmente en un contexto donde Estados Unidos enfrenta simultáneamente tensiones con Rusia, presión económica y tecnológica por parte de China y una creciente fragmentación política interna; por lo tanto, asumir que estos movimientos son completamente neutros o que carecen de implicaciones geopolíticas representa una lectura excesivamente ingenua de la realidad internacional contemporánea.
Lo verdaderamente inquietante de este escenario no es únicamente el nivel de confrontación política e ideológica que comienza a consolidarse a nivel global, sino la manera en que la sociedad parece haber desarrollado una capacidad extraordinaria para acostumbrarse a ello, porque mientras las tensiones internacionales aumentan, las contradicciones políticas se multiplican y los discursos públicos se radicalizan, la reacción colectiva parece cada vez más débil, más breve y más emocionalmente anestesiada, como si la sobreexposición permanente al conflicto hubiera terminado erosionando la capacidad social de sorprenderse frente a acontecimientos que en otros momentos históricos habrían provocado una conmoción mucho más profunda, derivado de esto, guerras, amenazas militares, manipulación narrativa, espionaje, polarización extrema, discursos de odio y contradicciones institucionales comienzan a consumirse socialmente con la misma velocidad con la que desaparecen dentro del ciclo informativo cotidiano.
Tal vez el síntoma más delicado de esta transformación no sea la polarización política en sí misma, sino la pérdida progresiva de la capacidad de indignación, porque la indignación funciona como uno de los últimos mecanismos morales capaces de recordarle a una sociedad que todavía existen límites éticos, contradicciones intolerables y conductas públicamente inaceptables; sin embargo, algo comenzó a romperse cuando la incongruencia dejó de generar rechazo para convertirse en parte normal del paisaje político y social, por ello, hoy los gobiernos pueden sostener discursos opuestos a sus propias acciones sin enfrentar necesariamente consecuencias reales de credibilidad, pueden condenar prácticas que simultáneamente replican, defender principios que aplican selectivamente o prometer transformaciones que jamás terminan materializándose, mientras la reacción pública rara vez supera algunos días de indignación momentánea antes de ser sustituida por la siguiente controversia.
El problema adquiere una dimensión todavía más profunda cuando esa pérdida de indignación deja de dirigirse únicamente hacia el poder político y comienza a reflejarse también en el comportamiento cotidiano de la propia sociedad, porque el ciudadano contemporáneo igualmente empezó a normalizar prácticas que durante años criticó en la clase gobernante, derivado de esto, mentir estratégicamente, justificar la simulación, actuar bajo conveniencia, incumplir compromisos, manipular discursos o relativizar principios dejó de percibirse como una anomalía moral para comenzar a integrarse progresivamente dentro de las dinámicas normales de convivencia pública, lo cual introduce una contradicción especialmente peligrosa, ya que una sociedad difícilmente puede exigir congruencia institucional cuando ella misma ha comenzado a perderla en su comportamiento cotidiano.
Nos encontramos en una época donde la incongruencia de pensamiento se puede presentar en dos o, incluso, tres vías diferentes; es decir, la manera en que pensamos y posteriormente actuamos es muy diferente cuando se presenta exactamente el mismo caso y esta incongruencia mental tampoco nos indigna, es más, algo que me parece sumamente delicado es que el mundo hoy se indigna mucho más por la decisión que el VAR pueda tomar en un partido de fútbol que en las acciones que nuestros líderes, padres, compañeros de trabajo o cualquiera que sea de nuestro ámbito más próximo pueda generar y solo considero indispensable que pongamos en una balanza y nos planteemos esta pregunta ¿Pueden las dudas en el fútbol tener mayor relevancia en nuestra vida diaria que las acciones que hacen o dejan de hacer nuestros gobiernos?
En este contexto, quizá el riesgo más grande no sea únicamente la confrontación ideológica mundial que lentamente vuelve a dividir al planeta bajo nuevas narrativas políticas, económicas y estratégicas, sino el hecho de que la humanidad parece estar perdiendo la capacidad emocional y moral para reaccionar frente a ella, porque cuando la mentira deja de sorprender, la simulación deja de incomodar y la contradicción deja de indignar, los límites éticos comienzan a desplazarse silenciosamente hasta volver aceptables conductas que anteriormente habrían resultado inadmisibles, por ello, el verdadero deterioro quizá no se encuentre solamente en los gobiernos, en los conflictos internacionales o en los intereses geopolíticos que hoy reorganizan al mundo, sino en la normalización colectiva de la incongruencia como forma habitual de convivencia pública.
Finalmente, el problema de una sociedad que pierde la capacidad de indignarse no radica únicamente en su pasividad frente al poder, sino en algo mucho más profundo y peligroso: la gradual desaparición de los criterios internos que permiten distinguir entre lo correcto y lo conveniente, porque cuando la contradicción deja de generar conflicto moral, las sociedades comienzan a adaptarse emocionalmente a cualquier narrativa, a cualquier abuso y a cualquier simulación siempre que resulte compatible con sus afinidades ideológicas o intereses inmediatos, derivado de esto, quizá la pregunta más inquietante no sea hacia dónde se dirige la nueva confrontación política mundial, sino ¿en qué momento dejamos de reaccionar frente a ella como si ya nada tuviera la capacidad de sorprendernos o indignarnos realmente?
DATO CULTURAL.
Un día como hoy en 1816 en Montevideo, Uruguay, la Biblioteca Nacional abre sus puertas por primera ocasión y se convierte en la primera biblioteca pública del país, motivo por el cual, en Uruguay, se celebra en esta fecha, el “Día Nacional del Libro”; en 1914 en París, Francia, el Teatro de la Ópera de París se convierte en el recinto para el estreno mundial de la ópera “Le Rossignol” (El ruiseñor), de la autoría del célebre compositor, director de orquesta, libretista y pianista ruso Ígor Fiódorovich Stravinski, en 1989 en Casablanca, Marruecos, culmina la 16º edición de la cumbre de la Liga Árabe, con un reconocimiento “implícito” del Estado de Israel y con una petición para asentar una conferencia internacional para la paz en Oriente Próximo.
Espero tus comentarios en el correo [email protected] y recuerda que, en este espacio, las críticas no sólo son bienvenidas, SON NECESARIAS.
Sígueme en mis redes:
Sigue Apertura Intelectual en todas nuestras redes:
Te invitamos a que califiques esta información.
ENTRADAS RELACIONADAS
#AnalisisAI #AperturaIntelectual #Conciencia #CriticaSocial #DebatePublico #Indignacion #LaNormalizacionDelAbsurdo #OpinionPublica #PensamientoCrítico #ReflexionPolitica #Sociedad #Vmrfaintelectual #Vicmanrf #Victormanrf #Victormrferriz #AceptarMentiras #Análisis #BloquesDeIzquierdaContraDerechaEnElMundo #China #Cine #ConflictoBélicoEEUUVsIrán #ConflictoBélicoRusiaVsUcrania #Cuestionarnos #Cultura #Empatía #EstadosUnidos #GeopolíticaMundial #Historia #IdeologíasPolíticas #Indignación #Irán #LaNormalizaciónDelAbsurdo #LuchaDeChinaPorTaiwán #MedioOriente #NormalizarElAbsurdo #Opinión #PensamientoCrítico #Política #Reflexión #ResignaciónSinDisputa #Rusia #SociedadAnestesiada #Taiwán #Turismo #Ucrania #Valores #VíctorManuelReyesFerriz #Viajes #VMRF
-
AI bez lukru #40: Czy AI jest kobietą?
Cześć! Z tej strony Tomek Turba. AI bez lukru to cykl moich felietonów o sztucznej inteligencji bez marketingowego lukru, bez korporacyjnych slajdów i bez bajek o “rewolucji, która wszystko zmieni”. Pokazuję AI taką, jaka jest naprawdę: z absurdami, wpadkami, halucynacjami i konsekwencjami, o których rzadko mówi się głośno. Bez zadęcia,...
#Aktualności #Teksty #Ai #BezLukru #Empatia #Felieton #Kobieta
-
La jaula es nuestra herramienta para llevar a cabo el CER👇
Captura-Esterilización-Retorno a su colonia (desparasitados y vacunados)Proporciona:
Vida digna
Bienestar Animal
Control poblacional
Ausencia de peleas territoriales y marcajesSé parte de esto como socix
https://engatadas.es/hacerse-socio-a/#socio #socia #solidaridad #empatia #bienestaranimal #cat #CatsOfMastodon #albacete #engatadas #engatadasalbacete
-
𝑬𝒍 𝑬𝒄𝒐 𝒅𝒆 𝒍𝒐 𝒒𝒖𝒆 𝒄𝒂𝒍𝒍𝒂𝒎𝒐𝒔
⋆✣⋆──────✦──────⋆✣⋆Hoy es el Día Internacional
contra la Violencia y el Acoso Escolar,
incluido el Ciberacoso.Y, aun así,
siguen callando los pasillos,
callan las pantallas,
callan los que miran hacia otro lado
mientras alguien se deshace en silencio.El acoso no empieza con un golpe,
empieza con una risa,
con un “solo era una broma”,
con el miedo a ser el siguiente.Cada palabra lanzada en red
es una piedra invisible.
Cada burla,
una herida que no sangra,
pero deja marcas profundas.Y tú,
que ríes, que compartes, que repites,
no ves el temblor tras la pantalla,
el llanto mudo de quien solo quería pasar.Hoy, más que nunca,
recordemos que la empatía no es una moda,
que el respeto no se enseña con discursos,
y que callar ante el daño
es volverse parte de él.Porque nadie debería tener que aprender
a sobrevivir al miedo para poder existir.
⋆✣⋆──────✦──────⋆✣⋆/𝙍𝙚𝙛𝙡𝙚𝙭𝙞𝙤𝙣𝙚𝙨/
#diainternacionalcontralaviolencia #noalacoso #ciberacoso #acosoescolar #educacionemocional #empatía #humanidad #respeto #reflexion
-
Jeszcze przypomnę mój tekst "Czy mamy prawo do przeżywania straty?" - ku refleksji. Nie tylko o żałobie, ale myślę, że w kontekście zbliżającego się 1 listopada warto przeczytać
https://writefreely.pl/didleth/h1czy-mamy-prawo-do-przezywania-straty
I życzę wszystkim spokojnego i bezpiecznego weekendu
-
Amor, autismo e descobertas em ‘Uma Mulher Diferente’
-
International Day of the Deaf
Giornata Mondiale del Sordo: il silenzio che parla più forte!
Ogni anno, nell’ultima domenica di settembre, il mondo si tinge di gesti, sorrisi… e un po’ di silenzio festoso! Sì, perché oggi celebriamo la
Giornata Mondiale del Sordo
Ma attenzione: non è solo un giorno per ricordare l’assenza di suoni, è una vera e propria festa di comunicazione, cultura e curiosità da ogni parte del mondo.
Perché l’ultima domenica di settembre?
La scelta di una domenica permette a più persone di partecipare agli eventi organizzati dalle associazioni sorde, senza l’assillo del lavoro o della scuola. Inoltre, tradizionalmente, la Giornata è legata alla Federazione Mondiale dei Sordi (World Federation of the Deaf – WFD), che dal 1951 si impegna per i diritti dei sordi e la promozione della Lingua dei Segni.Chi ha deciso la giornata e quando è nata?
La giornata è stata ufficialmente proclamata dalla WFD e le prime celebrazioni risalgono agli anni ’50. Negli anni ’60, l’ultima domenica di settembre è diventata la data di riferimento per questa ricorrenza mondiale, consolidando la tradizione di festeggiare il silenzio che comunica così tanto.Cosa si celebra esattamente?
Non si tratta solo di “non sentire”: la Giornata Mondiale del Sordo celebra la cultura sorda, la Lingua dei Segni, l’accesso all’istruzione e ai servizi per tutti, e la consapevolezza che la comunicazione va ben oltre le parole pronunciate. È il giorno in cui ilsilenzio parla più forte di mille discorsi!
Curiosità divertenti da ogni parte del mondo:
- In Giappone, i sordi celebrano la giornata con calligrafia artistica e teatro muto: elegante e poetico!
- Negli Stati Uniti, alcune scuole organizzano “silent parties”, feste dove tutti devono comunicare solo con gesti: caos e risate assicurate.
- In alcuni Paesi europei, durante la giornata, i musei offrono visite guidate in Lingua dei Segni: imparare ad ascoltare con gli occhi è un’arte da provare almeno una volta.
- In Australia, alcune città organizzano gare di “mimo veloce”, dove i partecipanti devono descrivere film famosi senza proferire parola: l’ilarità è assicurata!
In sintesi:
Oggi, come l’ultima domenica di settembre è una giornata di festa di chi comunica con gli occhi, le mani e il cuore. È il giorno in cui il mondo impara che la vera comunicazione non ha bisogno di suoni, ma di attenzione, empatia… e un pizzico di ironia. Anche se non parlate la Lingua dei Segni, oggi potete partecipare: basta sorridere, guardare e lasciarsi sorprendere dal silenzio più eloquente che ci sia.Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI
#Accessibilità #anni50 #anni60 #arteVisiva #associazioni #attenzione #Australia #calligrafia #calligrafiaArtistica #caos #Celebrazione #città #Comunicazione #comunicazioneNonVerbale #comunitàSorda_ #concerti #culturaSorda #Cuore #curiosità #dirittiDeiSordi #Educazione #Empatia #esperienzaSensoriale #Eventi #Festival #film #flashMob #flashMobSilenzioso #gare #gesti #Giappone #GiornataMondialeDelSordo #Inclusione #InternationalDayOfTheDeaf #Ironia #italia #laboratori #LinguaDeiSegni #LIS #mani #mimica #mimo #musei #Occhi #partecipazione #piazza #primaAssemblea #Risate #silentParty #silenzio #Sorrisi #Spettacoli #sportSilenzioso #StatiUniti #storia #teatroMuto #Tradizione #ultimaDomenicaDiSettembre #VisiteGuidate #WFD #workshop #WorldFederationOfTheDeaf
-
Hola Titánicos, cada 10 de septiembre se celebra el día mundial para la prevención del suicidio, con el objetivo de concienciar que el suicidio puede prevenirse. Este año bajo el lema: "Siempre hay razones para vivir".
https://somosdisca.es/dia-mundial-para-la-prevencion-del-suicidio-2025/
#díamundialparalaprevencióndelsuicidio #vivir #ayuda #wspd #suicideprevention #suicide #Cambiarlanarrativa #PrevencionDelSuicidio #prevención #stopsuicidio #saludmental #Siemprehayrazonesparavivir #depresion #depresionmayor #distimia #bipolar #trastornobipolar #ingresoensaludmental #ingresoagudos #manicomio #esquizofrenia #trastornoalimenticio #ansiedad #agudos #visibilidad #cuidados #autoayuda #respeto #empatia #salud #enfermedad #titan #titanicos #titanico #discapacidad #disability #disabilities #gentetitanica #somosdisca
-
No más niñita tierna
Descargar en PDF🔊 Escuchar este post
Cuando me golpeo el codo digo «Sorpresa, ojalá que sea agradable.» Si me pica la mano me la guardo en el bolsillo para que venga la plata. Si se parte un vaso en 2 pedazos prendo un sahumerio o una velita para expulsar las malas energías. Si se cae un cuchillo, un tenedor o una cuchara, me pregunto quién vendrá. Tengo piedritas, una runa y un elefante para atraer el dinero. Pero eso no me hace alguien espiritual, al parecer. Dar gracias todos los días por lo que tengo, meditar cuando mi TDAH me deja y si nada externo me interrumpe, prenderle una velita a la luna para que me guíe en mi camino. Siempre me faltan los clásicos 5 pal peso. Supongo que con la mega devaluación, esos 5 como ese peso, para la nueva espiritualidad no valen nada.
Vivimos en una época en la que el cristianismo convive con el reiki, la biodecodificación con las constelaciones familiares, y la astrología se discute más que la astronomía. Una época en la que creer en las energías y en el “poder de la mente” no solo es válido, sino que parece obligatorio. Y si no pensás como el algoritmo, o no vibrás alto, sos “negativa”, “tóxica” o, directamente, “un estorbo emocional”.
Iba a hacer un post informativo sobre el TDAH. Una línea de tiempo desde mis tres años hasta ahora. Pero pensé: ¿para qué? Ya lo expliqué. Ya lo conté. Ya lo escribí. Y aún así, hay gente que necesita una experiencia personal para poder creerte. Y si no te cree, entonces te acusa de justificarte. Como si no existiera un punto medio entre ser víctima y ser funcional.
Hace poco una amiga mía se animó a ir al psiquiatra. Y su pareja le contestó: “La medicación no es magia. ¿Por qué no vas a hacer biodecodificación?”. Como si fuera lo mismo. Como si una historia de vida jodida se pudiera destrabar con “tu árbol genealógico”. Como si la ciencia fuera un plan B, y no un punto de partida.
Y ojo: no se trata de burlarse de las creencias de nadie. Pero… ¿realmente tengo que constelar a mis ancestros cuando apenas puedo manejar mi día a día? ¿En serio tengo que sanar los traumas de mi tátaraabuela cuando todavía estoy intentando sobrevivir a los míos?
Pero además, ¿en qué momento separamos la ayuda inmediata del “poder de la mente”? Una chica en Twitter contaba que el colectivo en el que iba chocó. Una pasajera cayó hacia adelante. La chica llamó al SAME, se le acercó y le ofreció ayuda. Una tercera pasajera le dijo: «No, dejala. Le estoy pasando reiki. Va a estar bien.»
Es bastante llamativo también cómo las personas de generaciones más grandes entienden mucho más y tienen mayor empatía que las nuestras. Una amiga de unos cincuenta y pico, cuando le conté de mi TDAH hace poco, entendió todo perfectamente y no dudó de nada. ¿Por qué? Porque había tenido una charla con su ex sobre el tema, al cual lo habían diagnosticado hacía un tiempo con lo mismo.
Se supone que éramos la generación de la transición entre los dinosaurios y la que lo iba a cambiar todo. Los planes quedaron en el camino. Los nenes usan “mogólico” como insulto, cuando yo aprendí desde los 6 años que no se debía usar. Que era una forma de discriminación.
Todo lo que no se ve, hoy es sospechoso. Todo lo que no es feliz, es negativo. Y todo lo que no encaja, es desechable.
Vivimos una época donde las personas de nuestra generación y las que vienen están cayendo en una especie de antiempatía elegante. Todo tiene que estar decorado. Todo tiene que estar explicado sin incomodar. Y si no podés o no querés explicar, entonces te gostean. Te cancelan. Te critican por “no hacer el esfuerzo”. O te sueltan un “¿no te estará faltando una pata más del banquito?” Y yo pienso: ¿no será que recién estoy empezando terapia y no puedo trabajar todo a la vez porque me están pasando mil cosas?
La exacerbación del súper yo por encima de la empatía y el entendimiento hacia el otro hacen que en realidad, no intenten verte desde tu punto de vista, ponerse en tus zapatos. Todo tiene que ser una comparación personal con lo que a ellos les pasa. Y la verdad, para creer en cosas que me obligan o me instan a ser políticamente correcta, prefiero ser escéptica. Sí, como Lisa. Prefiero ser el hablantín que arruine la película contándote el final.
Una amiga me contaba que su amiga sale con jóvenes de entre 20 y 30 años. Y que la mayoría tienen un patrón: vínculos fugaces, falta de responsabilidad afectiva, desprecio por el otro. Es que ahora, amar sin explicar nada, parece ser parte de la autenticidad. Y herir sin culpa, un acto de amor propio.
El problema no es la libertad. El problema es usar la libertad como excusa para evitar el compromiso. Porque no todo lo que duele es manipulación. Y no todo límite que te incomoda es “violencia”.
Relaciones de no más de 5 meses, gosteo, bloquear sin explicación, poner excusas que, como dice La Oreja de Van Gogh, «ni tú entendías.» Pero todo está bien. Porque es como ellos dicen.
Y no, no es que vos no te hayas equivocado. Pero cometer errores y pedir disculpas por ellos parece más difícil de hacer que perdonar al otro, así porque sí. Realmente, cuántos conflictos se solucionarían simple y sencillamente escuchándonos los unos a los otros, y empatizando con lo que nos pasa?
Y mientras tanto, seguimos romantizando el perdón. Que tenés que perdonar “porque eso te libera”. Que si no perdonás, te llenás de odio. Y una se pregunta: ¿Perdonarías a alguien que te invalidó cuando contaste que fuiste abusada? ¿A alguien que habló de tu vida como si supiera lo que pasaba adentro de tu casa? ¿Perdonarías a tu abusador?
Yo no. Y no tengo rencor. No tengo odio. No tengo ninguna culpa por no hacerlo. Simplemente no me nace. Y que me obliguen a hacerlo en nombre del “crecimiento personal y espiritual” me parece tan violento como lo que me hicieron en primer lugar.
🔬 La OMS, la Unicef y el BID ya vienen alertando que la salud mental en niños y adolescentes empeoró significativamente desde la pandemia. Aumentaron los casos de ansiedad, depresión, autolesiones y suicidios en un 25%. Datos, no opinión.
🌍 Pero no, no hablamos de eso. Hablamos de decretar, de manifestar, de elevar la frecuencia, de alinear los chakras, que no está mal. Si alguien se siente bien pidiéndole trabajo a San Cayetano está perfecto. Pero que tus creencias no invaliden las mías ni invaliden mi diagnóstico de una condición neurológica documentada y estudiada científicamente.
¿Por qué tengo que mostrar la mejor versión de mí? ¿Para quién? ¿De afuera tienen que ver que estoy bien, que puedo con todo, que soy la hada mágica de la felicidad? No, no puedo, no quiero. No voy a sonreír por complacer ni a darte la razón por ser condescendiente. Prefiero callarme y no decir nada antes que entrar en discusiones sin sentido. Y lo más loco: a veces, el apoyo y la contención que necesitás, llega de quien menos te lo esperás.
🔭 Mi tío que es físico me dijo que la astrología no existe porque los astrónomos confirman que los planetas no se alinean como dice la astrología. Que lo que vemos desde la Tierra es una ilusión óptica, no un campo de energía mística. Y acaso tenemos pruebas para argumentar en su contra? En contra de un telescopio o de cientos de científicos a lo largo y ancho del globo? La respuesta es no.
Pero nada de eso importa. Porque si lo leíste en TikTok, es verdad. Porque la fe, mientras tenga filtro bonito, se vuelve más creíble que cualquier telescopio. Aunque convengamos que la astrología existe al igual que muchas otras pseudociencias, hace mucho más tiempo que las redes sociales.
Pero entonces, ¿cuál es hoy en día la diferencia? Que entre gurús digitales, adolescentes confundidos y adultos que creen en todo menos en el otro, se instala una nueva forma de violencia: la espiritualidad narcisista. El amor propio a toda costa. El perdón como imposición. La ciencia como capricho. Y el dolor ajeno como material descartable si no se expresa con las palabras correctas.
Porque hoy en día cualquiera puede hacer un curso de astrología que no tiene ningún tipo de validez y hacer videos en las redes para conseguir seguidores. Pero existe la teoría de la certeza —no recuerdo el nombre exacto— que dice que si vos decís algo, sea lo que sea, por pura estadística, a más de una persona le va a resonar. Y ese es el fundamento principal para que la astrología continúe viva hoy en día como un oráculo del futuro y el pasado.
Así que sí. Ya está. No más niñita tierna. No más sonrisas para suavizar lo que molesta. No más explicaciones para quien no quiere entender.
Yo ya no estoy para quedar bien con el diablo ni con dios. Por eso prefiero quedar mal con los dos. Porque eso implicaría deformarme hasta encajar. Y yo, sinceramente, ya no estoy para encajar. Estoy para existir. Con contradicciones, con heridas, con opiniones molestas. Y si eso incomoda… que incomode. No me importa.
Porque, si me preguntan en qué creo: creo en Jesús, en el Che Guevara, en Mafalda, en Quino, en Gardel, en Charly García, en el Flaco Spinetta y en la Negra Sosa. Creo en el Racing Club de Avellaneda, en la luna, en los dragones y en los gatitos. Pero sobre todo, creo en la ciencia. Y en que nadie se salva solo, como dijo alguien en El Eternauta (¿Salvo? ¿Favalli? Bueno, cosas del TDAH). No sé. Pero la salida es colectiva. Y como me dijo un amigo católico y súper conservador: en lugar de separarnos por nuestras diferencias, deberíamos unirnos por aquello que tenemos en común.
Creo en la verdadera amistad. En el afecto, el amor y el cariño sincero. Creo cada vez en menos personas. Confío cada vez en menos gente. Pero si publico esto es porque aún sigo creyendo en la humanidad.
#adolescencia #ansiedad #astrología #astronomía #autoayuda #depresión #Discapacidad #Discriminación #empatía #juventud #Meditación #neurodivergencia #pandemia #postPandemia #Psicología #psiquiatría #Reiky #responsabilidadAfectiva #superYo #TDAH #yoga
-
Powoli wracam - będę się mnie lub bardziej udzielać, prasówki docelowo też wrócą, tylko nie wszystko naraz. A w międzyczasie - zapraszam na zaległy tekst dot. prawa do przeżywania straty
https://writefreely.pl/didleth/h1czy-mamy-prawo-do-przezywania-straty
-
#Blog #Español #Afantasía #Conceptos #Empatía #Imaginación #Lectura
¿Qué es la afantasía?
"La afantasía es la incapacidad para imaginar, la inhabilidad de algunas personas de crear imágenes mentales."
https://saraincera.blogspot.com/2025/02/que-es-la-afantasia.html
-
Como hoy es el día mundial de la prevención del suicidio quiero aprovechar este dia para visibilizar como es un ingreso de salud mental desde dentro.
A día de hoy, un ingreso de salud mental, se realiza cuando el trastorno o enfermedad de salud mental no está controlada y se necesita una atención más exhaustiva y personalizada.
Hoy os comparto mi experiencia personal de como es por dentro.
https://somosdisca.es/un-ingreso-de-salud-mental/
#ingresoensaludmental #ingresoagudos #manicomio
#PrevencionDelSuicidio #prevención #stopsuicidio #saludmental #depresion #depresionmayor #distimia #bipolar #trastornobipolar #esquizofrenia #trastornoalimenticio #ansiedad #agudos #visibilidad #cuidados #autoayuda #respeto #empatia #salud #enfermedad #titan #titanicos #titanico #discapacidad #disability #disabilities #gentetitanica #somosdisca -
Hola Titánicos, cada 10 de septiembre se celebra el día mundial para la prevención del suicidio, con el objetivo de concienciar que el suicidio puede prevenirse. Este año bajo el lema: "Cambiar la narrativa"
https://somosdisca.es/dia-mundial-para-la-prevencion-del-suicidio-2024/
#PrevencionDelSuicidio #prevención #stopsuicidio #saludmental #depresion #depresionmayor #distimia #ansiedad #agudos #visibilidad #cuidados #autoayuda #respeto #empatia #salud #enfermedad #titan #titanicos #titanico #discapacidad #disability #disabilities #gentetitanica #somosdisca
-
3/3 Olen ollut skeptinen siitä, että #RiikkaPurra tuntisi #empatia a muita kuin välitöntä lähipiiriään kohtaan, mutta kyllä hän tuntee. I stand corrected.
Jos olisin raadollisrealistisen skeptikon lisäksi kyyninen pa*ka, voisin sanoa, että ei hän oikeasti tätä tarkoita & tunne mitään, kuha käy maneerina muiden seassa kommentoimassa.
Mutten onneksi ole kyyninen pa*ka
#FuckCancer #Malm #NiinaMalm #SDP #demarit #syöpä #rinta #syöpä #rinta #rinnat #tissi #tissit #eduskunta #politiikka #poliitikko
-
3/3 Olen ollut skeptinen siitä, että #RiikkaPurra tuntisi #empatia a muita kuin välitöntä lähipiiriään kohtaan, mutta kyllä hän tuntee. I stand corrected.
Jos olisin raadollisrealistisen skeptikon lisäksi kyyninen pa*ka, voisin sanoa, että ei hän oikeasti tätä tarkoita & tunne mitään, kuha käy maneerina muiden seassa kommentoimassa.
Mutten onneksi ole kyyninen pa*ka
#FuckCancer #Malm #NiinaMalm #SDP #demarit #syöpä #rinta #syöpä #rinta #rinnat #tissi #tissit #eduskunta #politiikka #poliitikko
-
3/3 Olen ollut skeptinen siitä, että #RiikkaPurra tuntisi #empatia a muita kuin välitöntä lähipiiriään kohtaan, mutta kyllä hän tuntee. I stand corrected.
Jos olisin raadollisrealistisen skeptikon lisäksi kyyninen pa*ka, voisin sanoa, että ei hän oikeasti tätä tarkoita & tunne mitään, kuha käy maneerina muiden seassa kommentoimassa.
Mutten onneksi ole kyyninen pa*ka
#FuckCancer #Malm #NiinaMalm #SDP #demarit #syöpä #rinta #syöpä #rinta #rinnat #tissi #tissit #eduskunta #politiikka #poliitikko
-
3/3 Olen ollut skeptinen siitä, että #RiikkaPurra tuntisi #empatia a muita kuin välitöntä lähipiiriään kohtaan, mutta kyllä hän tuntee. I stand corrected.
Jos olisin raadollisrealistisen skeptikon lisäksi kyyninen pa*ka, voisin sanoa, että ei hän oikeasti tätä tarkoita & tunne mitään, kuha käy maneerina muiden seassa kommentoimassa.
Mutten onneksi ole kyyninen pa*ka
#FuckCancer #Malm #NiinaMalm #SDP #demarit #syöpä #rinta #syöpä #rinta #rinnat #tissi #tissit #eduskunta #politiikka #poliitikko
-
3/3 Olen ollut skeptinen siitä, että #RiikkaPurra tuntisi #empatia a muita kuin välitöntä lähipiiriään kohtaan, mutta kyllä hän tuntee. I stand corrected.
Jos olisin raadollisrealistisen skeptikon lisäksi kyyninen pa*ka, voisin sanoa, että ei hän oikeasti tätä tarkoita & tunne mitään, kuha käy maneerina muiden seassa kommentoimassa.
Mutten onneksi ole kyyninen pa*ka
#FuckCancer #Malm #NiinaMalm #SDP #demarit #syöpä #rinta #syöpä #rinta #rinnat #tissi #tissit #eduskunta #politiikka #poliitikko