home.social

#empatia — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #empatia, aggregated by home.social.

  1. EMPATIAN kuolema on varhaisimpia ja varmimpia merkkejä yhteiskunnan väkivaltaisesta romahduksesta. - Hannah Arendtia mukaillen #empatia #hallitus #oikeisto #aarioikeisto #yhteiskunta

  2. ✦ Hay problemas que duelen más cuando los demás no los consideran problemas.

    Porque bastante tienes ya con lo que llevas encima como para que alguien te diga «eso no es para tanto», «yo no le daría importancia» o «hay gente con problemas de verdad».
    Como si existiera una clasificación oficial del sufrimiento y alguien hubiera decidido que lo tuyo no merece pasar el corte.

    Lo curioso es que muchas veces no necesitas que te solucionen nada.
    Solo necesitas que alguien entienda que para ti aquello está siendo difícil.
    Punto.

    Cada persona tiene sus propios límites, sus miedos y sus mierdas.
    Lo que a uno le resbala a otro puede dejarlo hecho polvo.
    Y no, eso no significa que sea débil.
    Significa que somos personas y no venimos todos con el mismo manual de instrucciones.

    A veces lo que más necesitas escuchar no es «no pasa nada», sino «entiendo que para ti sí pasa».
    Y cambia bastante la cosa.

    ✧・゚: ✧・゚: ───── :・゚✧:・゚✧

    #psicologiacotidiana #reflexiones #emociones #empatia #saludmental #vidacotidiana #personas #sentimientos #comprender #realidad

  3. :BlobAngrySigh: Hay problemas que duelen más cuando los demás no los consideran problemas.

    Porque bastante tienes ya con lo que llevas encima como para que alguien te diga «eso no es para tanto», «yo no le daría importancia» o «hay gente con problemas de verdad».
    Como si existiera una clasificación oficial del sufrimiento y alguien hubiera decidido que lo tuyo no merece pasar el corte.

    Lo curioso es que muchas veces no necesitas que te solucionen nada.
    Solo necesitas que alguien entienda que para ti aquello está siendo difícil.
    Punto.

    Cada persona tiene sus propios límites, sus miedos y sus mierdas.
    Lo que a uno le resbala a otro puede dejarlo hecho polvo.
    Y no, eso no significa que sea débil.
    Significa que somos personas y no venimos todos con el mismo manual de instrucciones.

    A veces lo que más necesitas escuchar no es «no pasa nada», sino «entiendo que para ti sí pasa».
    Y cambia bastante la cosa.

    ✧・゚: ✧・゚: ───── :・゚✧:・゚✧

    #psicologiacotidiana #reflexiones #emociones #empatía #saludmental #vidacotidiana #personas #sentimientos #comprender #realidad

  4. Giornata Internazionale del Perdono

    C’è qualcosa di profondamente liberatorio in un semplice gesto: perdonare. È come aprire le finestre dopo giorni di pioggia e lasciare entrare il sole. Non a caso, esiste una giornata dedicata proprio a questo:

    la Giornata Internazionale del Perdono.

    Un piccolo, grande appuntamento con il cuore… e con noi stessi.

    Ma da dove arriva questa ricorrenza così dolce, eppure così potente?

    🌱 Un’idea nata dal cuore

    La Giornata Internazionale del Perdono nacque nel 1996 su iniziativa della Worldwide Forgiveness Alliance (WFA), organizzazione non profit fondata dall’avvocato e mediatore californiano Robert W. Plath. L’obiettivo era creare una giornata dedicata alla diffusione del perdono come strumento di riconciliazione, benessere personale e costruzione della pace. Con il passare degli anni, la ricorrenza si è diffusa in numerosi Paesi, pur non essendo una celebrazione ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite.

    • Robert W. Plath, avvocato e mediatore californiano, è riconosciuto come il fondatore della Worldwide Forgiveness Alliance (WFA).
    • La WFA è un’organizzazione non profit nata con lo scopo di diffondere la cultura del perdono attraverso programmi educativi, eventi e campagne di sensibilizzazione.
    • La WFA promosse e organizzò la prima International Forgiveness Day, celebrata la prima domenica di agosto a partire dal 1996.

    Plath era convinto che il perdono non fosse un segno di debolezza, ma una forza capace di trasformare le persone, migliorare le relazioni e contribuire a costruire una società più pacifica.

    🗓 La prima volta… e la data scelta

    La prima celebrazione ufficiale della Giornata del Perdono si è tenuta nel 1996. Da allora, il mondo ha iniziato a parlarne sempre di più, tanto che questa giornata è stata inserita tra le ricorrenze internazionali più “sentite” dai promotori della cultura della pace.

    La data assegnata? La prima domenica di agosto di ogni anno.

    Perché proprio quel giorno? Perché è piena estate, stagione simbolo di rinascita, leggerezza e apertura. Il caldo invita a uscire, a stare insieme, a lasciar andare. E cosa c’è di più liberatorio che perdonare – o perdonarsi – quando tutto attorno profuma di vacanze e spensieratezza?

    ✨ Perché il perdono merita una giornata tutta sua?

    Perdonare non è dimenticare. Non è giustificare. È un regalo che si fa a sé stessi, prima di tutto. È come svuotare la borsa dal superfluo, quella che ci portiamo ovunque piena di risentimenti, rimpianti, parole non dette.

    Il perdono non cambia il passato, ma può decisamente alleggerire il presente e migliorare il futuro.

    Curiosità chic: Sapevate che esistono persino laboratori del perdono in alcune scuole americane e nei centri di meditazione? E che nei Paesi nordici il perdono viene insegnato ai bambini fin dalla scuola materna come strumento di empatia?

    ☀️ E nel 2026?

    La Giornata Internazionale del Perdono (International Forgiveness Day) è oggi domenica 2 agosto.

    Un’occasione perfetta per lasciar andare vecchi rancori, scrivere una lettera che non manderete mai (ma che farà bene al cuore), o semplicemente fare pace… con se stessi.

    Magari proprio davanti a un cappuccino, guardando fuori dalla finestra e pensando:

    Oggi scelgo la leggerezza. Oggi scelgo il perdono.

    Perché alla fine, il perdono è un atto chic. Raffinato. Elegante come chi sa sorridere anche quando la vita si mette di traverso.
    E voi? Avete già scelto chi – o cosa – perdonare quest’anno?

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
    #accoglienza #Amore #amoreperse #animebelle #Armonia #Autostima #bellezza #Benessere #Cambiamento #Compassione #connessione #consapevolezza #Crescita #CuoreAperto #cuoreleggero #cuorepulito #Dolcezza #Emozioni #Empatia #empatiaquotidiana #Equilibrio #Felicità #felicitàinteriore #Forza #Gentilezza #gentilezzagenerale #Gratitudine #Guarigione #introspezione #ispirazione #lasciarandare #leggerezza #liberazione #Meditazione #MillValley #Mindfulness #OggiScelgoLaLeggerezzaOggiScelgoIlPerdono #paceinteriore #perdonarsi #Perdono #primoSabatoDiAgosto #Relazioni #resilienza #riconciliazione #riflessione #Rinascita #Rispetto #RobertWPlath #saggezza #secondachance #Serenità #spiritualgrowth #Spiritualità #Umanità #WorldwideForgivenessAlliance
  5. ✩ A veces soltamos una frase en un momento de enfado y, cuando se nos pasa, seguimos con nuestra vida como si nada hubiera ocurrido.

    Pero quien la recibió puede no tener tanta facilidad para olvidarla.

    Hay palabras que duran segundos en salir de nuestra boca y años en quedarse dentro de alguien.
    Se guardan en un rincón de la memoria y aparecen justo cuando esa persona vuelve a sentirse vulnerable.

    No se trata de andar midiendo cada palabra por miedo a equivocarse.
    Todos tenemos días malos, todos perdemos la paciencia alguna vez.

    Se trata de recordar que al otro lado también hay alguien con sus propias heridas.

    Pedir perdón es importante, pero hay frases que dejan marcas que no desaparecen solo porque digamos "lo siento".

    Hablar con cuidado no es ser falso ni contenerse siempre.
    Es entender que nuestras palabras también construyen o rompen un pedacito del mundo de otra persona.

    ⊱ ────── {⋆。°✩°。⋆} ────── ⊰

    #reflexiones #psicologia #emociones #relaciones #palabras #empatia #vidacotidiana #sentimientos #escribir

  6. Giornata Mondiale dell’Ascolto

    La Giornata Mondiale dell’Ascolto è una di quelle ricorrenze che sembrano semplici, ma in realtà aprono universi: suoni, silenzi, rumori che raccontano storie, città che respirano, persone che si rivelano. È la festa delle orecchie, ma anche del cuore.

    Dal 2010, grazie al World Listening Project, il 18 luglio è dedicato a celebrare l’arte dell’ascolto in tutte le sue forme: ambientale, sociale, emotiva. Ogni anno un tema diverso invita a riflettere sul nostro rapporto con il paesaggio sonoro che ci circonda.

    🎧 2026: “Echoes of Tomorrow”

    Quest’anno il tema è futuristico e poetico: Echoes of Tomorrow, un invito a immaginare come i suoni di oggi influenzeranno il mondo di domani. Che traccia sonora stiamo lasciando alle generazioni future? E cosa succede se impariamo ad ascoltare con più attenzione?

    Le iniziative del 2026 sono un piccolo concerto globale:

    • Milano inaugura la prima Sound Marathon: 12 ore di ascolti guidati tra parchi, tram, mercati e cortili nascosti.
    • A Londra, eco‑artisti registrano “le voci delle piante” con sensori bioacustici.
    • In Canada, nasce Ear to the Future, una mappa sonora mondiale costruita dalle registrazioni inviate dagli ascoltatori.
    • In Giappone, alcune aziende introducono la “pausa di ascolto consapevole”: cinque minuti di silenzio prima delle riunioni. Pare funzioni meglio del caffè.

    🔍 Ma perché esistono due date diverse?

    Se hai notato che Perfettamente Chic ha già pubblicato un altro articolo sulla Giornata dell’Ascolto il 21 ottobre, non è un errore: esistono due celebrazioni distinte, spesso confuse tra loro.

    Ecco la differenza:

    • 18 luglio – World Listening Day È la giornata ufficiale del World Listening Project, dedicata al paesaggio sonoro, alla bioacustica, all’ascolto dell’ambiente e alla consapevolezza sonora globale.
    • 21 ottobre – World Day of Listening È una ricorrenza più recente, nata da iniziative educative e sociali che promuovono l’ascolto empatico, il dialogo, la comunicazione consapevole e la capacità di “sentire davvero” le persone. Non riguarda i suoni del mondo, ma le relazioni umane.

    In pratica:

    🎧 luglio ascolta il mondo, 💬 ottobre ascolta le persone.

    E sì, esistono anche altre micro‑iniziative locali dedicate all’ascolto (festival, soundwalk day, listening labs), ma le due date principali sono queste.

    🎙️ Curiosità chic che arricchiscono la storia

    • Il primo World Listening Day del 2010 coinvolse più di 50 città in simultanea.
    • Nel 2017 furono registrate le famose “dune che cantano” in Australia.
    • Nel 2021 si scoprì che alcune tartarughe marine comunicano con micro‑vibrazioni.
    • Nel 2024 Parigi dedicò una mostra ai “suoni perduti” della storia.

    🧘‍♀️ Come partecipare oggi

    • Spegni tutto per un minuto e ascolta la tua casa: ha una sinfonia segreta.
    • Fai una mini soundwalk nel quartiere.
    • Registra un suono che ami e condividilo.
    • Oppure… ascolta davvero qualcuno. È rivoluzionario.

    🔗 Per approfondire le due anime dell’ascolto

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: web
    Immagine: AI
    #21OttobreGiornataMondiale #abitudiniDiAscolto #acousticEcology #acousticSpace #ambientRecording #ambientSound #Ambiente #Arte #articoliGiornateMondiali #ascoltare #ascoltareConAttenzione #ascoltareConIlCuore #ascoltareDavvero #ascoltareGliAltri #ascoltareSenzaGiudicare #Ascoltarsi #ascolto #AscoltoAttivo #ascoltoAutentico #ascoltoConsapevole #ascoltoEBenessere #ascoltoERispetto #ascoltoETecnologia #ascoltoEmpatico #ascoltoInteriore #attenzione #audioMapping #beneficiDellAscolto #Benessere #camminatasonora #celebrazioniNelMondo #comeAscoltareMeglio #comunicazioneEfficace #consapevolezza #culturaDellAscolto #curiositàDalMondo #deepListening #earToTheWorld #ecoart #ecology #Empatia #empatiaEAscolto #eserciziDiAscolto #eventi21Ottobre #fieldrecording #FinlandiaSilenzioRadio #GiapponeLezioniDiAscolto #giornataInternazionaleComunicazione #giornataMondialeCuriosità #GiornataMondialeDellAscolto #giornataMondialeInteressante #giornataMondialeRelazioni #giornataacustica #giornatadiascolto #GiornataMondiale #giornateDaCelebrare #giornateDedicateAllaComunicazione #giornateInternazionali21Ottobre #giornateInternazionaliOttobre #giornateInternazionaliSignificato #giornateMondialiDaScoprire #giornateMondialiOttobre #giornateMondialiSpiegazione #giornateParticolariOttobre #giornateTematicheOttobre #globalSound #importanzaDellAscolto #ItaliaEventiAscolto #laboratoriEmpatici #listenClosely #listeningDay #Meditazione #migliorareLaComunicazione #migliorareLAscolto #Mindfulness #MurraySchafer #Musica #Natura #originiGiornataMondiale #paesaggiosonoro #PaesaggioUrbano #perfettamenteChicGiornateMondiali #performance #potereDellAscolto #psicologiaDellAscolto #quietness #relazioniEAscolto #relazioniUmane #significatoGiornataDellAscolto #silence #silenzio #silenzioEComunicazione #silenziodoro #sonicLandscape #soundExperience #soundHealing #soundTherapy #soundart #sounddesign #soundscape #soundwalk #spegnereLoSmartphone #storiaGiornataDellAscolto #suoni #uditivo #urbanSounds #voce #voiceOfNature #WorldDayOfListening #worldSounds
  7. La diferencia no está en el esfuerzo. Está en el conocimiento. En la empatía. En querer hacerlo bien.
    Este episodio te lo muestra todo, con ejemplos reales y situaciones concretas.
    Dale play. Aprende. Ponlo en práctica. Y conviértete en parte del cambio.
    youtu.be/fykT_Lri-pM
    #VerConOtrosOjos #LoQueDebesSaber #DiscapacidadVisual #GuineaEcuatorial #Inclusión #ComoAyudarBien #Empatía (3/3)

  8. La evolución de la Zoociedad

    Hoy quisimos salir a almorzar a un restaurante casero. La comida estaba muy buena. De esas que todavía saben a cocina de verdad y no a una receta industrial.

    Pero terminé mirando más a las personas que al plato.

    Eso siempre me pasa.

    No salgo únicamente a comer. Salgo a observar. A fotografiar desconocidos. A intentar entender esta cosa que llamamos sociedad y que, hace tiempo, decidí llamar Zoociedad.

    En una mesa había una señora mayor. Almorzaba mientras hablaba con alguien. Su mesa estaba vacía.

    No estaba completamente sola.

    Pero la escena me dejó pensando.

    No en ella.

    En mí.

    Porque yo también almuerzo solo muchas veces. También entro a un café con mi cámara, me siento en silencio y observo cómo transcurre la vida de personas cuyos nombres jamás conoceré.

    La diferencia es que todavía no llego a la vejez.

    Y entonces apareció una pregunta incómoda.

    ¿Cuándo fue la última vez que le dijiste a un desconocido: “¿Puedo sentarme con usted y acompañarlo mientras almorzamos?”

    La pregunta incomoda.

    Suena extraña.

    Hasta peligrosa.

    La Zoociedad nos enseñó que un desconocido es un posible ladrón, un estafador, alguien con malas intenciones o, simplemente, una persona a la que no debemos dirigirle la palabra.

    Compartimos ascensores sin saludarnos.

    Esperamos en la misma fila sin cruzar una mirada.

    Viajamos hombro con hombro mirando una pantalla.

    Almorzamos separados por un metro de distancia y por kilómetros de silencio.

    Mientras observaba a aquella señora pensé, por un instante, en acercarme.

    Preguntarle si podía sentarme.

    Conversar un rato.

    Compartir el almuerzo con alguien a quien probablemente nunca volvería a ver.

    No lo hice.

    Me ganó la costumbre.

    Esa norma invisible que nadie escribió, pero que todos obedecemos.

    La de no invadir.

    La de no hablar.

    La de no acercarse.

    No sé si aquella señora necesitaba compañía.

    No sé si habría aceptado.

    No sé absolutamente nada de su vida.

    Quizá estaba feliz hablando con alguien.

    Quizá esperaba a un familiar.

    Quizá simplemente disfrutaba ese momento.

    No tengo derecho a escribir su historia.

    Pero sí puedo escribir la mía.

    Y la mía dice que tuve miedo de hacer una pregunta tan sencilla como humana.

    Entonces pensé en eso que llamamos evolución.

    Nos enseñaron que evolucionar era construir ciudades, inventar internet, crear inteligencia artificial, fabricar teléfonos capaces de hacer millones de operaciones por segundo.

    Todo parece avanzar.

    Menos nosotros.

    Construimos algoritmos capaces de anticipar qué compraremos mañana, pero seguimos sin entender qué siente quien está sentado a un metro de distancia.

    Podemos hablar por videollamada con alguien al otro lado del planeta mientras ignoramos a quien comparte el mismo restaurante.

    Nunca habíamos estado tan conectados.

    Nunca habíamos estado tan encapsulados.

    Antes la evolución consistía en aprender a convivir.

    Hoy parece consistir en optimizar.

    Optimizar el tiempo.

    Optimizar la productividad.

    Optimizar el cuerpo.

    Optimizar el contenido.

    Optimizar la atención.

    Todo debe ser eficiente.

    Incluso las relaciones.

    Si alguien deja de entretenernos, deslizamos el dedo.

    Si una conversación tarda demasiado, desbloqueamos el celular.

    Si una persona envejece, muchas veces deja de existir para la mirada de los demás.

    La Zoociedad no siempre es cruel.

    Muchas veces solo es indiferente.

    Y la indiferencia tiene una capacidad extraordinaria: convierte lo extraordinario en rutina.

    Una señora almorzando con una mesa vacía.

    Un vigilante que nadie saluda.

    Un barrendero limpiando la basura ajena.

    Un vendedor ambulante caminando kilómetros.

    Un domiciliario comiendo de pie entre un pedido y otro.

    Los vemos todos los días.

    Precisamente por eso dejamos de verlos.

    Quizá la evolución nunca consistió en crear máquinas más inteligentes.

    Quizá consistía en no olvidar cómo acercarse a otro ser humano.

    Porque resulta curioso que una especie capaz de enviar sondas al espacio considere extraño sentarse a compartir una mesa con un desconocido.

    Tal vez esa sea la verdadera paradoja de la Zoociedad.

    Somos expertos en conectar dispositivos.

    Pero cada vez nos cuesta más conectar personas.

    Salí de ese restaurante pensando que la fotografía no había sido de aquella señora.

    La fotografía había sido para mí.

    Fue un espejo.

    Un recordatorio de que la soledad no empieza con las canas.

    Empieza el día en que dejamos de hablar con quien no conocemos.

    Empieza cuando la prudencia se convierte en indiferencia.

    Empieza cuando creemos que cada mesa debe ser una isla.

    Quizá por eso sigo saliendo con una cámara a mirar desconocidos.

    No busco la fotografía perfecta.

    Busco preguntas.

    Busco esos instantes que nadie publica porque no generan likes, pero que dicen más sobre nosotros que cualquier tendencia del día.

    Vivimos rodeados de smartphones, Smart TV, relojes inteligentes, asistentes de hogar, neveras inteligentes, aspiradoras inteligentes y quién sabe cuántas smartpollas en vinagre más.

    Todo parece ser inteligente.

    Las casas.

    Los carros.

    Los electrodomésticos.

    Los algoritmos.

    Las máquinas.

    Menos nosotros cuando se trata de hacer algo tan simple como mirar a otro ser humano y decirle:

    ”¿Le puedo acompañar el almuerzo?”

    Será que soy un modelo obsoleto.

    Uno de esos humanos versión antigua.

    Cansado.

    Fuera de serie.

    Convencido de que compartir una mesa todavía vale más que compartir un enlace.

    Quizá algún día sea yo quien esté sentado allí.

    Almorzando solo.

    Hablando con alguien.

    O simplemente mirando por la ventana.

    Y quizá otro desconocido, con una cámara en las manos, imagine mi historia desde la mesa de enfrente.

    Probablemente se equivoque.

    Como probablemente también me equivoqué yo.

    Porque una fotografía nunca alcanza para explicar una vida.

    Pero sí puede recordarnos una pregunta que casi nadie se atreve a hacer:

    ¿Puedo sentarme con usted y acompañarlo mientras almorzamos?

    Quizá la evolución de una sociedad no se mida por la velocidad de sus procesadores ni por la inteligencia de sus algoritmos.

    Quizá se mida por la naturalidad con la que un desconocido puede compartir una mesa sin que eso parezca un acto extraordinario.

    Porque el verdadero progreso no será el día en que inventemos un asistente más inteligente.

    Será el día en que dejemos de necesitar un dispositivo para recordar que, antes que usuarios, consumidores o perfiles, seguimos siendo personas.

    @elmandelacamara
    Operario de cámara. Observador de la Zoociedad. Cansado, obsoleto y fuera del rebaño.

    #adultosMayores #aislamientoSocial #algoritmos #blogPersonal #Bogotá #Cali #Caliwood #cámara #ciudad #Colombia #comportamientoHumano #conexiónHumana #culturaDigital #desconocidos #dignidad #elmandelacamara #empatía #Ensayo #ensayoFotográfico #experiencias #filosofíaCotidiana #fotografíaCallejera #fotografíaDocumental #humanidad #inteligenciaArtificial #invisibles #modernidad #observaciónSocial #observadorUrbano #operadorDeCámara #progreso #redes #Reflexión #relacionesHumanas #restaurantes #smartphones #Sociedad #soledad #streetPhotography #Tecnología #vejez #VidaCotidiana #Zoociedad
  9. :ablobcatwhachy: Hay gente que nace con un radar especial para el drama ajeno.
    Son los que siempre están ahí, los que escuchan, los que te ponen el hombro y te sujetan el mundo cuando a ti se te cae.
    Pero lo que no se ve es todo lo que van cargando ellos en silencio, sin decir ni "mú".

    Es un poco lo que pasa con las hogueras en mitad de la noche: todo el mundo se acerca para calentarse, aprovechan la luz y el calorcito, pero en cuanto se sienten mejor, se dan media vuelta y se van.
    Casi nadie se para a pensar que ese fuego también necesita leña y que, si no se cuida la llama, se acaba apagando por puro agotamiento.

    Ser el refugio de todos está muy bien, pero cansa.
    Cansa mucho.
    Y lo peor es que, cuando eres tú quien necesita que alguien sople un poco para que tu fuego no se apague, te das cuenta de que la mayoría solo estaba allí de paso.
    Al final, toca aprender que para poder cuidar a los demás, primero tienes que aprender a no dejar que se beban toda tu energía.
    Que tu luz también es para ti.

    ☼☾☀☽☼☾☀

    #empatia #reflexion #autocuidado #asieslavida #silencios #relaciones #vidareal

  10. Y por favor, recuerda, si no proporcionaste una descripción de la imagen y alguien responde a tu publicación con una de las suyas, no te están atacando y no están tratando de mostrarte o hacerte quedar mal (o al menos no deberían estarlo).

    Cuando alguien te ofrece una descripción de imagen para algo que publicas, está diciendo que ven valor en lo que publicaste y quieren que más personas puedan interactuar con él.
    #alt #disca #ciego #ciega #integracion #diversidad #empatia #solidaridad
    Así que no te ofendas, ¡es algo bueno!

  11. Las palabras tienen peso y pesan como cualquier objeto, o aún más.
    Aunque no se les vea, tienen filo y algunas son más afiladas que un cuchillo.

    A veces llegan suaves, disfrazadas de broma, y sin embargo se quedan a vivir dentro de quien las escucha, resonando como ecos en la montaña.

    Otras veces se lanzan en medio del enfado, sin pensar, y luego, cuando el silencio llega, ya es tarde... la herida ha hecho mella.

    El alma no sangra, pero siente, y cada palabra cruel se adhiere a ella como una hoja marchita que se resiste y no sabe caer.

    Curarse de las palabras no es olvidar, es aprender a no repetirlas y dejar de usarlas para que sean presas de su propio olvido.

    Porque todos, alguna vez, hemos sido heridos… y también, sin querer, hemos sido la causa del daño a otros.

    Quizás por eso hablar con ternura sea una forma de resistencia, una manera de no convertirnos en viento que arrasa, sino en aire que sostiene, que desnuda con suavidad, hoja a hoja, los árboles de nuestro bosque emocional.

    El mundo no necesita más ruido, necesita más voces que sepan sanar a la hora de hablar porque la palabras tambien saben con lo que expresan curar.
    ✦✧✦✧✦✧✦✧

    #palabras #lenguaje #emociones #heridas #ternura #conciencia #empatia #resistencia #sanar #silencio #alma #cuidado #humanidad

  12. International Day of the Deaf

    Giornata Mondiale del Sordo: il silenzio che parla più forte!

    Ogni anno, nell’ultima domenica di settembre, il mondo si tinge di gesti, sorrisi… e un po’ di silenzio festoso! Sì, perché oggi celebriamo la

    Giornata Mondiale del Sordo

    Ma attenzione: non è solo un giorno per ricordare l’assenza di suoni, è una vera e propria festa di comunicazione, cultura e curiosità da ogni parte del mondo.

    Perché l’ultima domenica di settembre?
    La scelta di una domenica permette a più persone di partecipare agli eventi organizzati dalle associazioni sorde, senza l’assillo del lavoro o della scuola. Inoltre, tradizionalmente, la Giornata è legata alla Federazione Mondiale dei Sordi (World Federation of the Deaf – WFD), che dal 1951 si impegna per i diritti dei sordi e la promozione della Lingua dei Segni.

    Chi ha deciso la giornata e quando è nata?
    La giornata è stata ufficialmente proclamata dalla WFD e le prime celebrazioni risalgono agli anni ’50. Negli anni ’60, l’ultima domenica di settembre è diventata la data di riferimento per questa ricorrenza mondiale, consolidando la tradizione di festeggiare il silenzio che comunica così tanto.

    Cosa si celebra esattamente?
    Non si tratta solo di “non sentire”: la Giornata Mondiale del Sordo celebra la cultura sorda, la Lingua dei Segni, l’accesso all’istruzione e ai servizi per tutti, e la consapevolezza che la comunicazione va ben oltre le parole pronunciate. È il giorno in cui il

    silenzio parla più forte di mille discorsi!

    Curiosità divertenti da ogni parte del mondo:

    • In Giappone, i sordi celebrano la giornata con calligrafia artistica e teatro muto: elegante e poetico!
    • Negli Stati Uniti, alcune scuole organizzano “silent parties”, feste dove tutti devono comunicare solo con gesti: caos e risate assicurate.
    • In alcuni Paesi europei, durante la giornata, i musei offrono visite guidate in Lingua dei Segni: imparare ad ascoltare con gli occhi è un’arte da provare almeno una volta.
    • In Australia, alcune città organizzano gare di “mimo veloce”, dove i partecipanti devono descrivere film famosi senza proferire parola: l’ilarità è assicurata!

    In sintesi:
    Oggi, come l’ultima domenica di settembre è una giornata di festa di chi comunica con gli occhi, le mani e il cuore. È il giorno in cui il mondo impara che la vera comunicazione non ha bisogno di suoni, ma di attenzione, empatia… e un pizzico di ironia. Anche se non parlate la Lingua dei Segni, oggi potete partecipare: basta sorridere, guardare e lasciarsi sorprendere dal silenzio più eloquente che ci sia.

    Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

    #Accessibilità #anni50 #anni60 #arteVisiva #associazioni #attenzione #Australia #calligrafia #calligrafiaArtistica #caos #Celebrazione #città #Comunicazione #comunicazioneNonVerbale #comunitàSorda_ #concerti #culturaSorda #Cuore #curiosità #dirittiDeiSordi #Educazione #Empatia #esperienzaSensoriale #Eventi #Festival #film #flashMob #flashMobSilenzioso #gare #gesti #Giappone #GiornataMondialeDelSordo #Inclusione #InternationalDayOfTheDeaf #Ironia #italia #laboratori #LinguaDeiSegni #LIS #mani #mimica #mimo #musei #Occhi #partecipazione #piazza #primaAssemblea #Risate #silentParty #silenzio #Sorrisi #Spettacoli #sportSilenzioso #StatiUniti #storia #teatroMuto #Tradizione #ultimaDomenicaDiSettembre #VisiteGuidate #WFD #workshop #WorldFederationOfTheDeaf

  13. Ihmiset:

    Vieno pyyntö:

    Tuppaan ajatella, että myös kuolleet eläimet ovat asia, jotka Mastodonin etiketissä kuuluvat CV:n taakse.

    Siinä missä kuolleet ihmisetkin.

    Että näistä ei kovin moni kaipaa varoittamatta kuvia fiidiinsä.

    Kiitos.

    Ja mulla on tälle alustalle peilattuna kyllä varsin löyhä CV-käyttö.

    #sisältövaroitus #CV #kuolema #ruumis #SuomiMastodon #MastodonFI #etiketti #huomioiminen #ToistenHuomioiminen #empatia

  14. #psicologia #empatia
    #Ternura ❤️🖤❤️
    «La ternura es un refugio silencioso en el tumulto de la vida, un lenguaje sin palabras que trasciende fronteras y barreras. Es la capacidad de ver con los ojos del alma y tocar con las manos del corazón, un acto de profunda empatía y compasión que florece en lo simple: un abrazo inesperado, una mirada que comprende, un gesto que cuida.
    Es fuerza en la suavidad, valentía en la vulnerabilidad. La ternura no busca conquistar, sino conectar; no exige, sino entrega. Surge en la delicadeza de un susurro, en el cuidado con que se sostiene una flor, en la paciencia infinita hacia los errores propios y ajenos.
    En un mundo que a menudo valora lo ruidoso y lo rápido, la ternura invita a la pausa, a la contemplación. Nos recuerda que no somos islas, que nuestra humanidad se refleja en el otro. Es, en esencia, la promesa de que, incluso en la adversidad, siempre habrá un rincón donde reine la bondad.
    Cultivar la ternura es, quizás, el mayor acto de rebeldía y esperanza, porque en ella yace la semilla de una humanidad más justa y amorosa.»

  15. Byłem wczoraj na Targach Książki. Stałem sobie przy jednym ze stoisk z komiksami i przyglądałem się reedycjom Wróblewskiego ("Skradziony Skarb" w twardej oprawie!) gdy tuż koło mnie rozegrała się scena: tatuś na prośbę swojej córeczki wyciągnął rękę i podał jej do przejrzenia leżący na ladzie komiks z uroczymi zwierzątkami na okładce. Widząc to sprzedawca zareagował natychmiast, mówiąc "uwaga - to nie jest komiks dla dzieci". Rzuciłem okiem na okładkę - no tak, Grant Morrison. Zajrzałem do środka i pomyślałem "och, Morrison, ty chory pojebie, nigdy w życiu tego nie przeczytam".

    Dziś jestem już po lekturze.

    "We3" opowiada historię trzech zwierząt domowych - psa, kota i królika - porwanych ze swoich domów i poddanych eksperymentom przez wojsko. Eksperymentom, w wyniku których zrobiono z nich zakutych w stalowe pancerze i naszpikowanych elektroniką "zwierzęcych żołnierzy" - maszyny do mordowania. Coś w rodzaju robotów bojowych rodem z mang - takich które potrafią przebić się przez betonową ścianę, strzelać rakietami i na których ogień z broni automatycznej nie robi żadnego wrażenia. Fajne, nie?

    No niby fajne, ale jednak potworne. Bo po pierwsze - z tej mechanicznej zbroi cały czas wygląda uroczy zwierzęcy pyszczek.

    A po drugie - ten pyszczek okazuje emocje. Krwawi. I umie mówić.

    Bohaterowie "We3" porozumiewają się ze światem zewnętrznym (i między sobą) prostymi słowami. Mówią rzeczy w rodzaju "biec", albo "bronić".

    Albo "dom".

    To cholernie dobry komiks jest. Brutalny. Krwawy. Szarpiący emocje kogoś takiego jak ja, kto jest na co dzień boleśnie świadom tego co człowiek robi z innymi zwierzętami - tego niekończącego się cierpienia, życia traktowanego jak zasób, żywych, czujących istot zabijanych milionami każdego dnia po to, żeby ludzkość mogła zachować status quo. I wydaje mi się, że ten komiks ma potencjał, żeby uświadamiać ludzi w tej kwestii.
    Brutalnie.
    Doprowadzając ich do łez.

    Morrison, ty wspaniały, chory pojebie.

    #GrantMorrison #Komiks #MiędzynarodoweTargiKsiążki #TargiKsiążki #empatia #TrudneLektury

  16. @peltast @breadandcircuses

    Tutkimuskin todistaa, #kokoomus ei voi tuntea empatiaa vähäosaisia kohtaan.

    ".. as people climb the social ladder, their compassionate feelings towards other people decline."

    ".. less affluent individuals are more likely to report feeling compassion towards others on a regular basis."

    Näin Berkeleyn psykologit #PaulPiff ja #DacherKeltner 

    #politiikka #tulonjako #pääoma #ahneus #empatia #vähäosaiset #vasemmisto #verotus

    scientificamerican.com/article

  17. Junassa en voinut olla kuulematta lähelläni istuvien #Kouvola sosiaalialan henkilöiden varsin äänekästä keskustelua. Toinen keskustelija imitoi asiakasta: ”Mun mies hakkaa mua, mun on pakko päästä pois. Mun pitää päästä Kouvolaan, ku mummo asuu siellä. Byhyy.” Naurua.

    En löydä järkytykseltäni sanoja. Asiat ovat paljon käsitystämme huonommin, kun hädässä oleva ihminen kohtaa yhteiskunnan tukiverkossa epäempaattisuutta ja halveksuntaa.

    #sosiaalityö #lähisuhdeväkivalta #empatia #apu #perhe