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#emancipazione — Public Fediverse posts

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  1. “cosmopolitismo femminile plurale”, a cura di giulia tellini, diego salvadori, salomé vuelta garcìa

    Affrontare il tema del cosmopolitismo al femminile significa parlare di donne che per i motivi più vari hanno vissuto in più luoghi, che hanno scelto come loro patria d’elezione il mondo intero, che hanno sviluppato uno sguardo multi-prospettico e trans-nazionale su una pluralità di questioni. Si tratta di poetesse, drammaturghe, pubbliciste, pedagogiste, dottoresse, scienziate, saggiste, filosofe, che, fra l’Otto e il Novecento, sono riuscite non solo a integrarsi in un paese diverso rispetto a quello d’origine (sia in quanto donne, sia in quanto straniere), ma anche a studiare, a lavorare, a combattere contro le dittature e gli integralismi, a far ascoltare forte e chiara la propria voce di libertà e di rivolta.

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  2. Marx e la Morale della Resistenza

    Marx, se potesse assistere a certi cortei occidentali del 2026, probabilmente guarderebbe la scena con la stessa espressione di un vecchio professore costretto ad ascoltare uno studente che cita Hegel senza averlo mai letto. Non scandalizzato: deluso. E forse anche leggermente divertito. Perché la fascinazione che una parte della sinistra radicale contemporanea prova verso Hamas, Hezbollah o l’universo teocratico degli ayatollah iraniani non rappresenta un’evoluzione del pensiero […]

    leargenteetesteduovo.com/2026/

  3. Quando l’orbita dell’emancipazione deraglia Il volo spaziale femminile di Blue Origin non era quello che sembrava. Mancava di sostanza scientifica, con le donne a bordo solo come passeggeri. L'articolo mette in discussione la vera emancipazione delle donne nello spazio, sottolineando l'importanza di celebrare chi lavora duro e non solo chi fa un salto per la pubbli...
    short.staipa.it/ffltx

    #BlueOrigin #Emancipazione #femminismo #Paritàdigenere #Sessismo #CriticalThinking #Polemipolitica

  4. Quando l’orbita dell’emancipazione deraglia

    In questi giorni rimbalza ovunque la notizia del “primo equipaggio interamente femminile nello spazio”. Un trionfo, si è detto. Un momento storico per l’emancipazione. Un esempio per tutte le bambine del mondo.

    Peccato che sia solo una trovata di marketing.

    Il volo, targato Blue Origin, non era una missione scientifica, non era una spedizione spaziale, non era un traguardo tecnico: era un giro turistico di 11 minuti appena oltre la linea di Kármán, il confine convenzionale tra Terra e spazio. Una parabola automatizzata, interamente gestita da remoto, senza piloti a bordo.

    Fonte: aerospacecue.it https://short.staipa.it/xuqut

    E proprio questo è il punto: nessuna delle sei donne, pur famose o di successo, era lì in veste di astronauta. Nessuna ha condotto il mezzo, nessuna ha svolto esperimenti, nessuna ha portato avanti una ricerca. Erano semplicemente passeggeri, come chi prende un volo panoramico in elicottero.

    L’intento, secondo Blue Origin, era “normalizzare la presenza femminile nello spazio”, “ispirare la prossima generazione di esploratrici”

    Belle parole, forse troppo.

    Tra le partecipanti c’erano Katy Perry, Lauren Sánchez -moglie di Jeff Bezos fondatore di Amazon e di Blue Origin-, la giornalista Gayle King, l’ingegnera Aisha Bowe, l’attivista Amanda Nguyen e la produttrice di film indipendenti Kerianne Flynn. Tutte donne brillanti nel proprio campo, certo. Ma nessuna astronauta. Nessuna addestrata per lavorare nello spazio.

    Abbiamo avuto, e abbiamo, grandi donne astronauta: Valentina Tereshkova, Samantha Cristoforetti, Peggy Whitson, Christina Koch, Jessica Meir, Sunita Williams… Donne che hanno studiato, lavorato, rischiato. Donne che non sono finite sui giornali perché “finalmente una donna nello spazio”, ma perché hanno svolto ruoli chiave in missioni complesse, in ambienti ostili, con una competenza che non ha nulla da invidiare ai colleghi uomini.

    Eppure, si preferisce dare enfasi a un volo passeggeri privo di contenuto scientifico, come se l’emancipazione femminile si risolvesse nella possibilità di acquistare un biglietto da centinaia di migliaia di dollari per fare un selfie a gravità zero. Non è questa la parità. È solo una nuova forma di confezione patinata, che trasforma il simbolo in spettacolo e l’inclusività in spot pubblicitario.

    Vogliamo l’emancipazione delle donne e poi gioiamo quando sono – ancora una volta – sedute al lato passeggero.

    Rendere visibili le donne nello spazio è importante. Ma facciamolo celebrando quelle che ci lavorano, non quelle che ci fanno un salto per farsi pubblicità. La differenza è sottile, ma fondamentale: perché il rispetto passa dal riconoscere il merito, non dal mettere il genere sotto i riflettori a prescindere.

    Lo spazio, per chi lo conquista davvero, non è turismo. È sacrificio, studio, dedizione.

    È lì che l’emancipazione si gioca. Non nei voli sponsorizzati. Non osannando donne sedute al posto del passeggero.

    #BlueOrigin #Emancipazione #femminismo #ParitàDiGenere #Sessismo

  5. Nel cuore della Londra vittoriana, il piacere femminile diventa... un effetto collaterale medico.
    "Hysteria" non è solo una commedia storica: è una critica affilata, una risata amara, un vibratore che rivoluziona la medicina.
    Sì, hai letto bene.

    Una riflessione sul potere, il corpo, la pseudoscienza e le paure degli uomini.
    Spoiler: le donne non avevano nulla da curare.

    Leggi la recensione completa qui sotto.

    #hysteria #filmstorici #movies #frenologia #emancipazione
    michiyospace.altervista.org/hy

  6. Le nazioni unite registrano che l'80% dei #migrantiClimatici è donna. La percentuale di donne agricoltrici nei paesi a basso reddito si aggira fra il 45% e l'80%. I danni che le condizioni atmosferiche anomale stanno provocando ai raccolti mettono a rischio l'unico mezzo di sostentamento ed #emancipazione che hanno a disposizione.

    In alcune popolazioni le donne reperiscono materie prime e combustibili. La #deforestazione rende più lungo e pericoloso il viaggio. 1/2

  7. Ce l'abbiamo fatta a finire il secondo pdf di appunti di studio. E magari magari ne viene fuori un #laboratorio ludico-sperimentale!
    Sono molto soddisfatta, mi ha preso tanto tempo ma ne vale la pena.
    Entra nel canale telegram:
    t.me/cameravalentina

    #mastoposts #mastopost #pdf #presentazione #studio #consenso #culturadellostupro #emancipazione #emancipazionesessuale #educazionesessuale #sexpositivity

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