un’altra difesa è possibile: mancano otto giorni alla fine della campagna
“Un’altra difesa è possibile“, per il disarmo e la difesa civile. Mancano otto giorni alla fine della campagna, e l’obiettivo delle 50.000 firme è raggiungibile, con l’impegno di tutte e tutti.
Si può firmare con SPID o CIE su https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 e diffondere la raccolta. Bastano due minuti.
Come scrivono i promotori, “l’Italia ripudia la guerra, eppure ci stiamo armando come mai prima. Ma esiste un’altra strada concreta. Si chiama difesa civile non armata e nonviolenta, ed è una proposta di legge di iniziativa popolare […] che non nasce dal nulla: affonda le radici nell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa, e dà concretezza al principio secondo cui la difesa […] (richiamata dall’articolo 52) può essere adempiuta anche in forme civili e nonviolente. Si tratta di riconoscere, accanto alla difesa militare, un secondo pilastro fatto di prevenzione dei conflitti, mediazione, protezione delle comunità e tutela dei beni comuni in caso di calamità, crisi sociali ed emergenze ambientali”.
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senza contare che (questo lo aggiungo io) una proposta di legge di iniziativa popolare di questo tipo (1) sarebbe un segnale chiaro fin da adesso contro le velleità belliciste pericolosissime delle destre europee e di quella italiana; e (2) rallenterebbe – sperabilmente – la deriva di sottomissione ai mercanti di armi a cui il governo italiano ha dato varie spinte di accelerazione ultimamente.
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