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#criminalizzazione — Public Fediverse posts

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  1. LA REPRESSIONE "OLISTICA" di NOEMI DI SEGNI (Presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane) (Sic.).

    di Lavinia Marchetti

    Il problema non è cosa pensi Noemi Di Segni, ma ciò che rappresenta quando va a parlare nelle nostre istituzioni (dato che quelle istituzioni poi, ahinoi, legiferano su di noi...): il sionismo.

    In Commissione Affari costituzionali, l’urgenza e l'indifferibilità vengono presentate prima come leva politica e poi buttate in faccia a tutti come cornice morale per legiferare contro le manifestazioni a favore della Palestina. Io, al momento, in Italia, non ho visto nessuna notte dei cristalli, anzi... Ma Di Segni lo dice con una verve da emergenza umanitaria, e mi piacerebbe usasse tale verve per Gaza, ma tant'è... : «Riteniamo indifferibile e urgente l’esame di misure, anche legislative, che possano essere responsabilmente intraprese a livello parlamentare, in integrazione con le politiche attive già previste in ambiti quali cultura, formazione, educazione, accademia e sport, molte delle quali definite nella Strategia nazionale coordinata da Pasquale Angelosanto».

    È legittimo cercare tutela contro l’odio antiebraico. Il problema vero è un altro: l’oggetto reale di quella domanda e dove è stata presentata. Quando si entra in un luogo che produce norme e leggi se ne vuole uscire con nuove definizioni e nuovi strumenti giudiziari. L’urgenza, in politica, raramente resta un sentimento. Diventa un metodo e porta sempre repressione. La logica dell'eccezione diventa un criterio di priorità che scavalca, riduce, semplifica, e poi si deposita nella legge come una scelta irreversibile.

    La seconda frase è quella che, più di tutte, merita di essere affissa e decostruita, perché qui il linguaggio, invece di distinguere, impasta. Invece di separare piani, li chiude in un unico blocco fintamente emotivo e operativo: «Visto che l’antisemitismo si presenta in molteplici forme – neofascismo nostalgico, letture distorte dei testi religiosi ebraici, minaccia fisica del terrorismo islamico, demonizzazione cosmopolita degli ebrei e di Israele, nazificazione e strumentalizzazione della Shoah – l’impegno sull’antisemitismo non può essere selettivo e focalizzare un solo aspetto ma bensì essere olistico».

    L’“olismo” è una rete a strascico. Se il fenomeno viene dichiarato totale, totale diventa la risposta. Se tutto si tiene, allora tutto può essere preso dentro. E quando, nella stessa sede, si discute del rapporto tra libertà costituzionali e “abuso” delle stesse, l’equazione è pronta: ciò che disturba può essere trattato come abuso e quindi ogni critica, anche criticare un genocidio in corso, può essere riscritto come odio fino a portare ciò che si contesta come minaccia.

    Il sionismo, quando parla nelle istituzioni, parla come un dispositivo che punta a blindare una zona morale intoccabile, un’area immunizzata dal conflitto politico. È una richiesta di eccezione permanente nel linguaggio, nel perimetro della critica. Sappiamo tutti a cosa puntano: CRIMINALIZZARE IL DISSENSO per far scendere l'agognato silenzio su Gaza e Cisgiordania e completare genocidio e occupazione.

    Ecco perché il tema non è la psicologia di Di Segni, ma la sua funzione dentro le nostre istituzioni. Una volta ottenuto un lessico istituzionale (Gasparri; Delrio) capace di confondere la critica con l’odio, resta un ultimo passaggio, il più importante per i sionisti, ovvero far entrare quel lessico nella norma, nelle leggi, nelle nostre scuole e soprattutto nello spazio pubblico. A quel punto la promessa “olistica” si rivela per ciò che è: una repressione totale che garantisca immunità legale e morale a un genocidio e a una ideologia (il sionismo) protofascista e messianica.

    #noemidiSegni #sionismoSionismoReale #dissensoNonÈTerrorismo #criminalizzazione #gaza #laviniaMarchetti

    @politica

  2. Abolizionismo, piccoli passi per

    Piazza nuccitelli, martedì 3 giugno alle ore 18:00 CEST

    ⛓‍💥 *Dal sistema repressivo alla cura di comunità*

    Primo incontro del ciclo "Abolizionismo, piccoli passi per".

    Origini e scopo della polizia come istituzione. Devianza e criminalizzazione. Cosa significa abolire la polizia?Presentazione del libro "Police abolition".

    Ne parleremo con: Italo di Sabato, Vincenzo Scalia e Giuseppe Pulvirenti.

    📌 *Martedì 3 giugno, Piazza Nuccitelli al Pigneto, alle ore 18:00*.

    🥘Seguirà all'incontro una *cena benefit* da Zazie nel Metrò : parte del ricavato sarà devoluto all'associazione Yairaiha, che dal 2006 si impegna per contrastare il carcere e le sue violenze, e alla campagna #180benecomune, per supportare il Viaggio di Marco Cavallo nei CPR.

    roma.convoca.la/event/abolizio

  3. CW: politica della festa e dj set a modena

    Venerdì prossimo sarò allo Spazio Sociale Libera di #Modena. Alle 18 (trattabili) parleremo delle strategie del governo Meloni che legano #criminalizzazione del #rave alla #repressione dell'#antagonismo sociale. Dopo cena sarò ai #giradischi, a seguire la crew di tribal sound system.

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