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#ceciliasala — Public Fediverse posts

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  1. US citizen is found guilty of helping export tech to Iran in violation of sanctions

    BOSTON – A Massachusetts man was found guilty Monday of conspiring to unlawfully export electronic components to Iran…
    #NewsBeep #News #BreakingNews #breakingnews #CeciliaSala #Iran #JaredDolan #MohammadAbedininajafabadi #Technology #U.S.news #WilliamFick #Worldnews
    newsbeep.com/641005/

  2. [libro] I figli dell’odio

    Autrice: Cecilia Sala
    Titolo: I figli dell’odio – La radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina, l’umiliazione dell’Iran
    Editore: Mondadori
    Altro: ISBN 9788804778721; 150 p.; 18,50€; I ed. 2025; genere: saggistica, giornalismo

    Voto: 10/10

    Cecilia Sala è una giornalista in gamba e chi segue il suo podcast Stories lo sa. Lavora dove il mestiere di giornalista è più difficile: dove ci sono rivolte, guerre, situazioni complesse. In questo libro siamo nel Medio Oriente: Israele, passando per ii Libano, la Cisgiordania e la Siria per arrivare in Iran. Qui la situazione è un mosaico di posizioni, tensioni internazionali, conflitti armati, guerre civili. In questo scenario Sala cerca di darci delle informazioni per capire quello che sta succedendo, facendoci un riassunto della storia recente e recentissima, intervistando colleghi giornalisti che vivono in prima persona questi drammi, pacifisti (o forse sono solo persone che cercano di uscire da una violenza senza fine), ex combattenti e combattenti giovanissimi.

    Ii figli dell’odio si divide in tre parti.

    Nella prima si racconta la radicalizzazione di Israele. Come uno stato laico e democratico si stia trasformando in uno stato più simile a una teocrazia che ha una democrazia occidentale. Israele è oggi diviso in due: una parte radicalizzata, messianica, che vuole tutta la Palestina per gli ebrei in quanto terra promessa, e una parte che ancora crede in uno stato di diritto, democratico. I primi saranno ancora per poco una minoranza, anche se consistente. Le premesse per la loro rapida crescita ci sono tutte. La radicalizzazione di Israele è nata alla fine degli anni 60, ma una serie di scelte politiche errate e la mancata evoluzione del processo di pace avviato negli anni 90, ha fatto sì che l’idea di far fuori tutti i Palestinesi e l’uso della forza militare sia sempre più un programma politico accettabile.

    Nella seconda parte ci spostiamo in Cisgiordania, nel territorio occupato militarmente da Israele. Qui tocchiamo con mano la radicalizzazione palestinese, frutto anche questa di scelte politiche disastrose e continue ingiustizie e soprusi da parte dell’esercito israeliano, dei coloni e della stessa ANP.

    In questo contesto Sala intervista anche chi a questa barbarie si sta opponendo, ognuno con gli strumenti che ritiene opportuni. Ci sono quelli che denunciano i soprusi (e di solito vengono ammazzati), chi tenta di tenere aperta una libreria, un centro per bambini disabili, chi punta al dialogo fra le parti e così via. Questa gente è ormai stremata, perseguitata e ostacolata, uccisa quando va male, detenuta illegalmente, per il solo fatto di sognare un mondo diverso, meno violento. Spesso vengono additati come ingenui, che i loro metodi non funzioneranno mai. Ma Sala ci pone una domanda interessante: ma i metodi violenti stanno funzionando? La riposta è ovviamente no, perché la popolazione del Medio Oriente non accetta facilmente le ingiustizie, i soprusi e soprattutto alcuni di loro hanno la stessa visione messianica dei radicali israeliani. Solo che lato palestinese questo si traduce in “gli ebrei fuori dalla Palestina”. Non può certo andare a finire bene.

    L’ultimo capitolo è dedicato all’Iran e al progetto del generale Suleimani di tenere in scacco l’odiato Israele attraverso l’appoggio e il finanziamento di vari gruppi estremisti in Libano (Hezbollah) e in Yemen (Huthi), utilizzando la dittatura siriana di Assad per il traffico di armi e per bloccare eventuali ritorsioni aeree da parte di Israele. Quel progetto è fallito a fine 2024 e a giugno 2025 per la prima volta Israele ha bombardato Teheran. Ma oltre a raccontarci quel progetto, Sala si immerge nella società iraniana, fra i giovani e le donne. Anche qui scopriamo un Iran diviso in due: da un lato una popolazione stanca di soprusi, ingiustizie e mancanza di libertà, e dall’altro i sostenitori dell’attuale potere teocratico. Ma la sezione dedicata all’Iran si interrompe bruscamente. Sala, infatti, viene rapita e portata nel carcere di Evin il 19/12/2024. Nell’ultimo capitolo ci racconta brevemente questa detenzione, per fortuna di tutti terminata con la sua liberazione l’08/01/2025.

    Lo stile di Sala è asciutto essenziale, preciso e allo stesso tempo avvincente. È, in un qualche modo, un libro complementare a quello di Momigliano. Entrambi consigliati a chi vuole capire il conflitto attuale fuori da improprie semplificazioni.

    Come nota a sfavore, segnalo che una cartina e un indice dei nomi avrebbe fatto comodo, ma mi rendo conto che un lavoro giornalistico sull’attualità non ha i tempi per queste finezze.

    Buona lettura!

    #ceciliaSala #iFigliDellOdio #libro #recensione

  3. Nei giorni scorsi Cecilia Sala è stata bersaglio di una shitstorm su X.
    La reazione della reporter di Il Foglio e Chora Media è stata risalire all’identità degli autori dei commenti più calunniosi, creare una lista e pubblicarla su X.
    Parafrasando Brecht, la giornalista si è seduta dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

    #CeciliaSala #shitstorm #privacy

  4. Arrivano le prime teorie del #complotto su #RobertoSala, padre di #CeciliaSala, e notiamo che i complottisti odiano i filantropi. Ammettendo che, se fossero ricchi, sarebbero i primi a fare ciò che attribuiscono ai #Poteriforti
    Per dettagli: bufale.net/il-complottismo-nei

  5. Arrivano le prime teorie del #complotto su #RobertoSala, padre di #CeciliaSala, e notiamo che i complottisti odiano i filantropi. Ammettendo che, se fossero ricchi, sarebbero i primi a fare ciò che attribuiscono ai #Poteriforti
    Per dettagli: bufale.net/il-complottismo-nei

  6. Arrivano le prime teorie del #complotto su #RobertoSala, padre di #CeciliaSala, e notiamo che i complottisti odiano i filantropi. Ammettendo che, se fossero ricchi, sarebbero i primi a fare ciò che attribuiscono ai #Poteriforti
    Per dettagli: bufale.net/il-complottismo-nei

  7. Arrivano le prime teorie del #complotto su #RobertoSala, padre di #CeciliaSala, e notiamo che i complottisti odiano i filantropi. Ammettendo che, se fossero ricchi, sarebbero i primi a fare ciò che attribuiscono ai #Poteriforti
    Per dettagli: bufale.net/il-complottismo-nei

  8. Speculation growing that #Italy will release Iranian engineer Mohammad Abedini Najafabadi --- detained on US warrant alleging he provided materials for an #Iran-linked drone attack that killed three US troops in Jordan --- in a delayed exchange for Italian journalist #CeciliaSala

  9. Speculation growing that #Italy will release Iranian engineer Mohammad Abedini Najafabadi --- detained on US warrant alleging he provided materials for an #Iran-linked drone attack that killed three US troops in Jordan --- in a delayed exchange for Italian journalist #CeciliaSala

  10. Speculation growing that #Italy will release Iranian engineer Mohammad Abedini Najafabadi --- detained on US warrant alleging he provided materials for an #Iran-linked drone attack that killed three US troops in Jordan --- in a delayed exchange for Italian journalist #CeciliaSala

  11. Speculation growing that #Italy will release Iranian engineer Mohammad Abedini Najafabadi --- detained on US warrant alleging he provided materials for an #Iran-linked drone attack that killed three US troops in Jordan --- in a delayed exchange for Italian journalist #CeciliaSala

  12. Speculation growing that #Italy will release Iranian engineer Mohammad Abedini Najafabadi --- detained on US warrant alleging he provided materials for an #Iran-linked drone attack that killed three US troops in Jordan --- in a delayed exchange for Italian journalist #CeciliaSala

  13. Presentarsi in #conferenzastampa dopo una #leggedibilancio che ci farà dannare, no.
    Dopo la (bellissima) liberazione di #CeciliaSala, sì.
    Il #GovernoMeloni ci fa intendere che noi non contiamo nulla.
    Sveglia.

  14. Presentarsi in #conferenzastampa dopo una #leggedibilancio che ci farà dannare, no.
    Dopo la (bellissima) liberazione di #CeciliaSala, sì.
    Il #GovernoMeloni ci fa intendere che noi non contiamo nulla.
    Sveglia.

  15. Presentarsi in #conferenzastampa dopo una #leggedibilancio che ci farà dannare, no.
    Dopo la (bellissima) liberazione di #CeciliaSala, sì.
    Il #GovernoMeloni ci fa intendere che noi non contiamo nulla.
    Sveglia.

  16. ilmanifesto.it/cecilia-sala-la
    C’è un gesto che racconta l’esplosione di emozioni dopo venti giorni di apprensione e paura. Mentre Cecilia Sala si affretta ad abbracciare il padre dopo aver salutato il compagno,
    #ceciliasala est libre
    #iran

  17. ilmanifesto.it/cecilia-sala-la
    C’è un gesto che racconta l’esplosione di emozioni dopo venti giorni di apprensione e paura. Mentre Cecilia Sala si affretta ad abbracciare il padre dopo aver salutato il compagno,
    #ceciliasala est libre
    #iran

  18. ilmanifesto.it/cecilia-sala-la
    C’è un gesto che racconta l’esplosione di emozioni dopo venti giorni di apprensione e paura. Mentre Cecilia Sala si affretta ad abbracciare il padre dopo aver salutato il compagno,
    #ceciliasala est libre
    #iran