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#biografia — Public Fediverse posts

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  1. Presentació del llibre: "Joaquima Colomer, el vuelo imposible de la libertad"

    Ateneu Llibertari de Gràcia, dijous, 15 d’octubre, a les 19:00 CEST

    La presentació del llibre anirà a càrrec d'Antonio Orihuela, un dels autors.

    "Joaquima Colomer, el vuelo imposible de la libertad",

    biografia de Joaquima Colomer Pineda (Olot, 1910 – Molins de Rei, 2008), mestra, pedagoga racionalista, dona llibertària i feminista i jove novel·lista de la col·lecció La Novela Ideal (1925-1939).

    bcn.convoca.la/event/presentac

  2. ✨ META ATINGIDA!
    Gratidão a você, que apoiou a campanha de pré-venda de GRANDE ALMA DA CAPOEIRA: a vida e os ensinamentos de Mestre Tyko Kamaleão, livro de Fabio Shiva com fotografias de Fabíola Campos. Graças ao seu apoio, em breve o livro irá para a gráfica! E logo daremos notícias sobre quando os exemplares estarão disponíveis.

    Natesha Editora
    Na dança das palavras
    #Capoeira #Capoeiradointuitivo #Biografia #Livro #CulturaDePaz

  3. Il barone sanguinario di Vladimir Pozner

    Descrizione: Quando accetta la proposta di Blaise Cendrars di scrivere un libro per la sua col­lana di biografie di avventurieri, e sceglie – in modo apparentemente incongruo per un comunista militante – di occuparsi del barone von Ungern-Sternberg, Vladi­mir Pozner non immagina certo che que­sta volta non gli basterà consultare (come aveva fatto per Tolstoj è morto) una mole immensa di documenti, ma che gli toc­che­rà condurre un’ardua inchie­sta, nel corso della quale imboccherà, per poi ab­ban­donarle, una quantità di false piste e si im­batterà in testimoni più o meno inat­tendibili: dall’ex colonnello di Ungern ridotto a fare il tassista alla coppia di de­crepiti aristocratici parigini che hanno conosciuto il barone in fasce (e che di quel paffuto bebè gli manderanno una foto), sino a «fratello Vahindra», il sedi­cente monaco buddhista che spaccia per il figlio segreto dello stesso Ungern il pal­lido adolescente dai tratti asia­tici con il quale vive in una squallida mansarda… A poco a poco, però, il narratore rie­sce ad afferrare il suo eroe, e ce ne svela gli a­spetti più inquietanti e contraddittori (nonché am­biguamente seducenti): soli­tario, taci­turno, impreve­dibile, irascibile, sadico, paranoide, ferocemente antisemi­ta, super­stizioso, misogino, frugale, ideali­sta, marziale, il barone Ungern ha tenden­ze mistiche, si considera erede di Gengis Khan e si crede investito di una missione provvidenziale – quella di riconquistare l’Occidente partendo dal cuo­re della Mon­golia. Solo uno scrittore fuori dal comune come Pozner poteva ricomporre il puzzle di una personalità tanto complessa, e segui­re il barone sanguinario nella sua folle ca­valcata dal Golfo di Finlandia al de­serto del Gobi, fino al suo tragico epilogo, in una ricostruzione storica che è insieme un singolarissimo romanzo di avventure.

    Il barone sanguinario racconta in forma di romanzo la storia del barone von Ungern-Sternberg, nobile russo che fu uno dei capi dell’Armata Bianca che si oppose all’Armata Rossa nella guerra civile che seguì la Rivoluzione d’ottobre del 1917.

    Ma com’è che Pozner – antifascista, comunista ed ebreo – decide di scrivere proprio di Ungern, un tizio che, se lo avesse incontrato, non avrebbe esitato a ucciderlo con la massima crudeltà di cui era capace? Perché la storia di Ungern ci può dire qualcosa del presente – qualcosa del presente di Pozner e anche del nostro.

    Già prima della Rivoluzione d’ottobre, la concezione del mondo di Ungern era anacronistica: il suo assoluto disprezzo per la massa andava a braccetto con i sogni di gloria da conquistare sul campo di battaglia; era uno che andava molto fiero del fatto che ogni epoca avesse avuto il suo Ungern a combattere per i sovrani del tempo. Ma il barone non si fa vanto tanto del fatto che la sua famiglia abbia servito re illustri, quanto di aver combattuto e aver sparso sangue per se stessa, per il proprio casato e per l’orgoglio di aver fatto parte dei forti, dei potenti, di quelli che danno ordini e non ne ricevono da nessuno.

    Con la Rivoluzione d’ottobre, il mondo di Ungern va definitivamente in pezzi: per lui è la fine della civiltà, il dover essere comandato dalla massa, da gente che non ha mai avuto servitori e che non può assolutamente pretendere di sapere come governare un Paese intero. Il suo disprezzo per tutte le classi non nobili evolve in un odio viscerale per ebrei e bolscevichi, colpevoli a suo dire di aver corrotto l’Europa, e di conseguenza la Russia che all’Europa si ispira, con il progresso che non è altro che imbelle mollezza persa dietro a leggi sociali, sindacati e parlamenti. Immagino che siano deliri che vi ricordano qualcosa.

    Disgustato quindi dalla piega che sta prendendo la Russia, volge la sua attenzione a oriente e si convince della purezza delle popolazioni asiatiche, non ancora contaminate dalla corruzione europea e bolscevica. Con quest’idea, parte alla volta della Mongolia, determinato a farne il punto di partenza di un’utopia reazionaria che prevede di creare un esercito di uomini che sanno combattere e obbedire e morire in una cavalcata selvaggia alla riconquista dell’Europa, per spazzare via i sudici operai, questi ebrei che si sono inventati la rivoluzione per vendicarsi, queste donne che ovunque, per strada, fanno la posta agli uomini e tutto il progresso che per Ungern ha portato alla rivoluzione, all’anarchia.

    L’utopia di Ungern non si realizzerà, ma lascerà morte centinaia di persone, colpevoli di essere comuniste, ebree o semplicemente di aver infastidito il Barone Sanguinario, che si è guadagnato questo nome grazie al suo impegno nell’uccidere nel modo più disumano e doloroso possibile le sue vittime: Pozner non indulge in descrizioni, ma basta quel poco per far rivoltare lo stomaco.

    È un libro che consiglierei caldamente di leggere perché nel lucido delirio di Ungern c’è la fascinazione, portata all’estremo, per il passato dorato, per le tradizioni ormai anacronistiche, per un misticismo che scade nella magia e nell’astrologia da ciarlatanə: tutto questo ha finito per scollegarlo dalla realtà più di quanto già non fosse, portandolo a diventare un agente di quel caos distruttivo che pensava di dover distruggere neə altrə.

    #biografia #romanzoStorico #storia
  4. Vai só até o dia 30 de setembro a campanha de pré-venda de GRANDE ALMA DA CAPOEIRA: a vida e os ensinamentos de Mestre Tyko Kamaleão. Aproveite já para garantir o seu exemplar com 10% de desconto!

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    #Capoeira #Capoeiradointuitivo #Biografia #Livro #CulturaDePaz

  5. 🧿 𝑬𝒏𝒕𝒓𝒆 𝒓𝒖𝒊𝒏𝒂𝒔 𝒚 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆𝒔 🧿

    Marzo de 1930, Ur, en lo que hoy es Irak.
    Polvo, calor seco y una ciudad enterrada que llevaba miles de años esperando ser escuchada.
    Entre aquellas ruinas caminaba Agatha Christie, cuarenta años, divorciada, famosa en medio mundo y, al mismo tiempo, bastante rota por dentro como para que el silencio del desierto le pareciera una forma de descanso.

    En 1914 se casó con Archibald Christie, con quien tendría una hija, Rosalind.

    Cuatro años antes había vivido uno de los episodios más incómodos de su vida pública.
    En 1926, tras el colapso de su matrimonio con Archibald Christie, desapareció durante once días.
    Su coche apareció abandonado y el país entero entró en estado de alarma.
    Hubo búsquedas, titulares diarios y teorías de todo tipo: suicidio, fuga planificada, amnesia.
    La prensa la convirtió en un caso nacional.

    Cuando finalmente fue localizada en un hotel de Harrogate, registrada con otro nombre, no ofreció una explicación clara.
    Nunca llegó a cerrarse del todo aquel vacío, y precisamente por eso el episodio la persiguió durante años.
    A partir de ahí, su vida dejó de ser completamente privada.
    Inglaterra se le volvió más ruidosa, más vigilante, más difícil de habitar.

    Por eso Ur no era solo un viaje arqueológico.
    Era una huida elegante hacia algo más respirable.

    En ese escenario apareció Max Mallowan.
    Veintiséis años, asistente de arqueología, piel curtida por el sol y esa pasión casi infantil por lo que otros solo veían como restos.
    Él hablaba de cerámica y civilizaciones como si siguieran respirando bajo tierra.
    No trató a Agatha como a una celebridad ni ella a él como a un chico sin experiencia.

    Hablaron durante horas.
    Sin prisas, sin máscaras.
    Y algo se quedó enganchado entre los dos, aunque ninguno lo dijera en voz alta.

    Cuando la campaña arqueológica terminó, Max la visitó en Inglaterra.
    Pasearon por los páramos, bajo una lluvia fina que lo empapaba todo.
    Él se detuvo, la miró y le pidió matrimonio.

    Ella dijo que no.

    No una vez.
    Durante horas.
    Le habló de la diferencia de edad, de los rumores, de lo que diría la gente, de lo fácil que era equivocarse otra vez.
    En realidad, lo que pesaba era el miedo.

    Max no cedió.
    Le dijo que no estaba allí por una idea de ella, ni por lo que representaba, sino por ella misma.

    Y algo en esa insistencia sencilla terminó por romper la resistencia.

    En septiembre de 1930 se casaron.

    Lo que vino después no fue un cuento idealizado, sino una convivencia larga y real.
    Recorrieron juntos excavaciones en Oriente Medio durante años.
    Ella no fue una figura decorativa: fotografiaba, limpiaba, clasificaba piezas y desarrolló incluso una habilidad casi quirúrgica para restaurar objetos delicados.
    Parte de sus ingresos literarios financiaron trabajos arqueológicos de Max.

    Él, con el tiempo, reconocería que la paciencia de Agatha, su forma de observar sin prisa, encajaba perfectamente con el trabajo de excavar el pasado.

    La guerra los separó durante temporadas, pero se escribieron constantemente.
    El vínculo no se debilitó.
    Se sostuvo en cartas, rutinas y una complicidad que no necesitaba demasiada explicación.

    Durante ese periodo, Agatha siguió escribiendo sin descanso.
    Publicó decenas de novelas, entre ellas las que nacieron directamente de sus experiencias en Oriente Medio: "Asesinato en Mesopotamia", "Muerte en el Nilo" o "Cita con la muerte".
    El polvo, el calor y la sensación de ruinas vivas se colaron en su literatura de forma inevitable.

    Cuando recibió el reconocimiento como Dama Comendadora del Imperio Británico, y Max fue nombrado caballero años después, ya no sorprendía a nadie que siguieran juntos.

    Agatha murió en 1976.
    Dejó detrás una obra enorme: sesenta y seis novelas, incontables relatos y una forma muy concreta de entender el misterio humano.
    Max murió dos años después.
    Ambos están enterrados juntos en Oxfordshire.

    La mujer que había llegado a Ur con la sensación de estar saliendo de un fracaso público terminó construyendo una vida larga, estable y creativa, lejos del ruido que casi la define.
    Y quizá su decisión más importante no fue escribir un libro famoso, sino atreverse a no dejar que el miedo eligiera por ella.

    Antes de todo eso, su historia venía de lejos.
    Nació en 1890 en Torquay, en una familia sin grandes ostentaciones pero con una infancia marcada por la imaginación.
    Educada en casa, lectora precoz, creció entre juegos inventados y una sensibilidad muy propia para observar lo cotidiano.

    Su primera novela, "El misterioso caso de Styles", empezó a darle forma a su carrera ya en la adultez.
    Tenía treinta años cuando Poirot apareció por primera vez.

    Y, de algún modo, todo encaja: la niña que aprendió a leer sola, la enfermera que descubrió venenos, la mujer que desapareció de la prensa durante días, la escritora que convirtió el crimen en arte, y la persona que un día decidió aceptar una propuesta en medio de los páramos.

    No fue una vida perfecta.
    Fue una vida sostenida, reconstruida y elegida más de una vez.

    ▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣

    “𝐴𝑔𝑎𝑡𝘩𝑎” (𝟷𝟿𝟽𝟿).
    𝐸𝑠 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑙𝑖́𝑐𝑢𝑙𝑎 𝑏𝑟𝑖𝑡𝑎́𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑎𝑔𝑜𝑛𝑖𝑧𝑎𝑑𝑎 𝑝𝑜𝑟 𝑉𝑎𝑛𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑅𝑒𝑑𝑔𝑟𝑎𝑣𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑜 𝐴𝑔𝑎𝑡𝘩𝑎 𝐶𝘩𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖𝑒, 𝐷𝑢𝑠𝑡𝑖𝑛 𝐻𝑜𝑓𝑓𝑚𝑎𝑛 𝑦 𝑇𝑖𝑚𝑜𝑡𝘩𝑦 𝐷𝑎𝑙𝑡𝑜𝑛.
    𝑆𝑒 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎 𝑒𝑛 𝑠𝑢 𝑓𝑎𝑚𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑎𝑝𝑎𝑟𝑖𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑑𝑒 𝟷𝟷 𝑑𝑖́𝑎𝑠 𝑒𝑛 𝟷𝟿𝟸𝟼, 𝑞𝑢𝑒 𝑒𝑠 𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑒 𝑙𝑜𝑠 𝑒𝑝𝑖𝑠𝑜𝑑𝑖𝑜𝑠 𝑚𝑎́𝑠 𝑚𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑠𝑜𝑠 𝑑𝑒 𝑠𝑢 𝑣𝑖𝑑𝑎.
    𝑇𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑢𝑛 𝑒𝑛𝑓𝑜𝑞𝑢𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑟𝑎𝑚𝑎́𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑦 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑐𝑢𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑛𝑜 𝑒𝑠 𝑢𝑛 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙 𝑒𝑠𝑡𝑟𝑖𝑐𝑡𝑜.

    youtube.com/watch?v=O5N864-tQ_c

    #agathachristie #maxmallowan #historia #literatura #arqueologia #biografia #novela #escritoras #egiptologia #arqueologos #misterio

  6. #RecomendaciónLiteraria

    Diario de una bruja, Sybil Leek

    Publicado originalmente en 1968, este libro es una autobiografía fascinante escrita por una de las figuras más famosas, polémicas y visibles de la brujería tradicional del siglo XX. El texto rompe de golpe con todas las ideas falsas y los cuentos de terror que la televisión ha inventado sobre las brujas, mostrando el día a día real de una mujer que heredó un conocimiento muy antiguo de su familia. A través de un relato sumamente sencillo, amigable y con un toque de humor muy británico, la autora nos cuenta cómo fue crecer en un hogar donde las plantas, la astrología y la filosofía eran parte de la plática de la mesa, desmitificando por completo sus prácticas para presentarlas como un estilo de vida natural.

    El desarrollo de la obra nos lleva a recorrer las vivencias de Sybil en el bosque de New Forest en Inglaterra, conviviendo con comunidades gitanas y aprendiendo a observar los ciclos de la tierra sin los filtros del miedo o los prejuicios de la sociedad de su época. El libro explica con mucha claridad el origen de sus creencias, el respeto absoluto que le tenían a la naturaleza y cómo sus rituales no eran más que una forma de sintonizar la mente con el entorno real para buscar el equilibrio y la salud. Con un lenguaje coloquial que se siente como si estuvieras platicando con ella frente a una taza de té, este volumen se convirtió en una pieza clave de la literatura pagana moderna, ideal para cualquiera que busque datos históricos verdaderos sobre el renacimiento de estas tradiciones en el mundo contemporáneo.

    — A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso

    Alt text via @altbot y @TeLoDescribot

    #RecomendaciónLiteraria #Libros #SybilLeek #Historia #Biografía #Paganismo #brujeria #bruja #magia

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  8. El hombre de Dios que obedecio llorando, hasta el Leon, hasta la Calabaza, hasta el Durazno, hasta Perseo. Como Hijo Prodigo es Rey de Reyes.

    1 Reyes 13:1-34 LBLA[1] Y he aquí, un hombre de Dios fue de Judá a Betel por palabra del Señor, cuando Jeroboam estaba junto al altar para quemar incienso. [2] Y clamó contra el altar por palabra del Señor, y dijo: Oh altar, altar, así dice el Señor: «He aquí, a la casa de David le nacerá un hijo, que se llamará Josías; y él sacrificará sobre ti a los sacerdotes de los lugares altos que queman incienso sobre ti, y sobre ti serán quemados huesos humanos». [3] Aquel mismo día […]

    templosanto7.wordpress.com/202

  9. Hoy se cumplen 100 años del nacimiento de Fidel Castro
    rebelion.org/fidel-castro-el-h
    Fidel Castro, el hombre, el estratega, el revolucionario
    Ignacio Ramonet
    Prólogo al libro 'Fidel Castro. Más allá del mito' de Katrien Demuynck y Marc Vandepitte
    #aniversario #biografía #FidelCastro #libros #novedadEditorial #ebookLibre

  10. Una biografía de Fidel Castro en el centenario de su nacimiento
    rebelion.org/una-biografia-de-
    La historiadora Katrien Demuynck y el economista Marc Vandepitte presentarán este 13 de agosto su último ensayo 'Fidel Castro. Más allá del mito' (Dyskolo 2026), coincidiendo con el centenario del natalicio del líder cubano. Con prólogo de Ignacio Ramonet
    #libros #biografía #FidelCastro #Cuba

  11. 📚 GRANDE ALMA DA CAPOEIRA: a vida e os ensinamentos de Mestre Tyko Kamaleão — Fabio Shiva
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    @nateshaeditora
    Na dança das palavras
    #Capoeira #Capoeiradointuitivo #Biografia #Livro #CulturaDePaz

  12. Katrien Demuynck y Marc Vandepitte nos presentan su libro "Fidel Castro. Más allá del mito". Esta biografía combina lo político con lo personal, y ofrece una mirada fresca y penetrante sobre la revolución cubana y su impacto duradero en la historia mundial.
    #muypronto #libros #FidelCastro #Cuba #ebookLibre #ensayo #biografía #booktodon

  13. europesays.com/es/688541/ Qué echan HOY en TV | Qué ver hoy 1 de agosto en televisión: desde la biografía del empresario más famoso de la historia hasta el taquillazo de superhéroes de Christopher Nolan #agosto #biografía #christopher #empresario #Entertainment #Entretenimiento #ES #España #famoso #historia #hoy #nolan #Spain #Superhéroes #taquillazo #television #TV #ver

  14. 🌟 REVELAÇÃO DE CAPA
    Vem aí GRANDE ALMA DA CAPOEIRA: a vida e os ensinamentos de Mestre Tyko Kamaleão, o novo livro de Fabio Shiva, ilustrado com belas fotos de Fabíola Campos.
    Mais que uma biografia, uma travessia.

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    #Capoeira #Biografia #PréVenda #Livro #CulturaDePaz

  15. Vem aí GRANDE ALMA DA CAPOEIRA: a vida e os ensinamentos de Mestre Tyko Kamaleão, o novo livro de Fabio Shiva, ilustrado com belas fotos de Fabíola Campos.
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    #Capoeira #Biografia #PréVenda #Livro #CulturaDePaz

  16. Presentació del llibre "Jacinto Toryho: ¡Habla la revolución! De la escuela de periodismo El Debat a la dirección de Solidaridad Obrera"

    CNT L'Hospitalet, dissabte, 4 de juliol, a les 19:00 CEST

    Demà tenim la sort de comptar amb l'autor, José Miguel Fernández, que ens presentarà la biografia de Jacinto Toryho:

    "Jacinto Toryho: ¡Habla la revolución!

    De la escuela de periodismo El Debat a la dirección de Solidaridad Obrera"

    📅 Dissabte 4 de juliol

    🕥 19:00 h

    📍 C/de Montserrat, 20 L'Hospitalet.

    #HOSPITALETLLOBREGAT #4JUL26

    bcn.convoca.la/event/presentac

  17. #datocurioso

    ¿Sabían que Adolf Hitler pintó cientos de cuadros durante su juventud en Viena entre 1908 y 1913 e intentó ganarse la vida vendiendo estas obras en las calles antes de dedicarse a la política?

    Durante esos 5 años, el joven aspirante a artista se dedicaba principalmente a realizar acuarelas, postales y bocetos detallados de los edificios históricos, monumentos emblemáticos y paisajes urbanos de la capital austriaca. Su gran meta de vida era ingresar a la prestigiosa Academia de Bellas Artes de Viena, una de las instituciones artísticas más importantes de Europa en esa época, pero el comité de admisión rechazó su solicitud de ingreso en 2 ocasiones consecutivas. Los profesores examinadores que revisaron sus dibujos anotaron en las actas oficiales que los trabajos eran mediocres y carecían de talento suficiente, argumentando de forma específica que el joven tenía una incapacidad total para dibujar la figura humana de forma correcta y que sus composiciones parecían más planos de arquitectura fría que verdaderas obras de arte. Debido a este rechazo definitivo, tuvo que sobrevivir durante un largo periodo durmiendo en albergues públicos para personas sin hogar, viviendo únicamente del dinero que le pagaban algunos comerciantes locales por copiar láminas antiguas hasta que decidió mudarse a Alemania en 1913.

    — A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso

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    #Historia #Biografía #Arte #Curiosidades #Europa

  18. SIGUE ⬇️

    Tenía 74 años.

    Con el tiempo fue reconocido como uno de los grandes escritores de todos los tiempos.
    William Faulkner llegó a definirlo como "el padre de la literatura estadounidense moderna".

    Su vida fue una mezcla de éxito, tragedia, humor y ruina.
    Hizo reír a millones de personas mientras enterraba a casi toda su familia, perdió una fortuna que volvió a ganar trabajando sin descanso y dejó personajes que, más de un siglo después, siguen siendo parte de la infancia de medio mundo.

    ▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣

    𝑀𝑎𝑟𝑘 𝑇𝑤𝑎𝑖𝑛 𝑎𝑛𝑑 𝑀𝑒
    ▪️𝐴𝑛̃𝑜: 𝟷𝟿𝟿𝟷
    ▪️𝐷𝑖𝑟𝑒𝑐𝑡𝑜𝑟: 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑃𝑒𝑡𝑟𝑖𝑒
    ▪️𝑃𝑟𝑜𝑡𝑎𝑔𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎 (𝑀𝑎𝑟𝑘 𝑇𝑤𝑎𝑖𝑛): 𝐽𝑎𝑠𝑜𝑛 𝑅𝑜𝑏𝑎𝑟𝑑𝑠
    𝐸𝑠𝑡𝑎́ 𝑏𝑎𝑠𝑎𝑑𝑎 𝑒𝑛 𝑙𝑎𝑠 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎𝑠 𝑑𝑒 𝐷𝑜𝑟𝑜𝑡𝘩𝑦 𝑄𝑢𝑖𝑐𝑘, 𝑢𝑛𝑎 𝑛𝑖𝑛̃𝑎 𝑞𝑢𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑐𝑖𝑜́ 𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑘 𝑇𝑤𝑎𝑖𝑛 𝑒𝑛 𝑙𝑜𝑠 𝑢́𝑙𝑡𝑖𝑚𝑜𝑠 𝑎𝑛̃𝑜𝑠 𝑑𝑒 𝑠𝑢 𝑣𝑖𝑑𝑎.
    𝑁𝑜 𝑐𝑢𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑡𝑜𝑑𝑎 𝑠𝑢 𝑏𝑖𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖́𝑎, 𝑠𝑖𝑛𝑜 𝑠𝑢 𝑒𝑡𝑎𝑝𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙, 𝑐𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑦𝑎 𝑒𝑟𝑎 𝑢𝑛 𝑎𝑛𝑐𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑓𝑎𝑚𝑜𝑠𝑜.

    youtube.com/watch?v=WocGSH57Sdo

    #marktwain #samuelclemens #literatura #historia #escritores #tomsawyer #huckleberryfinn #curiosidades #biografia #historiareal

  19. Helena Blavatsky: El esoterismo decimonónico y el mito de los reinos subterráneos

    El impacto de la teosofía en la configuración de la geografía mística y el concepto espiritual de las civilizaciones ocultas.

    Helena Petrovna Blavatsky, conocida como Madame Blavatsky, nació en 1831 en el Imperio Ruso y se consolidó como una de las figuras más influyentes en el resurgimiento del esoterismo en Occidente durante el siglo XIX. En el año 1875, Blavatsky cofundó la Sociedad Teosófica en la ciudad de Nueva York, una organización cuyo propósito central era el estudio de las religiones comparadas, la filosofía y la búsqueda de las leyes espirituales no explicadas de la naturaleza. A través de sus extensas obras literarias, de las cuales destacan Isis sin velo publicada en 1877 y La doctrina secreta editada en 1888, la escritora introdujo conceptos del misticismo oriental adaptados al vocabulario de su tiempo, mezclando ideas del hinduismo y el budismo con las corrientes herméticas europeas.

    La relación de Blavatsky con el concepto de la Tierra hueca no proviene de un modelo geológico o físico tradicional, sino de su teoría sobre la existencia de reinos espirituales y ciudades ocultas en el interior de la corteza terrestre. En sus textos, la teósofa describió que los sobrevivientes de continentes perdidos como Lemuria y la Atlántida se refugiaron en complejas redes de túneles y cavernas subterráneas ubicadas bajo la cordillera del Himalaya, con el fin de resguardar el conocimiento antiguo de la humanidad. El nodo central de esta geografía sagrada era Shambhala, un lugar que Blavatsky definió como una gran metrópolis mística donde habitaban los Mahatmas o Maestros de la Sabiduría Antigua, seres evolucionados encargados de guiar la evolución espiritual del planeta de forma secreta.

    Estas nociones teosóficas sobre espacios ocultos bajo el suelo sirvieron de combustible directo para que autores y grupos pseudocientíficos posteriores desarrollaran y transformaran sus ideas en la creencia literal de una Tierra hueca habitada por civilizaciones avanzadas. La mezcla entre los relatos de viajes de Blavatsky por el Tíbet y sus explicaciones sobre dimensiones astrales accesibles a través de las profundidades de la tierra terminaron por influir profundamente en la literatura de ciencia ficción y en el folclore esotérico del siglo XX. El legado de Madame Blavatsky, quien falleció en Londres en el año 1891, se mantiene bajo análisis debido a su papel en la construcción de mitos modernos que difuminaron la línea entre la geografía real, las tradiciones tradicionales y la mitología contemporánea.

    — A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso

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    #Historia #Teosofía #Esoterismo #Biografía #MitosModernos

  20. Planazo es irse al #Madrigal en bicicleta, en buena compañía, a ver Incontrolable (I swear), #película de Kirk Jones de 2025. Un verdadero carrusel emocional que muestra los entresijos del Síndrome de Tourette.

    #Granada #biografía #drama #humor #prejuiciossociales #activismo #convivencia

  21. A. Pantsov: Victorious in Defeat. The Life and Times of Chiang Kai-shek, China, 1887–1975 (Zwycięstwa i porażki. Chiny w czasach Czang Kaj-szeka 1887–1975)

    Autor chce wyrwać Chiang Kai-Shek zarówno z czarnej legendy „skorumpowanego, nieudolnego dyktatora”, jak i z kuomintangowskiej apologii "światłego przywódcy narodu".

    wp.me/p3fv0T-ikX #Chiny #biografia #ChiangKaiShek #książka #historia

  22. #datocurioso

    ¿Sabían que el jefe del Estado Mayor austrohúngaro Franz Conrad von Hötzendorf basó sus planes de movilización para la Primera Guerra Mundial en el año 1914 en horarios de trenes obsoletos que provocaron el colapso logístico de sus propias tropas?

    El general imperial diseñó una estrategia militar rígida dividida en dos planes de contingencia denominados Caso B para los Balcanes y Caso R para Rusia, asumiendo de forma equivocada que los ferrocarriles estatales poseían la capacidad de redirigir convoyes enteros en pleno movimiento. Al estallar el conflicto en el mes de julio, Conrad von Hötzendorf ordenó activar el despliegue contra Serbia, pero pocas horas después intentó detener la marcha para enviar los vagones hacia la frontera con el Imperio Ruso tras confirmarse la movilización del ejército zarista. Los jefes de las estaciones ferroviarias informaron que alterar las rutas prefijadas descarrilaría el sistema completo de transporte de la monarquía del siglo XX.

    El resultado de esta confusión organizativa obligó a que decenas de miles de soldados de los cuerpos de ejército destacados viajaran en tren hasta los límites con Serbia, bajaran de los vagones sin entrar en combate y abordaran inmediatamente transportes de regreso con rumbo a la región de Galitzia. Las locomotoras consumieron las reservas de carbón en trayectos circulares inútiles mientras las fuerzas militares rusas avanzaban sin resistencia real hacia los territorios de Europa Central. Los batallones austrohúngaros llegaron a sus puestos de defensa con un retraso acumulado de 14 días, arrastrando un agotamiento físico profundo por las jornadas de traslado y sin el equipo de artillería pesada necesario para asegurar las posiciones estratégicas.

    La rigidez del mando militar y la falta de actualización en los mapas de las vías de comunicación causaron la pérdida de más de 300000 hombres durante las primeras semanas de la campaña de Galitzia en el año 1914. Las fuerzas del Imperio Austrohúngaro nunca lograron recuperarse del desorden logístico inicial provocado por los errores de cálculo en las redes de transporte, quedando subordinadas al apoyo directo del ejército alemán durante el resto del conflicto bélico mundial.

    — A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso

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    #Historia #PrimeraGuerraMundial #Biografía #Logística #Austria

  23. :stargif: 𝑺𝒂𝒎𝒖𝒆𝒍 𝑴𝒐𝒓𝒔𝒆 :stargif:

    Samuel Morse no empezó siendo inventor.
    De hecho, su vida giraba alrededor del arte.
    Era pintor, bastante reconocido en su época, y se movía entre retratos de personajes importantes y encargos que lo llevaban de un lado a otro.

    En 1825 estaba trabajando en Washington cuando recibió una carta con una noticia urgente: su esposa, Lucretia, estaba muy enferma.
    Él no alcanzó a reaccionar a tiempo.
    Cuando consiguió volver a New Haven, ella ya había muerto y estaba enterrada.
    No hubo despedida, ni última palabra, ni ese instante que uno siempre cree que va a tener.

    Ese golpe le quedó clavado.

    En una época en la que una noticia tardaba días o semanas en viajar, Morse entendió algo muy concreto: la distancia no solo separa lugares, también puede romper vidas sin que nadie lo vea venir.

    Antes de ese episodio ya era un artista sólido.
    Había fundado la Academia Nacional de Dibujo y retratado a figuras como John Adams, James Monroe o incluso el marqués de La Fayette.
    Su obra más ambiciosa fue La Galería del Louvre, donde reprodujo decenas de pinturas europeas con una paciencia casi obsesiva.

    Pero su rumbo empezó a cambiar.

    Durante un viaje de regreso desde Europa en el barco Sully en 1832, escuchó hablar de los experimentos con electromagnetismo.
    Esa idea, combinada con lo que había vivido, terminó encajando en su cabeza de una forma muy personal: si la información pudiera viajar rápido, quizá otras personas no perderían lo mismo que él perdió.

    A partir de ahí empezó a trabajar en lo que sería el telégrafo eléctrico.

    No lo hizo solo.
    Alfred Vail fue clave en el desarrollo del sistema y en la simplificación del código.
    Morse había ideado un sistema inicial basado en números que requerían un diccionario para traducirlos.
    Vail lo transformó en lo que hoy conocemos: puntos y rayas, un lenguaje directo y mucho más práctico.

    Cada señal representaba una letra, y las letras más comunes tenían los códigos más cortos.
    Era simple, pero revolucionario.

    El 24 de mayo de 1844 se envió el primer mensaje oficial entre Washington y Baltimore: “What hath God wrought”, una frase bíblica que marcó el inicio de una nueva era.

    A partir de ahí, la comunicación dejó de depender únicamente de cartas lentas o viajes interminables.
    El mundo empezó a hablar más rápido.

    En lo personal, la vida de Morse también cambió.
    Se casó dos veces.
    Su primer matrimonio fue con Lucretia Pickering Walker en 1818, con quien tuvo tres hijos: Susan, Charles y James.
    Ella murió en 1825 por complicaciones de salud tras su último parto.
    Más tarde, ya con estabilidad económica gracias al telégrafo, se casó en 1848 con Sarah Elizabeth Griswold y tuvo cuatro hijos más: Samuel, Cornelia, William y Edward.

    Nació el 27 de abril de 1791 en Charlestown, Massachusetts.
    Creció en un entorno religioso y culto, hijo de Jedidiah Morse, geógrafo y pastor, y Elizabeth Ann Finley Breese.
    Estudió en Phillips Academy, pasó por Yale a los 14 años, donde se graduó en 1810, y más tarde se formó en la Royal Academy de Londres, donde consolidó su carrera artística.

    Murió el 2 de abril de 1872 en Nueva York a los 80 años, a causa de una neumonía.
    Fue enterrado en el cementerio de Green-Wood, en Brooklyn, ya como una figura reconocida en todo el mundo.

    Su historia deja una idea bastante clara: a veces los grandes cambios no nacen de la ambición, sino de una ausencia que no se puede arreglar.

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    #samuelmorse #historia #telégrafo #codigomorse #inventores #historiadelaciencia #comunicación #sigloxix #biografía #curiosidadeshistóricas #arteyciencia #neoyork #historiareal

  24. 16 maggio … ricordiamo …

    2025: Meta Velander, Eva Margareta Velander, detta Meta, attrice e doppiatrice svedese. Iniziò a recitare quando frequentava il liceo. Fu sposata con l’attore Ingvar Kjellson fino alla morte di lui, avvenuta nel 2014. (n. 1924)

    2025: Marianne Bernadotte, Gullan Marianne Lindberg, filantropa e attrice svedese, terza moglie del principe Sigvard Bernadotte. Si impegnò a favore della ricerca sui disturbi visivi dei bambini e sulla dislessia. 1947 sposò Gabriel “Toto” Tchang, figlio dell’ex ambasciatore cinese in Svezia. Divorziarono nel 1957. 1961 sposò a Stoccolma il principe Sigvard, conosciuto alla fine degli anni ’50 in occasione di una messa in scena di Sogno di una notte di mezza estate allo Skansenteatern, dove lui lavorò come scenografo e lei interpretò una fata. È deceduta all’età di 100 anni. (n. 1924)

    2024: Dabney Coleman, attore statunitense. Stato sposato con Ann Courtney Harrel. Si risposò con l’attrice Jean Hale. Divorziarono. (n. 1932)

    2023: Chiara Moretti, attrice italiana. compì le sue prime esperienze di attrice cinematografica in Berlinguer ti voglio bene e in Chiedo asilo. Abbandonato il mondo del cinema, si dedicò alla politica. (n. 1953)

    2022: John Aylward, attore statunitense. (n.1946)

    2020: Lynn Shelton, è stata una regista, sceneggiatrice, attrice e produttrice cinematografica statunitense. Sposata con il musicista Kevin Seal e in seguito si è legata sentimentalmente con Marc Maron. (n. 1965)

    2020: Jon Whiteley, attore e storico dell’arte britannico. Sposato con Linda, anche lei storica dell’arte. (n. 1945)

    2018: Joseph Campanella, attore statunitense, vanta circa 200 interpretazioni, tra film e serie televisive e film per il grande schermo. (n. 1924)

    2005: June Lang, attrice statunitense. (n. 1917)

    2004: Marika Rökk, è stata un’attrice, ballerina e cantante ungherese naturalizzata tedesca, attiva particolarmente nel cinema tedesco dell’era del nazismo. (n. 1913)

    1995: Lola Flores, cantante, ballerina e attrice spagnola.  (n. 1923)

    1994: Alain Cuny, attore cinematografico, teatrale e televisivo francese, che ha lavorato a lungo in Italia. (n. 1908)

    1992: Marisa Mell, attrice austriaca. Uno dei volti femminili più famosi nell’ambito dei film di genere italiani degli anni sessanta e anni settanta.  (n. 1939)

    1990: Sammy Davis Jr., cantante, ballerino e attore statunitense. (n. 1925)

    1979: Goffredo Alessandrini, è regista e ostacolista italiano. Nel 1935 sposò Anna Magnani.

    1969: Lewis Casson, attore e regista teatrale britannico. Era sposato con Dame Sybil Thorndike, una delle leggende del teatro britannico. (n. 1875)

    1896: Katinka Kendeffy, nata in una delle famiglie aristocratiche più antiche e influenti d’Ungheria, crebbe in un ambiente colto e tradizionale. Sposò il conte Gyula Andrássy, futuro primo ministro ungherese, con cui ebbe tre figli: Ilona, Tivadar e Gyula il Giovane. (n. 1830)

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: wikipedia.org, web
    Immagini: IA
    #16Maggio #AlainCuny #Biografia #Biografie #ChiaraMoretti #DabneyColeman #DabneyWhartonColeman #EvaMargaretaVelander #GoffredoAlessandrini #GullanMarianneLindberg #JohnAylward #JonJamesLamontWhiteley #JonWhiteley #JosephCampanella #JuneLang #KatalinKendeffyDeMalomvíz #KatinkaKendeffy #LewisCasson #LolaFlores #LynnShelton #MarianneBernadotte #MarikaRökk #MarisaMell #Meta #MetaVelander #Morti16Maggio #Personaggi #PersonaggiImportanti #Profili #Profilo #Ricordiamo #SammyDavisJr
  25. SIGUE ⬇️

    Su primera novela, "El misterioso caso de Styles", empezó a darle forma a su carrera ya en la adultez.
    Tenía treinta años cuando Poirot apareció por primera vez.

    Y, de algún modo, todo encaja: la niña que aprendió a leer sola, la enfermera que descubrió venenos, la mujer que desapareció de la prensa durante días, la escritora que convirtió el crimen en arte, y la persona que un día decidió aceptar una propuesta en medio de los páramos.

    No fue una vida perfecta.
    Fue una vida sostenida, reconstruida y elegida más de una vez.

    ▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣

    “𝐴𝑔𝑎𝑡𝘩𝑎” (𝟷𝟿𝟽𝟿).
    𝐸𝑠 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑙𝑖́𝑐𝑢𝑙𝑎 𝑏𝑟𝑖𝑡𝑎́𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑎𝑔𝑜𝑛𝑖𝑧𝑎𝑑𝑎 𝑝𝑜𝑟 𝑉𝑎𝑛𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑅𝑒𝑑𝑔𝑟𝑎𝑣𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑜 𝐴𝑔𝑎𝑡𝘩𝑎 𝐶𝘩𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖𝑒, 𝐷𝑢𝑠𝑡𝑖𝑛 𝐻𝑜𝑓𝑓𝑚𝑎𝑛 𝑦 𝑇𝑖𝑚𝑜𝑡𝘩𝑦 𝐷𝑎𝑙𝑡𝑜𝑛.
    𝑆𝑒 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎 𝑒𝑛 𝑠𝑢 𝑓𝑎𝑚𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑎𝑝𝑎𝑟𝑖𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑑𝑒 𝟷𝟷 𝑑𝑖́𝑎𝑠 𝑒𝑛 𝟷𝟿𝟸𝟼, 𝑞𝑢𝑒 𝑒𝑠 𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑒 𝑙𝑜𝑠 𝑒𝑝𝑖𝑠𝑜𝑑𝑖𝑜𝑠 𝑚𝑎́𝑠 𝑚𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑠𝑜𝑠 𝑑𝑒 𝑠𝑢 𝑣𝑖𝑑𝑎.
    𝑇𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑢𝑛 𝑒𝑛𝑓𝑜𝑞𝑢𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑟𝑎𝑚𝑎́𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑦 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑐𝑢𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑛𝑜 𝑒𝑠 𝑢𝑛 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙 𝑒𝑠𝑡𝑟𝑖𝑐𝑡𝑜.

    youtube.com/watch?v=O5N864-tQ_c

    #agathachristie #maxmallowan #historia #literatura #arqueologia #biografia

  26. #datocurioso

    ¿Sabían que Ernest Hemingway sobrevivió a dos accidentes aéreos consecutivos en menos de cuarenta y ocho horas durante un viaje en África en 1954?

    El primer incidente ocurrió cuando la avioneta en la que viajaba con su esposa chocó contra un poste de servicios públicos y cayó cerca de las cataratas Murchison en Uganda. Tras ser rescatados por un barco, abordaron un segundo avión que se incendió durante el despegue, provocando que el escritor sufriera una fractura de cráneo, rotura de vértebras y quemaduras de gravedad.

    La noticia de su supuesta muerte se difundió tan rápido por el mundo que, al llegar a una ciudad con comunicación, Hemingway pudo leer sus propios obituarios publicados en diversos periódicos. Estos eventos ocurrieron apenas meses antes de que se le otorgara el Premio Nobel de Literatura. Las secuelas físicas de estos accidentes marcaron el resto de su vida y afectaron su capacidad para escribir con la misma frecuencia que en años anteriores.

    — A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso

    Alt text via @altbot y @TeLoDescribot

    #Hemingway #Literatura #Historia #Biografía #África

  27. :stargif: 𝑬𝒍 𝒉𝒂𝒄𝒉𝒂 𝒚 𝒍𝒂 𝒄𝒓𝒖𝒛𝒂𝒅𝒂 𝒅𝒆 𝑪𝒂𝒓𝒓𝒊𝒆 𝑵𝒂𝒕𝒊𝒐𝒏 :stargif:

    Carrie Amelia Moore Nation nació en 1846 en el estado de Kentucky, en una familia humilde del sur de Estados Unidos.
    Creció en un entorno rural y vivió una vida marcada por dificultades desde muy joven.
    Su historia personal, sobre todo sus matrimonios y pérdidas, influyó profundamente en la forma en la que acabaría viendo el alcohol y su impacto en la sociedad.

    Se casó por primera vez con Charles Gloyd, un médico con problemas de alcoholismo.
    La relación fue breve y complicada, y él murió poco después.
    Ese episodio la marcó de forma decisiva.
    Más tarde se casó con David Nation, abogado, ministro y periodista, con quien adoptó el apellido que la haría conocida.

    Carrie no fue una figura política tradicional ni una activista organizada dentro de estructuras formales.
    Su forma de actuar fue mucho más directa y personal.
    A finales del siglo XIX y principios del XX, se convirtió en una de las caras más visibles del movimiento por la templanza en Estados Unidos, que buscaba reducir o eliminar el consumo de alcohol por sus efectos sociales.

    Su punto de ruptura con la normalidad llegó alrededor de 1900.
    Convencida de que los bares eran centros de destrucción familiar y moral, empezó a entrar en tabernas, salones y locales donde se vendía alcohol.
    Allí rezaba, cantaba himnos religiosos y reprendía a propietarios y clientes.
    En muchos casos, también destruía botellas, espejos y mobiliario con piedras o con un hacha pequeña que terminó convirtiéndose en su símbolo más reconocible.

    A esas acciones las llamó “hatchetations”, una mezcla de sermón y protesta violenta que le dio notoriedad inmediata.
    Fue arrestada en numerosas ocasiones, más de treinta, aunque esto no frenó su actividad.
    Al contrario, su fama creció y empezó a dar conferencias por todo el país.

    Para financiar su movimiento y cubrir multas y gastos legales, vendía pequeños objetos relacionados con su imagen pública, como réplicas de su hacha, y también publicaba material propio donde defendía sus ideas.
    Su figura se convirtió en un fenómeno mediático de la época.

    Carrie Nation no se limitaba al alcohol.
    También defendía el sufragio femenino y criticaba otros hábitos sociales que consideraba perjudiciales, como el tabaco o ciertas normas de vestimenta femenina de la época.
    Se veía a sí misma como una mujer con una misión moral clara, profundamente ligada a su fe religiosa.

    Murió en 1911 en Kansas.
    No llegó a ver la Ley Seca en Estados Unidos en 1920, pero su figura ya había dejado una huella importante dentro del movimiento que la impulsó.
    En su tumba puede leerse una frase que resumía su visión de vida:
    “He hecho lo que he podido”.

    Más allá de la imagen del hacha, Carrie Nation fue una de las expresiones más extremas de un movimiento social muy amplio en su época, donde religión, moral y política se mezclaban en un momento de fuertes cambios en la sociedad estadounidense.

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    #historia #carrienation #templanza #estadosunidos #biografia #historiareal #sigloxix #prohibicion

  28. Uma biografia sincera de Raimundo Pereira 

    Dois estudantes de jornalismo rastrearam e relataram em detalhes sua vida. As origens familiares. A expulsão do Instituto de Aeronáutica no golpe de 64. Como salvou a revista Veja. A arapuca contra a ditadura e o jornalismo engajado que a imprensa comercial escolhe omitir

    outraspalavras.net/historia-e-

  29. Eliphas Lévi: El arquitecto del ocultismo moderno

    Alphonse Louis Constant y la reinvención de la magia en el siglo XIX

    Alphonse Louis Constant, mejor conocido por su nombre hebreo Eliphas Lévi, fue un personaje clave cuya vida transitó entre el seminario católico, el activismo político radical y la síntesis del esoterismo occidental. Como antiguo estudiante de teología, Lévi utilizó sus conocimientos en hermenéutica y lenguajes antiguos para intentar unificar la ciencia y la religión a través de lo que él llamó "Magia". Su enfoque no se basaba en la superstición, sino en la idea de que existían leyes naturales aún no comprendidas por la ciencia de su época, una perspectiva que resuena con la búsqueda de orden en la psicología y la filosofía social.

    Historiográficamente, la importancia de Lévi radica en su capacidad para sistematizar siglos de conocimientos dispersos. En su obra fundamental, Dogma y ritual de la alta magia (1854), integró el Tarot, la Cábala y la alquimia en un solo cuerpo de pensamiento coherente. Fue él quien transformó la percepción de los símbolos antiguos, dándoles una estructura lógica y estética que influyó directamente en movimientos posteriores como la Orden de la Aurora Dorada (Golden Dawn). Su pensamiento estaba profundamente marcado por la idea del "Equilibrio Universal", un concepto que tomó de la filosofía y que aplicó a su interpretación de la realidad.

    Desde una perspectiva antropológica, Lévi representa la transición del pensamiento mágico medieval hacia el ocultismo racionalista e intelectual de la era industrial. Sus escritos no solo trataban sobre lo oculto, sino que funcionaban como una crítica social a la rigidez de la Iglesia y al materialismo extremo de su tiempo. Aunque hoy se le asocia principalmente con la imagen del Bafomet, su legado más profundo fue la creación de un lenguaje simbólico que permitió a las generaciones siguientes explorar la psique humana y los límites de la consciencia desde una estructura semiótica organizada.

    — Amber Luna, Bruja

    #Historia #Biografía #EliphasLevi #Ocultismo #Antropología

  30. #datocurioso

    ¿Sabías que Allan Kardec no era su nombre real, sino el de una "vida pasada" que le reveló un espíritu?

    El hombre detrás del espiritismo se llamaba en realidad Hippolyte Léon Denizard Rivail. Era un profesor francés súper respetado, discípulo de grandes pedagogos y autor de libros de aritmética y gramática. El tipo era un académico serio hasta la médula. Se empezó a interesar por las "mesas parlantes" porque no entendía cómo una mesa podía moverse sola sin una fuerza física detrás. Fue durante una de esas sesiones que un espíritu le dijo que en una vida anterior, cuando era un antiguo druida en la Galia, se llamaba Allan Kardec. A partir de ahí, adoptó ese nombre para separar su vida como científico de su investigación sobre los espíritus, porque no quería que su reputación como profesor se fuera al suelo por andar hablando con el más allá.

    "El espiritismo es una ciencia que trata de la naturaleza, origen y destino de los espíritus."
    Allan Kardec, El Libro de los Espíritus, Pedagogo y Escritor

    — Amber Luna, Bruja

    #historia #espiritismo #Kardec #biografía #curiosidades

  31. Estos son casi todos los libros que hemos leído en el club de lectura de CNT Madrid hasta este mes de abril. En la fotografía faltarían Viviendo mi vida de Emma Goldman, el libro con el que abrimos el club en octubre, y Un libro ilustrado de los malos argumentos. ¿Qué os parece la selección? ¿Cuál os llama más la atención u os ha gustado más? 🤔

    Pronto anunciaremos las lecturas de los meses de mayo y junio 😊

    #Literatura #Novela #Ensayo #Biografía #Cómic #ClubdeLectura #CNTMadrid

  32. David Fernández publica una biografía no autorizada sobre Isabel Díaz Ayuso

    📰 Título original: David Fernández, autor de una biografía no autorizada de Ayuso: “Ha aprendido conforme ha gobernado y acabó matando a sus creadores”

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    #política #ayuso #biografía #madrid

  33. Una biografía explora la vida personal y las controversias de Robert F. Kennedy Jr.

    📰 Título original: rionegrotur.com.ar

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    #política #rfkjr #biografia #controversia

  34. Às vésperas dos 50, Luana Piovani escreve biografia que não poupará ninguém e diz que treta com Neymar mudou opiniões sobre ela: Atriz repassa trajetória, conta que virou uma 'evangélica macumbeira' e afirma que posicionamento político fez sumir convites de trabalho em Portugal: 'Mas estou mais interessada em fazer mulheres despertarem do que em protagonista de série. Enquanto as contas estão pagas, ok' oglobo.globo.com/cultura/notic #LuanaPiovani #Biografia

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