Nepal, la “generazione Z” alla prova del potere
Rivolte, arresti e crisi della sinistra
di Pierre Rousset e Adam Novak, redattori di Europe Solidaire Sans Frontières, da europe-solidaire.org
Le elezioni parlamentari nepalesi del 5 marzo 2026 hanno prodotto un risultato senza precedenti dal 1959: il Rastriya Swatantra Party (RSP, Partito Nazionale Indipendente), un partito populista di centro, ha conquistato 182 dei 275 seggi e il 47,8% dei voti con il sistema proporzionale, a soli due seggi dalla supermaggioranza costituzionale. I due principali partiti di sinistra nepalesi – il Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista Unificato) [CPN-UML] di KP Sharma Oli e il Partito Comunista del Nepal [NCP] di Prachanda – hanno subito le peggiori sconfitte della loro storia, ottenendo meno del 10% dei seggi. Oli è stato sconfitto nel suo collegio elettorale da Balendra Shah. Il Partito del Congresso del Nepal [NC] di centrosinistra ha ottenuto solo 38 seggi. (nella foto in alto, il nuovo primo ministro, Balen Shah)
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