Oggi è la Giornata internazionale dell'#aborto sicuro.
Tra le iniziative per sostenere #autodeterminazione, scienza e salute l'Uaar ha portato in tutta Italia la campagna "Aborto farmacologico. Una conquista da difendere" con testimonial Alice Merlo.👇
https://www.uaar.it/ru486
#autodeterminazione — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #autodeterminazione, aggregated by home.social.
-
-
DIRITTO SANITARIO E BIOETICA – Il Fine Vita in Italia
Autodeterminazione, cure palliative e il vuoto del legislatore: una mappa giuridica, clinica ed etica
«Il fine vita» è diventato, nel dibattito pubblico italiano, un’espressione ombrello che copre realtà molto diverse tra loro: il diritto di rifiutare le cure, la pianificazione anticipata dei trattamenti, la sedazione palliativa profonda, il suicidio medicalmente assistito e, cosa ancora diversa, l’eutanasia. La confusione terminologica non è solo un problema lessicale: alimenta equivoci nel dibattito pubblico, timori infondati tra i pazienti e, talvolta, prudenze cliniche più caute di quanto la legge consenta.
Questo approfondimento ricostruisce il quadro normativo italiano — dalla legge 219/2017 alla sentenza costituzionale 242/2019, fino alla prima legge regionale sul suicidio medicalmente assistito approvata dalla Toscana nel 2025 — lo confronta con le principali esperienze internazionali e propone una lettura critica delle tensioni ancora irrisolte.
1. Il quadro normativo italiano: dal consenso informato al suicidio assistito
1.1 · La Legge 219/2017: il diritto di rifiutare le cure
La Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (“Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”) resta ancora oggi il pilastro della disciplina italiana del fine vita. Tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona, sancendo che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato del paziente (art. 1).
La legge introduce le disposizioni anticipate di trattamento (DAT, il cosiddetto “testamento biologico”), attraverso cui ogni persona maggiorenne può indicare in anticipo le proprie volontà relative a trattamenti sanitari futuri, per il caso in cui perda la capacità di autodeterminarsi; introduce inoltre la pianificazione condivisa delle cure per i pazienti con patologie croniche e invalidanti, e vieta esplicitamente l’ostinazione irragionevole nelle cure, riconoscendo il diritto di rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento, compresi nutrizione e idratazione artificiali quando configurabili come trattamenti sanitari. È in questo contesto che, all’articolo 2 comma 2, la sedazione palliativa profonda continua viene per la prima volta disciplinata come opzione terapeutica legittima in presenza di sofferenze refrattarie.
1.2 · Il caso Cappato-Antoniani e la sentenza 242/2019
Il salto di qualità nel dibattito italiano arriva con la vicenda giudiziaria di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che nel febbraio 2017 accompagna in una clinica svizzera Fabiano Antoniani — noto come “DJ Fabo” — reso tetraplegico e cieco da un incidente stradale, per consentirgli di ricorrere al suicidio assistito. Incriminato per aiuto al suicidio (art. 580 c.p.), Cappato porta la questione fino alla Corte costituzionale, che con l’ordinanza n. 207/2018 e poi con la storica sentenza n. 242 del 25 settembre 2019 dichiara l’illegittimità costituzionale parziale dell’articolo 580 del codice penale.
La Corte stabilisce che non è punibile chi agevola l’esecuzione del proposito suicidario, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona che si trovi contemporaneamente in quattro condizioni (v. riquadro). Un passaggio della sentenza merita di essere sottolineato: i giudici costituzionali definiscono le cure palliative “una priorità assoluta” delle politiche sanitarie, condizionando implicitamente la tenuta dell’intera impalcatura al pieno sviluppo di un’alternativa terapeutica credibile alla sofferenza.
1.3 · La sentenza 135/2024: cosa sono i “trattamenti di sostegno vitale”
Cinque anni dopo, la Corte costituzionale torna sul tema con la sentenza n. 135 del 18 luglio 2024, chiamata a pronunciarsi su un rinvio del GIP di Firenze. Il nodo da sciogliere riguarda l’interpretazione del terzo requisito: cosa si intende, esattamente, per “trattamenti di sostegno vitale”? La Corte respinge la richiesta di eliminare tale requisito, ma ne offre una lettura estensiva: vi rientrano non solo i respiratori meccanici, ma qualunque procedura — dall’evacuazione manuale dell’intestino, all’inserimento di cateteri urinari, fino all’aspirazione del muco dalle vie bronchiali — la cui omissione determinerebbe prevedibilmente la morte del paziente in un breve lasso di tempo.
La sentenza chiarisce inoltre che l’accertamento della dipendenza da tali trattamenti va condotto caso per caso, insieme alla verifica degli altri requisiti, dalle strutture sanitarie pubbliche competenti.
1.4 · Il vuoto legislativo e l’iniziativa delle Regioni
Nonostante il ripetuto appello della Consulta, il Parlamento italiano non ha mai approvato una legge organica sul suicidio medicalmente assistito. In questo silenzio, a partire dal 2023 diverse Regioni hanno tentato di colmare il vuoto con proposte di legge regionale di iniziativa popolare — promosse in larga parte dall’Associazione Luca Coscioni — in Veneto, Piemonte e Puglia, senza tuttavia arrivare all’approvazione.
La Toscana è stata la prima Regione a raggiungere il traguardo: il 14 marzo 2024 l’associazione deposita presso il Consiglio regionale una proposta sostenuta da oltre 10.000 firme autenticate; l’11 febbraio 2025 il Consiglio approva la legge con 27 voti favorevoli (Pd, Italia Viva, Movimento 5 Stelle) e 13 contrari (centrodestra). Il titolo definitivo — “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024” — evita volutamente ogni riferimento diretto al “suicidio medicalmente assistito”, segno della sensibilità politica del tema. La legge disciplina i tempi (valutazione dei requisiti entro 20 giorni dalla richiesta), gli organi coinvolti (azienda sanitaria locale, Commissione permanente, Comitato per l’etica clinica) e stanzia un fondo regionale di circa 10.000 euro annui, per il triennio 2025-2027, per coprire il farmaco come prestazione extra-LEA.
1.5 · La sentenza 204/2025 e il caso Pieroni
Il Governo impugna immediatamente la legge toscana davanti alla Corte costituzionale. Con la sentenza n. 204/2025 la Consulta respinge il ricorso nella sua parte sostanziale, riconoscendo che disciplinare le modalità organizzative e procedurali del suicidio medicalmente assistito rientra nella competenza legislativa concorrente delle Regioni in materia di tutela della salute, purché non si incida sui requisiti sostanziali di accesso — questi ultimi restano di competenza esclusiva statale, fissati dalle sentenze 242/2019 e 135/2024. La Corte ribadisce al contempo che il suicidio assistito, se da un lato amplia gli spazi di autonomia della persona, dall’altro impone allo Stato il dovere di tutelare le persone più deboli e vulnerabili da possibili pressioni indebite.
Nel maggio 2025, circa tre mesi dopo l’entrata in vigore della legge, lo scrittore Daniele Pieroni, affetto da malattia di Parkinson, diventa la prima persona a ricorrere al suicidio medicalmente assistito in base alla normativa toscana, morendo nella propria abitazione. Il caso, il primo di questo tipo in Italia al di fuori delle strutture sanitarie svizzere, ha avuto ampia eco mediatica e ha reso concreto, per la prima volta, un diritto rimasto fino ad allora sulla carta.
2. Le cure palliative: il diritto meno conosciuto
Se il dibattito pubblico si concentra quasi ossessivamente sul suicidio assistito, la legge italiana riconosce da più tempo — e con minore visibilità — un diritto altrettanto rilevante: quello di accedere a cure palliative di qualità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce le cure palliative come un approccio che migliora la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie di fronte a una malattia potenzialmente mortale, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza mediante l’identificazione precoce, la valutazione e il trattamento del dolore e di altri problemi fisici, psicosociali e spirituali. In Italia questo diritto è sancito dalla Legge 15 marzo 2010, n. 38, che tutela l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
A quindici anni dalla sua approvazione, però, l’applicazione della legge 38/2010 resta disomogenea. Un aggiornamento del 2023 alla legge di bilancio ha imposto alle Regioni di presentare, entro il 30 gennaio di ogni anno, un piano di potenziamento delle cure palliative, con l’obiettivo di raggiungere il 90% della popolazione interessata entro il 2028, monitorato semestralmente da Agenas. Ma la Federazione Cure Palliative denuncia, nel marzo 2025, che le cure palliative restano “ancora sconosciute” a gran parte della popolazione e del personale sanitario: non esiste un insegnamento obbligatorio di cure palliative nei corsi di laurea in medicina, e nell’anno accademico 2023/2024 solo il 18% dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione in medicina palliativa risultava coperto, con appena 16 delle 26 scuole previste effettivamente attivate.
3. La sedazione palliativa profonda continua
Tra il rifiuto delle cure e il suicidio assistito si colloca una pratica clinica meno nota al grande pubblico ma quotidianamente rilevante per i pazienti in fase terminale: la sedazione palliativa profonda continua (SPPC). Il Comitato Nazionale per la Bioetica la definisce, in un parere del 2016, come “l’intenzionale somministrazione di farmaci ipnotici per ridurre o annullare la coscienza al fine di alleviare sintomi fisici o psichici refrattari intollerabili per il paziente in fase terminale di malattia”. Le Linee guida sulla sedazione palliativa nell’adulto, pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità nel maggio 2023 a cura di SIAARTI e SICP, distinguono due forme: la sedazione per sintomi refrattari (dolore, dispnea, agitazione terminale, sofferenza psicologica intrattabile) e la sedazione per il distacco da trattamenti di sostegno vitale.
Un punto va chiarito con fermezza, perché fonte di ricorrente confusione anche tra addetti ai lavori: la sedazione palliativa profonda continua non è eutanasia. Le evidenze cliniche disponibili indicano che, se correttamente titolata secondo criteri di proporzionalità, non accorcia la sopravvivenza del paziente; il suo obiettivo dichiarato è alleviare la sofferenza refrattaria, non provocare la morte. Le condizioni per il suo impiego legittimo includono: malattia inguaribile in fase avanzata, morte attesa entro poche ore o giorni, presenza di sintomi refrattari con sofferenza intollerabile, e consenso informato del paziente, da discutere idealmente in anticipo attraverso la pianificazione condivisa delle cure prevista dalla legge 219/2017.
4. Uno sguardo comparato: il fine vita nel mondo
Il modello italiano — un’eccezione penale stretta, applicabile solo in presenza di quattro condizioni cumulative, senza una vera e propria legalizzazione dell’eutanasia — si colloca in una posizione intermedia nel panorama internazionale, tra i Paesi che non prevedono alcuna forma di assistenza alla morte e quelli che hanno legalizzato sia l’eutanasia sia il suicidio assistito con criteri più ampi.
I Paesi Bassi sono stati i primi, nel 2002, a formalizzare per legge una prassi già tollerata da decenni: i casi di eutanasia sono passati da 1.933 nel 2005 a 6.361 nel 2019, con un’incidenza sul totale dei decessi salita dall’1,9% (1990) al 4,4% (2017); dal 2023 il diritto è stato esteso anche ai minori di 12 anni in condizioni specifiche. Il Belgio ha seguito a ruota nello stesso 2002: i casi registrati sono passati da 235 nel 2003 a 1.807 nel 2013 fino a 2.700 nel 2021 (2,4% di tutti i decessi), e dal 2014 è il primo Paese al mondo ad ammettere l’eutanasia per minori terminali di qualunque età. Il Lussemburgo ha depenalizzato eutanasia e suicidio assistito nel 2009.
La Svizzera non ha mai legalizzato l’eutanasia, ma consente il suicidio assistito fin dal secondo dopoguerra: il codice penale punisce l’istigazione o l’aiuto al suicidio solo se motivati da ragioni egoistiche, un impianto che ha reso il Paese meta di un vero e proprio “turismo del suicidio” da tutta Europa. L’Austria ha legalizzato l’assistenza al suicidio per malati gravi o terminali nel dicembre 2021; la Spagna ha adottato una legge nel marzo 2021 con condizioni procedurali stringenti. Il Portogallo ha depenalizzato l’eutanasia nel maggio 2023, ma la Corte costituzionale portoghese ne ha bloccato l’entrata in vigore. La Slovenia offre forse l’esempio più istruttivo della volatilità politica del tema: il Parlamento ha legalizzato l’assistenza al morire nel luglio 2025, dopo un referendum popolare favorevole nel 2024, ma un successivo referendum di novembre ne ha sospeso l’applicazione.
Fuori dall’Europa, l’esperienza più longeva è quella dello Stato americano dell’Oregon, il primo al mondo ad aver legalizzato il suicidio assistito tramite referendum nel 1994 (in vigore dal 1997). Nel 2024 sono state emesse 607 prescrizioni di farmaci letali (+8,2% sul 2023) e si sono registrati 376 decessi (-2,6%); dal 2023 il requisito di residenza in Oregon è stato eliminato. I dati storici confermano quanto rilevato in Europa: le motivazioni prevalenti non sono il dolore fisico incontrollato — citato da meno di un paziente su tre — ma la perdita di autonomia (92% dei casi nel report 2023), il calo della capacità di svolgere attività gratificanti (88%) e la perdita di dignità percepita (64%).
5. Il dibattito etico: autodeterminazione e vulnerabilità
Il confronto internazionale rende visibile la tensione di fondo che attraversa l’intero dibattito bioetico sul fine vita: da un lato il principio di autodeterminazione, che rivendica il diritto della persona a decidere sulla propria morte quando la sofferenza sia intollerabile e irreversibile; dall’altro il dovere dello Stato di proteggere le persone vulnerabili da pressioni esplicite o implicite verso una morte anticipata. Una revisione sistematica su oltre quaranta studi internazionali mostra quanto vari, anche sensibilmente, il sostegno dei medici verso queste pratiche: dal 7,1% al 90,4% per l’eutanasia in pazienti terminali, a seconda del Paese, del contesto culturale e della formulazione della domanda di ricerca. Un dato empirico spesso citato dai sostenitori della legalizzazione — pubblicato su JAMA nel 2016 da Ezekiel Emanuel e colleghi — è che, nelle giurisdizioni analizzate, non sono emerse evidenze di un utilizzo sproporzionato di queste pratiche da parte di popolazioni vulnerabili rispetto alla popolazione generale.
Questo dato, tuttavia, non chiude il dibattito. Casi come quello dell’eutanasia psichiatrica nei Paesi Bassi — dove uno studio recente su 36 casi registrati tra il 2021 e il 2023 mostra una netta prevalenza femminile (86%), una quota rilevante di pazienti con storia di isolamento sociale (un terzo dei casi) e diagnosi psichiatriche complesse — alimentano interrogativi legittimi sull’effettiva libertà del consenso in condizioni di fragilità psichica, sociale ed esistenziale. È un nodo che il legislatore italiano, finora, ha scelto di non affrontare: le quattro condizioni della sentenza 242/2019 restano circoscritte a patologie irreversibili con dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, escludendo esplicitamente sia le sofferenze puramente esistenziali sia le condizioni psichiatriche non terminali, a differenza di quanto avviene, con criteri più ampi, nei Paesi Bassi.
6. Commento editoriale: le tensioni irrisolte
Il quadro appena descritto lascia emergere almeno cinque tensioni che meritano una lettura critica, e che il solo elenco delle norme non rende visibili.
Supplenza giudiziaria e vuoto legislativo.
Sono trascorsi oltre sei anni dalla sentenza 242/2019, nella quale la Corte costituzionale invitava esplicitamente il Parlamento a intervenire con una disciplina organica. Il Parlamento non lo ha fatto. Il risultato è un impianto normativo costruito quasi interamente per via giurisprudenziale — due sentenze della Consulta più, ora, una legge regionale — che molti giuristi segnalano come sintomo di una “supplenza” del potere giudiziario rispetto a quello legislativo su una materia che, per rilevanza costituzionale e implicazioni etiche, richiederebbe un dibattito parlamentare pieno e una legge nazionale.
Una “lotteria del codice postale”.
La scelta della Toscana di normare autonomamente le modalità organizzative — validata dalla Corte con la sentenza 204/2025 solo per gli aspetti procedurali — crea, nei fatti, una disparità di accesso legata alla residenza: chi vive in Toscana dispone oggi di una procedura chiara, con tempi certi (20 giorni) e un fondo dedicato; chi risiede altrove gode dello stesso diritto costituzionale ma senza un percorso amministrativo definito, con tempi di attesa spesso più lunghi e incerti presso i comitati etici locali. È una tensione difficile da conciliare con il principio di eguaglianza sostanziale di cui all’articolo 3 della Costituzione, per quanto la Corte l’abbia ritenuta, allo stato, costituzionalmente legittima.
Il rischio di una libertà a metà.
La sentenza 242/2019 definiva le cure palliative “una priorità assoluta” proprio per evitare che la scelta del suicidio assistito diventasse, per difetto di alternative, una scelta obbligata più che libera. A quindici anni dalla legge 38/2010, con solo il 18% dei posti di specializzazione in medicina palliativa coperti e nessun insegnamento universitario obbligatorio in materia, la domanda posta da più parti — associazioni di pazienti, società scientifiche di cure palliative, componenti diverse della bioetica laica e cattolica — resta aperta: può dirsi davvero “libera” la scelta di un paziente che non ha mai avuto accesso concreto e tempestivo a cure palliative di qualità?
Il precedente internazionale come monito, non come destino.
L’espansione dei criteri di accesso osservata nei Paesi Bassi e in Belgio — dall’eutanasia per malattie terminali fisiche fino a includere, in casi selezionati, sofferenza psichiatrica e minori — viene talvolta invocata come prova di una “china scivolosa” intrinseca a ogni apertura normativa in questo campo. I dati disponibili non mostrano, a oggi, un uso sproporzionato di queste pratiche su popolazioni vulnerabili nelle giurisdizioni studiate; ma i casi di eutanasia psichiatrica più recenti nei Paesi Bassi mostrano quanto sia delicato tracciare, nella pratica clinica quotidiana, il confine tra sofferenza intollerabile e vulnerabilità sociale non adeguatamente indagata. Il modello italiano, mantenendo criteri più stringenti, sembra costruito proprio per prevenire, almeno nel breve periodo, questo tipo di estensione graduale.
Instabilità politica strutturale.
Il caso sloveno — una legge approvata dal Parlamento dopo un referendum favorevole e sospesa pochi mesi dopo da un referendum contrario — ricorda che, più di altre materie, la disciplina del fine vita resta esposta a oscillazioni rapide del consenso politico e sociale. In Italia, l’opposizione dichiarata di una parte della maggioranza di governo alla legge toscana, unita all’assenza di una legge-quadro nazionale, suggerisce che l’attuale equilibrio — fondato su sentenze costituzionali e iniziative regionali sparse — resti strutturalmente precario, e destinato a tornare, prima o poi, davanti al Parlamento o a un referendum.
Conclusioni
A distanza di quasi un decennio dalla sentenza Cappato, il fine vita in Italia rimane un cantiere aperto: un diritto riconosciuto in linea di principio ma ancora frammentato nella sua attuazione pratica, sospeso tra pronunce costituzionali, iniziative regionali e un Parlamento che non ha ancora trovato la maggioranza per legiferare organicamente. Per chi opera in ambito clinico, la priorità resta duplice: conoscere con precisione i confini — spesso sottili ma giuridicamente netti — tra rifiuto delle cure, sedazione palliativa, suicidio assistito ed eutanasia; e continuare a investire, con la stessa urgenza riservata al dibattito sul “diritto di morire”, sul diritto — spesso meno visibile ma ugualmente urgente — di essere accompagnati, fino alla fine, con cure palliative adeguate.
Corte Costituzionale. (2019). Sentenza n. 242/2019. https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2019/242
Corte Costituzionale. (2024). Sentenza n. 135/2024. https://giurcost.org/decisioni/2024/0135s-24.html
Corte Costituzionale. (2025). Sentenza n. 204/2025. https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2025/204
Emanuel, E. J., Onwuteaka-Philipsen, B. D., Urwin, J. W., & Cohen, J. (2016). Attitudes and practices of euthanasia and physician-assisted suicide in the United States, Canada, and Europe. JAMA, 316(1), 79–90. https://doi.org/10.1001/jama.2016.8499 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27380345/
Güth, U., McMillan, S., & Battegay, E. (2023). Medical aid in dying: Europe’s urgent medico-ethical challenge. International Journal of Public Health, 68, Articolo 1606538. https://doi.org/10.3389/ijph.2023.1606538 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC10507858/
Italia. (2010). Legge 15 marzo 2010, n. 38 — Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Gazzetta Ufficiale, n. 65. https://www.cesvot.it/storage/18852/38_2010.pdf
Italia. (2018). Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. Gazzetta Ufficiale, n. 12. https://www.quotidianosanita.it/?p=64989
Liu, X., Ho, M. H., Wang, T., Cheung, D. S. T., & Lin, C. C. (2024). Effectiveness of dyadic advance care planning: A systematic review and meta-analysis. Journal of Pain and Symptom Management, 67(6), e869–e889. https://doi.org/10.1016/j.jpainsymman.2024.01.027 https://doi.org/10.1016/j.jpainsymman.2024.01.027
Mroz, S., Dierickx, S., Deliens, L., Cohen, J., & Chambaere, K. (2021). Assisted dying around the world: A status quaestionis. Annals of Palliative Medicine, 10(3), 3540–3553. https://doi.org/10.21037/apm-20-637 https://apm.amegroups.org/article/view/50986
Oregon Health Authority, Public Health Division, Center for Health Statistics. (2025). Oregon Death with Dignity Act: 2024 data summary. https://www.oregon.gov/oha/PH/PROVIDERPARTNERRESOURCES/EVALUATIONRESEARCH/DEATHWITHDIGNITYACT/Documents/year27.pdf
Regione Toscana. (2025). Legge regionale 11 febbraio 2025, n. 16 — Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024. https://www.biodiritto.org/Biolaw-pedia/Normativa/Regione-Toscana-Legge-n.-16-2025-modalita-organizzative-per-la-procedura-medicalizzata-di-assistenza-al-suicidio
Società Italiana di Cure Palliative & Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva. (2023). Linee guida sulla sedazione palliativa nell’adulto. Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida. https://www.iss.it/documents/20126/8657013/LG%20429%20SIAARTI_SICP_Sedazione%20Palliativa_v2
World Health Organization. (2020). Palliative care. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/palliative-care
#autodeterminazione #bioetica #biotestamento #CorteCostituzionale #curePalliative #dignitàDelMorire #dirittoDiRifiutareLeCure #dirittoSanitario #DisposizioniAnticipateDiTrattamento #eutanasia #fineVita #legge2192017 #leggeToscanaFineVita #sedazionePalliativaProfonda #sentenza2422019 #suicidioAssistito -
Il corpo, questo sconosciuto
La nuova pubblicità di Sydney Sweeney per Novig, una piattaforma americana di previsioni sportive, ha scatenato una piccola rivolta delle atlete. La Sweeney compare praticamente nuda mentre finge di praticare diversi sport, coperta qua e là da palloni, racchette e attrezzatura varia. Il messaggio della campagna è deliberatamente provocatorio e parecchio ammiccante, tanto che diverse sportive l'hanno accusata di sessualizzare lo sport femminile e di vanificare anni di battaglie per fare […]https://leargenteetesteduovo.com/2026/09/16/il-corpo-questo-sconosciuto/
-
-
https://www.csseo.org/1318954/ Reinterpretazioni politiche del ‘mito del Kosovo’ #autodeterminazione #GuerraDelKosovo #milosevic #Serbia #Vučić
-
donatella della porta sulla definizione di antisemitismo (dalla newsletter del ‘manifesto’, 7 set. 2026)
Donatella Della Porta
Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo.
Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei. I suoi effetti sulla libertà di espressione e la libertà accademica sono poi drammatici, contribuendo a ostacolare la ricerca in diversi campi di studio (inclusi quelli sul genocidio ed ebraismo), che sono ormai profondamente divisi.
CONSIDERANDO la core definition dell’Ihra come confusa, già nel 2020 un gruppo di 220 esperti di antisemitismo ha proposto, nella Dichiarazione di Gerusalemme, una definizione di antisemitismo come «discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Quegli stessi studiosi avevano osservato che «poiché la definizione dell’Ihra è poco chiara sotto alcuni aspetti fondamentali e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, ha causato confusione e generato polemiche, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo».
Specialmente deleteri nei loro effetti sono alcuni degli esempi che fanno parte della proposta Ihra che nei fatti introducono un collegamento tra critica a Israele e antisemitismo affermando che le manifestazioni di antisemitismo possono includere l’attacco allo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche a Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite.
Lasciando nel vago la definizione dei criteri per giudicare quando la critica a Israele si distacca da quella ad altri stati, tra gli esempi di critiche a Israele con potenziali connotati antisemiti vengono citate «negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista»; «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista»; «ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele».
DATO CHE la comparazione tra eventi storicamente diversi ma con alcune caratteristiche paragonabili è alla base stessa del ragionamento etico e politico, in generale e ancor più scientifico, l’assimilazione all’antisemitismo della utilizzazioni di termini come genocidio, pulizia etnica, apartheid, ghetto, campo di sterminio per riferirsi alle azioni di istituzioni e amministrazioni israeliane permette di reprimere le critiche a Israele. Questo appare tanto più insostenibile in un momento in cui l’appropriatezza della utilizzazione di quei termini alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele è stata confermata da attori come corti internazionali, esperti e organizzazioni umanitarie internazionali, radicandosi anche nell’opinione pubblica.
La censura nell’uso di quei termini per definire i crimini di Israele viene poi spesso attivata da una serie di attori, di governo e no, fra i principali promotori di quella definizione fuorviante: dai partiti della destra radicale (che combinano da qualche anno un antisemitismo razzista unito a un sostegno alle politiche razziste di Israele) alle correnti sioniste nei partiti centristi o anche di centro-sinistra (uniti nella difesa del passato coloniale), dalla stampa mainstream alle campagne dell’Hasbara israeliana sui social media, di gruppi razzisti di estrema destra ad alcune (ma non tutte) associazioni ebraiche sioniste.
LA DEFINIZIONE DELL’IHRA è stata spesso richiamata nella repressione delle proteste in solidarietà con la Palestina, in nome di una violazione di una definizione formalmente non vincolante dal punto di vista giuridico ma che ha acquisito uno status giuridico ambivalente. È stata infatti utilizzata da imprenditori di panico morale per giustificare campagne di repressione contro le espressioni di solidarietà con la Palestina, attraverso attacchi personali ad attivisti, anche ebrei, nella forma del doxxing organizzato e campagne di cancellazioni di eventi artisti o accademici sulla Palestina.
Ragioni di sicurezza vengono citate per negare la parola dopo campagne di panico morale. La scientificità viene messa in discussione da non accademici e imposta con minacce di togliere fondi pubblici e privati.
COME MOLTI EBREI antisionisti hanno osservato, la definizione dell’Ihra non protegge gli ebrei ma anzi li colpisce direttamente come attori che criticano Israele e indirettamente screditando il concetto stesso di antisemitismo. In modo perverso, viene utilizzata per raccogliere dati falsati sul fenomeno, lamentandone una crescita che è però (almeno in buona parte) inflazionata dal contare come antisemitismo le critiche a Israele (fino alle dichiarazioni da parte di intellettuali ebrei, bersagliati come traditori).
Paradossalmente la definizione Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di volere combattere. C’è da aggiungere che, nei paesi in cui si è fatto più ricorso alla definizione Ihra, il suo uso strumentale nella stigmatizzazione e nella repressione della sinistra e dei migranti legato al collegamento del presunto antisemitismo contro Israele a un presunto antisemitismo nella sinistra e «importato» ha prodotto gravi rotture nella fiducia istituzionale senza peraltro convincere i cittadini che ormai in maggioranze molto consistenti esprimono sia la loro convinzione che Israele sta commettendo un genocidio dei palestinesi e sia la loro opposizione al sostegno dei loro governi a esso.
Donatella Della Porta
#antiSemitismo #antirazzismo #antisemitismo #autodeterminazione #colonialismo #confusione #criminiDiIsraele #criticaAIsraele #DichiarazioneDiGerusalemme #dirittiUmani #dirittoInternazionale #ebraismobertàDiEspressione #Gaza #genocidio #hasbara #Ihra #InternationalHolocaustRemembranceAlliance #Israele #libertàAccademica #libertàDiEspressione #neofascismo #Palestina #polemiche #razzismo #sionismo -
Ucraina, per il 35° anniversario dell’indipendenza
L'altroeri, 24 agosto, ricorreva il 35° anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina, conquistata nel 1991 nell'ambito del crollo dell'Unione sovietica (che peraltro verrà sciolta formalmente pochi mesi dopo, il 26 dicembre dello stesso anno). Pubblichiamo qui sotto le dichiarazioni di Sotsialnyi Rukh, l'organizzazione politica marxista "Movimento sociale", di Priama Diia, il sindacato studentesco ucraino, e del segretario della Confederazione dei Sindacati Liberi dell'Ucraina (KVPU). (nella foto in alto, un momento della manifestazione nelle vie di Roma per l'anniversario, organizzata dalla comunità ucraina in Italia) […]https://andream94.wordpress.com/2026/08/26/ucraina-per-il-35-anniversario-dellindipendenza/
-
Brasile, l’importanza nazionale e internazionale delle prossime elezioni
Una vittoria di Lula e la crescita del PSOL servirebbero da punti di appoggio per coordinare un movimento antifascista internazionale, che unisca la lotta contro l'estrema destra globale alla difesa della sovranità dei popoli. (nella foto in alto, un momento di una manifestazione a Rio de Janeiro contro ogni ipotesi di amnistia nei confronti di Bolsonaro e degli altri golpisti) […]https://andream94.wordpress.com/2026/08/14/brasile-limportanza-delle-prossime-elezioni/
-
Gaza, salvare il patrimonio culturale
di Samah Salaime, attivista, femminista e scrittrice palestinese, da +972 Nel giugno del 2016, l'artista palestinese Shareef Sarhan ha inaugurato "Minarat Gaza" nel porto di Gaza. La scultura, alta 15 metri e a forma di faro, è stata realizzata con pietra, cemento e frammenti di case distrutte nei successivi attacchi israeliani all'enclave assediata. L'opera, ha dichiarato Sarhan a +972 Magazine, rappresentava un tentativo "di trasformare le macerie della guerra in un simbolo di vita, memoria, resilienza e luce". (nella foto in alto, la moschea di Yarmouk nella città di Gaza, bombardata a devastata dagli israeliani nell'ottobre 2023. Foto: Mohammed Asad/Middle East Monitor) […]https://andream94.wordpress.com/2026/08/06/gaza-salvare-il-patrimonio-culturale/
-
Corpo a corpo. È uscito il numero 70 di «Zapruder» http://storieinmovimento.org/2026/07/31/corpo-a-corpo-e-uscito-numero-70-zapruder/?pk_campaign=feed&pk_kwd=corpo-a-corpo-e-uscito-numero-70-zapruder #autodeterminazione #transfemminismo #riproduzione #femminismi #medicina #Bacheca #scienza #welfare #aborto #genere
-
-
L’Ucraina e il grande sciovinismo russo
Putin contro Lenin di Eric Toussaint, da cadtm.org Perché Vladimir Putin accusa Lenin di aver "creato l'Ucraina"? Dietro questa affermazione si cela molto più di una semplice disputa tra storici: essa esprime una visione imperialista della Russia sotto la guida di Putin e costituisce uno dei fondamenti ideologici della guerra contro l'Ucraina. Per comprenderla, bisogna risalire al dibattito tra Lenin e Stalin del 1922-1923 sulla creazione dell'URSS e su quello che Lenin definiva "sciovinismo grande-russo". […]https://andream94.wordpress.com/2026/07/24/lucraina-e-il-grande-sciovinismo-russo/
-
[#LETTURE]
La Polveriera, dall'articolo di Maurizio Maggiani su La Stampa di oggi: https://www.lastampa.it/cultura/2026/06/15/news/in_pellegrinaggio_al_busto_di_lenin-15659049/
"Agli inizi degli anni ’70 ero un imberbe maestro di scuola che era parte del nascente movimento che spargeva il terrore nelle istituzioni concentrazionarie, manicomi, scuole, istituti, sedi legislative e amministrative, predette all’esclusione dei portatori di handicap, di fragilità comunque scarsamente o per nulla produttive secondo le vigenti regole, dalla comunità..."
https://framadrive.org/s/ZJAYAbLB22QG7tr
#Autodeterminazione #OscarRomero #ReggioEmilia #cooperative #MaurizioMaggiani #diritti #uguaglianza #scuola #ideale #fede
@scuola
@maupao
@jenshansen
@lindasartini
@oKolobos
@DarioZanette
@alephoto85
@Puntopanto
@lgsp
@RFancio -
Kurdistan iraniano, l’attivista Ghazal Mawlan lasciata morire
Riceviamo e pubblichiamo Dichiarazione congiunta di attiviste e organizzazioni per i diritti umani sulla morte di Ghazal Mawlan Giustizia deve essere fatta,no alle pratiche mediche discriminatorie,proteggere il diritto fondamentale alla vita […] -
Tesi sulla crisi dello Stretto di Taiwan e sull’autodeterminazione di Taiwan
documento di Worker Democracy, rivista socialista in lingua cinese, curata da attivisti della Quarta Internazionale con sede a Hong Kong La storia della colonizzazione di Taiwan, dal 1895 al regime a partito unico del Guomintang (KMT) dal 1945 al 1996, ha forgiato un'identità e un'esperienza taiwanese distinte da quelle della Cina continentale. Questo contesto ha inoltre garantito al popolo taiwanese, oppresso per oltre un secolo (sia dal regime giapponese che da quello della Cina continentale), il diritto di determinare democraticamente il proprio destino, compreso il rapporto con la Cina continentale. […] -
Colonialismo e oppressione in Medio Oriente
Non solo Palestina da Kurdistan au feminin L'attenzione quasi esclusiva dell'opinione pubblica internazionale e dei media sul conflitto israelo-palestinese ha oscurato una realtà ben più ampia e sistemica: una foresta di dominazioni coloniali interne e persecuzioni etniche e religiose che colpiscono decine di milioni di persone in tutto il Medio Oriente. La Palestina è l'"albero" mediatico che cattura tutta l'attenzione, mentre interi popoli – curdi, yazidi, aleviti, baluchi, assiro-caldei, armeni, cristiani orientali – vedono la propria identità, la propria lingua e il proprio territorio negati da stati-nazione artificiali nati dagli accordi coloniali franco-britannici. […]https://andream94.wordpress.com/2026/04/19/colonialismo-e-oppressione-in-medio-oriente/
-
Comunità Mapuche in Cile: cosa cambia con il governo Kast?
Dal dicembre 2025 si è insediato in Cile il governo di José Antonio Kast, espressione dell’estrema destra. Fin dalle prime ore del suo mandato, il governo ha adottato una linea dura: rafforzamento della presenza militare alle frontiere, smantellamento di diverse misure di protezione ambientale — dalla creazione di parchi nazionali alle normative su clima, emissioni e qualità dell’aria e dell’acqua — e nuovi accordi internazionali per lo sfruttamento di risorse strategiche come […]https://radioblackout.org/2026/04/comunita-mapuche-in-cile-cosa-cambia-con-il-governo-kast/
-
🧬 Chi decide davvero nel caso di diagnosi rare come la trisomia 18? Un evento sull'autodeterminazione, tra riflessioni etiche ed esperienze personali.
#Trisomia18 #Berlino #Autodeterminazione #Eventi
https://www.ilmitte.com/2026/04/etica-contro-autodeterminazione-evento-trisomia-18-berlino-2026/
-
Kurdistan, il Newroz del 2026 segnerà un nuovo inizio di rinascita
da ANF […] -
Notizie dal Rojava
12 marzo Riceviamo e pubblichiamo Cari amici, Oggi vi riportiamo le ultime notizie dal Rojava, il cuore della rivoluzione delle donne. […]https://andream94.wordpress.com/2026/03/17/notizie-dal-rojava/
-
Rojava, libertà per le persone scomparse e detenute
Riceviamo e pubblichiamo Appello A nome delle madri, delle sorelle e delle figlie di migliaia di persone scomparse e di prigionieri, noi di Kongra Star vi invitiamo, organizzazioni femminili, forze democratiche e organizzazioni della società civile, a firmare la seguente petizione. Destinatari: l'opinione pubblica internazionale, le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali per i diritti umani. Sintesi della petizione Noi sottoscritti esprimiamo la nostra piena […]https://andream94.wordpress.com/2026/03/17/rojava-liberta-per-le-persone-scomparse-e-detenute/
-
Se l’occupazione dell’Ucraina è un prezzo accettabile, cos’altro è accettabile?
Un esule di quel paese ci parla dell'imperialismo, dello stalinismo e del fallimento della sinistra europea Intervista ad Andriy Movchan, da Europe solidaire A quattro anni dall'inizio dell'invasione su larga scala della Russia, una parte consistente della sinistra anticapitalista europea continua a rifiutare la solidarietà con la resistenza ucraina. Andriy Movchan (attivista di sinistra ucraino in esilio politico a Barcellona, cofondatore del sindacato studentesco anarchico-sindacalista Priama Diia - Azione diretta - e organizzatore della Rete europea di solidarietà con l'Ucraina-ENSU) affronta direttamente questo fallimento. L'eredità stalinista nei partiti comunisti dell'Europa meridionale, l'inevitabilità del nazionalismo nelle guerre di sopravvivenza nazionale, la logica ipocrita del campismo e le prospettive a lungo termine per una sinistra ucraina in grado di combattere su due fronti: contro l'imperialismo russo e contro le politiche neoliberiste di Zelensky. […] -
A Genova, il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Liguria ha messo in luce una realtà che la politica continua a ignorare: il fine vita esiste già, ma senza una legge nazionale resta bloccato tra procedure lunghe, disparità e incertezza.
Volt chiede da tempo una norma chiara, che metta al centro libertà di scelta, dignità della persona, tempi certi e tutele per pazienti e personale sanitario.
Perché sul fine vita non si può più continuare a far finta di niente.
#FineVita #SuicidioAssistito #Liguria #DirittiCivili #Autodeterminazione #Volt #VoltItalia
-
Un passato da preservare. Gli archivi distrutti e ricostruiti di Gaza
L'eccezionalità nel territorio palestinese, occupato da Israele dal 1967, sta nella durata, ma non solo. Di solito quando una parte in conflitto invade ed occupa l'intero territorio del
https://www.perunaltracitta.org/homepage/2026/03/02/un-passato-da-preservare-gli-archici-distrutti-e-ricostruiti-di-gaza/
#InEvidenza #LaCittInvisibile #ArchiviStorici #autodeterminazione #diritti #DirittoInternazionale #Gaza #Palestina -
8M giornata di mobilitazione
Luogo da definire, domenica 8 marzo alle ore 08:00 CET
Siamo donne, lesbiche, trans, queer, froce, bisessuali, sex workers, lavoratrici, persone con disabilità, razzializzate, con background migratorio, disoccupatə, precariə, non riconosciutə e vogliamo costruire insieme questo sciopero perchè se ci fermiamo noi si ferma il mondo.
In questo presente sempre più pesante, costellato da guerre, genocidi, violenza patriarcale, razzista, coloniale e capitalista vogliamo rimettere al centro i nostri desideri, la nostra rabbia l’autodeterminazione sui nostri corpi e sui nostri territori.
Complici con lə compagnə in Palestina, in Iran, in Argentina, in Venezuela e ovunque nel mondo si resiste quotidianamente per distruggere questo sistema.
L’8 marzo sarà una giornata di mobilitazione e lotta e il lunedì 9 sarà ancora, per il decimo anno SCIOPERO TRANSFEMMINISTA dal lavoro produttivo, riproduttivo, di cura, dei e dai consumi, dei e dai generi.
DUE GIORNATE DI LOTTA E AUTODETERMINAZIONE, DI BOICOTTAGGIO, DI RABBIA, AMORE E DESIDERIO. -
Sanità pubblica e autodeterminazione - Assemblea tavolo salute verso lo sciopero de L8M
Comala, lunedì 9 febbraio alle ore 19:00 CET
Continuiamo a parlare insieme di salute sessuale e riproduttiva, sanità pubblica e autodeterminazione!
Verso lo sciopero transfemminista!
Ci troviamo nella piccola biblioteca di Comala.
-
🇩🇪 Dal 2024, per cambiare il genere anagrafico basta una dichiarazione presso l’ufficio dello stato civile, con quattro opzioni: maschile, femminile, divers o nessuna indicazione.
#Autodeterminazione #CambioGenere #Diritti #Germania #transgender #lgbtqia
https://www.ilmitte.com/2025/10/germania-cambio-genere-autodeterminazione/
-
📲 La Free Software Foundation annuncia il progetto “Librephone”: la libertà informatica nei dispositivi mobili
Per celebrare il 40° anniversario dalla nascita dell’associazione, la Free Software Foundation (FSF) ha annunciato il progetto Librephone: l’obiettivo è realizzare un telefono realmente libero, in cui ogni riga di codice possa essere studiata, modificata e migliorata da chiunque, senz
https://eticadigitale.org/2025/10/20/la-free-software-foundation-annuncia-il-progetto-librephone-la/ #Attivismo #Autodeterminazione
-
ABORTEMBRE 2025 Laboratorio su esperienze e desideri
Fondo Comini, sabato 27 settembre alle ore 17:30 CEST
🌸 ABORTEMBRE 2025 🌸
Laboratorio su esperienze e desideri
Sabato 27 settembre, ore 17:30
📍 Casa di Quartiere Fondo Comini
Via Aristotile Fioravanti, 68
Un momento di incontro e condivisione in uno spazio sicuro e accogliente per parlare di aborto: esperienze personali e rivendicazioni politiche.
Cosa ti aspetta:
✨ 17:30 Accoglienza
✨ 18:00-19:30 Laboratorio guidato
✨ 19:30-20:00 Decompressione e chiacchiere
Insieme a Mujeres Libres Bologna affronteremo stereotipi e pregiudizi intorno all'aborto, dando spazio alle nostre esperienze e ai nostri desideri più profondi.
Vieni come sei, porta la tua storia. 💜https://balotta.org/event/abortembre-2025-laboratorio-su-esperienze-e-desideri
-
VERONA: SPECIALE TUMULTO PRIDE CON LE VOCI DELLA PIAZZA “PER L’AUTODETERMINAZIONE COLLETTIVA” https://www.radiondadurto.org/2025/09/15/verona-speciale-tumulto-pride-con-le-voci-della-piazza-per-lautodeterminazione-collettiva/ #autodeterminazione #antimilitarismo #manifestazione #antifascismo #INEVIDENZA #Movimento #NAZIONALI #Diritti #circolo #Tumulto #corteo #Diarra #Moussa #verona #pride #pink
-
🕵️♀️ Meta condannata per aver rubato i dati mestruali di milioni di donne
Ad agosto 2025 una giuria di San Francisco ha condannato Meta per violazione della legge californiana sulla privacy. Tra il 2016 e il 2019 l’azienda ha raccolto illegalmente i dati privati delle utenti di Flo, un nota app per il controllo mestruale, collezionando informazioni sulla loro ovulazione, rapporti sessuali, te
https://eticadigitale.org/2025/09/13/meta-condannata-per-aver-rubato-i-dati/ #Autodeterminazione #Privacy #Sorveglianza
-
Nel 1919 passa la legge che abolisce l’autorizzazione maritale, su proposta del deputato radicale Ettore Sacchi. Fino ad allora una donna doveva avere l'autorizzazione del “capofamiglia” maschio per vari atti. Un primo passo per l'#autodeterminazione delle #donne in Italia.
-
“[archivio, rivoluzioni colorate] I comunisti riconoscono il diritto di un popolo alla propria auto-determinazione nazionale, politica, sociale… anche quando il segno di tale autodeterminazione non corrisponde agli interessi reali di quel popolo; questo riconoscimento è tuttavia puramente formale...”
#Althusser #autodeterminazione #diritti #disperazione #favole #gruppi #lavoratori #opportunismo #rivoluzione
continua @ https://www.antiper.org/2011/09/07/antiper-diritti/
-
20-22 giugno 2025, roma: sumud. dalla palestina al mondo
SUMUD
Un festival dal basso. Un grido collettivo. Un atto di resistenza culturale e artistica.
Tre giorni di musica, arte, parole e cibo popolare per sostenere il popolo palestinese e tutte le culture che resistono all’occupazione, all’esilio, alla guerra, alla cancellazione.
SUMUD – in arabo, “resilienza ostinata” – è il filo che ci unisce.
In scena: concerti, dibattiti, cineforum, mostre, radio live, skate urbano, performance e una grande cucina palestinese popolare.
Nessun palco a pagamento, nessuna sponsorizzazione istituzionale: solo autorganizzazione, passione e determinazione collettiva per l’autodeterminazione dei popoli.🎤 Artistə:
Cip Orkestra, Lavinia Mancusi, Los3Saltos, Frente Murguero Romano, Yallarabì, Tareq Abusalameh, Alessandra Ravizza, Nora Tigges & Zenìa, Marco Passiglia, Anna Maria Bruni, Noemita on Stage e tantə altrə.🗣 Ospiti e interventi:
Francesca Fornario, Tatiana Montella, Zahira Mourad, Cecilia Della Negra, Dalia Ysmail, Mario Soldaini, Antonio Bocchinfuso, Leonardo Filippi, Marcella Brancaforte, Alhassan Selmi da Gaza e Raffaele Oriani (+Clara Habte), attivist3 dalla Palestina, Kurdistan, Afghanistan.🎬 Cineforum Resistente
Proiezioni e dibattiti serali per raccontare il vissuto palestinese, i sogni e le memorie sotto assedio.info: https://www.facebook.com/share/18pp3A4s2a/
#Afghanistan #AlessandraRavizza #AlhassanSelmi #AnnaMariaBruni #AntonioBocchinfuso #arte #assedio #attivist3 #autodeterminazione #autorganizzazione #CeciliaDellaNegra #ciboPopolare #cineforum #CipOrkestra #ClaraHabte #concerti #cucina #cucinaPalestinese #DaliaYsmail #dibattiti #esilio #festival #FrancescaFornario #FrenteMurgueroRomano #Gaza #guerra #Kurdistan #LaviniaMancusi #LeonardoFilippi #Los3Saltos #MarcellaBrancaforte #MarcoPassiglia #MarioSoldaini #memorie #mostre #musicA_ #NoemitaOnStage #NoraTiggesZenìa #occupazione #Palestina #parole #performance #popoloPalestinese #proiezioni #radioLive #RaffaeleOriani #Resistenza #resistenzaArtistica #resistenzaCulturale #skate #skateUrbano #sogni #sumud #TareqAbusalameh #TatianaMontella #Yallarabì #ZahiraMourad
-
🕵️ Il Regno Unito vuole prevedere i crimini con l’intelligenza artificiale
Il Ministero della Giustizia britannico sta sviluppando un algoritmo per identificare individui “a rischio” attraverso l’analisi di dati personali provenienti da polizia, tribunali, vittime e anche cittadinɜ che hanno chiesto aiuto, alla ricerca di segnali predittivi di comportamenti violenti. Il progetto, Predictive Risk Assessment…
https://eticadigitale.org/2025/06/05/il-regno-unito-vuole-prevedere/ #Autodeterminazione #IA
-
🖨 Il caso HP e le cattive pratiche dell’industria delle stampanti
HP è da tempo al centro di polemiche per i suoi aggiornamenti software che, invece di migliorare i prodotti, finiscono per danneggiarli. Moltɜ utenti ricordano ancora i casi in cui stampanti perfettamente funzionanti hanno smesso di accettare cartucce compatibili non originali dopo un aggiornamento. Oggi però la situazione è ancora più grave: diversɜ…
https://eticadigitale.org/2025/06/03/il-caso-hp-e-le/ #Autodeterminazione
-
Ci sono pensieri che restano sotto pelle.
Parole che raramente si dicono.
Io ho scelto di dirle.
Perché il silenzio, a volte, pesa più di tutto.Link nei commenti
🦋#scrittura #lucidità #dolore #finevita #riflessione #verità #cesarepavese #sylviaplath #davidfosterwallace
#mentalpain #reflection #dignity #truth #voice #solitude #michiyospace #finevita #autodeterminazione #testamentobiologicohttps://michiyospace.altervista.org/vivere-sapendo-che-la-finestra-esiste/
-
💔 Le grandi aziende tecnologiche hanno rotto il contratto sociale
Le grandi aziende tecnologiche non sono mai state semplici fornitrici di dispositivi o servizi, ma veri e propri imperi digitali che esercitano un controllo significativo sulla nostra vita quotidiana. Decidono come trascorriamo il tempo, come lavoriamo e persino come comunichiamo. Giganti tecnologici, che ora resistono a qualsias…
https://eticadigitale.org/2025/05/04/le-grandi-aziende-tecnologiche-hanno-rotto-il-contratto-sociale-2/ #Autodeterminazione #Social #Sorveglianza
-
MILANO: LOTTA, AUTODETERMINAZIONE E COMUNITÀ. L’INIZIATIVA DELLE SECONDE GENERAZIONI AL CENTRO SOCIALE LAMBRETTA https://www.radiondadurto.org/2025/04/29/milano-lotta-autodeterminazione-e-comunita-liniziativa-del-3-maggio-2025-al-centro-sociale-lambretta/ #autodeterminazione #secondegenerazioni #discriminazione #NAZIONALI #periferia #comunità #migranti #milano #lotta #News #2gen
-
SENZA CHIEDERE PERMESSO APRILE 2025
Tettoia Nervi, giovedì 3 aprile alle ore 17:00 CEST
SENZA CHIEDERE PERMESSO APRILE 2025
Giovedì 3 aprile diciottesima edizione del Mercatino autogestito del riuso e delle autoproduzioni.
🏴☠️ Dalle 17 allestimento, musica, birrette e microfono aperto!
⚓ Dalle 19 chiacchierata con i compagnx di Casa Galeone, spazio agricolo comunitario nelle Marche da anni in lotta contro i tentativi da parte della proprietà di danneggiare il progetto.
🖤 A seguire cena per sostenere Casa Galeone!
🧨 Intrugli benefit prigionierx e inguaiatx! Distro e banchetti a profusione! Danze fino a mezzanotte con Daitone Vinyl Set! Afro break kick dope funky groove in linea.“Davanti al nulla che avanza non smettiamo di sognare”
Più info qui: https://mercatinoautogestito.noblogs.org/post/2025/03/24/senza-chiedere-permesso-aprile-2025/
https://balotta.org/event/senza-chiedere-permesso-aprile-2025
-
💔 Le grandi aziende tecnologiche hanno rotto il contratto sociale
Le grandi aziende tecnologiche non sono mai state semplici fornitrici di dispositivi o servizi, ma veri e propri imperi digitali che esercitano un controllo significativo sulla nostra vita quotidiana. Decidono come trascorriamo il tempo, come lavoriamo e persino come comunichiamo. Giganti tecnologici, che ora resistono a qualsias…
https://eticadigitale.org/2025/03/10/le-grandi-aziende-tecnologiche-hanno-rotto-il-contratto-sociale/ #Autodeterminazione #Social #Sorveglianza
-
L'#8marzo 2003 moriva #KarenMorley. Bella, brava e comunista. https://www.lasinistraquotidiana.it/bella-brava-e-comunista/
#accaddeoggi #ottomarzo #InternationalWomensDay #l8marzo #festadelladonna #Lottomarzo #8m #autodeterminazione #donne #8marzotuttolanno #film #movie #cinema #moviescenes #filmcommunity #filmphoto
-
Nel 2009 muore #EluanaEnglaro, da anni in stato vegetativo permanente. La famiglia si batte per rispettarne l'#autodeterminazione sul #finevita, espressa quando era cosciente. Ma la politica clericale e la Chiesa cattolica si oppongono, fino alle decisioni dei tribunali.
-
Nel 2006 muore Piergiorgio #Welby, che ha lottato per il diritto all’#autodeterminazione sul #finevita in Italia. Affetto da malattia incurabile, chiede di porre fine all'accanimento terapeutico ma incontra la forte opposizione dei clericali. La Chiesa cattolica gli nega i funerali: si terranno in forma laica in piazza.
-
Nessuna fiducia nello stato. L’autodifesa è nostra e non la deleghiamo. https://umanitanova.org/nessuna-fiducia-nello-stato-lautodifesa-e-nostra-e-non-la-deleghiamo/ #gruppoanarchicobakunin #autodeterminazione #transfemminismo #lottesociali #nonunadimeno #Dall'Italia #femminismo #numero_38 #Articoli #Analisi #diritti #libertà #2024 #roma
-
🇵🇸 Palestinesi accusano Microsoft di chiudere i loro account solo perché vengono dalla Palestina
Intervistate dalla BBC, varie persone palestinesi risiedenti all’estero hanno dichiarato come, in questi mesi, siano state tagliate fuori dai loro profili Microsoft senza che l’azienda desse loro una spiegazione. Microsoft fornisce un piano Skype che, sotto abbonamento, permette di chiamare a buon mercato…
https://eticadigitale.org/2024/11/02/palestinesi-accusano-microsoft-di-chiudere-i-loro-account/ #Autodeterminazione #Comunicazione
-
🤖 Vodafone disattiverà i dispositivi “V-smart” dellɜ utenti, rendendoli inutili
Vodafone ha deciso di spegnere dal 1 agosto 2024 i server su cui si appoggiano i prodotti “smart” venduti da metà del 2020 fino al 2022. Progettati fin dall’inizio con lo scopo di dimostrare le potenzialità dell’Internet delle Cose, ora non diventeranno nient’altro che dei soprammobili. Questo non è un caso isolato: …
https://eticadigitale.org/2024/11/02/vodafone-disattivera-i-dispositivi-v-smart-dell%c9%9c-utenti-rendendoli-inutili/ #Autodeterminazione #Ecologia
-
Oggi è la Giornata internazionale dell'#aborto sicuro.
Tra le iniziative per sostenere #autodeterminazione, scienza e salute l'Uaar ha portato in tutta Italia la campagna "Aborto farmacologico. Una conquista da difendere" con testimonial Alice Merlo.👇
https://www.uaar.it/ru486 -
In ventimila al Pride di Lucca. Rompere la cappa repressiva. https://umanitanova.org/in-ventimila-al-pride-di-lucca-rompere-la-cappa-repressiva/ #autodeterminazione #questionidigenere #anticlericalismo #antifascismo #Dall'Italia #numero_26 #Articoli #diritti #libertà #toscana #lucca #pride #2024
-
📮 Nuovo articolo dalla redazione!
"Se non lo puoi riparare, non è tuo"
Un'introduzione al diritto alla riparazione, il movimento che si batte per rendere le tue cose riparabili, modificabili e potenziabili.Seguendo l'intersezione tra il digitale, l'ambiente e i diritti delle persone, comprendiamo l'impatto che ha sulle nostre vite il non poter mettere mano ai propri dispositivi.
Leggi e commenta il nostro articolo!
https://eticadigitale.org/2023/06/01/se-non-lo-puoi-riparare-non-e-tuo/
@eticadigitale
#EticaDigitale #Ecologia #Autodeterminazione #Lavoro -
Bisogna porre le basi di una giusta #pace in #Ucraina.
1. #Neutralità permanente dell’Ucraina, sotto garanzia internazionale.
2. #Autodeterminazione sotto controllo internazionale per le popolazioni dei territori contesi che dovrebbero poter optare tra varie soluzioni