#antimafia — Public Fediverse posts
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Il 19 luglio Fratelli d’Italia ricorda Paolo Borsellino, indicato da Giorgia Meloni come riferimento politico.
Tre giorni dopo, la maggioranza vota contro la richiesta dei magistrati di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, ritenuto dagli inquirenti prestanome del clan Senese. L’antimafia si dimostra con i fatti, soprattutto quando un’inchiesta tocca il proprio partito. Altrimenti resta solo retorica. E il voto di ieri lo ha dimostrato.#PaoloBorsellino #Antimafia #Legalità #PoliticaItaliana #AndreaDelmastro #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Giovanni Falcone: Cosa resta oggi della sua lezione
Foto di Giovanni Falcone – fonte Wikipedia, immagine in pubblico dominio secondo normativa italiana. Ogni anno, il 23 maggio, l’Italia ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi nella strage di Capaci. Le scuole organizzano incontri, le istituzioni pronunciano discorsi, le immagini del magistrato tornano sui giornali e sui social. Questa memoria pubblica è importante. Mantiene vivo il ricordo di ciò […]https://www.psicospace.it/giovanni-falcone-cosa-resta-oggi-della-sua-lezione/
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Giovanni Falcone: Cosa resta oggi della sua lezione
Foto di Giovanni Falcone – fonte Wikipedia, immagine in pubblico dominio secondo normativa italiana. Ogni anno, il 23 maggio, l’Italia ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi nella strage di Capaci. Le scuole organizzano incontri, le istituzioni pronunciano discorsi, le immagini del magistrato tornano sui giornali e sui social. Questa memoria pubblica è importante. Mantiene vivo il ricordo di ciò […]https://www.psicospace.it/giovanni-falcone-cosa-resta-oggi-della-sua-lezione/
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Giovanni Falcone: Cosa resta oggi della sua lezione
Foto di Giovanni Falcone – fonte Wikipedia, immagine in pubblico dominio secondo normativa italiana. Ogni anno, il 23 maggio, l’Italia ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi nella strage di Capaci. Le scuole organizzano incontri, le istituzioni pronunciano discorsi, le immagini del magistrato tornano sui giornali e sui social. Questa memoria pubblica è importante. Mantiene vivo il ricordo di ciò […]https://www.psicospace.it/giovanni-falcone-cosa-resta-oggi-della-sua-lezione/
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Giovanni Falcone: Cosa resta oggi della sua lezione
Foto di Giovanni Falcone – fonte Wikipedia, immagine in pubblico dominio secondo normativa italiana. Ogni anno, il 23 maggio, l’Italia ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi nella strage di Capaci. Le scuole organizzano incontri, le istituzioni pronunciano discorsi, le immagini del magistrato tornano sui giornali e sui social. Questa memoria pubblica è importante. Mantiene vivo il ricordo di ciò […]https://www.psicospace.it/giovanni-falcone-cosa-resta-oggi-della-sua-lezione/
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Giovanni Falcone: Cosa resta oggi della sua lezione
Foto di Giovanni Falcone – fonte Wikipedia, immagine in pubblico dominio secondo normativa italiana. Ogni anno, il 23 maggio, l’Italia ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi nella strage di Capaci. Le scuole organizzano incontri, le istituzioni pronunciano discorsi, le immagini del magistrato tornano sui giornali e sui social. Questa memoria pubblica è importante. Mantiene vivo il ricordo di ciò […]https://www.psicospace.it/giovanni-falcone-cosa-resta-oggi-della-sua-lezione/
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Trentaquattro anni fa, il 19 luglio 1992, la mafia uccideva Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta in via D'Amelio, a Palermo. Il ridicolo onore nasce da lì: i canoni dei giullari del Cinquecento per smontare il presunto onore dei boss davanti alla risata. Oltre cinquanta repliche, un monologo di ottanta minuti adatto anche a una sala civica. Disponibile da subito.
Richiesta date: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdOcTR824p1pLkNnYQ7hIrpl-bOD6n-WiBFISIqbCuLhA5oNg/viewform
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Trentaquattro anni fa, il 19 luglio 1992, la mafia uccideva Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta in via D'Amelio, a Palermo. Il ridicolo onore nasce da lì: i canoni dei giullari del Cinquecento per smontare il presunto onore dei boss davanti alla risata. Oltre cinquanta repliche, un monologo di ottanta minuti adatto anche a una sala civica. Disponibile da subito.
Richiesta date: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdOcTR824p1pLkNnYQ7hIrpl-bOD6n-WiBFISIqbCuLhA5oNg/viewform
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Paolo Borsellino -
“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Paolo Borsellino -
“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Paolo Borsellino -
“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Paolo Borsellino -
“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Paolo Borsellino -
Un eccidio compiuto 57 giorni dopo quello di Capaci, in un contesto di immobilismo e complicità che impedirono di proteggere Borsellino e la sua scorta da una tragica fine annunciata. Tante le iniziative in programma.
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Un eccidio compiuto 57 giorni dopo quello di Capaci, in un contesto di immobilismo e complicità che impedirono di proteggere Borsellino e la sua scorta da una tragica fine annunciata. Tante le iniziative in programma.
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Un eccidio compiuto 57 giorni dopo quello di Capaci, in un contesto di immobilismo e complicità che impedirono di proteggere Borsellino e la sua scorta da una tragica fine annunciata. Tante le iniziative in programma.
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Un eccidio compiuto 57 giorni dopo quello di Capaci, in un contesto di immobilismo e complicità che impedirono di proteggere Borsellino e la sua scorta da una tragica fine annunciata. Tante le iniziative in programma.
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Un eccidio compiuto 57 giorni dopo quello di Capaci, in un contesto di immobilismo e complicità che impedirono di proteggere Borsellino e la sua scorta da una tragica fine annunciata. Tante le iniziative in programma.
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
#PaoloBorsellino #Borsellino #ViaDAmelio #Antimafia #Legalità #Mafia
https://www.psicospace.it/paolo-borsellino-il-magistrato-che-non-si-arrese/
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
#PaoloBorsellino #Borsellino #ViaDAmelio #Antimafia #Legalità #Mafia
https://www.psicospace.it/paolo-borsellino-il-magistrato-che-non-si-arrese/
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
#PaoloBorsellino #Borsellino #ViaDAmelio #Antimafia #Legalità #Mafia
https://www.psicospace.it/paolo-borsellino-il-magistrato-che-non-si-arrese/
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
#PaoloBorsellino #Borsellino #ViaDAmelio #Antimafia #Legalità #Mafia
https://www.psicospace.it/paolo-borsellino-il-magistrato-che-non-si-arrese/
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RE: https://www.psicospace.it/il-prezzo-della-verita-lisolamento-e-le-battaglie-di-giovanni-falcone/
Giovanni Falcone negli ultimi anni della sua vita, fu spesso isolato, criticato e delegittimato proprio mentre otteneva i suoi risultati più importanti.
Dopo il #Maxiprocesso e il fallito attentato dell'Addaura, Falcone dovette affrontare non solo #CosaNostra, ma anche un clima di crescente ostilità e diffidenza.
Il prezzo pagato da chi prova a cambiare le regole del gioco.
@storia @cultura @[email protected]
#GiovanniFalcone #Falcone #Mafia #Antimafia #Addaura #Magistratura
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RE: https://www.psicospace.it/il-prezzo-della-verita-lisolamento-e-le-battaglie-di-giovanni-falcone/
Giovanni Falcone negli ultimi anni della sua vita, fu spesso isolato, criticato e delegittimato proprio mentre otteneva i suoi risultati più importanti.
Dopo il #Maxiprocesso e il fallito attentato dell'Addaura, Falcone dovette affrontare non solo #CosaNostra, ma anche un clima di crescente ostilità e diffidenza.
Il prezzo pagato da chi prova a cambiare le regole del gioco.
@storia @cultura @[email protected]
#GiovanniFalcone #Falcone #Mafia #Antimafia #Addaura #Magistratura
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Il prezzo della verità: l’isolamento e le battaglie di Giovanni Falcone
Foto di Giovanni Falcone – fonte Wikipedia, immagine in pubblico dominio secondo normativa italiana. Oggi il volto di Giovanni Falcone è ovunque: nelle piazze, nelle scuole, sulle pareti di edifici pubblici, è il simbolo indiscusso di una Repubblica che ha scelto la legalità come pilastro. Eppure, esiste un paradosso profondo e doloroso che attraversa la sua vicenda. L'uomo che oggi celebriamo come un eroe nazionale trascorse gli ultimi anni della sua vita immerso in una solitudine […]https://www.psicospace.it/il-prezzo-della-verita-lisolamento-e-le-battaglie-di-giovanni-falcone/
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Il prezzo della verità: l’isolamento e le battaglie di Giovanni Falcone
Foto di Giovanni Falcone – fonte Wikipedia, immagine in pubblico dominio secondo normativa italiana. Oggi il volto di Giovanni Falcone è ovunque: nelle piazze, nelle scuole, sulle pareti di edifici pubblici, è il simbolo indiscusso di una Repubblica che ha scelto la legalità come pilastro. Eppure, esiste un paradosso profondo e doloroso che attraversa la sua vicenda. L'uomo che oggi celebriamo come un eroe nazionale trascorse gli ultimi anni della sua vita immerso in una solitudine […]https://www.psicospace.it/il-prezzo-della-verita-lisolamento-e-le-battaglie-di-giovanni-falcone/
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Scarpinato: “Falcone capì che i registi di neofascisti e mafiosi erano gli stessi"
https://youtube.com/watch?v=xqUHX9QWUeI&is=_dASaAZ0IlFsnCaZ
#antimafia #CosaNostra #neofascismo #fascismoitaliano #stragismo #strategiadellatensione #storiaitaliana #history
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#antimafia #CosaNostra #neofascismo #fascismoitaliano #stragismo #strategiadellatensione #storiaitaliana #history
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#antimafia #CosaNostra #neofascismo #fascismoitaliano #stragismo #strategiadellatensione #storiaitaliana #history
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https://youtube.com/watch?v=xqUHX9QWUeI&is=_dASaAZ0IlFsnCaZ
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✊🏽🕯️ Come ogni anno, doverosamente al corteo #antimafia popolare del #23maggio
#Falcone così come Borsellino ci ricorda il valore più alto dell'antimafia, e che bisogna rifiutare ogni ipocrisia.
Denuncia contro chi piange Falcone ma agevola le mafie.
Denuncia da #Palermo a #ReggioCalabria, dove si vota tra un'impresentabile e chi appare con persone vicine alla cosche della ndrangheta.
Denuncia contro l'aberrazione di un Ministro che dice: "la criminalità organizzata c'è e bisogna convivere".
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✊🏽🕯️ Come ogni anno, doverosamente al corteo #antimafia popolare del #23maggio
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Denuncia contro chi piange Falcone ma agevola le mafie.
Denuncia da #Palermo a #ReggioCalabria, dove si vota tra un'impresentabile e chi appare con persone vicine alla cosche della ndrangheta.
Denuncia contro l'aberrazione di un Ministro che dice: "la criminalità organizzata c'è e bisogna convivere".
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Denuncia contro chi piange Falcone ma agevola le mafie.
Denuncia da #Palermo a #ReggioCalabria, dove si vota tra un'impresentabile e chi appare con persone vicine alla cosche della ndrangheta.
Denuncia contro l'aberrazione di un Ministro che dice: "la criminalità organizzata c'è e bisogna convivere".
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Il 27 dicembre 1975 Nisticò lasciava dopo 21 anni la direzione de «L'Ora» https://collasgarba.wordpress.com/2026/05/24/il-27-dicembre-1975-nistico-lasciava-dopo-21-anni-la-direzione-de-lora/ #1975, #Antimafia, #CiroDovizio, #CosaNostra, #Direttore, #Giornale, #LOra, #Mafia, #MichelePantaleone, #Palermo, #Sicilia, #VittorioNisticò
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I WebDoc di Rai Cultura : LA GIORNATA DELLA LEGALITA’
https://www.raicultura.it/webdoc/legalita/index.html#welcome
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I WebDoc di Rai Cultura : LA GIORNATA DELLA LEGALITA’
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