#antimafia — Public Fediverse posts
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Un tipo in tuta contraffatta e ciabatte di gomma, in platea. Dopo lo spettacolo: i carabinieri, qualcuno che vuole parlarti. Verdetto, più o meno: la prossima volta meglio con le figure. Un paese tragicamente comico.
Il ridicolo onore, su Falcone, Borsellino e le mafie. Per il tuo circolo, la tua biblioteca, il tuo comune: scrivimi in DM, proviamo a organizzarlo.
#TeatroCivile #IlRidicoloOnore #Antimafia #GiulioCavalli -
“La parola contro le mafie funziona. Questo significa che possediamo tutti le armi per combatterle.” Giulio Cavalli, da QdS - Quotidiano di Sicilia, per Il ridicolo onore. Oltre cinquanta repliche, in scena da subito.
Per il tuo circolo, la tua biblioteca, il tuo comune: scrivimi in DM, proviamo a organizzarlo.
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Il ridicolo onore: Giulio Cavalli racconta Falcone, Borsellino e le mafie con un registro comico e amaro, oltre cinquanta repliche in giro per l'Italia. Si porta anche in spazi non attrezzati.
Per il tuo circolo, la tua biblioteca, la tua scuola o il tuo comune: scrivimi in DM, proviamo a organizzarlo.
#TeatroCivile #IlRidicoloOnore #Antimafia #GiulioCavalli -
Il ridicolo onore. Falcone, Borsellino, le mafie: comico e amaro, oltre cinquanta repliche.
Conosci chi decide la sala del tuo paese? Taggalo o mandagli questo video: lo spettacolo lo porto lì.
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Sono passati 34 anni, ma quella strage ci ricorda ancora cosa accade quando la criminalità organizzata prova a piegare lo Stato e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, chi sceglie la legalità, la giustizia e il servizio alle istituzioni.
Ricordare via D’Amelio significa conoscere quei nomi, raccontare ciò che è accaduto e non permettere che la memoria si riduca a una semplice cerimonia.
Significa continuare a parlare di mafia, anche quando è scomodo. Significa riconoscerne le trasformazioni, contrastarne il potere e non lasciare soli coloro che la combattono.
Oggi ricordiamo non soltanto sei vittime della mafia, ma sei persone che lo Stato e il Paese hanno il dovere di non dimenticare.
E la nostra scelta, oggi come allora, è non voltarsi dall’altra parte.
#PaoloBorsellino #ViaDAmelio #LottaAllaMafia #Antimafia #Memoria #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #volteuropa
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
#PaoloBorsellino #Borsellino #ViaDAmelio #Antimafia #Legalità #Mafia
https://www.psicospace.it/paolo-borsellino-il-magistrato-che-non-si-arrese/
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
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Paolo Borsellino sapeva di camminare dentro un tempo sempre più stretto.
Eppure non arretrò. Continuò a servire la #giustizia e la verità fino all’ultimo giorno, anche quando lo Stato lasciava soli i suoi uomini migliori.Ricordarlo significa chiederci che cosa siamo disposti a difendere, quando difendere la legalità diventa difficile.
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Il maestro di Regalpetra: ricordando Leonardo Sciascia
di Giovanni CarboneFaccio gli auguri al Maestro , nel centenario della sua nascita,
https://www.labottegadelbarbieri.org/il-maestro-di-regalpetra-ricordando-leonardo-sciascia/
#bottegadelbarbieri #labottegadelbarbieri
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Il maestro di Regalpetra: ricordando Leonardo Sciascia
di Giovanni CarboneFaccio gli auguri al Maestro , nel centenario della sua nascita,
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