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  1. oggi, 11 dicembre, a milano: convegno “‘andate, mie parole’. antonio porta poeta, intellettuale, editore (1935.2025)”

    Antonio Porta – foto Rose (Apice)

    Si tiene oggi, giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 10:00, nella Sala lauree di via Conservatorio 7 dell’Università Statale di Milano, il convegno di studi «Andate, mie parole». Antonio Porta poeta, intellettuale, editore (1935-2025). Poeta, narratore, autore teatrale, critico e instancabile organizzatore culturale, Antonio Porta – pseudonimo di Leo Paolazzi (Vicenza, 1935 – Roma, 1989) – è stato tra i maggiori esponenti della Neoavanguardia italiana, presente nell’antologia dei Novissimi e membro del Gruppo 63. Dagli anni Ottanta avvia un originale percorso centrato sulla “sfida orizzontale della comunicazione” e sulla centralità della voce.

    Organizzato da Stefano Ghidinelli, docente di Letteratura italiana contemporanea, e Roberta Cesana, docente di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia, per il novantesimo anniversario della nascita e promosso da APICE – Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale, prende le mosse dalla ricchissima documentazione conservata nel suo archivio: materiali preparatori, abbozzi, progetti, un vasto epistolario e una biblioteca di circa 4500 volumi, che permettono di esplorare le molte dimensioni della sua attività.

    Il programma prevede interventi sulle prime raccolte poetiche (Federico Francucci), sulla produzione teatrale (Giovanna Lo Monaco), sulle sperimentazioni verbo-visive (Alessandro Moro), oltre alla rilettura del poemetto Balene delfini bambini (Alessandro Terreni), alla ricostruzione del rapporto con Giovanni Raboni (Luca Daino) e a un approfondimento sul lavoro editoriale di Porta (Roberta Cesana). La giornata si chiuderà con una tavola rotonda coordinata da Paolo Giovannetti, con Maria Pia Quintavalla, Laura Di Corcia, Stefano Raimondi e Tommaso Di Dio.

    L’archivio Antonio Porta ad APICE 
    Acquisito nel 2003, il Fondo Porta comprende la biblioteca personale del poeta – circa 4500 volumi di poesia e letteratura italiana e straniera – e un articolato archivio di carte preparatorie, prime stesure, varianti e materiali relativi a romanzi, racconti, testi teatrali, articoli e interventi pubblici. Di grande rilievo l’epistolario, che copre dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta e documenta i rapporti con i principali protagonisti della Neoavanguardia, tra cui Renato Barilli, Michele Perriera, John Picchione, Paolo Ruffilli e Adriano Spatola. Completano il Fondo una raccolta completa degli scritti pubblicati, una ricca rassegna stampa e materiale iconografico, tra cui manifesti teatrali e opere originali di poesia visiva.

    L’iniziativa sarà accessibile anche in diretta streaming.

    Contatti

    • Centro Apice – Archivi della parola, dell’immagine e della comunicazione editoriale
      [email protected]
      Tel. 02 503 32053 – 32054

    #abbozzi #adrianoSpatola #alessandroTerreni #alessandroMoro #antonioPorta #apice #apiceArchiviDellaParolaDellimmagineEDellaComunicazioneEditoriale #archiviDellaParolaDellimmagineEDellaComunicazioneEditoriale #archivio #baleneDelfiniBambini #biblioteca #convegno #critica #criticaLetteraria #direttaStreaming #epistolario #federicoFrancucci #fondoAntonioPorta #fondoPorta #giovannaLoMonaco #giovanniRaboni #gruppo63 #johnPicchione #lauraDiCorcia #lavoroEditoriale #leoPaolazzi #lettere #lucaDaino #mariaPiaQuintavalla #materialiPreparatori #materialiVerboVisivi #materialiVerbovisivi #michelePerriera #neoavanguardia #novissimi #paoloGiovannetti #paoloRuffilli #poesia #primeRaccoltePoetiche #progetti #renatoBarilli #robertaCesana #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #sperimentazioneLetteraria #sperimentazioniVerboVisive #sperimentazioniVerbovisive #stefanoGhidinelli #stefanoRaimondi #teatro #tommasoDiDio #unimi #universitaStatale #universitaStataleDiMilano

  2. 11 dicembre, milano: convegno “‘andate, mie parole’. antonio porta poeta, intellettuale, editore (1935.2025)”

    Antonio Porta – foto Rose (Apice)

    Si tiene giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 10:00, nella Sala lauree di via Conservatorio 7 dell’Università Statale di Milano, il convegno di studi «Andate, mie parole». Antonio Porta poeta, intellettuale, editore (1935-2025). Poeta, narratore, autore teatrale, critico e instancabile organizzatore culturale, Antonio Porta – pseudonimo di Leo Paolazzi (Vicenza, 1935 – Roma, 1989) – è stato tra i maggiori esponenti della Neoavanguardia italiana, presente nell’antologia dei Novissimi e membro del Gruppo 63. Dagli anni Ottanta avvia un originale percorso centrato sulla “sfida orizzontale della comunicazione” e sulla centralità della voce.

    Organizzato da Stefano Ghidinelli, docente di Letteratura italiana contemporanea, e Roberta Cesana, docente di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia, per il novantesimo anniversario della nascita e promosso da APICE – Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale, prende le mosse dalla ricchissima documentazione conservata nel suo archivio: materiali preparatori, abbozzi, progetti, un vasto epistolario e una biblioteca di circa 4500 volumi, che permettono di esplorare le molte dimensioni della sua attività.

    Il programma prevede interventi sulle prime raccolte poetiche (Federico Francucci), sulla produzione teatrale (Giovanna Lo Monaco), sulle sperimentazioni verbo-visive (Alessandro Moro), oltre alla rilettura del poemetto Balene delfini bambini (Alessandro Terreni), alla ricostruzione del rapporto con Giovanni Raboni (Luca Daino) e a un approfondimento sul lavoro editoriale di Porta (Roberta Cesana). La giornata si chiuderà con una tavola rotonda coordinata da Paolo Giovannetti, con Maria Pia Quintavalla, Laura Di Corcia, Stefano Raimondi e Tommaso Di Dio.

    L’archivio Antonio Porta ad APICE 
    Acquisito nel 2003, il Fondo Porta comprende la biblioteca personale del poeta – circa 4500 volumi di poesia e letteratura italiana e straniera – e un articolato archivio di carte preparatorie, prime stesure, varianti e materiali relativi a romanzi, racconti, testi teatrali, articoli e interventi pubblici. Di grande rilievo l’epistolario, che copre dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta e documenta i rapporti con i principali protagonisti della Neoavanguardia, tra cui Renato Barilli, Michele Perriera, John Picchione, Paolo Ruffilli e Adriano Spatola. Completano il Fondo una raccolta completa degli scritti pubblicati, una ricca rassegna stampa e materiale iconografico, tra cui manifesti teatrali e opere originali di poesia visiva.

    L’iniziativa sarà accessibile anche in diretta streaming.

    Contatti

    • Centro Apice – Archivi della parola, dell’immagine e della comunicazione editoriale
      [email protected]
      Tel. 02 503 32053 – 32054

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  3. “originali”: il catalogo della mostra alla bncf, “i manoscritti dei poeti di oggi”

    ORIGINALI
    «I manoscritti dei poeti d’oggi » e le poetiche verbo-visuali in Italia.
    a cura di Giovanna Lambroni e David Speranzi
    Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, fino al 31 luglio.
    Opere di Vincenzo Accame, Paolo Albani, Ignazio Apolloni, Davide Argnani, Mirella Bentivoglio, Franco Beltrametti, Tomaso Binga, Ugo Carrega, Luciano Caruso, Luciano Cattania, Franco Cavallo, Carlo Marcello Conti, Corrado Costa, Gio Ferri, Giovanni Fontana, Massimo Grillandi, Marcello Landi, Arrigo Lora Totino, Nino Majellaro, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Giulia Niccolai, Luciano Ori, Luca Maria Patella, Giancarlo Pavanello, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Antonio Porta, Giovanni R. Ricci, Antonio Russo, Roberto Sanesi, Sarenco, Carlo Alberto Sitta, Adriano Spatola, Gianni Toti, Franco Verdi, William Xerra, Simona Weller

    #AdrianoSpatola #AntonioPorta #AntonioRusso #ArrigoLoraTotino #BibliotecaNazionaleCentrale #BNCF #CarloAlbertoSitta #CarloMarcelloConti #CorradoCosta #DavidSperanzi #DavideArgnani #EugenioMiccini #FrancoBeltrametti #FrancoCavallo #FrancoVerdi #GiancarloPavanello #GianniToti #GioFerri #GiovannaLambroni #GiovanniFontana #GiovanniRRicci #GiuliaNiccolai #Giunti #IgnazioApolloni #LambertoPignotti #LucaMariaPatella #LuciaMarcucci #LucianoCaruso #LucianoCattania #LucianoOri #maniscrittiOriginali #manoscritti #MarcelloLandi #MassimoGrillandi #materialiVerbovisivi #MichelePerfetti #MirellaBentivoglio #NinoMajellaro #originali #PaoloAlbani #poesiaConcreta #poesiaVisiva #poeticheVerboVisuali #poeticheVerbovisuali #RobertoSanesi #Sarenco #SimonaWeller #TomasoBinga #UgoCarrega #VincenzoAccame #vispo #WilliamXerra

  4. tornano disponibili le “poesie edite e inedite (1947-1991)” di corrado costa

    Torna disponibile, in seconda ristampa, presso ArgoLibri, l’indispensabile libro delle Poesie edite e inedite (1947-1991) di Corrado Costa, curato con grande acribia e competenza da Chiara Portesine.

    Introduzione di Aldo Tagliaferri

    Con interventi di Adriano Spatola, Gian Luca Picconi, Milli Graffi, Giulia Niccolai, Paul Vangelisti, Marco Giovenale e Chiara Portesine.

    *

    Sempre più, col passare degli anni (soprattutto dal 2013 in avanti), al lettore italiano, Costa si è rivelato e si rivela, non troppo diversamente dal diverso Carlo Bordini, uno degli anelli nodali del percorso della scrittura di ricerca – e delle metamorfosi di questa – al passaggio tra anni Settanta e Novanta. Un vero inconsapevole ponte o nesso tra le esperienze e le levità e follie del Mulino di Bassano e le (allora non conosciute) giovani e meno giovani voci sperimentali che costruivano in Francia una postpoesia carica di futuro.

    Leggere Corrado Costa significa capire perfettamente come quel cambio di paradigma avviato con gli anni Sessanta non abbia mai nei decenni smesso di mutare, espandersi, dimostrarsi effettivo rinnovamento delle arti e letterature del mondo. Un rinnovamento arginabile solo (e non definitivamente) attraverso uno spregevole ritorno all’ordine, che i padroni del fumo editoriale-distributivo hanno attuato a partire dagli anni Ottanta, e che oggi arriva (con le “poesie” degli improbabili grandi vecchi di mondadori ed einaudi) a sfondare il tetto del ridicolo, e dunque a trovare ascoltatori entusiasti nell’ytalyetta degli anni Venti, canara e neofascista.

    Costa ripulisce il parabrezza da questi insetti, e ci mostra cosa era ed è possibile fare con il linguaggio, anche il più ordinario e orizzontale.

    #111 #AdrianoSpatola #AldoTagliaferri #Argolibri #cambioDiParadigma #ChiaraPortesine #CorradoCosta #corradocosta #Costa #GianLucaPicconi #GiuliaNiccolai #MarcoGiovenale #MilliGraffi #nonAssertività #PaulVangelisti #PoesieEditeEInedite19471991_ #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

  5. alcune immagini dalla mostra di testi e opere @ biffi arte (piacenza): “da>verso 2010-2022” – le edizioni d’arte dell’accademia di brera

    da>verso 2010-2022
    Edizioni d’arte all’Accademia di Brera
    @ Galleria Biffi Arte, Piacenza
    18 gennaio / 15 febbraio 2025
    a cura di Susanna Gualazzini

    Mostra dedicata alle edizioni da>verso, realizzate nell’ambito di progetti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. 

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    L’esposizione, a cura di Margherita Labbe, ha presentato la copiosa produzione artistica-editoriale di multipli che accostano grafica e poesia, realizzati nell’ambito del laboratorio didattico dell’Accademia di Belle Arti di Brera da>verso. Transizioni arte_poesia (e sue titolazioni successive), a cura dei docenti Paolo Di Vita, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe e Anna Mariani, e del poeta Italo Testa per la parte letteraria. Obiettivo e oggetto del laboratorio, oltre al grado zero della conoscenza, ovvero a un approccio diretto e antiretorico alla poesia contemporanea, è la sperimentazione di prospettive di interazione e contaminazione, anzi di vera e propria transizione mediale, tra linguaggi e forme del testo letterario e pratica visiva in senso ampio, includendo codici e procedimenti tradizionali e di nuova tendenza.

    Le edizioni coincidenze, 2×2 e non_identità, sono state presentate a Milano presso la Fondazione Mudima, la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Archivio Ricerca Visiva – Ar.Ri.Vi. di Anna Valeria Borsari. 

    In mostra da Biffi Arte anche alcuni esempi della linea grafica della comunicazione legata al progetto, locandine e comunicati progettati da Paolo Di Vita, autore del concept grafico di tutte le edizioni: la copertina dei multipli coincidenze, formato, piega e grafica di 2×2 e non_identità.

    Il quaderno edito da Scritture che accompagna l’esposizione è stato presentato il 12 febbraio. Racconta sinteticamente dieci anni di attività, e ospita brevi saggi che approfondiscono alcuni aspetti  strutturali dell’intero progetto, in primis l’identità della grafica contemporanea e il concetto di “traduzione” tra lingue e linguaggi e con media differenti, oltre a focus su personaggi che sono stati protagonisti, il poeta Angelo Lumelli, scomparso nel 2024, e Adriano Spatola, figura fondamentale della Poesia visiva e concreta.

    Il progetto da>verso e le edizioni sono documentate dal sito da>verso.wordpress.com, creato e aggiornato da Chiara Giorgetti, dove si può leggere in pdf la prima pubblicazione del 2011, vedere immagini di mostre e opere, visionare le videoregistrazioni di Roberto Dassoni di alcuni reading e incontri.

    Sarebbe un’ardua impresa elencare tutti gli artisti e poeti coinvolti nel progetto, e inquietante sarebbe prendere atto e dare notizia di quanti siano venuti meno nell’arco di poco più di dieci anni – suonerebbe più come un elenco di epitaffi alla Spoon River. Auspichiamo che i più giovani colgano e sviluppino l’eredità vivente dei contenuti di questo progetto, la profondità storica, il pensiero e la sperimentazione artistica, campo di indagine aperta in molteplici direzioni.

    #12Febbraio #2x2 #AccademiaDiBelleArtiDiBrera #AccademiaDiBrera #AdrianoSpatola #AngeloLumelli #AnnaMariani #AnnaValeriaBorsari #ArRiVi_ #ArchivioRicercaVisiva #arte #BibliotecaNazionaleBraidense #ChiaraGiorgetti #Coincidenze #daVerso #FondazioneMudima #GalleriaBiffiArte #ItaloTesta #MargheritaLabbe #nonIdentità #PaoloDiVita #poesia #ricerca #RobertoDassoni #scritture #ScuolaDiGraficaDArte #sperimentazioni #SusannaGualazzini #transizioniArtePoesia

  6. [r] _ l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione

    L’ITALIA SOMMERSA E LA FRANCIA EMERSA: TRE INTERROGATIVI E UNA CONSTATAZIONE
    (gli anni Ottanta e Novanta e la spiegazione di una situazione italiana che perdura)

    1) Cosa succedeva in Francia tra la metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, ossia quando in Italia scomparivano Italo Calvino (1985), Adriano Spatola (1988), Enrico Filippini (1988), Antonio Porta (1989), Giorgio Manganelli (1990), Carmelo Samonà (1990), Achille Cavellini (1990), Corrado Costa (1991), Patrizia Vicinelli (1991), Luciana Arbizzani (1991), Valerio Miroglio (1991), Pier Vittorio Tondelli (1991), Stefano D’Arrigo (1992), Germano Lombardi (1992), Silvano Martini (1992), Gianni Sassi (1993), Giovanni Testori (1993), Antonio Neiwiller (1993), Luigi Pasotelli (1993), Paolo Volponi (1994), Luciano Anceschi fondatore del «verri» (1995), Giuseppe Guglielmi (1995), Franco Beltrametti (1995), Anna Malfaiera (1996), Edoardo Cacciatore (1996), Amelia Rosselli (1996), Giordano Falzoni (1998), Toti Scialoja (1998), Vincenzo Accame (1999), Renato Pedio (1999), Annalisa Alloatti (2000) ?

    [N.b.: nel 1986 Emilio Villa era stato colpito da ictus e conseguente afasia. Poco fuori dal cerchio degli anni Novanta scompaiono Giovanni Ragagnin (2003), Carmelo Bene, Emilio Tadini, Giovanna Sandri e Franco Lucentini (2002), Alice Ceresa e Roberto Sanesi nel 2001].

    2) Cosa succedeva in Francia quando in Italia si esauriva l’esperienza di «Lotta poetica» (1987), «Alfabeta» (1988), poi quella del «Cavallo di Troia» (1989), quella di «Tam Tam» (1991), quella di «Videor» (1991), quando la storica rivista «Altri Termini» chiudeva definitivamente i battenti (1992), l’impegno di «Abiti lavoro» si interrompeva nel 1993, quello di «Molloy» nello stesso anno, e smetteva di uscire la roversiana «Rendiconti» (fine anni ‘90), nonostante esistessero e resistessero «Baldus» (fino al 1996, dal 1990) e «Campo» (di Francesco Leonetti) ?

    3) Chi avviava in Francia nuove ricerche letterarie, nel momento in cui (1988) in Italia nascono due riviste diverse e tuttavia entrambe legate a una (fiducia forte nella) persistenza del genere “poesia”, come «Versodove» (a Bologna) e – nome inequivocabile – «Poesia», di Nicola Crocetti (a Milano); e nel momento in cui il testo di Roberto Roversi più sperimentale e meno lontano dalla neoavanguardia, ossia Le descrizioni in atto (iniziato nel 1963, uscito in ciclostile dal 1969), aveva la sua ultima edizione a stampa nel 1990 (per Coop Modem), prima dell’autoantologia d’autore che Sossella pubblica nel 2008 ?

    Questo succedeva in Francia:

    >>> tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta [ritroviamo autori come Christophe Hanna, Nathalie Quintane, Charles Pennequin, Christophe Fiat, Olivier Cadiot, Pierre Alferi, Jean-Michel Espitallier, Christophe Tarkos, Vannina Maestri e altri] su un certo numero di riviste, riviste che sono del resto essi stessi a creare, visto che nessuno dei “grandi” periodici allora sul mercato sembra corrispondere a quello che stanno facendo o a quello che sperano di leggere. Vannina Maestri, Jean-Michel Espitallier e Jacques Sivan fondano Java nel 1989; io metto in piedi Nioques nel 1990; Nathalie Quintane, Christophe Tarkos e Stéphane Bérard creano RR nel 1993; Christophe Fiat e Anne-James Chaton fondano TIJA (The Incredible Justine’s Adventures) nel 1997, Olivier Cadiot e Pierre Alferi pubblicano i due numeri della Revue de Littérature Générale tra il 1995 e il 1996, Vincent Tholomé fa uscire nel marzo del 1996 il primo numero di TTC (Tombe tout court), su cui appaiono fin dall’inizio i nomi di Charles Pennequin e di Christophe Tarkos, seguiti ben presto da quelli di Vannina Maestri e di Jacques-Henri Michot; Christophe Tarkos e Katalin Molnar fondano Poézie prolétèr nel 1998… Non si può negare che tutto questo contribuisca a definire uno specifico campo, o, meglio, un territorio preciso all’interno di uno specifico campo. In parte, si tratta di una reazione a quello che, dopo il 1980, si è venuto presentando come un ritorno al “lirismo” e ai fondamenti tematici e formali della poesia poetica (quella che io chiamo “ri-poesia”). In parte, si prendono le distanze dallo “stile” delle ex neoavanguardie, testualiste o formaliste che siano, egemoni nel corso del doppio decennio degli anni Sessanta-Settanta (in sostanza: posa teorica seriosa, atteggiamento profetico-ideologico, rigore dogmatico, struttura gruppuscolare e una certa propensione alle “teorie d’insieme” — il tutto secondo un modello di funzionamento largamente ereditato dalle avanguardie storiche degli anni Venti e Trenta). Contro i primi, ci si rifiuta di credere che la “fine” delle avanguardie possa aprire le porte a una restaurazione pura e semplice della Poesia, intesa sub specie æternitatis. Contro i secondi (o meglio: contro e assieme ai secondi) vengono acquisite tutte quelle interrogazioni e conquiste critiche della modernità poetica in grado di funzionare come punto di partenza e di permettere, poi, con assoluta libertà di movimento (con ironia e umorismo per molti), la creazione di forme e oggetti nuovi, ibridi, post-poetici e trans-generici. Ci troviamo così di fronte a un momento e a uno spazio che si costituiscono ormai privi di un centro o di un polo d’attrazione dominanti. La nozione di rete si fa assai più pertinente rispetto a quella di gruppo, o di movimento. Lo spazio comune di cui sto parlando è composto di micro-spazi (nel mio vocabolario: “capanne”) più o meno effimeri e transitori, dove la circolazione è libera.<<<

    (Jean-Marie Gleize, Il senso delle parole)

    E qual era la situazione dell’editoria mainstream in Italia tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta? Ecco: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/.

    Una constatazione a chiusura di questa sequenza di dati non può dunque non riguardare la situazione disgraziata, depressa e deprimente dell’Italia rispetto (almeno) alla Francia. Ma altro si potrebbe dire a proposito di quel che è accaduto (esploso, si direbbe, o fiorito – per usare una vecchia metafora) tra anni Ottanta e primi Duemila soprattutto tra Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.

    Restando al nostro Paese, non rimane che tirare così le somme di quanto annotato e (ripetendo quasi alla lettera un tassello di Poesia per il pubblico) sottolineare che i lettori (e poi autori) italiani che hanno vissuto la propria formazione letteraria negli anni Settanta e primi Ottanta hanno potuto incontrare naturalmente, agevolmente, nel contesto attorno e nelle offerte librarie, un’editoria e un quadro di conflitti che alle generazioni successive sono stati letteralmente sottratti. Semplicemente negati. Una cancellazione e negazione che ha avuto – nell’editoria mainstream prima e nelle richieste della distribuzione all’editoria poi – dei soggetti particolarmente solerti, il cui operosissimo e ormai quarantennale lavoro ha portato alla situazione attuale: ha portato cioè direttamente al tipo di poesia o re-poésie / ri-poesia che rappresenta la stragrande maggioranza di quel che purtroppo è dato di leggere in Italia, oggi e ormai da tempo. E non soltanto in pubblicazioni mainstream, né soltanto nelle librerie di catena.

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  7. da oggi, 18 gennaio @ biffi arte (piacenza): da>verso 2010-2022, le edizioni d’arte dell’accademia di brera

    da>verso 2010-2022
    Edizioni d’arte all’Accademia di Brera
    @ Galleria Biffi Arte, Piacenza
    dal 18 gennaio al 15 febbraio 2025
    Inaugurazione 18 gennaio, ore 17 
    a cura di Susanna Gualazzini

    Mostra dedicata alle edizioni da>verso, realizzate nell’ambito di progetti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel corso della mostra, il 12 febbraio, sarà presentato un quaderno che racconta l’esperienza, con alcuni approfondimenti.

    Galleria Biffi Arte
    Via Chiapponi, 39 – 29121 Piacenza 
    L’esposizione, a cura di Margherita Labbe, intende presentare la copiosa produzione artistica-editoriale di multipli che accostano grafica e poesia, realizzati nell’ambito del laboratorio didattico dell’Accademia di Belle Arti di Brera da>verso. Transizioni arte_poesia (e sue titolazioni successive), a cura dei docenti Paolo Di Vita, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe e Anna Mariani, e del poeta Italo Testa per la parte letteraria. Obiettivo e oggetto del laboratorio, oltre al grado zero della conoscenza, ovvero a un approccio diretto e antiretorico alla poesia contemporanea, è la sperimentazione di prospettive di interazione e contaminazione, anzi di vera e propria transizione mediale, tra linguaggi e forme del testo letterario e pratica visiva in senso ampio, includendo codici e procedimenti tradizionali e di nuova tendenza.

    Le edizioni coincidenze, 2×2 e non_identità, sono state presentate a Milano presso la Fondazione Mudima, la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Archivio Ricerca Visiva – Ar.Ri.Vi. di Anna Valeria Borsari. Per alcuni anni, complice la pandemia e la sospensione dei progetti, le edizioni sono rimaste in aula chiuse in un armadio della Scuola di Grafica d’arte, e siamo lieti di proporle oggi a un pubblico piacentino, viste le forti connessioni con la cultura contemporanea della nostra città, e la presenza di numerosi piacentini tra gli ospiti e collaboratori del Progetto da>verso, e tra gli autori delle opere grafiche negli anni elaborate. La mostra, presso le sale interrate della Galleria Biffi Arte, espone un corposo “campione” dei risultati. Non essendo possibile esporre tutto il materiale, si è dovuto a malincuore operare una selezione, motivata, più che da scelte di merito (notorietà dell’artista o del poeta, impatto visivo, ecc.), da ragioni editoriali, a far sì che fossero rappresentati in modo equilibrato tutti gli autori in campo – poeti, artisti, docenti e studenti, e la grande varietà poetica e tecnologica, dando risalto ad alcuni risultati eccellenti. Tutte le edizioni saranno documentate da una slide di immagini proiettate nel nevaio della galleria.

    In mostra anche alcuni esempi della linea grafica della comunicazione legata al progetto, locandine e comunicati progettati da Paolo Di Vita, autore del concept grafico di tutte le edizioni: la copertina dei multipli coincidenze, formato, piega e grafica di 2×2 e non_identità.

    Il quaderno edito da Scritture che accompagna l’esposizione sarà presentato il 12 febbraio. Racconta sinteticamente dieci anni di attività, e ospita brevi saggi che approfondiscono alcuni aspetti  strutturali dell’intero progetto, in primis l’identità della grafica contemporanea e il concetto di “traduzione” tra lingue e linguaggi e con media differenti, oltre a focus su personaggi che sono stati protagonisti, il poeta Angelo Lumelli, scomparso nel 2024, e Adriano Spatola, figura fondamentale della Poesia visiva e concreta.

    Il progetto da>verso e le edizioni sono documentate dal sito da>verso.wordpress.com, creato e aggiornato da Chiara Giorgetti, dove si può leggere in pdf la prima pubblicazione del 2011, vedere immagini di mostre e opere, visionare le videoregistrazioni di Roberto Dassoni di alcuni reading e incontri.

    Sarebbe un’ardua impresa elencare tutti gli artisti e poeti coinvolti nel progetto, e inquietante sarebbe prendere atto e dare notizia di quanti siano venuti meno nell’arco di poco più di dieci anni – suonerebbe più come un elenco di epitaffi alla Spoon River. Auspichiamo che i più giovani colgano e sviluppino l’eredità vivente dei contenuti di questo progetto, la profondità storica, il pensiero e la sperimentazione artistica, campo di indagine aperta in molteplici direzioni.

    #12Febbraio #2x2 #AccademiaDiBelleArtiDiBrera #AccademiaDiBrera #AdrianoSpatola #AngeloLumelli #AnnaMariani #AnnaValeriaBorsari #ArRiVi_ #ArchivioRicercaVisiva #arte #BibliotecaNazionaleBraidense #ChiaraGiorgetti #Coincidenze #daVerso #FondazioneMudima #GalleriaBiffiArte #ItaloTesta #MargheritaLabbe #nonIdentità #PaoloDiVita #poesia #ricerca #RobertoDassoni #scritture #ScuolaDiGraficaDArte #sperimentazioni #SusannaGualazzini #transizioniArtePoesia

  8. scrive a una sacerdotessa della luna / corrado costa. 1981

    Registrato a Parma nel 1981 e pubblicato postumo nella rivista “Baobab. Informazioni fonetiche di poesia” a cura di Adriano Spatola.

    #AdrianoSpatola #Baobab #BaobabInformazioniFoneticheDiPoesia #CorradoCosta #Costa #poesia #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #ScriveAUnaSacerdotessaDellaLuna

  9. dal 18 gennaio @ biffi arte (piacenza): da>verso 2010-2022, le edizioni d’arte dell’accademia di brera

    da>verso 2010-2022
    Edizioni d’arte all’Accademia di Brera
    @ Galleria Biffi Arte, Piacenza
    dal 18 gennaio al 15 febbraio 2025
    Inaugurazione 18 gennaio, ore 17 
    a cura di Susanna Gualazzini

    Mostra dedicata alle edizioni da>verso, realizzate nell’ambito di progetti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel corso della mostra, il 12 febbraio, sarà presentato un quaderno che racconta l’esperienza, con alcuni approfondimenti.

    Galleria Biffi Arte
    Via Chiapponi, 39 – 29121 Piacenza

    #12Febbraio #2x2 #AccademiaDiBelleArtiDiBrera #AccademiaDiBrera #AdrianoSpatola #AngeloLumelli #AnnaMariani #AnnaValeriaBorsari #ArRiVi_ #ArchivioRicercaVisiva #arte #BibliotecaNazionaleBraidense #ChiaraGiorgetti #Coincidenze #daVerso #FondazioneMudima #GalleriaBiffiArte #ItaloTesta #MargheritaLabbe #nonIdentità #PaoloDiVita #poesia #ricerca #RobertoDassoni #scritture #ScuolaDiGraficaDArte #sperimentazioni #SusannaGualazzini #transizioniArtePoesia

  10. “poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k

    Sulla scorta degli interventi di Elisa Donzelli (LPLC, 23 gen. 2022) e di Lorenzo Mari (Argo, 17 feb. 2022) a proposito della generazione dei nati nell’arco di tempo 1968-1980, interventi che considero qui letti e meditati, aggiungo poche brevi riflessioni.

    Si tratta di appunti verso un possibile saggio, non di osservazioni strutturate:

    A_
    Un numero consistente di autori nati dopo il 1968 non si è trovato affatto al di fuori di una ipotesi (verificabile, a volte contraddittoria, ma pure reale) di comunità, talvolta non solo letteraria ma anche politica. Penso ai genovesi del gruppo Bibhicante (Fabrizio Venerandi, Donald Datti, Paola Malaspina e Gianluca Seimandi), agli autori che si riunivano nei primissimi anni Novanta sotto la sigla LARP (Laboratorio Aperto di Ricerca Poetica, a cui partecipavano, tra gli altri, Vincenzo Ostuni, Laura Pugno, Lidia Riviello, Simone Caltabellota, Marco Cassini, Michele Fianco), al collettivo Sparajurij (cfr. qui), alla redazione della rivista bolognese “Versodove”, all’esperimento àkusma (1999-2003, fondato da Giuliano Mesa), alla redazione di gammm, al gruppo raccolto intorno a siti come Nazione indiana o Absolute poetry, all’ensemble EscArgot (che intorno al 2009 prendeva appunto nome dal centro sociale ESC nel quartiere San Lorenzo, a Roma, ed era composto originariamente da Maria Grazia Calandrone, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Elisa Davoglio, Michele Fianco, Francesca Fiorletta, Marco Giovenale, Massimiliano Manganelli, Giulio Marzaioli, Tommaso Ottonieri, Cetta Petrollo, Vincenzo Ostuni, Gilda Policastro, Lidia Riviello, Sara Ventroni).

    Emilio Villa e Corrado Costa, dall’archivio di Pari & Dispari, di Rosanna Chiessi _ https://www.pariedispari.org/

    Nel testo 6070 (uscito nel 2020 su OperaViva ma scritto parecchi anni prima), ho fatto per me, inoltre, l’esempio congiunto della rivista “Babele” e del movimento della Pantera, a cui dovrei accorpare una collaborazione e dialogo di non breve durata con le riviste “Private” e “Il Segnale”. (P. es.: nel 1997 ho curato, sulle migrazioni e sul passaggio come identità, e in modo tentativamente non ‘neorealista’, un numero di “Private” intitolato Identità di transito, di cui si può avere un succinto saggio qui: https://www.privatephotoreview.com/1997/09/11-identita-di-transito/).

    B_
    Mi domando – tornando al documento su LPLC di Elisa Donzelli – se il forte legame con la scrittura poetica dei “nonni” Sereni e Fortini piuttosto che con padri assenti (o non visibili) si debba principalmente a una unicità indubitabile / totalmente inaggirabile dei due poeti, e non anche o soprattutto all’unione di tre fattori:

    (1) la scelta, da parte dell’editoria di grande distribuzione, di privilegiare unicamente la lirica, o meglio le scritture assertive; (2) la scomparsa tra fine anni Settanta e metà Novanta di un numero impressionante di persone cruciali e autori definibili sperimentali: Vittorio Reta, morto nel 1977; Demetrio Stratos, 1979; Italo Calvino, 1985; Adriano Spatola, 1988; Enrico Filippini, 1988; [Antonio Porta, 1989]; Giorgio Manganelli, 1990; Carmelo Samonà, 1990; Achille Cavellini, 1990; Corrado Costa, 1991; Patrizia Vicinelli, 1991; Luciana Arbizzani, 1991; Valerio Miroglio, (1991); [Pier Vittorio Tondelli, 1991]; Stefano D’Arrigo, 1992; Germano Lombardi, 1992; Silvano Martini, 1992; Gianni Sassi, 1993; Giovanni Testori, 1993; Antonio Neiwiller, 1993; Luigi Pasotelli, 1993; Paolo Volponi, 1994; Luciano Anceschi, 1995; Franco Beltrametti, 1995; Giuseppe Guglielmi, 1995; Anna Malfaiera, 1996; Edoardo Cacciatore, 1996; [Amelia Rosselli, 1996]; Giordano Falzoni, 1998; Toti Scialoja, 1998; Vincenzo Accame, 1999; Renato Pedio, 1999, Annalisa Alloatti, 2000; nel 1986 Emilio Villa era stato colpito da ictus e conseguente afasia; mentre poco fuori dal cerchio degli anni Novanta muoiono Giovanni Ragagnin (2003), Carmelo Bene, Emilio Tadini, Giovanna Sandri e Franco Lucentini (2002), Alice Ceresa e Roberto Sanesi nel 2001; (3) l’uscita di un numero ragguardevole di volumi sereniani, presso Mondadori, a partire da Tutte le poesie, nello Specchio, nel 1986, a tre anni dalla scomparsa dell’autore. (Una seconda edizione è già del 1987). Siamo al centro degli anni Ottanta.

    C_
    La conclusione del decennio 1971-80 registra ben evidenti segni premonitori di ciò che anche in poesia sarebbe stato il periodo degli Ottanta: anche solo le due edizioni della Parola innamorata, 1979 e 1980, sarebbero sufficienti. Per cosa? Per parlare di ritorno all’ordine (editoriale), come minimo. A cos’altro avrebbe reagito, infatti, il gruppo ’93, se non ad una situazione di sostanziale restaurazione? (Ossia ad un tentativo di fare come se tutte le avanguardie e le sperimentazioni novecentesche, semplicemente, non fossero mai esistite).

    D_
    Sembra assai difficile, per esempio, soprassedere sulle scelte formali/stilistiche di Mondadori a partire dal decennio seguente la scomparsa di Montale (1981) e Sereni (1983). Tolti i cinque nomi di Zanzotto, Neri, Gramigna, Ballerini e Majorino, ai quali aggiungerei quelli dei ‘fuorilegge’ Zeichen e Bordini, e sicuramente l’hapax Balestrini (Caosmogonia, 2010), credo che un sommario elenco di autori pubblicati nello Specchio in questo trentennio parli da solo, in termini di inclinazione di scrittura (non parlo di qualità ma di modus scribendi): Valduga, Frabotta, Spaziani, Bellezza, Riccardi, Lamarque, Giudici, Conte, Mussapi, Vitale, Raboni, De Angelis, Anedda, Dal Bianco, Bacchini, Cucchi, Risi, Erba, Orelli, Buffoni, Bevilacqua, Zavoli, Benedetti, Pecora, Rondoni, Copioli, Calabrò, Fiori, Villalta, Cerami, Ramat, Deidier, Bona, Theóphilo, Ruffilli. Nulla che anche solo lontanamente accenni a una sintonia con quel formidabile cambio di paradigma che – iniziato tra fine anni Cinquanta e primissimi Sessanta – dopo il ’68 e dopo la selva di sperimentazioni e laboratori anche verbovisivi degli anni Settanta avrebbe continuato a lavorare (esistere!) pur venendo recisamente radicalmente aggredito e negato (per non dire asfaltato) dall’editoria di grande distribuzione e dalla pubblicistica già definibile “generalista”.

    E_
    Per la “bianca” di poesia Einaudi il 1980 è uno degli anni della ristampa de Gli strumenti umani, di Sereni, e di Foglio di via e altri versi, di Fortini. Tra gli anni Ottanta e la metà dei Novanta escono nella collana libri di Cavalli, Luzi, De Angelis, Orengo, Naldini, Ortesta, Ottieri, Bufalino, Erba, Valduga, Bona, D’Elia, Raboni, Merini, Romano, Piersanti, per arrivare al 1994 di Composita solvantur, testamento di Franco Fortini. Se osserviamo invece la vicenda dei Novissimi, notiamo che il libro nato nel 1961 era stato accolto in Einaudi nel 1965, per arrivare a un'”ultima” edizione (guarda caso) nell’anno-soglia 1979. Si entra poi in un ventennio ben abbondante di assenza dalle librerie italiane. La ristampa successiva porta la data del 2003. (Ed è tutt’ora l’ultima, in senso assoluto – parrebbe).

    F_
    Ma in casa Garzanti? Dal 1980 al 1995: Penna, Bemporad, Parronchi, Romagnoli, Cerami, Sereni (Stella variabile, opera accresciuta rispetto alla prima edizione comparsa in tiratura limitata), Caproni, Bertolucci, Cima, Canali, Fiore, Mussapi, Ramat, Ruffilli, Levi, Morante, Sanesi, Luzi, Guidacci, Pozzi, Lamarque, Bellezza, Spagnoletti, Turoldo, Giudici, Ottieri, Pasolini, Bacchini, Rebora, Erba, per citare solo alcuni.

    G_
    Quali autori non allineati trovava in scaffale il lettore ventenne nel 1989-90? Ipocalisse, di Balestrini, era uscita nel 1986 da Scheiwiller (due anni dopo il ‘forzato’ periodo francese dell’autore, 1979-1984). Sempre da Scheiwiller, le Osservazioni sul volo degli uccelli (1988) e nell’87 per Becco giallo Il ritorno della signorina Richmond. La prima edizione dell’Orda d’oro, di Balestrini e Moroni, esce nel 1988. Nel 1989 nasceva a Milano il Gruppo ’93; e, a cura di Mario Lunetta e Franco Cavallo, usciva Poesia italiana della contraddizione, 350 pagine pubblicate non certo da Einaudi, Garzanti o Mondadori, ma da Newton Compton. Ed era in attività un gruppo agguerrito di critici e autori, capaci di tentare di contrastare il kitsch di un orfismo montante, e tuttavia non in grado di stabilire un legame solido con la Francia di Anne-Marie Albiach (classe 1937), Denis Roche (nato anche lui nel ’37), Dominique Fourcade (1938), Emmanuel Hocquard (1940), Danielle Collobert (1940), Claude Royet-Journoud (1941), Christian Prigent (1945), Liliane Giraudon (1946), Jean-Marie Gleize (1946), Anne Portugal (1949), Vannina Maestri (1954), Jacques Sivan (1955), Olivier Cadiot (1956), Éric Houser (1956), Jean-Michel Espitallier (1957), Christophe Tarkos (1963), Nathalie Quintane (1964), Christophe Marchand-Kiss (1964), Charles Pennequin (1965), Jérôme Mauche (1965), e di riviste come “Nioques”, “TXT” , “Java” e molte altre. Quasi tre generazioni di autori passati sotto silenzio. Un legame o scambio avrebbe invece permesso la formulazione di percorsi sperimentali non necessariamente centrati sulla lingua come fucina primaria.
    Un geniale Giuliano Mesa pubblicava uno dei suoi libri migliori, I loro scritti, nel 1992 per Quasar.

    H_
    Cosa trovava in scaffale un lettore ventenne nel 1999-2000? Poco, se non nulla, di quanto appena elencato, in termini di sperimentazione. Molto, invece, da Einaudi e Mondadori (i nomi fatti). Era pressoché trascorsa l’avventura del Gruppo ’93, chiusa la rivista “Baldus” (1990-1996). A dare altri parametri (tuttavia non “d’avanguardia”) rispetto al mainstream poteva pensare nel 1995 la raccolta delle Opere di Carmelo Bene, uscita per Bompiani. Dieci anni prima, nel 1985, era comparsa la seconda edizione del Waste Land di Eliot nella traduzione di Alessandro Serpieri (risalente all’82). L’opera di Umberto Eco proseguiva, sul versante critico-filosofico, in direzioni proficue con tre opere fondamentali come Sugli specchi (1985), I limiti dell’interpretazione (1990) e Kant e l’ornitorinco (1997). In poesia il 1995 era l’anno del meridiano di Vittorio Sereni.
    Mancano moltissimi tasselli al quadro, ma i pochi raccolti fin qui immagino diano un quadro limpido della situazione.
    Sia chiaro che in questa sede non si oppongono autori di ricerca ad autori assertivi (o non solamente). Si vuole semmai suggerire una banalità di base: i lettori e poi autori che avevano vissuto la propria formazione negli anni Settanta-Ottanta avevano potuto incontrare un’editoria e un quadro di conflitti che i nati successivamente purtroppo non avrebbero avuto a disposizione. (In 6070 faccio l’esempio, credo significativo, degli sceneggiati televisivi fruibili negli anni Settanta, radicalmente diversi rispetto a ciò che avrebbe elargito la tv commerciale nel decennio successivo).

    I_
    Ci interrogheremo sul ruolo della grande distribuzione libraria per come poi si è configurato tra anni Novanta e anni Zero? Vale la pena ricordare la chiusura delle decine e decine di librerie indipendenti o di catena (Rinascita, per nominarne solo una) negli anni Zero? Quel che è successo dal 1994 a oggi nella politica e nell’economia italiane è del tutto ininfluente sull’asse Mondadori-Einaudi-Rizzoli-Bompiani?

    J_
    La (mondadoriana) fortunata e meritoriamente ristampatissima antologia di poesia curata da Pier Vincenzo Mengaldo, del 1978 (daccapo: sulla soglia degli anni Ottanta), è stata nei decenni ed è tutt’ora in prima linea nella determinazione di un canone assertivo nelle scritture in versi di secondo Novecento, insieme alle periodiche uscite dell’Almanacco dello Specchio, e all’antologia Cucchi-Giovanardi Poeti italiani del secondo Novecento (Meridiani Mondadori, 1996, alla quarta edizione già nel 2001, sesta nel 2011; e Oscar Mondadori, edizione aumentata, 2004, seconda ristampa 2010).

    K_
    Un posto particolarmente rilevato dovrebbero occupare, in un resoconto meno lacunoso e sfilacciato di questo, non solo le antologie ‘serie’ (massime le due del 2005, Parola plurale e Dopo la lirica) e i tristi tentativi antologici del sottobosco, ma pure i resoconti dei critici che (particolarmente presso Carocci) negli ultimi anni si sono spesi sul campo – appunto – del canone. (Canonizzando quasi sempre il già canonizzato dall’editoria). Ma qui lo spaziotempo e l’energia disponibile si oppongono, e rinvio.

    …

    Se nel 1979 crolla il palco dei poeti di Castel Porziano, per eccesso di “pubblico della poesia”, poco dopo entra in scena la “poesia per il pubblico”: la re-poésie, come direbbe Gleize. Le movenze e retoriche dell’assertività.

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